Un campo che diventa memoria e amore: al 1º Memorial “Un Gol per la Vita”, Luigi Zeno e Michelle Marino consegnano la maglia dedicata a Simone De Martinis a mamma Arca, davanti ai colleghi che hanno giocato per lui.
Un campo che diventa memoria e amore: al 1º Memorial “Un Gol per la Vita”, Luigi Zeno e Michelle Marino consegnano la maglia dedicata a Simone De Martinis a mamma Arca, davanti ai colleghi che hanno giocato per lui.
Un campo che diventa memoria e amore: al 1º Memorial “Un Gol per la Vita”, Luigi Zeno e Michelle Marino consegnano la maglia dedicata a Simone De Martinis a mamma Arca, davanti ai colleghi che hanno giocato per lui.
Un campo che diventa memoria e amore: al 1º Memorial “Un Gol per la Vita”, Luigi Zeno e Michelle Marino consegnano la maglia dedicata a Simone De Martinis a mamma Arca, davanti ai colleghi che hanno giocato per lui.
Un campo che diventa memoria e amore: al 1º Memorial “Un Gol per la Vita”, Luigi Zeno e Michelle Marino consegnano la maglia dedicata a Simone De Martinis a mamma Arca, davanti ai colleghi che hanno giocato per lui.
Un campo che diventa memoria e amore: al 1º Memorial “Un Gol per la Vita”, Luigi Zeno e Michelle Marino consegnano la maglia dedicata a Simone De Martinis a mamma Arca, davanti ai colleghi che hanno giocato per lui.
Un campo che diventa memoria e amore: al 1º Memorial “Un Gol per la Vita”, Luigi Zeno e Michelle Marino consegnano la maglia dedicata a Simone De Martinis a mamma Arca, davanti ai colleghi che hanno giocato per lui.
Un campo che diventa memoria e amore: al 1º Memorial “Un Gol per la Vita”, Luigi Zeno e Michelle Marino consegnano la maglia dedicata a Simone De Martinis a mamma Arca, davanti ai colleghi che hanno giocato per lui.
Un campo che diventa memoria e amore: al 1º Memorial “Un Gol per la Vita”, Luigi Zeno e Michelle Marino consegnano la maglia dedicata a Simone De Martinis a mamma Arca, davanti ai colleghi che hanno giocato per lui.
Prosegue senza sosta l’attività di contrasto ai reati predatori condotta dai reparti dipendenti al Comando Provinciale Carabinieri di Rieti.
Nelle ultime ore, i militari della Stazione di Borbona, coadiuvati dai colleghi dell’Aliquota Radiomobile del Compagnia di Cittaducale, hanno tratto in arresto un trentaduenne del luogo, già noto alle Forze dell’Ordine, ritenuto responsabile di un furto ai danni di una realtà produttiva locale.
L’arresto è stato eseguito nel corso di una mirata attività investigativa che ha permesso di individuare l’uomo quale autore di un furto consumato, intorno alle ore 18:10, presso la sede di una ditta edile con sede a Posta.
Il soggetto è stato intercettato e bloccato dai militari poco dopo il compimento dell’azione delittuosa.
L’efficacia dell’intervento ha consentito il totale recupero della refurtiva, costituita da materiale edile del valore complessivo di circa 2.000 euro. La merce è stata prontamente restituita al legittimo proprietario, scongiurando così un ulteriore danno economico all’impresa colpita.
L’esito dell’operazione testimonia la costante attenzione dell’Arma dei Carabinieri nel presidio del territorio e l’efficacia dell’azione preventiva e repressiva attuata quotidianamente a tutela della sicurezza dei cittadini e del tessuto imprenditoriale locale.
Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.
TEATRO MANZONI ROMA presenta in Prima nazionale assoluta “MARILYN MONROE, Troppo bionda per essere creduta” con Melania Giglio, Danny Bignotti e Sebastian Gimelli Morosini, regia di Daniele Salvo | da giovedì 5 a domenica 22 marzo
L’incanto senza tempo di Marilyn, con le sue maschere, le sue fragilità e contraddizioni. Nell’anno che celebra il centenario della sua nascita in tutto il mondo arriva in Prima nazionale assoluta al Teatro Manzoni di RomaMARILYN MONROE, Troppo bionda per essere creduta, un racconto intenso e coinvolgente sulla leggendaria stella del cinema, narrato da una prospettiva inedita, in scena da giovedì 5 a domenica 22 marzo. Sul palco nel ruolo della protagonista Melania Giglio,anche autrice del testo,affiancata da Danny Bignotti (Joe Di Maggio) e Sebastian Gimelli Morosini (Milton Greene), per la regia di Daniele Salvo.
Hollywood, 1962. Un uomo siede al tavolo di un bar. Fuma, bevendo il suo caffè. È Joe Di Maggio, il grande campione, la leggenda del baseball americano. Si lascia cullare dai suoi ricordi, accarezzare dalle ossessioni e dai suoi fantasmi. C’è uno spirito che in particolare lo tormenta. È quello di una donna bionda che gli sussurra parole di miele nelle orecchie e nella mente.ÈMarilyn. Marilyn che non c’è più, che se ne è andata, che lo ha lasciato solo.
A strapparlo dai suoi melanconici pensieri è un bell’uomo sui 40 anni. È il famoso fotografo Milton Greene. È venuto a portare delle foto, le più belle che siano mai scattate alla grande diva. Sono le immagini che più di tutte hanno raccontato la sua anima. Milton Greene è stato il fotografo che ha lavorato con Marilyn durante alcuni dei periodi più intensi e creativi della sua vita. Non solo un fotografo, ma anche un amico e confidente, l’unica figura che abbia mai saputo vedere Marilyn per quello che era veramente, al di là della sua immagine di diva.
Ed è come se dai suoi ritratti Marilyn risorgesse: Marilyn e Norma Jeane, due anime sempre in lotta, due donne in un unico corpo. L’anima dolce, profonda e tormentata che deve mandare in scena l’altra, l’oca bionda che piace tanto agli uomini, che piace a tutti. I suoi diari, le poesie segrete che non faceva leggere a nessuno. Le innumerevoli gravidanze perdute, il corpo che non risponde più. E poi pillole. Pillole di ogni genere, che i medici e gli psichiatri le prescrivono in quantità, quelle stesse pillole che la uccideranno. E che lasceranno un deserto nel cuore degli unici due uomini che, seppur in chiave diversa, l’hanno davvero amata e conosciuta. Che l’hanno accettata per quello che era né più né meno “una farfalla, una bambina che cammina su di un filo sospeso sull’abisso”. (Antonio Tabucchi)
“Lo spettacolo – spiega l’autrice Melania Giglio – intende esplorare i lati più intimi e meno noti di Marilyn Monroe, mettendo in luce i suoi rapporti con due figure fondamentali della sua vita, Joe Di Maggio e Milton Greene. Questi legami, purtroppo contrassegnati da fragilità e incomprensioni, saranno al centro della nostra narrazione, come riflessi di un’epoca che ha contribuito a costruire il mito di Marilyn, ma che non ha saputo salvarla dal suo dolore interiore.
“La Marilyn che vogliamo raccontare – continua il regista Daniele Salvo – non è solo quella che la storia del cinema ci ha tramandato come simbolo di sensualità, ma una donna alla continua ricerca di un equilibrio tra il suo bisogno di affetto e il peso della fama. Il contrasto tra la donna pubblica e quella privata sarà il cuore pulsante della nostra creazione”.
Tutte le canzoni di Marilyn saranno rigorosamente eseguite dal vivo.
Cari amici e compagni di viaggio della lista “Progetto Futuro”, all’indomani di questa intensa tornata elettorale per il rinnovo del Consiglio Provinciale di Frosinone, sento il dovere e il profondo piacere di rivolgere a ciascuno di voi un ringraziamento che nasce dal cuore. Essere stato il vostro capolista in questa competizione non è stato solo un onore formale, ma un motivo di immenso orgoglio e di profonda responsabilità che ho avvertito in ogni momento del nostro percorso. Al di là dei numeri, dei calcoli ponderati e dei risultati finali, ciò che emerge con forza dirompente è il valore umano di una squadra straordinaria. Abbiamo condiviso giorni densi di impegno, chilometri percorsi su e giù per la nostra splendida provincia e, soprattutto, abbiamo dato voce a un’idea comune: quella di una politica fatta di ascolto, di presenza costante e di risposte concrete ai bisogni dei nostri territori. Voglio ringraziarvi singolarmente per la qualità che avete saputo infondere in questa lista: Per la lealtà assoluta con cui avete sostenuto il nostro progetto, dimostrando che la compattezza di un gruppo vale molto più di qualsiasi ambizione individuale. Per la passione autentica che avete messo in ogni incontro, in ogni stretta di mano e in ogni confronto con i colleghi amministratori, portando ovunque il nostro messaggio di rinnovamento e concretezza. Per la competenza e la professionalità che ognuno di voi ha messo a disposizione. Siete stati il valore aggiunto che ha arricchito la nostra proposta politica, rendendola credibile e autorevole agli occhi dell’intero elettorato provinciale. Il mio successo e la mia elezione sono, in realtà, il successo di tutti voi. Non considero questo seggio come un traguardo personale, ma come la sintesi del lavoro collettivo di una lista che ha saputo farsi rispettare e apprezzare. La forza di “Progetto Futuro” è la prova inconfutabile che quando si lavora uniti per un obiettivo alto, si gettano basi d’acciaio per le sfide di domani. Il nostro impegno per il territorio non si ferma oggi, ma riparte con ancora più vigore. Sarete i miei primi interlocutori e i miei compagni di viaggio in questa nuova avventura amministrativa, perché una squadra così non si scioglie dopo il voto, ma cresce e si consolida nell’azione quotidiana. Con la stima di sempre e una gratitudine immensa, Gianluca Quadrini Consigliere Provinciale di Frosinone Lista “Progetto Futuro”
ROMA – Mentre non sembra affatto scemare i conflitto in Medio Oriente, un altro fronte sembra sul punto di surriscaldarsi pericolosamente. Proprio oggi, sabato 14 marzo, infatti la Corea del Nord ha lanciato una decina di missili balistici verso il Mar del Giappone. A lanciare l’allarme è stata la Corea del Sud, in particolare, secondo quanto riferito a Afp, lo Stato Maggiore Congiunto di Seul, lo JCS. Il ‘test’, secondo l’agenzia, sembrerebbe essere la risposta di Pyongyang alle esercitazioni militari in corso tra Corea del Sud e Stati Uniti. Attività che avevano già innervosito oltre il confine settentrionale e portato alla minaccia di “terribili conseguenze”.
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LE REAZIONE DI SEUL: “UNA PROVOCAZIONE CHE VIOLA LE RISOLUZIONI ONU”
In una comunicazione ufficiale, lo JCS ha riferito più precisamente che le forze armate di Seul hanno rilevato circa dieci missili balistici lanciati da una nave da guerra dalla zona di Sunan, in Corea del Nord, verso il Mar del Giappone, intorno alle 13:20. I missili sono riusciti a percorrere una distanza di circa 350 chilometri. A sua volta lo Stato Maggiore congiunto ha aggiunto che l’esercito sudcoreano è pronto a “rispondere in modo schiacciante a qualsiasi provocazione”. Anche la presidenza di Seul si è affrettata a condannare i lanci, definendoli una “provocazione che viola le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite” e ha esortato Pyongyang a interrompere immediatamente tali azioni.
KIM JONG UN E LA FIGLIA 13ENNE SPETTATORI DEL LANCIO-MISSILI
Ad assistere al test dei missili in diretta sono stati il leader nordcoreano Kim Jong Un e sua figlia 13enne, Kim Ju-ae. Un video della televisione di Stato ha infatti mostrato i due all’interno di una sala conferenze,mentre sembrano intenti a guardare uno schermo.
LA QUESTIONE NUCLEARE RESTA APERTA
Afp aggiunge che i lanci sono avvenuti poche ore dopo che il primo ministro sudcoreano Kim Min-seok aveva affermato che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva sollecitato un incontro con il leader della Corea del Nord, Kim Jong Un. In ballo, come per l’Iran, è la questione nucleare. “Da decenni- si ricorda- Washington è in prima linea negli sforzi per smantellare il programma nucleare nordcoreano, ma vertici, sanzioni e pressioni diplomatiche hanno avuto scarso impatto”.
MILANO – Venticinque anni di lavoro cancellati con un messaggio WhatsApp. È quanto denunciano i sindacati per la vicenda della Vetreria Maccarinelli di Travagliato, nel Bresciano, dove i dipendenti hanno ricevuto sul telefono la lettera di licenziamento dopo una normale giornata di lavoro di otto ore, con anche straordinari.
Una modalità che la Uiltec Brescia definisce “gravissima e inaccettabile”, sia sul piano industriale sia su quello umano. Fino al giorno prima, spiegano dal sindacato, nulla lasciava presagire una chiusura improvvisa: l’azienda aveva parlato di continuità e di passaggio generazionale, nel corso del 2025 erano stati fatti investimenti e a febbraio non era stato attivato alcun ammortizzatore sociale né aperto un confronto sindacale.
Poi la comunicazione di un giorno di ferie per calo produttivo e, subito dopo, il silenzio della proprietà, indicata dai sindacati nella titolare Francesca Maccarinelli, che non avrebbe più risposto né ai lavoratori né ai rappresentanti sindacali. ù
“Parliamo di persone- afferma Andrea Cassago della Uiltec Brescia– che hanno dedicato oltre 25 anni di servizio a questa vetreria, sostenendola anche nei momenti più difficili. Oggi queste stesse persone sono trattate come numeri, liquidate con un messaggio senza nemmeno il coraggio di essere guardate negli occhi. Il lavoro non è una ‘variabile da spegnere con un clic’. Dietro ogni licenziamento ci sono famiglie e vite intere dedicate all’impresa che non possono essere cancellate nell’indifferenza”.Il sindacato chiede ora chiarezza sulle cause della cessazione dell’attività, sulle responsabilità e sul rispetto dovuto a chi ha costruito la storia dell’azienda. “Siamo pronti a fornire tutta la tutela legale ai lavoratori- conclude Cassago- valutando tutte le azioni necessarie, sia sindacali che legali, per proteggere i lavoratori e le loro famiglie”.
ROMA – Due giovani sono morti nel Sud dell’Inghilterra, per meningite. Una vittima si è registrata all’Università del Kent e un’altra in una scuola superiore vicina, a Faversham, attorno a Canterbury: il primo era uno studente universitario di 21 anni, il secondo un 18enne all’ultimo anno delle scuole superiori. Altri 11 ragazzi sono ricoverati in condizioni serie in ospedale. L’Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria (UKHSA) ha disposto controlli precauzionali a vasto raggio in tutta l’area interessata: finora più di 30.000 persone sarebbero state invitate a sottoporsi a esami preventivi. Intanto, ai parenti stretti sono stati somministrati antibiotici. Il ceppo di meningite che ha ucciso le due persone non sarebbe ancora stato individuato.
Secondo la Bbc, il batterio potrebbe essersi diffuso in un nightclub di Canterbury dove sarebbero stati nei giorni scorsi alcuni studenti, tra quelli poi ricoverati. Questa la dichiarazione dell’Università del Kent: “La sicurezza dei nostri studenti e del nostro personale rimane la nostra massima priorità. Stiamo lavorando a stretto contatto con i team di sanità pubblica e siamo in contatto con il personale e gli studenti per garantire che ricevano i consigli e il supporto di cui hanno bisogno”.
QUALI SONO I SINTOMI DELLA MENINGITE
I sintomi della meningite includono febbre alta, vomito, rigidità del collo e un forte mal di testa che peggiora progressivamente, ma può anche causare sepsi potenzialmente letale. Possono esserci anche dolori articolari e muscolari, sensibilità alla luce intensa, mani e piedi freddi, convulsioni, confusione ed estrema sonnolenza. Il rischio, spiegano gli esperti, pè che i sintomi vengano “confusi con altre malattie come un brutto raffreddore, l’influenza o persino i postumi di una sbornia“. Chiunque manifesti sintomi di meningite o setticemia è invitato a recarsi al pronto soccorso più vicino o a chiamare il 999.
COME FUNZIONA LA MENINGITE
Alla luce del rischio epidemia in Inghilterra, il Guardian ha fatto il punto su questa pericolosa malattia. a causarla sono batteri meningococcici che si diffondono nel liquido che circonda il cervello e il midollo spinale, causando meningite, e infettano anche il flusso sanguigno, provocando sepsi. L’evoluzione della malattia è molto rapida.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIORGIA MELONI, KEIR STARMER
PRIMO MINISTRO DEL REGNO UNITO
Tutti gli aggiornamenti dal Medio Oriente: il Presidente degli Stati Uniti aumenta la pressione sulla Nato. Intanto Israele ha distrutto l’aereo di Ali Khamenei
ROMA – Diciassettesimo giorno di guerra in Medio Oriente. Tutte le principali notizie della giornata.
L’Europa prende tempo. E l’Italia non fa eccezione, è tra gli ultimi – insieme a Regno Unito, Germania e Grecia – a rispondere con prudenza alla richiesta di Donald Trump di contribuire militarmente alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando a Bruxelles, ha ribadito il sostegno italiano al rafforzamento delle missioni navali dell’Unione Europea nel Red Sea. Ma ha anche messo un paletto chiaro: estendere quelle operazioni fino allo stretto di Hormuz non sembra realistico. “Si tratta di missioni antipirateria e difensive”, ha spiegato, lasciando intendere che un allargamento del mandato sarebbe difficilmente sostenibile.
L’appello della Casa Bianca a paesi come Francia e Regno Unito perché inviino navi da guerra nello stretto è stato accolto con freddezza. Questo nonostante l’impennata dei prezzi dell’energia stia mettendo sotto pressione i governi di mezzo mondo. Il nodo è anche giuridico e politico. Secondo diversi esperti di diritto internazionale, un coinvolgimento militare diretto rischierebbe di trascinare i paesi europei in una guerra in piena escalation, scatenata dagli Stati Uniti insieme a Israele. Un conflitto che, oltre ai costi economici e ai rischi per la stabilità regionale, sta già pagando un prezzo altissimo in termini di vittime civili, soprattutto in Iran e in Libano, colpiti dai raid aerei congiunti.
12.34 – ELICOTTERI USA SULLE MADONIE, CGIL: IL GOVERNO CHIARISCA
“L’atterraggio degli elicotteri da guerra della US Navy nel cuore del parco delle Madonie, a Piano Catarineci, in pieno Unesco Global Geopark è un preoccupante episodio. Il costruendo telescopio sul Monte Mufara, nel Parco delle Madonie (Palermo), è un avanzato progetto astronomico situato a 1865 metri sul livello del mare e include il Wide Feld Mufara Telescope (WMT) e il futuro Flyeye dell’Esa, finalizzati al monitoraggio di asteroidi e detriti spaziali. Ci chiediamo, visto ciò che è successo ieri, proprio nelle vicinanze, se questo progetto, del quale il governo ha dichiarato l’interesse strategico nazionale, sia in verità collegato ad altro che non sia di interesse scientifico-astronomico. È necessario che il governo chiarisca in Parlamento e davanti all’opinione pubblica cosa sta succedendo sulle Madonie. Chiediamo al governo nazionale e a quello siciliano di farsi carico delle domande e delle preoccupazioni dei siciliani e dei madoniti”. Lo dicono il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo e il segretario Cgil Sicilia Alfio Mannino, raccogliendo i timori e le sollecitazioni espresse dal mondo del lavoro e dalle comunità dei 22 paesi delle Madonie, nel Palermitano, e dall’intera Sicilia, a proposito dell’esercitazione militare avvenuta ieri in un’area tutelata dall’Unesco.10.30 – TRUMP: STANNO ARRIVANDO DEI SÌ PER LE NAVI DA GUERRA A HORMUZ
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato di aver ricevuto “qualche risposta positiva” dopo la richiesta a diversi Paesi di inviare navi da guerra nello Stretto di Hormuz per rompere il blocco navale imposto dall’Iran. Un invito rivolto in particolare agli alleati della Nato, che secondo Trump andranno incontro “a un futuro molto spiacevole” se non accetteranno. Come riporta l’emittente Cnn, nelle ultime ore ai giornalisti Trump ha detto che vari Paesi “sono stati contattati oggi e ieri sera e abbiamo ricevuto alcune risposte positive. Alcuni hanno preferito non essere coinvolti”. Il capo della Casa Bianca tuttavia non ha chiarito con quali nazioni ci siano state queste interlocuzioni. Tuttavia, alcuni si sono già pronunciati pubblicamente: il ministro dell’Energia Ed Miliband ha detto che il Regno Unito sta valutando “ogni opzione”, un riscontro simile a quello giunto dalla Corea del Sud, che “valuterà attentamente” la proposta “a stretto contatto” con Washington. Giappone e Australia hanno declinato, sostenendo che non è in programma al momento l’invio di navi nel canale di Hormuz, dove transita circa il 20% del commercio energetico mondiale. La Cina ne ha approfittato per tornare a esprimere “forte preoccupazione” per la chiusura dello Stretto e invocato le vie diplomatiche per porre fine all’escalation.
Ieri, in una intervista al Financial Times, il presidente Trump aveva inviato un monito anche a Pechino, minacciando di rinviare il bilaterale previsto tra lui e il presidente Xi Jinping se non contribuirà a rompere il blocco iraniano nel canale. “La diplomazia dei capi di Stato svolge un ruolo indispensabile nel fornire una guida strategica alle relazioni sino-americane” ha detto stamani la portavoce del ministero degli Esteri Lin Jian, che ha rinnovato l’appello “a tutte le parti a cessare immediatamente le azioni militari, evitare un’ulteriore escalation delle tensioni e impedire che le turbolenze regionali abbiano un impatto maggiore sullo sviluppo economico globale”.
Il ruolo della Cina nella guerra avviata da Stati Uniti e Israele all’Iran preoccupa per i risvolti economici che sta acquisendo: una fonte di Teheran alla Cnn ha riferito che la Repubblica islamica starebbe valutando non solo di consentire alle sole navi cargo battenti bandiera cinese di attraversa Hormuz in sicurezza, ma di concedere tale autorizzazione anche ad altre, a condizione di aver utilizzato lo yuan per tutte le transazioni finanziarie collegate. Ciò romperebbe il dominio dei petrodollari statunitensi sul commercio del petrolio mondiale, che prosegue dal 1974. Per gli analisti non appare una mossa di semplice realizzazione, sebbene i paesi colpiti da sanzioni sul proprio export di greggio – come Russia, Venezuela e, appunto, Iran – negli anni abbiano già tentato di impiegare altre valute. Teheran continua però ad avvertire che se l’offensiva israelo-iraniana non terminerà, Hormuz continuerà a restare di fatto chiuso, generando un aumento incontrollato dei prezzi del gas e del petrolio e di altre materie prime fondamentali, come i fertilizzanti usati in agricoltura oppure altre materie prime indispensabili alla produzione della plastica. L’Iran ha posto in particolare tre condizioni al cessate il fuoco, ma ieri il presidente Trump ha detto che gli Stati Uniti non sono pronti ad accettarle. Stamani invece all’emittente Radio 103FM il ministro israeliano della Cultura e dello Sport, Miki Zohar, ha avvertito: “È molto probabile che la guerra durerà ancora diverse, lunghe settimane”, chiedendo alla popolazione di essere “più che preparata nei prossimi giorni”.
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9:50 – NELLA PROVINCIA DI TEHERAN OLTRE 500 MORTI DA INIZIO GUERRA
Ammontano a 503 i morti nella sola provincia di Teheran dal lancio dell’offensiva israelo-statunitense contro l’Iran del 28 febbraio scorso: lo ha riferito l’agenzia di stampa iraniana Mehr, citando Mohammad Esmaeil Tavakoli, capo del Servizio medico di emergenza (Ems) del Paese. A questo si aggiungono circa 5.700 persone rimaste ferite negli attacchi. Dall’inizio della guerra – che è entrata nella terza settimana – complessivamente sono morte in Iran più di 1.300 persone, ben 2.200 in tutta la regione del Medio oriente. Dopo l’Iran, il Paese più letalmente colpito è il Libano, con oltre 850 vittime. Gli attacchi tra Iran e Israele sono proseguiti anche per tutta la giornata di ieri. Da fine febbraio il governo di Tel Aviv sostiene di aver colpito più di 200 infrastrutture militari, tra cui sistemi missilistici e di difesa aerea. L’esecutivo di Teheran invece afferma di aver sparato 700 missili e 3.600 droni sia verso lo Stato ebraico che contro obiettivi militari statunitensi nella regione mediorientale.
9:40 – ATTACCO A FUJAIRAH: INCENDIO NEL PORTO PETROLIFERO
Le autorità degli Emirati Arabi Uniti hanno confermato un attacco al porto di Fujairah, situato nel Golfo di Oman, oltre lo Stretto di Hormuz. Secondo diversi media, tra cui Reuters e Al Jazeera, un drone avrebbe provocato un incendio nell’area industriale del petrolio, causando la temporanea sospensione delle attività di carico. In una nota ufficiale, le autorità hanno precisato: “Un grande incendio è scoppiato nella zona delle industrie petrolifere di Fujairah a causa di un drone, non si segnalano feriti”. Il porto di Fujairah rappresenta una delle principali vie di esportazione del petrolio degli Emirati e un punto strategico nel trasporto energetico globale.
9:30 – TEHERAN, ISRAELE DISTRUGGE L’AEREO DI ALI KHAMENEI
Durante la notte, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno annunciato di aver colpito e distrutto l’aereo dell’ex Guida suprema iraniana Ali Khamenei all’aeroporto di Mehrabad a Teheran. Secondo il Times of Israel, l’aereo era utilizzato da Khamenei e da alti funzionari iraniani per “promuovere gli appalti militari e gestire le relazioni con i paesi dell’Asse attraverso voli nazionali e internazionali”. L’IDF ha descritto l’operazione come un colpo strategico che limita le capacità di coordinamento dell’Iran con gruppi proxy, indebolendo le capacità militari e logistiche del regime.
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Le forze armate israeliane hanno anche annunciato di aver dato il via alle “operazioni terrestri limitate e mirate” contro Hezbollah nel sud del Libano.
9:00 – ISRAELE IGNORA GLI AVVERTIMENTI USA E ATTACCA LE RISERVE PETROLIFERE IRANIANE: TENSIONE CON WASHINGTON
Secondo quanto riportato dal New York Times, tra Israele e gli Stati Uniti si sono registrate divergenze significative sugli obiettivi della guerra in Iran e sui possibili bersagli da colpire. Il quotidiano americano segnala che sia il presidente Donald Trump sia il comandante del Comando Centrale USA, Brad Cooper, avevano avvertito Israele di evitare un attacco contro le riserve petrolifere iraniane, temendo che ciò avrebbe potuto spingere l’Iran a colpire altre infrastrutture energetiche nel Golfo in rappresaglia. Nonostante gli avvertimenti, Israele ha proceduto con l’attacco alle riserve una settimana fa, provocando vasto incendi e un’impennata dei prezzi del petrolio sui mercati internazionali. Secondo fonti della Casa Bianca, il premier israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe agito anche per ottenere “scene drammatiche di Teheran avvolta dal fumo nero della distruzione”.
1:50 – TRUMP CHIEDE ALLA NATO AIUTO PER LO STRETTO DI HORMUZ E CRITICA LA GRAN BRETAGNA
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha lanciato un appello agli alleati della NATO affinché contribuiscano alla riapertura dello Stretto di Hormuz, via marittima strategica per il petrolio globale, al centro della tensione con Iran. In un’intervista al Financial Times, Trump ha definito la situazione “molto negativa” e ha sottolineato come la chiusura dello stretto abbia provocato un’impennata dei prezzi dell’energia.
Secondo Trump, così come gli Stati Uniti hanno sostenuto l’Ucraina contro la Russia, anche gli alleati europei dovrebbero impegnarsi attivamente per garantire la sicurezza del corridoio strategico. Ha avvertito: “Se non ci sarà alcuna risposta o se la risposta sarà negativa, penso che sarà molto negativo per il futuro della NATO”.
Il tycoon ha anche espresso la propria frustrazione per la risposta della Gran Bretagna. Durante un colloquio con il premier Keir Starmer, Trump ha detto di aver chiesto l’invio di navi nel Golfo per garantire la sicurezza dello stretto, ma di aver ricevuto un rifiuto: “Il Regno Unito potrebbe essere considerato l’alleato numero uno, quello con la storia più lunga e così via: eppure, quando ho chiesto loro di intervenire, si sono rifiutati. E non appena abbiamo praticamente annullato la capacità di minaccia dell’Iran, loro hanno detto: ‘Beh, allora invieremo due navi’. Io ho risposto: ‘Abbiamo bisogno di queste navi prima di vincere, non dopo aver vinto’”.
Il Critico d’Arte Paolo Battaglia La Terra Borgese formula la sua ricetta a favore del No. Premette: Le funzioni dei PM e dei Giudici sono già separate dal 2015, e da allora il passaggio dall’una all’altra carriera è consentito per una sola volta e, nel caso, obbliga il Magistrato al cambiamento della Regione di servizio. E, infatti, i cambiamenti di carriera sono rarissimi: uno ogni 200 Magistrati nel 2025, cioè solo cinquanta Magistrati sui circa diecimila esistenti (2.200 PM e 7.200 Giudici) ha traghettato dall’una all’altra funzione (senza potere più tornare indietro ! lo impone la legge !)
MA ALLORA PERCHÉ TUTTO QUESTO INTERESSE a volere riformulare la separazione delle carriere dei magistrati (oltretutto disturbando la Costituzione senza motivo); e perché tutto questo interesse mirato a modificare il Consiglio Superiore della Magistratura; perché tutto questo interesse alla creazione di un’Alta Corte disciplinare?
Si dovrebbe poter dedurre (ma non è così, per la Ragione) che il sentimento ispiratore del referendum risieda nel voler concepire meglio la nozione di Giustizia. Cioè che il sentimento ispiratore abbia avuto origine dalla volontà di riconoscere e rispettare i diritti altrui attribuendo a ciascuno ciò che gli è dovuto secondo la ragione e la legge. Sembrerebbe che il sentimento ispiratore stia nell’insieme delle norme che regolano i rapporti fra gli individui, oppure fra essi e gli enti pubblici. Così come bene spiegano alla voce “Giustizia” i nostri vocabolari della lingua italiana.
NON È COSÌ, LA GIUSTIZIA PARTE DALLA PRESENZA, DALLA VIRTÙ DETERRENTE DELLE FORZE DELL’ORDINE SULLE STRADE, SUI MARCIAPIEDI, è ovvio – afferma Paolo Battaglia La Terra Borgese -, e non dal numero di CSM. Il cittadino percepisce come migliore quel Servizio alla Giustizia il cui Sistema è basato sulla prevenzione.
LA FORMULA È SEMPLICE E CHIARA: PREVENZIONE DEI REATI TRAMITE IL PRESIDIO DEL TERRITORIO A CURA DELL FORZE DELL’ORDINE + DETERRENZA = GIUSTIZIA. Invece – deduce Battaglia La Terra Borgese – il voler ordinare diversamente l’aspetto del “come fare” e il voler disciplinane in maniera diversa la ripartizione di carriere e competenze tra funzione giudicante e requirente dei magistrati, sembrano non combaciare molto con l’amore di Giustizia nell’interesse di tutti i cittadini, ma a qualcos’altro – dice il Critico.
Sinceramente – CONTINUA Battaglia La Terra Borgese -, mi sento libero di ipotizzare che ci sia la volontà di indebolire l’autonomia della Giustizia rispetto alla Politica. Perché, parliamoci chiaro: cosa gliene frega al Cittadino di questa proposta referendaria? Sembra invece di più un ritorno a un passato biasimevole, quasi un voler catalogare eresie organizzandole in procedura d’indagine per reprimerle.
Personalmente ritengo più democratico un sistema Giustizia che garantisca alla Magistratura maggiore autonomia, così come vollero – per il bene e l’amore di tutti – i nostri Padri costituenti dello statuto e, di conseguenza, delle leggi italiane.
Oltretutto se devo mettere in gara i miei ricordi (tranne che qualcuno non dimostri la cortezza della mia memoria), gli eccessi della politica (in questo caso in minuscolo) vincono sicuramente sugli eccessi della Giustizia. E questo è un dato negativo che induce a votare NO.
Ma poi, cari Fratelli d’Italia, cara Meloni e caro Nordio, a Voi che avete promosso questo referendum, raccontiamocela come al Bar dello Sport, che a volte, ammettiamolo, si rivela essere assise autorevole: quando l’anelito politico vi dovesse nuovamente muovere verso moderni e più concreti ideali di Giustizia, se avrete ancora a cuore la stessa Giustizia di quei Cittadini che guardano verso nuovi ideali di vita, per il bene della convivenza sociale,
pensate al mercato e all’ordinamento del lavoro in materia di fattorini, detti rider;
pensate a vietare la sigaretta elettronica dentro i supermercati e i negozi;
trovate il modo di inviare a domicilio le carte d’identità elettroniche come avviene per le tessere del bancomat;
pensate al divario tra nord e sud.
Perché sono queste le cose che interessano ai Cittadini. Perché sono le cose come queste che costituiscono la percezione della Giustizia degli italiani.
O forse pensate che se vincesse il “sì” i fattorini potrebbero vivere meglio?
O forse pensate che se vincesse il “sì” si smetterebbe di mangiare, come per magia, frutta e verdura svapata dai maleducati al supermercato? La mia mente rifiuta di credere che pensiate che alle donne incinte, ai neonati, agli anziani, agli asmatici, e a tutti quanti dentro il supermercato, lo svapo faccia bene, o che, secondo voi, faccia bene ai dipendenti del supermercato, che, ailoro, a differenza dei clienti, dovranno lì permanere sino alla fine del turno.
O forse pensate che se vincesse il “sì” verrebbero fuori strategie per evitare la bolgia CIE negli uffici comunali? Quali saranno le conseguenze per quei cittadini che non riusciranno a sostituire per tempo la carta d’identità tradizionale con la Carta di Identità Elettronica?
O forse pensate che una – a me sgradita molto – vittoria del “sì” condurrebbe par condicio i cittadini del sud dell’Italia economicamente svantaggiati rispetto a quelli del nord?
VOLENDO FAR PARLARE GIUSEPPE MAZZINI – dice Battaglia La Terra Borgese – “La Libertà vi dà facoltà di scegliere tra il bene e il male, cioè fra il dovere e l’egoismo. L’educazione deve insegnarvi la scelta”.
L’ho detto e volentieri ripeto che la Giustizia inizia dalle strade, con le Forze dell’Ordine accanto, a presidiare i valori della Carta costituzionale, perché la sicurezza, nella legalità democratica, è sinonimo di libertà, ed è prioritaria persino all’istruzione. Senza sicurezza non c’è diritto: all’opinione, all’impresa, alla passeggiata, alla crescita. E senza la sicurezza vengono meno la sensibilità e la bellezza dell’individuo. Il mio appello agli italiani è questo: ANDATE VOTARE E VOTATE NO. NO. NO.
Il Comune attiva il canale TEGIS 24 per l’informazione e l’allertamento della popolazione e l’App TEGIS per il supporto nella gestione delle calamità
La Puglia compie un nuovo passo verso una Protezione Civile digitale e integrata. Il Comune di Bari ha adottato nuove componenti della piattaforma TEGIS, completando il proprio Piano di Protezione Civile Nativo Digitale con l’attivazione del canale TEGIS 24 e della mobile App TEGIS.
TEGIS è una piattaforma GIS avanzata per la digitalizzazione dei Piani di Protezione Civile Comunali, certificata dall’Autorità per la Cybersicurezza Nazionale, prodotta da Servizi Professionali Innovativi Srl ed evoluta in ambito di intelligenza artificiale da Siget 4.0 Srl. È attualmente l’unica piattaforma in grado di realizzare Piani Nativi Digitali pienamente conformi alla normativa vigente, in linea con l’obbligo introdotto nel 2021. Il Comune di Bari può ora gestire in modo integrato l’intero ciclo dell’emergenza: dalla pianificazione e previsione degli eventi alla gestione delle calamità, fino al ritorno alla normalità.
Il contesto nazionale e la gestione dell’emergenza con TEGIS
I Piani di Protezione Civile Nativi Digitali rappresentano uno strumento fondamentale per gestire le emergenze sulla base di dati aggiornati e procedure condivise. Il quadro nazionale evidenzia tuttavia un ritardo significativo: oltre il 60% dei 7.980 Comuni italiani non dispone di Piani di Protezione Civile aggiornati e i Comuni dotati di un Piano Nativo Digitale sono appena 150 – di cui 130 realizzati con TEGIS – pari al 2,5% del totale. Una situazione legata anche alla limitata applicazione della Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2021, che disciplina la predisposizione dei Piani di Protezione Civile.
La piattaforma TEGIS coinvolge oggi oltre 3 milioni di abitanti nei processi di prevenzione e sicurezza del territorio, e consente di digitalizzare i Piani di Protezione Civile Comunali, monitorare le vulnerabilità territoriali e integrare i dati con i sistemi regionali di Protezione Civile. Facilita il coordinamento tra gli attori coinvolti e garantisce l’allertamento della popolazione ed è progettata per adattarsi a Comuni con dimensioni e caratteristiche territoriali differenti, favorendo una gestione più reattiva e coordinata delle emergenze. Nella fase di pianificazione consente di elaborare e aggiornare i Piani di Protezione Civile Nativi Digitali in base agli scenari di rischio, mentre in tempo ordinario permette di analizzare le minacce, pianificare gli interventi e informare la cittadinanza.
Gli strumenti digitali per la gestione integrata delle emergenze
L’ecosistema TEGIS integra diversi strumenti operativi: accanto alla piattaforma principale, sono attivi App24, dedicata all’allertamento della popolazione, l’App TEGIS, utilizzata dal Sindaco e dal Centro Operativo Comunale, e il canale TEGIS 24.
App24, scaricabile tramite QR code installati sul territorio, permette ai cittadini di ricevere informazioni utili sia in condizioni ordinarie sia durante le emergenze, consultare il Piano Nativo Digitale e ricevere messaggi di pubblica utilità e avvisi di allerta. Il sistema consente inoltre di segnalare risorse disponibili sul territorio e diffondere informazioni sanitarie e istituzionali. L’accesso non richiede registrazione né raccolta di dati personali e non prevede tracciamento, nel pieno rispetto della privacy e del GDPR.
Il sistema consente quindi di agire su due fronti: supportare il Sindaco e il COC nella gestione delle emergenze e coinvolgere attivamente la popolazione. Un aspetto evidenziato da Giuseppe Abbracciavento, Direttore del settore comunale Protezione civile, che ha spiegato: «L’esperienza ci dice che, in un sistema così complesso come quello della Protezione Civile, una delle principali criticità in tutto il processo di risk management è legato alla frammentarietà della comunicazione. App24 permette invece all’Amministrazione di raggiungere con più facilità i cittadini, consentendo un’allerta precoce nel senso della prevenzione e della mitigazione del rischio. App24 è un passo ulteriore che il Comune di Bari sta compiendo verso la digitalizzazione completa del sistema di protezione civile».
Dalla partnership tecnologica tra TEGIS e App24 nasce il canale TEGIS 24, che permette di raccogliere e condividere informazioni sui rischi presenti sul territorio, sulle misure di mitigazione e di intervento. Il sistema consente inoltre l’invio automatico dei Piani ai Cataloghi Regionali e l’informazione della popolazione sui comportamenti da adottare in caso di emergenza, oltre al censimento delle categorie fragili presenti sul territorio.
Francesco Maria Ermani, CEO & Founder di TEGIS, ha commentato: «Ringrazio l’Assessore Carla Palone, il Comandante Michele Palumbo e il Dirigente Giuseppe Abbracciavento per la fiducia che stanno accordando negli anni alla nostra soluzione che, con queste ulteriori componenti, garantisce che ogni cittadino riceva informazioni precise e tempestive solo se si trova nell’area direttamente interessata dall’evento, eliminando il panico da falso allarme e ottimizzando i flussi di evacuazione. Con Tegis24, l’Amministrazione di fatto accresce la sua capacità di prendersi cura concretamente della propria comunità: non solo adempiendo agli obblighi di legge, ma trasformando la pianificazione dell’emergenza in un atto di responsabilità civile e sociale verso tutti coloro che lo abitano, vi operano o lo attraversano».
Paolo Lanari, Presidente di WHEREAPP, azienda partner per la fornitura di TEGIS 24, ha dichiarato: «La parte entusiasmante di questa operazione è apprendere l’attenzione di questa amministrazione e di molte altre amministrazioni in Italia nei confronti della tutela e del territorio e la sicurezza dei propri cittadini, un’attenzione che passa attraverso l’adozione di Tegis24, il sistema più efficiente e tecnologicamente avanzato, creato per la gestione di queste attività. Reso ancor più efficiente grazie anche all’integrazione di App24, una app che consente la ricezione della messaggistica direttamente sul device dei cittadini, senza intaccare la loro privacy».
Con l’adozione di TEGIS, Bari rafforza il proprio sistema di Protezione Civile e sceglie un modello digitale in grado di migliorare prevenzione, risposta e coordinamento nelle situazioni di emergenza.
Luigi Zeno premiato dalla Polizia di Stato per il suo impegno contro il bullismo
La Campania si prepara a celebrare un evento di grande valore civile e culturale “Premio Sicurezza Campania” che si terrà a Napoli, presso l’Auditorium “La Porta del Parco” , Bagnoli. Organizzato dal Cral Comune di Napoli Aps che si è avvalso della collaborazione della Segreteria Provinciale di Napoli dell’Organizzazione Sindacale FSP Polizia di Stato e del Commissario straordinario del Governo per la bonifica ambientale e rigenerazione urbana del sito di interesse nazionale Bagnoli Coroglio. La manifestazione è patrocinata da diverse istituzioni, tra cui: Comune di Napoli, Ministero della Cultura, Associazione Stampa Campania, Protezione Civile.
L’evento celebra il valore e la professionalità degli appartenenti alla Polizia di Stato, riconoscendo il loro impegno nella tutela della sicurezza dei cittadini. Durante la cerimonia, verranno premiati gli agenti che si sono distinti per il loro coraggio e professionalità e un riconoscimento dedicato a chi si distingue nella promozione dei valori di rispetto, legalità e sicurezza tra i giovani.
Tra i protagonisti di questa edizione ci sarà Luigi Zeno, recentemente indicato come Miglior Giovane Attore, volto emergente con esperienze legate al mondo Netflix e Rai Fiction, e oggi punto di riferimento per molti ragazzi grazie al suo impegno sociale con il format “Pausa Caffè Contro il Bullismo”, un progetto dedicato ai giovani che unisce dialogo, ascolto e prevenzione, promosso dall’ Associazione Dagal Creations APS e Luigi Zeno.
Luigi Zeno sarà premiato per l’alto valore civile e morale dimostrato nell’impegno contro il bullismo e nella promozione dei principi di rispetto, legalità e sicurezza tra i giovani.
Un riconoscimento che sottolinea non solo il suo talento artistico, ma anche la sua capacità di utilizzare la propria visibilità per diffondere messaggi educativi e di forte impatto sociale.
Un appuntamento che celebra non solo un giovane talento, ma un esempio positivo di come arte, comunicazione e responsabilità sociale possano unirsi per costruire una comunità più consapevole e sicura.
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