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	<title>spettacoli teatrali - Il Giornale del Lazio</title>
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	<description>Giornale Telematico di Informazione e Attualità</description>
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		<title>Cala il sipario sulla XVIII edizione de “La scuola dei classici”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ludovica]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 15:44:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Riceviamo e ripubblichiamo Si è conclusa con la forza immortale della parola di Dante e con una delle voci più autorevoli del teatro italiano la diciottesima edizione de “La scuola dei classici”, la rassegna promossa dalla compagnia Porta Cenere con la direzione artistica di Nat Filice e Mario Massaro, il patrocinio del Comune di Mendicino [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">Riceviamo e ripubblichiamo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si è conclusa con la forza immortale della parola di Dante e con una delle voci più autorevoli del teatro italiano la diciottesima edizione de “La scuola dei classici”, la rassegna promossa dalla compagnia Porta Cenere con la direzione artistica di Nat Filice e Mario Massaro, il patrocinio del Comune di Mendicino e il cofinanziamento della Regione Calabria. La kermesse si è affermata come una delle più significative esperienze culturali costruite negli ultimi anni sul territorio calabrese. Un percorso che, tra maggio e giugno, ha trasformato il borgo in un grande laboratorio culturale diffuso, capace di unire teatro, formazione, letteratura, paesaggio, arti visive e partecipazione civile. La rassegna si è articolata tra diversi luoghi suggestivi del territorio, coinvolgendo il Teatro Comunale, il Ridotto, Palazzo Campagna, l’Anfiteatro Catalano e i percorsi naturalistici che abbracciano il centro storico, in un itinerario che ha valorizzato spazi scenici e patrimonio urbano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella suggestiva cornice dell&#8217;Anfiteatro Catalano di Mendicino, con “E quindi uscimmo a riveder le stelle”, Giorgio Colangeli ha attraversato i primi sei canti del Purgatorio di Dante Alighieri con una potenza interpretativa capace di restituire tutta la dimensione umana del viaggio dantesco. Accanto a lui, la chitarra di Tommaso Cuneo ha costruito un dialogo sonoro inquieto e contemporaneo, sospeso tra musica classica, blues e jazz. Le note non accompagnavano il testo: lo inseguivano, lo interrogavano, ne amplificavano le ombre e le illuminazioni. In questo spettacolo conclusivo sembrava convergere l&#8217;intero percorso della rassegna. Perché il viaggio di Dante verso la luce è stato, in fondo, lo stesso viaggio proposto al pubblico durante oltre un mese di programmazione: un attraversamento della memoria per comprendere meglio il presente, una ricerca di senso nelle grandi domande dell&#8217;esistenza- E non è un caso che proprio il celebre verso finale dell&#8217;Inferno &#8211; «E quindi uscimmo a riveder le stelle» &#8211; sia diventato il simbolo perfetto di questa esperienza. Perché “La scuola dei classici” ha invitato spettatori, artisti e cittadini a rialzare lo sguardo, a recuperare la capacità di osservare il mondo con curiosità, spirito critico e immaginazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il direttore artistico Mario Massaro ha dichiarato: «Questa proposta nasce dal desiderio di offrire al pubblico un’esperienza culturale varia e accessibile, capace di unire teatro, riflessione e scoperta del territorio. L’obiettivo è stato quello di avvicinare le persone a temi importanti attraverso linguaggi diversi, mantenendo sempre un clima di condivisione e partecipazione. Ci auguriamo di ritrovarci alla prossima edizione, ancora insieme per vivere nuovi appuntamenti di cultura e spettacolo».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sin dall&#8217;inaugurazione dell&#8217;11 maggio, il festival ha chiarito la propria vocazione. Con “Il giudizio” di Onur Uysal, il teatro d&#8217;ombre si è trasformato in una riflessione ecologica di straordinaria attualità. In scena erano gli animali a processare gli esseri umani. Un ribaltamento simbolico che ha restituito alla natura una voce troppo spesso ignorata. Attraverso un linguaggio antico e universale, fatto di sagome e controluce, lo spettacolo ha posto una delle questioni più urgenti del nostro tempo: quale relazione stiamo costruendo con il pianeta che abitiamo? Nella stessa giornata, il laboratorio “Karagöz e le Meravigliose Ombre Turche”, realizzato da Astragali Teatro ed Eufonia ETS, ha mostrato come le tradizioni popolari possano diventare strumenti di dialogo tra culture, trasformando il teatro in uno spazio di incontro e condivisione. L’obiettivo de “La scuola dei classici” consisteva nell’attivare processi culturali, generare partecipazione, costruire relazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle cifre più riconoscibili della kermesse è stata l&#8217;attenzione dedicata alle nuove generazioni. In un tempo in cui il pubblico più giovane viene spesso considerato destinatario passivo di contenuti semplificati, la rassegna ha scelto una strada diversa. “Le avventure di Giovannino”, interpretato da Elisa Ianni Palarchio e liberamente ispirato alla fiaba di Italo Calvino, ha restituito al racconto la sua natura più autentica: quella di un&#8217;esperienza condivisa. Il teatro ha rinunciato alle distanze tradizionali tra palco e platea. I bambini sono diventati coautori della narrazione, contribuendo a costruire il racconto attraverso intuizioni, suggerimenti e interventi spontanei. Una scelta artistica che ha recuperato l&#8217;antica tradizione orale delle storie raccontate attorno al fuoco, trasformando ogni replica in un evento unico e irripetibile. La stessa vocazione pedagogica ha caratterizzato il laboratorio di narrazione per ragazzi e numerose attività formative che hanno accompagnato l&#8217;intera manifestazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altrettanto efficace è stata la capacità di riportare i classici al centro del dibattito contemporaneo. Tra i momenti più significativi si colloca la messa in scena delle “Troiane” di Euripide, diretta da Nat Filice e interpretata dagli allievi della Drama School di Cosenza. La tragedia greca è diventata uno specchio del presente. Le donne di Troia non sono apparse come figure lontane nel tempo, ma come simboli universali delle vittime di ogni guerra. Il progetto ha dimostrato come il teatro classico possa continuare a interrogare il nostro tempo, affrontando temi che restano tragicamente attuali. Lo stesso percorso di rilettura ha caratterizzato “Antigone &#8211; Il sogno della farfalla” di Donatella Venuti, in cui il mito si è trasformato in un&#8217;indagine psicologica sulla memoria, sull&#8217;identità e sulla possibilità di immaginare una società libera dal dolore. Intense le interpretazioni di Maria Milasi e Americo Melchionda sul suggestivo sfondo di Palazzo Campagna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da “Favoloso 2” di Antonio Filippelli al laboratorio “Costruire una storia”, fino allo spettacolo “Sulla strada per OZ” della Drama School di Cosenza, ogni proposta ha confermato la volontà della rassegna di considerare il teatro non soltanto come spettacolo da osservare, ma come esperienza da vivere. Con “Bianchi, Rossi, Gialli e Neri”, Paolo Capodacqua ha portato in scena l&#8217;eredità poetica e civile di Gianni Rodari, dimostrando come sia possibile parlare ai bambini senza rinunciare alla complessità. Le sue canzoni hanno costruito un dialogo tra generazioni, affrontando temi come la pace, il sogno, l&#8217;utopia e la responsabilità collettiva. Una lezione di pedagogia culturale che ha trovato il suo naturale proseguimento nel laboratorio “Raccontare in musica”, dedicato al rapporto tra parola e suono. La pièce teatrale “Le avventure di un pulcino nel cosmo”, una produzione di Officine Jonike Arti con drammaturgia a cura di Maria Milasi e interpretazione di Kristina Mravcova, ha trasformato il viaggio spaziale in una metafora della crescita e della scoperta. Un invito rivolto ai più piccoli a non rinunciare mai alla capacità di immaginare il futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i momenti più intensi dell’intera kermesse, lo spettacolo all’Anfiteatro Catalano che ha visto protagonista Debora Caprioglio in “Non fui gentile, fui Gentileschi”. Attraverso la figura di Artemisia Gentileschi, il lavoro teatrale ha affrontato uno dei temi più urgenti della contemporaneità: la violenza contro le donne. La vicenda della pittrice seicentesca si è fatta racconto universale delle donne costrette a lottare per il riconoscimento del proprio valore. Il monologo ha evitato ogni retorica, concentrandosi sulla forza straordinaria di una donna capace di trasformare il dolore in arte e l’ingiustizia in affermazione della propria identità, consegnando al pubblico un messaggio ancora oggi profondamente attuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli elementi più innovativi della Scuola dei Classici è stata la capacità di superare i confini tradizionali del teatro per riscoprire le bellezze del territorio, come la salita verso Monte Cocuzzo, uno dei luoghi più spettacolari e identitari della Calabria tirrenica. Qui la cultura ha cambiato passo e respiro, fondendosi con il paesaggio in un&#8217;esperienza capace di coinvolgere corpo, mente e sguardo. Il trekking a cura della guida escursionistica ambientale Francesco La Carbonara ha condotto i partecipanti lungo sentieri immersi tra pinete e faggete, in un lento avvicinamento alla vetta che si è trasformato in un percorso di scoperta del territorio e di ascolto della natura. Ad ogni passo il panorama si apriva sempre di più, fino ad abbracciare in un unico sguardo la Catena Costiera, la Valle del Crati, la Sila, il Tirreno e, nelle giornate più limpide, perfino il profilo lontano delle Eolie. Quando il sole ha iniziato a scendere dietro il mare, tingendo il cielo di sfumature cangianti, la montagna si è trasformata in un luogo sospeso tra terra e infinito. È stato allora che l&#8217;osservazione astronomica guidata da Carmelo Primiceri ha completato l&#8217;esperienza, accompagnando i presenti in un viaggio tra stelle, pianeti e costellazioni. Non un&#8217;esperienza capace di restituire il senso profondo del rapporto tra l&#8217;uomo e l&#8217;universo. Ancora una volta la conoscenza è uscita dalle aule e dai teatri per abitare il paesaggio, trasformando la montagna in una straordinaria aula a cielo aperto, dove natura, scienza e meraviglia hanno parlato la stessa lingua.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il festival è proseguito tra riflessione e meraviglia con “Il grande viaggio – Il suono e la parola” è un intenso spettacolo scritto, diretto e interpretato da Pippo Franco. Attraverso monologhi, l&#8217;artista unisce la sua storica comicità a riflessioni profonde sull&#8217;esistenza, sull&#8217;evoluzione umana e sul significato dell&#8217;arte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli appuntamenti di maggiore rilievo sotto il profilo civile spicca “Il potere di un no”, scritto da Ludovica Costantini e interpretato da Paola Quattrini, dedicato alla vicenda di Franca Viola. La storia della giovane siciliana che rifiutò il matrimonio riparatore è diventata il simbolo di una profonda svolta culturale nel Paese, ancora oggi emblema di libertà, autodeterminazione e dignità. Lo spettacolo ha ricordato con forza come la conquista dei diritti nasca spesso da scelte individuali coraggiose, capaci di innescare cambiamenti storici e sociali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A rendere ancora più riconoscibile l&#8217;identità della rassegna sono stati gli interventi di video mapping a cura di Gianpaolo Palumbo, Alessandro Leale e Valerio Filice che hanno accompagnato l&#8217;intero programma trasformando palazzi, piazze e architetture storiche in superfici narrative. La luce ha riscritto il borgo notte dopo notte, costruendo un dialogo continuo tra memoria e innovazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando le ultime immagini del video mapping si sono dissolte sulle facciate del borgo e l&#8217;eco della voce di Giorgio Colangeli ha lasciato spazio al silenzio, è rimasta la consapevolezza che il vero successo della rassegna non risiede soltanto negli spettacoli realizzati, ma nella comunità culturale che è riuscita a generare. Una comunità che, proprio come nei versi finali di Dante, continua a guardare verso le stelle.</p>



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		<title>La Scuola dei classici 2026: a Mendicino cresce l’attesa per Debora Caprioglio nei panni di Artemisia Gentileschi</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 11:47:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo C&#8217;è una Calabria che sceglie di investire nella bellezza come motore di crescita, nella cultura come esperienza collettiva e nel teatro come strumento di trasformazione sociale. È la Calabria che in queste settimane trova una delle sue espressioni più significative a Mendicino, dove “La Scuola dei Classici 2026” sta dando vita a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em>Riceviamo e pubblichiamo</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è una Calabria che sceglie di investire nella bellezza come motore di crescita, nella cultura come esperienza collettiva e nel teatro come strumento di trasformazione sociale. È la Calabria che in queste settimane trova una delle sue espressioni più significative a Mendicino, dove <strong>“La Scuola dei Classici 2026”</strong> sta dando vita a un progetto che supera i confini del tradizionale festival per diventare un autentico esperimento di rigenerazione culturale. Tra vicoli antichi, palazzi storici, piazze, teatri e scorci naturali, il borgo alle porte di Cosenza si è trasformato in una grande scena diffusa, un organismo vivo attraversato da artisti, studenti, famiglie, operatori culturali e spettatori provenienti da tutto il territorio. Promossa dalla compagnia Porta Cenere e diretta da Nat Filice e Mario Massaro, la manifestazione, sostenuta dalla Città di Mendicino e dalla Regione Calabria attraverso il progetto “La Calabria che incanta”, nell’ambito del Programma Operativo Complementare (POC) 2014-2020, sta dimostrando come la cultura possa diventare infrastruttura permanente di comunità, capace di generare partecipazione, conoscenza e nuove prospettive. <br>La forza della rassegna risiede proprio nella sua capacità di abbattere le barriere tra palco e pubblico, tra formazione e spettacolo, tra patrimonio materiale e immateriale. Qui il teatro non è soltanto rappresentazione: è incontro, educazione, riflessione, scoperta del territorio e costruzione di cittadinanza.<br>È all’interno di questo percorso che si inserisce la giornata del <strong>5 giugno</strong>, strutturata come un vero crescendo narrativo che accompagna il pubblico dal mattino fino al grande appuntamento serale, quando <strong>Debora Caprioglio</strong> sarà protagonista assoluta nei panni di Artemisia Gentileschi. L’attesa per lo spettacolo delle ore 21.00 all’Anfiteatro Catalano, <strong>“Non fui gentile, fui Gentileschi” di Roberto D’Alessandro e Federico Valdi</strong>, rappresenta infatti il punto di arrivo emotivo e simbolico di una giornata costruita come un viaggio attraverso linguaggi e immaginari differenti, ma tutti legati da un’unica idea di teatro come esperienza totale.<br>Il 5 giugno (ore 11.00), al Teatro Comunale, Paolo Capodacqua porterà in scena “Bianchi, Rossi, Gialli e Neri”. Un progetto ispirato all’universo di Gianni Rodari che rifiuta ogni deriva didascalica e ogni semplificazione infantile per restituire alla parola poetica la sua complessità più autentica, musicale e visionaria. La sensibilità dell’autore, tra i più raffinati autori e interpreti della canzone per l’infanzia, accompagna il pubblico in un viaggio rivolto a bambini e “adulti ritornati bambini”, chiamati a riscoprire lo stupore come forma di conoscenza. La cifra di Capodacqua, tra i più raffinati autori e interpreti della canzone d’autore per l’infanzia, si riconosce in un linguaggio che sfugge al facile intrattenimento per avvicinarsi piuttosto alla grande tradizione della letteratura per ragazzi. In questo percorso trovano spazio anche i testi di Gianni Rodari, rielaborati e musicati in una veste sonora capace di restituire con immediatezza la forza poetica dello scrittore di Omegna. Alle 12.00 il festival prosegue con “Raccontare in musica”, laboratorio che indaga il punto esatto in cui il suono smette di accompagnare la narrazione e diventa narrazione esso stesso. È un passaggio cruciale del progetto: qui il pubblico non assiste soltanto, ma entra nei meccanismi profondi della creazione, scoprendo come ritmo, voce e struttura musicale possano modellare storie, emozioni e significati.<br>Alle ore 17.00, “Le avventure di un pulcino nel cosmo” spalancherà le porte di un universo narrativo vertiginoso, dove il viaggio interstellare diventa esplosione di curiosità, meraviglia e scoperta del mondo. Un teatro di narrazione per ragazzi che prende vita grazie alla mise en espace e all’interpretazione di Kristina Mravcova, su drammaturgia di Maria Milasi. Una produzione Officine Jonike Arti per 45 minuti di pura immaginazione scenica. Dallo spazio profondo, arriva sulla Terra un pulcino fuori da ogni logica: buffo, irruento, irresistibilmente curioso. Arriva da un viaggio infinito tra galassie, pianeti sconosciuti, civiltà sorprendenti, creature bizzarre e regole che sfidano ogni immaginazione. Con energia, ironia e stupore contagioso, il piccolo viaggiatore apre davanti agli spettatori finestre su mondi impossibili, dove la tecnologia supera la fantasia e la fantasia supera la realtà. Ogni pianeta è una storia, ogni incontro una scoperta, ogni parola un invito a guardare oltre. Ma il cuore pulsante del racconto è una domanda che resta sospesa nell’aria come una scia luminosa: come è finito sulla Terra questo piccolo esploratore del cosmo? E soprattutto, dopo aver visto l’infinito… sceglierà di restare o di ripartire? Lo spettacolo rompe la distanza tra scena e platea e costruisce un dialogo diretto, vivo, in continuo movimento con i giovani spettatori, che diventano parte del viaggio stesso. Il ritmo cambia, si adatta, respira insieme al pubblico. Il messaggio è chiaro e potente: crescere non significa smettere di sognare, ma imparare a guardare più lontano. E solo chi non perde la meraviglia può davvero continuare a volare… anche nello spazio infinito.<br>La giornata raggiungerà il suo vertice emotivo e drammaturgico alle ore 21.00 all’Anfiteatro Catalano con “Non fui gentile, fui Gentileschi” di Roberto D&#8217;Alessandro e Federico Valdi. Un intenso monologo interpretato da Debora Caprioglio nei panni di Artemisia Gentileschi. Lo spettacolo apre uno squarcio profondo nella vita della pittrice, restituendola non come icona cristallizzata della storia dell’arte, ma come donna in lotta permanente tra creazione e sopravvivenza, tra ferita e riscatto. Siamo nel suo studio, nel luogo in cui tutto nasce e tutto si ricompone: la pittura diventa confessione, resistenza, identità. Artemisia racconta la propria infanzia, la perdita della madre, la formazione in una Roma seicentesca in cui il talento femminile è costantemente messo alla prova e spesso negato. Ma soprattutto racconta il suo corpo a corpo con un mondo che la vorrebbe altrove, lontana dall’arte, confinata in ruoli predefiniti. E invece lei insiste, resiste, dipinge. Ore intere a cercare un volto fino a catturarne l’anima, come se ogni pennellata fosse un atto di libertà conquistata. Il testo attraversa senza filtri anche l’abisso della violenza subita, ma lo trasforma in materia teatrale che non indulge mai nel compiacimento, bensì si eleva a testimonianza di forza e consapevolezza. Artemisia non è solo vittima né solo eroina: è artista totale, che trasforma il dolore in linguaggio e il linguaggio in sopravvivenza. In lei la pittura non è mestiere, ma destino. Lo spettacolo restituisce così la figura di una donna che ha saputo imporsi in un sistema dominato dagli uomini, affermando la propria identità non attraverso la negazione del dolore, ma attraverso la sua trasformazione in arte.<br>A chiudere la giornata, alle 22.30, sarà il video mapping di Gianpaolo Palumbo con “Raccontare il borgo con la luce”: una metamorfosi visiva che riporta l’architettura al centro del racconto contemporaneo, trasformando il borgo in una superficie viva su cui la memoria si riattiva attraverso la luce.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1001" height="500" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-05-30-at-17.11.05-1001x500.jpeg" alt="" class="wp-image-70407" srcset="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-05-30-at-17.11.05-1001x500.jpeg 1001w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-05-30-at-17.11.05-768x384.jpeg 768w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-05-30-at-17.11.05.jpeg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1001px) 100vw, 1001px" /></figure>



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		<title>Il Castello di Lunghezza apre le porte: parte la 1ª edizione del Festival dell’Estate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ludovica]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jun 2025 19:01:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>1ª edizione &#124; Dal 28 giugno a settembre 2025 &#124; Castello di Lunghezza (Roma) Dopo il Fantastico Mondo del Fantastico ideato da Riccardo Bernardini il maestoso Castello di Lunghezza, monumento nazionale da sempre di proprietà privata, apre le sue porte al pubblico e lo fa con un Festival: &#8220;Il Castello d’Estate – dove fioriscono mille opportunità”, che da fine [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><strong>1ª edizione | Dal 28 giugno a settembre 2025 | Castello di Lunghezza (Roma)</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo il Fantastico Mondo del Fantastico ideato da Riccardo Bernardini il maestoso <strong>Castello di Lunghezza</strong>, monumento nazionale da sempre di proprietà privata, <strong>apre le sue porte al pubblico</strong> e lo fa con un Festival: <strong>&#8220;Il Castello d’Estate – dove fioriscono mille opportunità”</strong>, che da <strong>fine giugno agli inizi di settembre</strong> <strong>2025</strong> trasformerà le sale e il parco del Castello in un miscellanea di <strong>bellezza,</strong> <strong>teatro, musica, arte ed</strong> <strong>incontri</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In collaborazione con <strong>Castello di Lunghezza</strong>, <strong>Vesta Robur Srl</strong>, <strong>Associazione Culturale Teatroper diretta</strong> <strong>da Fausto Costantini</strong>, <strong>Associazione Il Tempietto, Generazioni Spettacolari</strong> e con il <strong>patrocinio del</strong> <strong>Comune di Roma – VI Municipio</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&lt;&lt;Spettatori, artisti vari, concerti di musica classica, spettacoli teatrali, incontri nel parco del castello all’insegna del motto<strong> “un castello per tutti” </strong>si offre alla città di Roma nel cuore del VI Municipio dove finalmente una periferia viva ed attiva oltre le parole consuete, sopratutto grazie alla sensibilità del presidente Nicola Franco.&gt;&gt; Dichiara il <strong>Direttore Artistico Fausto Costantini.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un&#8217;esperienza culturale immersiva in una cornice unica.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni weekend (venerdì, sabato e domenica), a partire dalle <strong>ore 19:00</strong>, i cancelli del parco si aprono gratuitamente per accogliere il pubblico in un contesto naturale mozzafiato, dove si potranno passeggiare tra gli alberi secolari, e partecipare alle <strong>visite guidate gratuite alle sale storiche del castello</strong>, normalmente chiuse al pubblico e gustare <strong>aperitivi al tramonto nell&#8217;area ristoro.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalle ore 19:00 con ingresso a pagamento, <strong>i concerti presso la Sala del Trono a cura del Tempietto </strong>mentre dalle ore 21:00 sempre con ingresso a pagamento inizieranno <strong>gli spettacoli teatrali presso le aree del parco</strong> <strong>delimitate.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il programma prevede <strong>un cartellone di spettacoli teatrali e concerti di musica classica</strong> che si alterneranno nei diversi spazi del Castello, offrendo esperienze artistiche intense e per tutti i gusti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>LA PROSA AL CASTELLO nel mese di Luglio</strong> Una selezione di spettacoli con grandi nomi del panorama teatrale italiano e nuove proposte di qualità. Tra gli appuntamenti principali:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>• 28 giugno</strong>: Quelli che il palco… in <em>Nemici come prima</em> di <strong>Gianni Clementi</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>• 4 luglio</strong>: <em>L’arbitrato, la risoluzione della contesa</em>, commedia greca di Menandro, produzione <strong>Seven Cults SRLS</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>• 5 luglio</strong>:&nbsp;<em>Mamma sei sempre nei miei pensieri… Spostati</em>&nbsp;con&nbsp;<strong>Cinzia Leone</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>• 6 luglio</strong>: <em>Caro Flaiano, Ennio Flaiano visto da un amico</em> con <strong>Milo Vallone e la partecipazione di</strong> <strong>Vincenzo de Ritis alla Fisarmonica</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>• 11 luglio</strong>:&nbsp;<em>Dante, l’uomo dietro il poeta</em>&nbsp;con la compagnia&nbsp;<strong>Liberarte</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>• 12 luglio</strong>:&nbsp;<em>Coppia aperta quasi spalancata</em>&nbsp;con&nbsp;<strong>Jessica Ferro, Giulio Marino e Federico Tito</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Moretti</strong>, dal testo di&nbsp;<strong>Dario Fo e Franca Rame</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>• 13 luglio</strong>:&nbsp;<em>Ti ho fatto il pacco</em>&nbsp;con&nbsp;<strong>Nino Taranto</strong>,&nbsp;<strong>Maciullo</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Noemi Bordi</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>• 18 luglio</strong>: <em>Certi di esistere</em> scritto e diretto da <strong>Alessandro Benvenuti </strong>con <strong>Mario Focardi,</strong> <strong>Maddalena Rizzi, Maria Cristina Fioretti, Matteo Micheli, Bruno Governale, Gabriele Giusti</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>• 19 luglio</strong>: <em>Femminile Single(are)</em> con <strong>Carlotta Rondana </strong>regia <strong>Francesca Nunzi</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>• 20 luglio</strong>:&nbsp;<em>Peter Pan</em>, spettacolo corale con la&nbsp;<strong>Margot Acting School</strong>, regia di&nbsp;<strong>Valentina Cognati</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>• 25 luglio</strong>:&nbsp;<em>Dai Beatles a Battisti</em>&nbsp;con&nbsp;<strong>Danila Stalteri</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>• 26 luglio</strong>:&nbsp;<em>Elisabetta I</em>&nbsp;con&nbsp;<strong>Maddalena Rizzi</strong>, regia di&nbsp;<strong>Filippo D’Alessio</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>• 27 luglio</strong>:&nbsp;<em>Quasi mio marito</em>&nbsp;con&nbsp;<strong>Giancarlo Fares</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Sara Valerio</strong>, regia di&nbsp;<strong>Nicola Pistoia</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>MUSICA AL TEMPIETTO</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie alla collaborazione con <strong>l’Associazione Il Tempietto</strong>, il cartellone musicale ospita raffinati concerti di musica classica, da Mozart a Rachmaninov, da Liszt a Bartók. Tra i protagonisti:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>• Quartetto Werther,</strong> <strong>Natalia Colantoni, Federica Iacovelli, Paolo Curatolo, Martina Morello,</strong> <strong>Sylvie Nicephor, </strong>tra gli altri, in programmi che includono anche repertori inediti e suggestioni contemporanee</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>UN FESTIVAL PER TUTTI</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">Concepito come uno spazio d&#8217;incontro tra arte e natura, il festival invita famiglie, appassionati, turisti e cittadini a vivere il Castello non solo come monumento ma come <strong>luogo vivo</strong> <strong>di cultura, bellezza e condivisione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>SERVIZI AL PUBBLICO</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">• Ingresso gratuito al parco dalle ore 19:00</p>



<p class="wp-block-paragraph">• Visita guidata gratuita al Castello<em>&nbsp;(posti limitati)</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">• Concerti del Tempietto presso la Sala del Trono con inizio ore 19.00</p>



<p class="wp-block-paragraph">• Spettacoli Teatrali con inizio ore 21.15</p>



<p class="wp-block-paragraph">• Area ristoro per aperitivi al tramonto</p>



<p class="wp-block-paragraph">• Parcheggio gratuito e&nbsp;<strong>ingresso diretto dalla stazione Lunghezza</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>BIGLIETTI</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>• Teatro</strong>: € 20 / € 15</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>• Concerti del Tempietto</strong>: € 36 / € 25 / € 14</p>



<p class="wp-block-paragraph">Biglietti acquistabili online o presso la biglietteria la sera dello spettacolo</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>INFO E PRENOTAZIONI</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Lunedì – Venerdì, ore 09:00-13:00 / 14:00-18:00</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tel. 06 22 62 880 – 329 96 34 365 &#8211; 333 85 37 695</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Direzione Castello</strong>: Riccardo Bernardini e Cristina Navarra</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Direzione Artistica del Festival</strong>: Fausto Costantini</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="353" height="500" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2025/06/1-1-353x500.jpg" alt="" class="wp-image-41758" style="width:346px;height:auto" srcset="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2025/06/1-1-353x500.jpg 353w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2025/06/1-1-247x350.jpg 247w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2025/06/1-1-768x1-1086.jpg 768w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2025/06/1-1-1-1086x1-1536.jpg 1086w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2025/06/1-1-1-1448x2048.jpg 1448w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2025/06/1-1-297x420.jpg 297w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2025/06/1-1-640x905.jpg 640w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2025/06/1-1-681-1x963.jpg 681w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2025/06/1-1.jpg 1587w" sizes="auto, (max-width: 353px) 100vw, 353px" /></figure>



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