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Produttività e denatalità, a Rieti il Tavolo Nazionale: tra i protagonisti Mauro Antonini.


Nella “Umbilicus Italiae” il Centro Studi Produttivitalia, con AEPI e ANGI, presenta in anteprima la ricerca realizzata con il GSSI – Gran Sasso Science Institute

RIETI — C’è stato anche Mauro Antonini, ideatore del progetto editoriale Roma Capitale d’Imprese, tra gli ospiti del Tavolo Nazionale della Produttività che si è svolto a Rieti il 16 giugno. L’appuntamento — ospitato dallo Spazio “100 X Centro” di piazza San Rufo — è stato promosso dal Centro Studi Produttivitalia, iniziativa dell’Associazione Entrobordo, in collaborazione con AEPI e ANGI.

Il titolo dei lavori dice già molto sull’ambizione dell’iniziativa: “un nuovo paradigma per lo sviluppo dei territori”. L’evento è stato concepito non come un convegno celebrativo, ma come un vero e proprio atto di policy, pensato per integrare la pianificazione industriale con le strategie demografiche e superare i paradigmi settoriali che per troppo tempo hanno frenato la crescita dei territori.

La ricerca con il Gran Sasso Science Institute

Cuore della giornata è stata la presentazione in anteprima della ricerca “Quando la produttività frena la natalità: il caso delle mPMI in Italia. Relazioni tra demografia, lavoro e sviluppo economico”, commissionata dal Centro Studi e realizzata con i ricercatori del GSSI – Gran Sasso Science Institute.

Lo studio individua una relazione tutt’altro che scontata: la bassa produttività delle micro e piccole imprese non è soltanto un freddo indicatore economico, ma è strettamente legata alla crisi demografica e alla denatalità. La produttività delle mPMI viene letta, al contrario, come la leva principale per aumentare i salari reali, trattenere i giovani talenti e migliorare la qualità della vita delle comunità locali. Obiettivo dichiarato del Tavolo: elaborare linee guida operative e un indice territoriale composito per misurare il legame tra efficienza economica e benessere sociale.

Un parterre istituzionale e d’impresa

Al confronto di Rieti hanno preso parte politici, amministratori, accademici e imprenditori. Tra gli ospiti, fra gli altri, i parlamentari Giulio Centemero e Camilla Laureti, l’assessore regionale Manuela Rinaldi, il sindaco Daniele Sinibaldi, i professori Piero Dominici e Alessandro Giudici, il manager Danilo Broggi e diversi imprenditori del territorio. A moderare i lavori il giornalista Marco Fuggetta.

Nel novero degli ospiti anche l’imprenditore Marco Travaglini, che del progetto Roma Capitale d’Imprese è uno degli autori — firma del capitolo dedicato al sistema economico — e che ha invitato Antonini a portare il proprio contributo al Tavolo.

Il contributo di Antonini

Per Antonini il tema è terreno noto. Il progetto Roma Capitale d’Imprese. La città che osa imprendere, presentato nei mesi scorsi al Palazzo delle Esposizioni, in Campidoglio e a Palazzo Valentini, ruota proprio attorno all’idea dell’impresa come metodo più che come slogan: regole certe, tempi definiti, visione di lungo periodo. Una linea che lo stesso Antonini ha riassunto così: 

“Una città non si rimette in piedi con gli slogan, ma applicando regole, dando tempi certi e costruendo metodo. Roma non è una frana inevitabile: è un insieme di scelte”.

Un approccio che dialoga in modo diretto con le tesi del Tavolo reatino, dove la produttività delle piccole imprese viene messa al centro non come questione contabile, ma come scelta politica capace di incidere sulla tenuta demografica e sociale dei territori.

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