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Ambiente: Trattato ONU sulla plastica, pochi progressi a Ginevra. L’appello di Plastic Free Onlus


Ginevra, 11 agosto – Alla quinta sessione dell’Intergovernmental Negotiating Committee (INC-5), il processo negoziale delle Nazioni Unite per un trattato globale giuridicamente vincolante contro l’inquinamento da plastica, il documento transitorio appena diffuso conferma che i Paesi sono ancora lontani da un consenso sui punti chiave. Lo segnala Plastic Free Onlus, impegnata dal 2019 nel contrastare l’inquinamento da plastica e unica associazione italiana presente a Ginevra come Osservatore.Le divergenze riguardano questioni centrali: la definizione delle plastiche problematiche e prioritarie, l’inclusione delle microplastiche, i meccanismi di finanziamento – soprattutto a sostegno dei Paesi in via di sviluppo – e l’adozione di obiettivi chiari e misurabili di riduzione e gestione sostenibile.La situazione è resa più complessa da un testo negoziale che, anziché semplificarsi, è diventato più lungo e frammentatocon numerose parentesi e opzioni alternative. A preoccupare è anche la significativa presenza di rappresentanti dell’industria della plastica all’interno di alcune delegazioni, elemento che solleva dubbi sulla reale volontà di giungere a un accordo ambizioso.“La comunità internazionale, la società civile e le future generazioni attendono un accordo che segni un reale passo avanti nella lotta all’inquinamento da plastica – dichiara Silvia Pettinicchio, Global Strategy Director di Plastic Free Onlus – Invitiamo tutti i delegati a procedere con coraggio e responsabilità, mettendo da parte interessi di parte per il bene collettivo”.Secondo Pettinicchio “l’assenza di consenso non deve scoraggiare, ma spronare tutti a raddoppiare impegno e determinazione nei prossimi giorni. È fondamentale non perdere di vista i veri obiettivi: proteggere il pianeta e le comunità dalla crisi globale della plastica. Serve un accordo ambizioso, inclusivo e tempestivo, capace di superare divisioni e interessi di parte”.Un incoraggiamento speciale viene rivolto alla delegazione italiana, impegnata senza sosta all’interno della High Ambition Coalition (HAC)– che riunisce, oltre all’Unione Europea, Canada, Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda, Norvegia, Svizzera, Messico, Cile e altri Paesi – per spingere verso un trattato forte, efficace e senza compromessi al ribasso.Il tempo a disposizione per definire un testo condiviso si sta rapidamente esaurendo: l’obiettivo iniziale di concludere i negoziati entro la fine del 2024 non è stato raggiunto e ogni ulteriore ritardo rischia di compromettere la possibilità di adottare presto un trattato ambizioso e vincolante per fermare l’inquinamento da plastica.

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