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	<title>Palazzo Reale Napoli - Il Giornale del Lazio</title>
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	<description>Giornale Telematico di Informazione e Attualità</description>
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		<title>Il restauro delle statue delle Terme di Agnano svelato al pubblico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Harry di Prisco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Sep 2022 10:04:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA,SCUOLA,SINDACATO,ECONOMIA]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi La Rocca]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Reale Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Salvaro Buonomo]]></category>
		<category><![CDATA[Soprintendenza]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Aperto a Palazzo Reale nelle Salette pompeiane il cantiere di restauro delle statue delle Terme di Agnano si potrà accedere il martedì dalle 10 alle 15 e sabato 24 dalle 20 alle 23&nbsp; per le Giornate Europee del Patrimonio</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>L’utente desidera partecipare e vuole sapere come vengono utilizzate le disponibilità economiche perciò occorre coinvolgerlo, bisogna promuovere la conoscenza sulle attività di restauro», </em>così ha esordito l’arch. <strong>Salvatore Buonomo</strong>, da due giorni insediato alla guida della Soprintendenza partenopea nel presentare il secondo cantiere di restauro aperto al pubblico nell’ambito del progetto “Incontro-Intorno al restauro” che consente al pubblico di vedere cosa c’è dietro le attività di restauro. L’arch. Buonomo ha raccolto il testimone dal Dr. <strong>Luigi La</strong> <strong>Rocca</strong>,attuale Direttore Generale ABAP del Mic, il quale così si è espresso: « <em>Questo progetto rientra nel più ampio programma che coinvolge i partner per far conoscere la nostra attività per il recupero del nostro Patrimonio. Il cantiere sarà in alcune occasioni aperto al pubblico per mostrare il restauro di monumenti funerari della strada che conduceva a Napoli e di alcune statue rinvenute nelle Terme romane di Agnano. Le Terme sono un monumento di straordinaria importanza anche sotto l’aspetto archeologico. Quando la situazione sarà chiarita restituiremo i reperti». </em>Continua il Dr. La Rocca<em> «L’attività di restauro va di pari passo con quella di ricerca, pertanto sono fondamentali i rapporti con le istituzioni, alle quali forniamo il   know-how dei nostri Funzionari. Interveniamo anche nell’attività di formazione con l’augurio ai nostri giovani “medici” in camice bianco intenti al restauro che possano seguire la loro strada</em>».</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/09/20220921_102931-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-11182" srcset="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/09/20220921_102931-1024x768.jpg 1024w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/09/20220921_102931-300x225.jpg 300w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/09/20220921_102931-768x576.jpg 768w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/09/20220921_102931-1536x1152.jpg 1536w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/09/20220921_102931-2048x1536.jpg 2048w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/09/20220921_102931-560x420.jpg 560w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/09/20220921_102931-80x60.jpg 80w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/09/20220921_102931-100x75.jpg 100w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/09/20220921_102931-180x135.jpg 180w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/09/20220921_102931-238x178.jpg 238w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/09/20220921_102931-265x198.jpg 265w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/09/20220921_102931-640x480.jpg 640w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/09/20220921_102931-681x511.jpg 681w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"> Alla presentazione, oltre all&#8217;arch. Buonomo e al Dr. La Rocca, sono intervenuti anche il Magnifico rettore dell&#8217;Università Suor Orsola Benincasa, prof. <strong>Lucio d&#8217;Alessandro</strong> e per l’Università l’Orientale  il professor <strong>Antonio Rollo</strong>, nonché il Dr. <strong>Pietro Paolo Mauro</strong> attuale responsabile del procedimento per le Terme di Agnano. L’iniziativa rientra nel programma “Incontro-Intorno al Restauro”, organizzato dalla Soprintendenza, che prevede una serie di eventi finalizzati alla diffusione della conoscenza ad un ampio pubblico dell’attività di recupero di beni archeologici, storico artistici e architettonici della città e alle tecniche conservative con cui tali interventi sono condotti. Gli studenti intenti al restauro sono del corso di laurea in Conservazione e Restauro dell’Università Suor Orsola Benincasa diretto dal prof. <strong>Pasquale Rossi</strong>, del  dipartimento di scienze umanistiche diretto dalla prof.ssa <strong>Paola Villani</strong>, il corso consente di fare un percorso di ricerca con nuove professionalità per rinnovare i percorsi formativi adeguandoli alle nuove sfide.  Il restauro, appena avviato, riguarderà  4 statue, 3 altari e 2 rilievi funerari in marmo di epoca imperiale romana provenienti dalle Terme di Agnano e dal territorio circostante. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/09/20220921_113340-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-11183" srcset="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/09/20220921_113340-768x1024.jpg 768w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/09/20220921_113340-225x300.jpg 225w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/09/20220921_113340-1152x1536.jpg 1152w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/09/20220921_113340-1536x2048.jpg 1536w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/09/20220921_113340-315x420.jpg 315w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/09/20220921_113340-640x853.jpg 640w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/09/20220921_113340-681x908.jpg 681w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/09/20220921_113340-scaled.jpg 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Le statue raffigurano: Afrodite armata, Ganimede, Hermes con Dioniso bambino e Venere marina. Le attività, coordinate dalle funzionarie della Soprintendenza, dott.sse <strong>Barbara Balbi</strong> (direttrice dei Lavori) e <strong>Raffaella Bosso</strong> (responsabile di Progetto), sono eseguite, sotto la guida della prof.ssa <strong>Monica Martelli</strong>.L’accordo di collaborazionecon l’Università Suor Orsola Benincasa coinvolge anche il Dipartimento Asia Africa Mediterraneo dell’Università di Napoli &#8220;l’Orientale&#8221;,  guidato Dr. <strong>Marco Giglio</strong>, per le attività di coordinamento scientifico per gli aspetti archeologici, a supporto alle attività di restauro e progettazione degli apparati divulgativi della mostra, nell’ambito di una convenzione tra la Soprintendenza e l’Ateneo che ha ad oggetto lo studio e la valorizzazione dei siti archeologici periferici della città di Napoli. Nelle Salette pompeiane sono anche state allestite due vetrine in cui sono esposte delle monete di varie epoche rinvenute durante gli scavi archeologici della stazione di piazza Municipio della Metropolitana di Napoli, un intervento reso possibile grazie al sostegno finanziario di una Fondazione bancaria nell’ambito del programma Art-Bonus. Trattasi di un importante rinvenimento archeologico in quanto trattasi «<em>della prima documentazione di monete circolanti a Napoli</em>», come ha sottolineato la prof.ssa <strong>Renata Cantilena</strong> del Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell&#8217;Università di Salerno .</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Harry di Prisco</strong></p><p>The post <a href="https://www.ilgiornaledellazio.it/il-restauro-delle-statue-delle-terme-di-agnano-svelato-al-pubblico/">Il restauro delle statue delle Terme di Agnano svelato al pubblico</a> first appeared on <a href="https://www.ilgiornaledellazio.it">Il Giornale del Lazio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Palazzo Reale Napoli, Don Chisciotte tra Napoli, Caserta e il Quirinale: i cartoni e gli arazzi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Harry di Prisco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 May 2022 19:04:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA E ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[arazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Don Chisciotte]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>La storia della serie di arazzi con Storie di Don Chisciotte esposti a Palazzo Reale</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi presso l&#8217;Appartamento Storico di Palazzo Reale di Napoli e stata inaugurata la mostra “Don Chisciotte tra Napoli, Caserta e il Quirinale: i cartoni e gli arazzi”  curata da Mario Epifani, direttore di Palazzo Reale e da Encarnación Sánchez García, accademica corrispondente della Real Academia Española,  alla presenza dell’Ambasciatore di Spagna, Alfonso Dastis Quecedo, del Prefetto Claudio Palomba e del Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi,  della Regione rappresentata dall’assessore al Turismo, Felice Casucci e della  direttrice della Biblioteca Nazionale di Napoli Maria Iannotti. </p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img decoding="async" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/05/cid_ii_l3d2fmk91.jpg" alt="" class="wp-image-8459" width="1010" height="674" srcset="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/05/cid_ii_l3d2fmk91.jpg 1000w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/05/cid_ii_l3d2fmk91-300x200.jpg 300w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/05/cid_ii_l3d2fmk91-768x512.jpg 768w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/05/cid_ii_l3d2fmk91-630x420.jpg 630w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/05/cid_ii_l3d2fmk91-640x427.jpg 640w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/05/cid_ii_l3d2fmk91-681x454.jpg 681w" sizes="(max-width: 1010px) 100vw, 1010px" /><figcaption> ph. roberta basile kontrolab</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La mostra illustra la storia della serie di arazzi con Storie di Don Chisciotte della manifattura napoletana, ispirate al romanzo di Miguel de Cervantes, con l’esposizione dei dipinti preparatori messi a confronto con alcuni degli arazzi conservati al Quirinale, le edizioni illustrate della Biblioteca Nazionale di Napoli e lo spartito dell’opera Don Chisciotte della Mancia di Paisiello, dal Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli. La curatrice Sánchez García con la direttrice dell’istituto Cervantes, Ana Navarro Ortega, hanno scelto alcuni brani tratti dal Don Chisciotte della Mancia di Miguel Cervantes che sono stati letti dagli ospiti, durante la cerimonia di presentazione tratti dalle due edizioni del romanzo. Le prime cinque letture sono tratte dalla prima parte del romanzo del 1605 El ingenioso hidalgo don Quijote de la Mancha dalle autorità presenti, mentre altri brani, tratti dagli episodi della seconda parte del romanzo El ingenioso caballero don Quijote de la Mancha (1615), sono stati interpretati da esponenti della cultura ispanica. L’esposizione, che intende ricostruire la storia della serie di arazzi con Storie di Don Chisciotte, eseguiti dalla manifattura napoletana nella seconda metà del Settecento, ispirate al celebre romanzo del Cervantes, seguirà il racconto attraverso la serie completa dei cartoni – dipinti preparatori per la realizzazione degli arazzi – per la prima volta messi a confronto con alcuni degli arazzi oggi conservati al Quirinale. Le opere dialogano con le più preziose edizioni tra quelle conservate nella Biblioteca Nazionale di Napoli tra le quali l’edizione principe della prima parte del romanzo pubblicata  a Madrid nel 1605 di cui esistono solo 26 copie al mondo, una delle quali è conservata dalla Biblioteca Nazionale e lo spartito dell’opera Don Chisciotte della Mancia del compositore Giovanni Paisiello, proveniente dal Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli a testimonianza dell’interesse che all’epoca suscitava il racconto dell’ingenioso hidalgo manifestato attraverso varie forme d’arte. Sono esposti nello spazio della Galleria del Genovese e nella sala XXIV dell’Appartamento Storico 38 cartoni accanto a 7 arazzi (5 con episodi del romanzo e 2 decorativi), appartenenti alla serie eseguita dalla manifattura napoletana in due riprese, tra il 1757 e il 1779, per arredare la Reggia di Caserta e trasferita dopo il 1870 al Palazzo del Quirinale a Roma. Un ulteriore arazzo, in prestito dal Museo di Capodimonte, è invece l’unico conservato a Napoli, opera della manifattura francese dei Gobelins. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="161" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/05/cid_ii_l3d1ix6x0-1024x161.png" alt="" class="wp-image-8460" srcset="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/05/cid_ii_l3d1ix6x0-1024x161.png 1024w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/05/cid_ii_l3d1ix6x0-300x47.png 300w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/05/cid_ii_l3d1ix6x0-768x121.png 768w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/05/cid_ii_l3d1ix6x0-1536x242.png 1536w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/05/cid_ii_l3d1ix6x0-640x101.png 640w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/05/cid_ii_l3d1ix6x0-681x107.png 681w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2022/05/cid_ii_l3d1ix6x0.png 1840w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">In occasione della mostra è stato eseguito un accurato lavoro di restauro su trenta dipinti e venti cornici e ricostruita una nuova analisi di documenti d’archivio. Ciò ha consentito di ricostruire le vicende relative al ciclo di arazzi, che tra il Settecento e il Novecento è stato spostato in varie residenze reali, da Napoli a Caserta, passando in seguito a Palermo e al Museo di Capodimonte per arrivare infine al Palazzo del Quirinale, dove oggi il ciclo è interamente conservato. “<em>Il Palazzo Reale di Napoli, alla vigilia Conferenza dei Ministri della Cultura del Mediterraneo</em>, &#8211; scrive il ministro della Cultura Dario Franceschini, nella sua introduzione del catalogo &#8211; <em>conferma con una mostra importante quanto sia corretta l’intuizione di volere in questa città un evento internazionale di un simile tenore, che risponde in pieno alla vocazione di una delle più antiche colonie della Magna Grecia</em>”. Alfonso Dastis Quecedo, ambasciatore di Spagna in Italia mette in evidenza che: “<em>In questo</em> <em>momento storico, in cui ci lasciamo alle spalle più di due anni di difficoltà e ci confrontiamo con un’epoca di incertezza, mi sembra particolarmente opportuno guardare all’esempio di Don Chisciotte.</em>  <em>Una grande lezione di forza d’animo di fronte alle avversità e di fiducia in un futuro migliore, che dilata la figura del ingenioso hidalgo e la proietta fino ai nostri giorni, carica di idealismo e di immaginazione</em>”. “<em>Questa mostra esalta lo storico legame tra Napoli e la Spagna: il ciclo di Don Chisciotte è un omaggio, fortemente voluto da Carlo di Borbone, a un monumento della letteratura iberica, oggi unive</em>rsalmente <em>riconosciuto come uno dei massimi capolavori della letteratura mondiale</em> &#8211; afferma Mario Epifani, direttore del Palazzo Reale di Napoli &#8211;  <em>Ma anche un’occasione per ricomporre fisicamente una storia che collega il Palazzo Reale al Quirinale attraverso oltre due secoli</em>”. Miguel de Cervantes è autore del primo romanzo moderno, così come Dante Alighieri &#8211; protagonista della prima mostra organizzata nei nuovi spazi espositivi della Galleria del Genovese, Dante a Palazzo Reale &#8211; è ritenuto, grazie al suo poema, il padre della lingua Italiana. Le due mostre rappresentano un tributo, attraverso l’arte figurativa, a due capisaldi della letteratura mondiale. L’esposizione, realizzata in collaborazione con la Biblioteca Nazionale di Napoli, il Consolato Generale di Spagna e l&#8217;Istituto Cervantes, beneficia di prestiti, oltre che dalla Biblioteca, dal Segretariato Generale per la Presidenza della Repubblica, dal Museo e Real Bosco di Capodimonte e dal Conservatorio di San Pietro a Majella. L’allestimento è stato curato dall’architetto Lucia Anna Iovieno. Il progetto è cofinanziato dalla Regione Campania, nell&#8217;ambito del POC Campania 2014-2020. La mostra sarà visitabile sino al  6 settembre 2022.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>H di P</strong></p><p>The post <a href="https://www.ilgiornaledellazio.it/palazzo-reale-napoli-don-chisciotte-tra-napoli-caserta-e-il-quirinale-i-cartoni-e-gli-arazzi/">Palazzo Reale Napoli, Don Chisciotte tra Napoli, Caserta e il Quirinale: i cartoni e gli arazzi</a> first appeared on <a href="https://www.ilgiornaledellazio.it">Il Giornale del Lazio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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