Piglio, Un’amministrazione comunale che naviga a vista senza alcuna visione strategica per incentivare il tursimo
In questi ultimi 10 anni la cronica mancata valorizzazione del potenziale storico, paesaggistico ed enogastronomico di Piglio, si è accentuata sempre di più contribuendo a trasformare questo paese in un borgo fantasma. Nonostante sia stata la patria del rinomato vino Cesanese del Piglio DOCG e si trovi sulla via Francigena del Sud, il borgo sconta una forte carenza di marketing territoriale, dovuta ad un’inesistente capacità amministrativa, che invece di dare vitalità al paese, contribuisce al suo declino. “Non è cambiato nulla se non peggio per il turismo pigliese -commentano alcuni cittadini- in campagna elettorale il Sindaco Felli aveva dato la colpa al covid ed un’assenza di comunicazione istituzionale, ma sembra che da un punto di vista promozionale, turistico, culturale questo paese sta scavando in basso dopo aver già toccato il fondo. Il paese è nell’abbandono più totale a breve si proporrà un gemellaggio con un villaggio brasiliano della foresta amazzonica, considerando che la vegetazione selvatica sta fagocitando l’intero paese, il tutto sotto l’indifferenza del Sindaco Mario Felli e degli altri amministratori”. In effetti la fotografia attuale di Piglio, mostra un paese sempre più in forte degrado, mostrando la sua debolezza nelle criticità principali, che così possono indicarsi: Navigazione a vista: manca una visione strategica e unitaria a medio termine da parte dell’amministrazione comunale per promuovere il borgo. C’è una scarsa comunicazione ed un’accoglienza assente, che determina una fuga di visitatori, d’altro canto come criticarli, è chiaro che non trovando nulla a Piglio , i turisti preferiscono spesso dirigersi verso mete limitrofe più strutturate, come Fiuggi, Serrone, Acuto, Trevi ect. “Certo -continuano i cittadini- nei tre anni che restano a quest’amministrazione è difficile recuperare i 10 passati in totale inerzia, però iniziare ad invertire la rotta è possibile se si vuole evitare che il turismo rimanga solo potenziale. Il Sindaco Felli, il delegato al turismo il consigliere Marco Mazzucchi (che da tempo sembra assente dalla scena amministrativa), l’Assessore alla Cultura Lucia Ceccaroni, forse non ne sono a conoscenza , ma Piglio, il paese che dovrebbero governare ed essere onorati di farlo, dispone di leve uniche che richiederebbero una messa a sistema e parliamo di Enoturismo: Il Cesanese, eccellenza del Lazio, è un traino fondamentale ma necessita di percorsi guidati ed eventi di degustazione più strutturati nelle cantine del territorio. L’unico evento non può essere durante l’anno solo la Sagra dell’Uva, ci devono essere eventi culturali, enogastronomici e turistici legati al mondo del vino durante tutto l’anno, come fanno con successo altri centri più piccoli e limitrofi a Piglio. Inoltre il Borgo Medievale: Il centro storico dominato dal castello e i panorami sulla Valle del Sacco, ai piedi del Monte Scalambra, offrono un contesto ideale per il turismo lento. Certo bisogna iniziare nel ripulire prima tutta l’area invasa dalle erbacce, comprese le campagne pigliesi che soffrono per il dissesto stradale, per le discariche a cielo aperto, per l’abbandono di tanti terreni diventati macchie che riducono il passaggio stradale. Inoltre non bisogna dimenticare che contribuisce alla mancanza di una strategia di marketing territoriale l’assenza di una segnaletica direzionale chiara, con l’installazione di cartelli turistici chiari, leggibili ed esaustivi, sia stradali per chi arriva in auto, sia pedonali per chi intende visitare il centro storico e le zone di interesse naturalistico. Importante anche una riqualificazione dei percorsi, con la manutenzione e pulizia costante di sentieri escursionistici e delle zone di pregio, assicurando che siano percorribili in totale sicurezza, come appunto la pista ciclabile diventata un viottolo in mezzo ad una foresta. E’ possibile che il Sindaco Felli e gli altri amministratori non vedono tutto ciò? Eppure l’Assessore al bilancio Carlo Appetecchia in seduta consiliare ha confermato la buona salute delle casse, e allora perché non iniziare a stanziare dei soldi per la pulizia, la manutenzione, la segnaletica di cui Piglio necessita? Oppure il Sindaco Felli spera sempre che saranno i famosi templari a salvare Piglio ed il suo turismo?”.

