lunedì, Marzo 16, 2026

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LE STRADE DA E PER MARCETELLI DALL’ANTICHITA’ AI TEMPI MODERNI

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Da nativo di Marcetelli mi sono dedicato parecchio alla ricerca di notizie sulla storia del paese e che ho poi inviato per la pubblicazione alle testate giornalistiche locali.  Fino ad ora però mi è rimasta “scoperta” la situazione delle strade di una volta, le famose “mulattiere”, le storiche vie di comunicazioni medievali utilizzate prima dello sviluppo della motorizzazione avvenuta negli anni cinquanta e che ha portato alla realizzazione delle “strade romane” anche nelle nostre zone.                                               E leggendo il bel libro del compianto Henny Romanin si può avere il quadro preciso della situazione sin dall’epoca dei Mareri, i nobili del Cicolano che hanno avuto “castelli” e possedimenti anche nelle Valli del Salto e del Turano.                                                                              Una prima via, forse la più importante, raggiungeva Teglieto, oggi frazione di Petrella, oltre il fiume Salto (allora ancora non era stato realizzato l’omonimo lago) e poi Borgo San Pietro, con il famoso Monastero di Santa Filippa Mareri. Era quella attraverso la quale i Mareri mantenevano i rapporti con questa parte del territorio.                                            Una seconda via collegava Marcetelli con Girgenti, frazione dell’attuale Comune di Pescorocchiano, posta al di sopra della Valle e poi del Lago del Salto. Questa via partiva dalla parte alta del paese verso il Turano e attraverso Villa Illicis, l’attuale Chiesa di Santa Maria in Villa, raggiungeva quel borgo.                                                                                                             Una terza mulattiera metteva in comunicazione Marcetelli con Rigatti, oggi frazione di Varco Sabino, e attraverso questo castello, anch’esso dei Mareri e sempre accomunato alle vicende storiche e sociali marcetellane, con Poggio Vittiano e Varco (che allora non si chiamava Sabino), feudi dell’Abbazia di San Salvatore Maggiore.                                   Sull’altro versante, quello della Valle del Turano, Marcetelli era poi ben collegato con Paganico e con Ascrea, terra dei Mareri di Sabina, e quindi con Castelvecchio, terra dei Mareri di Cicoli.                                                                                                           E in quel periodo Marcetelli, grazie alla sua collocazione strategica, diventa un punto centrale di questi territori governati dalla famiglia Mareri e lo rimane fino alla vendita del Castello da parte di Tommaso al cardinale Francesco Barberini, avvenuta l’11 gennaio 1655, divenendo così feudo degli stessi Barberini che associarono questo loro nuovo possesso alla Baronia di Collalto e ai paesi della zona, in particolare Paganico che diventava la porta della Valle del Turano e di Roma.                                                         Queste erano le grandi vie di comunicazione di allora, rimaste tali anche con la costruzione delle “strade romane” con esclusione della via per Teglieto, ovviamente bloccata nel ‘39-’40 con la creazione del lago artificiale del Salto. Una via, questa, alla quale sono personalmente legato perché mio nonno materno, Amaranto Giuli, la percorreva come “procaccia postale” per prendere lì la posta e portarla a Marcetelli. Un’arteria, questa, poi sostituita dalla Salto – Cicolana per Rieti con un percorso diverso.                                                                                                                      Rimane invece come mulattiera la strada per Girgenti dalla Chiesa di S. Maria in Villa mentre sono state modernizzate le strade per Rigatti e Varco Sabino.                                           Attualmente risulta anche modificata la situazione verso la Valle del Turano, con la strada Marcetelli – Collegiove che sfocia poi sulla strada Turanense vicino Carsoli mentre purtroppo è intransitabile quella che una volta io stesso percorrevo lungo la Valle dell’Obito e che avvicinava di molto Ascrea e Paganico con Marcetelli stesso, la Valle del Salto e anche Collegiove. Una strada, quest’ultima, sicuramente da gestire accuratamente e valorizzare ma che oggi purtroppo sembra non interessare più a nessuno.                                                                                                                                        A tal proposito riporto il testo di un post pubblicato il 25 novembre 2019 da “Lago del Turano RI”: “È ufficialmente chiusa la strada che collega il Turano al Salto che passa da Ascrea. Scavata con sacrifici nella roccia per consentire il raggiungimento anche dei castagneti agli abitanti di Ascrea e Paganico. Una frana recente ha ostruito totalmente il passaggio. La strada è sempre stata molto utilizzata ma presenta un grosso problema di sicurezza per la pericolosità di caduta massi. Soltanto una importante bonifica potrà consentirne la riapertura. Appena possibile pubblicheremo le foto della frana.”                                                                                        Ma da allora purtroppo “Tutto tace”.                                                                                                                                 Clemente Dominici                                                                                                               

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