Il Lazio non è solo Roma. Con l’approvazione all’unanimità del Piano Turistico Triennale 2025-2027 da parte del Consiglio Regionale, avvenuta l’11 febbraio 2026, qualcosa di strutturale sembra finalmente cambiare. Non è la solita delibera: è un atto di programmazione che ambisce a ridefinire il modo in cui questa regione si racconta al mondo.
Il Piano porta l’impronta dell’assessore Elena Palazzo, titolare delle deleghe a Turismo, Ambiente, Sport, Sostenibilità e Transizione energetica. Palazzo lo ha presentato come una vera strategia di sviluppo territoriale che utilizza il turismo come leva economica, sociale, culturale e ambientale: le politiche turistiche vengono finalmente lette in connessione con quelle ambientali, infrastrutturali e occupazionali.
Il nodo da sciogliere: Roma non può essere tutto
L’assessore ha chiarito con franchezza il punto di partenza: il Lazio non è una sola destinazione, ma un sistema di destinazioni. Il problema storico non è stato la mancanza di risorse, ma la frammentazione dell’offerta, la debolezza del coordinamento e l’assenza di una narrazione unitaria. Roma vale da sola oltre tre quarti del turismo regionale, mentre Tuscia, Castelli, Ciociaria, Sabina e litorale pontino esistono in una condizione di perenne sottoutilizzo. Il Piano prova a invertire questa logica in modo sistematico.
Custodire l’identità: il bando per le tradizioni locali
Per sostenere i territori nella loro unicità, è stato lanciato un bando dedicato alle manifestazioni storiche e alle tradizioni locali, che sostiene eventi capaci di custodire e raccontare l’identità dei territori. Nel 2025 sono stati finanziati tutti i progetti, con un finanziamento di 1,7 milioni di euro, per il 2026 sono già pervenute 442 domande tra Comuni e Pro Loco, a conferma dell’interesse e della vitalità del tessuto locale.
Strategia e Innovazione: il bando “Lazio Digital Innovation Tourism”
Tra gli asset strategici del Piano figurano sostenibilità, innovazione digitale, inclusività, destagionalizzazione e qualità dell’offerta. La vision è di non puntare più solo a portare persone, ma ad aumentare la permanenza media, migliorare la spesa per turista e distribuire i flussi oltre Roma.
Grande attenzione è rivolta all’innovazione con il bando “Lazio Digital Innovation Tourism”, finanziato con 2,4 milioni di euro, che sostiene progetti di promozione turistica e culturale attraverso strumenti digitali avanzati, realtà virtuale, aumentata e intelligenza artificiale, per valorizzare borghi, siti archeologici e paesaggi del Lazio con esperienze immersive e interattive.
I progetti concreti e la sicurezza dei Cammini
I finanziamenti esistono e sono già operativi. Sulla Rete dei Cammini del Lazio (RCL), la Giunta ha approvato un finanziamento di 1 milione di euro per il 2026 per migliorare la fruibilità dei percorsi e sviluppare il turismo “active”, affidando la gestione a Sport e Salute S.p.A..
Il potenziamento prosegue con ulteriori stanziamenti mirati:
- Entro l’annualità verranno messi a disposizione dei Comuni ulteriori 1,8 milioni di euro in conto capitale per la messa in sicurezza dei cammini della RCL.
- Nel 2024, a valere anche sul 2025, sono stati stanziati €1.687.211,53 per la segnaletica e la messa in sicurezza dei tracciati. Hanno beneficiato di questo intervento ben 21 Comuni.
- Completa il quadro l’adesione della Regione all’Associazione “Vie e Cammini di Francesco”, che inserisce il Lazio in un circuito spirituale e culturale di rilevanza nazionale.
Il metodo e le sfide aperte
Il Piano nasce da un percorso di ascolto reale: tra ottobre e novembre 2024 si sono svolti cinque incontri provinciali con operatori, amministratori e associazioni di categoria. Il Primo Forum del Turismo del Lazio, il 5 febbraio 2025 a Roma, ha rappresentato il momento pubblico di questa sintesi.
Restano criticità aperte. La mobilità interna è il grande nodo irrisolto: raggiungere i borghi della Ciociaria o della Sabina senza auto è ancora un’impresa. Qui la Regione dovrà investire in accompagnamento per le micro-imprese ricettive, non solo in risorse. Il Piano Triennale 2025-2027 è comunque un punto di svolta: per la prima volta il Lazio si dota di una visione organica, finanziata e condivisa.
