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Giornata Internazionale dell’Infermiere, Giuliano (UGL): “No a celebrazioni di facciata, garantire diritti, dignità e sicurezza per chi rappresenta il cuore pulsante della sanità italiana”

In occasione della Giornata Internazionale dell’Infermiere, che cade nel giorno della nascita di Florence Nightingale, la UGL Salute intende celebrare non solo una professione, ma il cuore pulsante del nostro Servizio Sanitario Nazionale. Proprio l’eredità della Nightingale, pioniera della moderna assistenza infermieristica, ci ricorda che questa professione è un’arte che richiede una devozione esclusiva e una preparazione rigorosa, ma oggi quel lume della lanterna rischia di spegnersi. In una fase storica di profonda incertezza, gli infermieri italiani continuano a rappresentare un baluardo di umanità e competenza tecnica tra il paziente e la malattia. “Oggi celebriamo giganti della cura,” esordisce il Segretario Nazionale della UGL Salute. “Parliamo di professionisti con competenze cliniche sempre più sofisticate, capaci di gestire tecnologie avanzate e, contemporaneamente, di sostenere il peso emotivo di chi soffre. L’infermiere moderno incarna quel mandato di cura e rigore scientifico iniziato due secoli fa, essendo oggi un pilastro multidisciplinare: clinico, educatore, manager della salute. Senza questa forza lavoro, la sanità italiana imboccherebbe una strada senza ritorno”. Tuttavia, oltre la celebrazione, la UGL Salute lancia un monito sulle condizioni in cui versa la categoria. “Non possiamo nascondere la polvere sotto il tappeto,” incalza il Segretario. “Mentre onoriamo la memoria di chi ha fondato questa professione, migliaia di colleghi affrontano turni massacranti e organici ancora carenti. La passione e lo spirito di sacrificio non possono essere un alibi per lo sfruttamento.” Le criticità evidenziate dal sindacato sono nette e urgenti: lo stress psicofisico ai massimi storici con una fuga verso l’estero, un’escalation di aggressioni che trasforma le corsie in trincee e una mancata valorizzazione economica non commisurata alle responsabilità. “Il tempo delle pacche sulle spalle è finito. È ora di passare dalle celebrazioni ai fatti. Chiediamo il rafforzamento degli organici, l’adeguamento delle indennità specifiche perché il rischio e la competenza vanno pagati, l’adeguamento delle retribuzioni alla media europea. Essere infermiere oggi in Italia è un atto di coraggio che onora ogni giorno l’insegnamento di Florence Nightingale. Ma il coraggio non basta se i professionisti vengono lasciati soli. La UGL Salute non smetterà di lottare finché ogni infermiere non vedrà riconosciuta la propria dignità, non solo come lavoratore, ma come pilastro della democrazia sanitaria del Paese. Buona Giornata dell’Infermiere a chi, nonostante tutto, non smette mai di esserci” conclude Giuliano.

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