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Belle, la giardiniera italiana che incanta i social, conquista Roma: il 16 maggio al Roseto Comunale per il Premio Roma


C’è un angolo di Italia che profuma di rose e di memoria, e lo si trova — sorprendentemente — su Instagram. Si chiama Belle, è una giardiniera italiana, e in pochi mesi ha conquistato una community di appassionati con oltre due milioni di visualizzazioni e decine di migliaia di like.

Il personaggio è stato creato da Nicoletta Campanella, scrittrice, giornalista e storica del costume, fondatrice e direttore editoriale di Nicla Edizioni, casa editrice d’arte specializzata nella storia dei giardini, delle rose e dell’arte del paesaggio.

Roma la aspetta. Il 16 maggio, al Roseto Comunale, Belle farà il suo ingresso nel cuore pulsante della cultura del verde capitolina, in occasione del Concorso Internazionale Premio Roma, uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati di floricoltura e paesaggio. Nicoletta Campanella, creatrice del personaggio, siede in Giuria permanente della manifestazione: una presenza che conferisce ulteriore autorità a un progetto editoriale e social già capace di imporsi all’attenzione nazionale.

Per Belle non potrebbe esserci palcoscenico più naturale. Il Roseto Comunale di Roma — uno dei più belli d’Europa, affacciato sull’Aventino con vista sul Circo Massimo — è il luogo ideale per una giardiniera italiana che ha fatto della rosa la propria filosofia di vita. “Rosam cape spinam cave” — afferra la rosa, guardati dalla spina — ammoniva Gabriele d’Annunzio nell’iscrizione voluta all’ingresso del giardino della Prioria al Vittoriale. Un monito che Belle conosce bene: “Compagne della mia vita, le rose mi hanno introdotto all’idea di giardino, una realtà viva, imprevedibile, dove il senso di libertà è quella scommessa per cui la bellezza comunque accade.”

Belle non è una semplice influencer del verde. È una figura letteraria a tutto tondo: colta, raffinata, ironica, grande viaggiatrice. Tiene sempre un libro in una mano e l’altra nella terra. Ogni suo post è un piccolo racconto, che fonde contenuti storici inediti con una voce narrante capace di trasformare la botanica in narrazione poetica.

Lo stile iconografico che la veste attinge dal repertorio illustrativo degli anni Venti e Trenta del Novecento, in piena coerenza con la filosofia di Nicla Edizioni: il recupero della memoria come atto culturale e civile.

L’appuntamento romano è dunque l’occasione giusta per scoprire — o riscoprire — questo personaggio fuori dal comune, che del giardino ha fatto un manifesto di identità e di bellezza. “Buon Giardino a Tutti!” è il suo saluto. E, in un’epoca dominata dalla frenesia digitale, suona quasi come un atto di resistenza civile.

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