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	<title>Architettura sospesa. Tra la musica e lo spartito Polaroid &#8211; Il Giornale del Lazio</title>
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	<description>Giornale Telematico di Informazione e Attualità</description>
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		<title>All’Auditorium Parco della Musica la mostra di Maurizio Galimberti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 16:25:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[POLITICA,SCUOLA,SINDACATO,ECONOMIA]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura sospesa. Tra la musica e lo spartito Polaroid]]></category>
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					<description><![CDATA[Se avete voglia di immergervi in un mondo dalle mille sfaccettature, all’Auditorium Parco della Musica, fino al 15 giugno, sarà ancora disponibile la mostra del maestro della Polaroid Maurizio Galimberti, a cura di Valentina Galimberti e dal titolo Architettura sospesa. Tra la musica e lo spartito Polaroid. Una mostra dove è possibile perdersi tra lo [&#8230;]]]></description>
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<p>Se avete voglia di immergervi in un mondo dalle mille sfaccettature, all’<strong>Auditorium Parco della Musica</strong>, fino al 15 giugno, sarà ancora disponibile la mostra del maestro della Polaroid <strong>Maurizio Galimberti</strong>, a cura di <strong>Valentina Galimberti</strong> e dal titolo <em><strong>Architettura sospesa. Tra la musica e lo spartito Polaroid</strong>. </em>Una mostra dove è possibile perdersi tra lo spazio e il tempo per ammirare quei mosaici che ripercorrono la vita e le emozioni del celebre fotografo.</p>



<p>L’incontro tra l’architettura di città iconiche come Roma, Berlino e Parigi ricreate attraverso una sequenza di diapositive e i frammenti musicali, per un lungo viaggio vissuto sopra un pentagramma e nei ricordi di una vita. L’arte di Galimberti si sprigiona così con naturalezza e immediatezza rendendosi alla portata di tutti e regalando le diverse visioni di se stessa.</p>



<p>Le scelte architettoniche ricordano così le visioni futuriste di&nbsp;<strong>Umberto Boccioni,</strong>&nbsp;che celebrava il dinamismo e il movimento o il celebre&nbsp;<em>&#8220;Nudo che scende le scale&#8221;</em>&nbsp;di&nbsp;<strong>Marcel Duchamp</strong>, dove il movimento stesso diventa arte.</p>



<p>La polaroid come strumento per rappresentare la visione della realtà secondo l’artista, ma anche come mezzo per lasciare l’osservatore in un non luogo, immerso nelle sue domande e nella sua visione del mondo per un&#8217;intima interazione tra spazio e tempo. La realtà raccontata attraverso delle diapositive e che rappresentano un racconto al di fuori dello spazio e del tempo, così da riprodurre diversi momenti dello stesso attimo. </p>



<p>L&#8217;intera esposizione è un omaggio alla Polaroid e all&#8217;approccio dinamico di uno sperimentatore come Galimberti che, nella sua carriera, ha sperimentato con l&#8217;analogico e ha trovato nella Polaroid il suo strumento perfetto. Ritagliando spazio e tempo e redendolo alla portata di tutti.</p>



<p>La dilatazione del tempo rappresentata da Galimberti è così, come rappresentata da<strong> Glenn Gould</strong> nelle sue <em>variazioni Goldberg</em> (dove l&#8217;autore ci invita a considerare la differenza tra una mera esecuzione e un’interpretazione artistica), dove è ben presente la differenza tra la realtà così come è e la percezione dell&#8217;essere umano di essa.</p>



<p>Così, per chi si volesse fare un regalo in questi giorni che rimangono prima del termine, la mostra di Galimberti è la perfetta rappresentazione delle mille sfaccettature della realtà. Una realtà percepita come tale, ma vista con gli occhi di un sognatore. L’arte fotografica per raccontare le differenti particelle del nostro mondo e la sua evoluzione. </p>
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