Norvegia nel mirino. Lo scontro diretto decisivo il 16 novembre a San Siro. Prima però bisogna vincere in Estonia, a Bari con Israele e in Moldavia. E servono tanti gol
ROMA – Ora che la nottata è passata più o meno indenne, con l’incredibile 5-4 contro Israele l’Italia s’è rimessa sul sentiero dei Mondiali. E noi possiamo rimetterci a tavolino per capire cosa, materialmente, gli Azzurri devono fare per andare negli Stati Uniti l’anno prossimo. Non ci vuole chissà che navigatore.
Dopo il 5-0 all’Estonia e la vittoria di ieri l’Italia è seconda nel gruppo I a quota 9 punti, appaiata a Israele ma davanti per differenza reti (+5 contro +4). Un bel salto se si pensa che prima della sfida agli estoni il bilancio era in negativo: due gol segnati e tre subiti. Ora dunque bisogna vincere tutte le prossime partite e segnare il più possibile. Chi arriva primo si qualifica, la seconda deve passare dai playoff. E l’Italia sa cosa può significare quella strettoia.
In vetta al girone comanda la Norvegia a 12 punti, tre lunghezze sopra l’Italia. Lo scontro diretto decisivo è già cerchiato in rosso: 16 novembre, tutte le luci a San Siro. In caso di arrivo a pari punti non conteranno gli scontri diretti ma la differenza reti generale, quindi per Gattuso ogni gol fatto (e ogni rete evitata) diventa un mattone fondamentale.
Solbakken ha un +11 di differenza reti che rischia di pesare tantissimo. Prima del big match di Milano ci sono tre tappe senza appello: Estonia in trasferta (11 ottobre), Israele a Bari (14 ottobre), Moldavia in trasferta (13 novembre). Vietato sbagliare, vietato distrarsi. In pratica vietato replicare l’assurda partita con Israele. E’ andata bene una volta…
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