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	<title>NOTIZIE IN RISALTO &#8211; Il Giornale del Lazio</title>
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	<description>Giornale Telematico di Informazione e Attualità</description>
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		<title>Lazio. Farmacoterapia neonatale, perché la sicurezza salva i neonati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dino Tropea]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 13:44:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA E ATTUALITA']]></category>
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		<category><![CDATA[terapia intensiva neonatale]]></category>
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					<description><![CDATA[La farmacoterapia in neonatologia richiede controlli rigorosi, protocolli continui e personale specializzato. La neonatologa Savarese spiega perché la sicurezza dei farmaci riguarda ogni genitore. Quando un neonato entra in Terapia Intensiva Neonatale, ogni dettaglio può diventare decisivo. Anche una dose di farmaco. Anche pochi millilitri. Anche il tempo esatto di una somministrazione. La farmacoterapia in [&#8230;]]]></description>
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>La <strong>farmacoterapia</strong> in neonatologia richiede controlli rigorosi, protocolli continui e personale specializzato. La neonatologa Savarese spiega perché la sicurezza dei farmaci riguarda ogni genitore.<br></strong></h2>



<p>Quando un neonato entra in Terapia Intensiva Neonatale, ogni dettaglio può diventare decisivo. Anche una dose di farmaco. Anche pochi millilitri. Anche il tempo esatto di una somministrazione. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La <strong>farmacoterapia</strong> in neonatologia è uno degli aspetti più complessi e delicati della sanità moderna, ma resta ancora poco conosciuto fuori dagli ospedali.</h2>



<p>Per molti genitori quel mondo è fatto di incubatrici, monitor, allarmi e macchinari. Dietro quelle porte, però, esiste un lavoro continuo di controllo e sicurezza che coinvolge medici, infermieri specializzati e protocolli rigidissimi pensati per proteggere i pazienti più fragili: i neonati prematuri o con condizioni cliniche complesse.</p>



<p>Negli ultimi anni il tema della sicurezza sanitaria è diventato centrale anche in Italia. La carenza di personale, l’aumento dei carichi di lavoro e la crescente complessità assistenziale hanno acceso l’attenzione sul rischio clinico negli ospedali. </p>



<p>In neonatologia questo tema assume un peso ancora maggiore perché il neonato non è un piccolo adulto. Il suo organismo reagisce in modo diverso ai farmaci e il margine di errore è ridottissimo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La <strong>farmacoterapia</strong> neonatale richiede infatti dosaggi personalizzati, monitoraggio costante e verifiche continue. </h2>



<p>In molti casi le quantità somministrate sono minime e vengono preparate con precisione estrema. È proprio in questa fase che il ruolo infermieristico diventa fondamentale. Gli infermieri neonatali non si limitano a eseguire una terapia, ma controllano dosaggi, diluizioni, tempi di somministrazione e compatibilità farmacologiche, lavorando in stretta collaborazione con l’équipe medica.</p>



<p>Per capire perché questo argomento sia così importante anche per le famiglie, Il Giornale del Lazio ha intervistato la <strong><a href="https://share.google/aU1q45hzTVQR4SMBI" target="_blank" rel="noopener">pediatra e neonatologa dottoressa Immacolata Savarese</a></strong>, che ringraziamo per la disponibilità e per il contributo costante che sta offrendo ai nostri lettori attraverso <a href="https://www.ilgiornaledellazio.it/antibiotici-nei-bambini-uso-in-crescita-non-sempre-servono/"><strong>una vera e propria rubrica dedicata alla salute neonatale e pediatrica. </strong></a></p>



<p>Un percorso informativo pensato per aiutare le famiglie a comprendere temi complessi con un linguaggio chiaro, umano e vicino alla vita quotidiana. Per approfondire, è possibile leggere anche i precedenti interventi della specialista da noi pubblicati.</p>



<p><strong>Quanto è delicata la farmacoterapia in neonatologia?</strong></p>



<p>«In neonatologia ogni dettaglio conta. Il neonato, soprattutto se prematuro, ha caratteristiche completamente diverse rispetto a un adulto. Fegato, reni e sistema immunitario sono immaturi e questo cambia il modo in cui il corpo reagisce ai farmaci. Anche quantità minime possono avere effetti molto importanti. Per questo servono protocolli rigorosi e controlli continui».</p>



<p><strong>Quanto conta il lavoro di squadra nella sicurezza delle terapie?</strong></p>



<p>«La gestione della farmacoterapia non riguarda soltanto il medico che prescrive una terapia, ma un intero sistema di sicurezza costruito attorno al paziente. <strong>Il ruolo degli infermieri è decisivo. </strong>Nelle Terapie Intensive Neonatali il doppio controllo è una pratica essenziale. <strong>Ogni preparazione viene verificata più volte proprio per ridurre al minimo il rischio di errore. La sicurezza nasce sempre dal lavoro di squadra»</strong>.</p>



<p><strong>Perché i genitori vivono con così tanta paura l’ingresso in un reparto neonatale?</strong></p>



<p>«Per i genitori entrare in un reparto neonatale significa spesso vivere giorni di forte paura e fragilità emotiva. In quei momenti comprendere cosa accade davvero dietro una terapia può aiutare a costruire fiducia verso il personale sanitario».</p>



<p><strong>Le famiglie devono avere paura degli errori terapeutici?</strong></p>



<p>«Le famiglie non devono vivere con l’ansia dell’errore. <strong>Oggi esistono sistemi di sicurezza molto avanzati. </strong>Gli ospedali lavorano continuamente sulla prevenzione del rischio clinico.<strong> È importante però che i genitori siano informati e coinvolti nel percorso di cura.</strong> La comunicazione con le famiglie è fondamentale perché crea fiducia e aiuta anche il lavoro dell’équipe».</p>



<p><strong>Quanto incidono stress e carenza di personale nella neonatologia?</strong></p>



<p>«<strong>La neonatologia è un ambito ad altissima intensità assistenziale.</strong> Stress, stanchezza e carenza di personale possono incidere in qualsiasi settore sanitario. Per questo servono investimenti, formazione continua e personale adeguato. Parlare di sicurezza dei farmaci significa parlare anche di organizzazione ospedaliera».</p>



<p><strong>La tecnologia basta a garantire sicurezza nelle terapie neonatali?</strong></p>



<p>«Negli ospedali più avanzati vengono utilizzati sistemi di tracciabilità dei farmaci, procedure standardizzate e controlli digitali per aumentare ulteriormente la sicurezza. <strong>Ma la tecnologia da sola non basta. Servono competenze, formazione e soprattutto presenza umana</strong>».</p>



<p><strong>Cosa dovrebbero sapere davvero i genitori che entrano in Terapia Intensiva Neonatale?</strong></p>



<p>«Dietro ogni terapia c’è un lavoro enorme che i genitori spesso non vedono. Chi entra in una Terapia Intensiva Neonatale vive comprensibilmente un’esperienza molto difficile. Ma è importante sapere che esistono professionisti altamente preparati che lavorano ogni giorno per proteggere i neonati e ridurre ogni possibile rischio».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Parlare di <strong>farmacoterapia</strong> significa parlare della sicurezza dei bambini e della qualità della sanità pubblica</h2>
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		<title>L&#8217;FH55 Grand Hotel Palatino entra tra gli Alberghi Storici di Roma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Giardino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 09:15:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE IN RISALTO]]></category>
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					<description><![CDATA[Un prestigioso traguardo che celebra quasi sessant’anni di ospitalità nel cuore della Capitale L&#8217;FH55 Grand Hotel Palatinoè stato inserito tra gli Alberghi Storici di Romariconosciuti da Federalberghi Roma, un prestigioso traguardo che celebra e valorizza la lunga tradizione di ospitalità della struttura, il suo ruolo consolidato nel panorama alberghiero della Capitale e il profondo legame [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><br><strong>Un prestigioso traguardo che celebra quasi sessant’anni di ospitalità nel cuore della Capitale</strong></p>



<p>L&#8217;FH55 <a href="https://www.fhhotelgroup.it/it/grand-hotel-palatino-roma/index" target="_blank" rel="noopener">Grand Hotel Palatino</a>è stato inserito tra gli <a href="https://roma.federalberghi.it/menu/alberghi-aderenti_01.aspx" target="_blank" rel="noopener">Alberghi Storici di Roma</a>riconosciuti da Federalberghi Roma, un prestigioso traguardo che celebra e valorizza la lunga tradizione di ospitalità della struttura, il suo ruolo consolidato nel panorama alberghiero della Capitale e il profondo legame che da sempre la unisce alla storia, alla cultura e all’identità della Città Eterna. Il riconoscimento rappresenta un’importante attestazione del percorso intrapreso nel tempo, fondato su qualità, continuità e una costante attenzione all’eccellenza dell’accoglienza.</p>



<p>Situato nel cuore del <strong>Rione Monti</strong>, a pochi passi dal <strong>Colosseo</strong> e dai <strong>Fori Imperiali</strong>, l&#8217;FH55 Grand Hotel Palatino rappresenta <strong>dal 1968</strong> un punto di riferimento dell’ospitalità romana, accogliendo generazioni di viaggiatori italiani e internazionali con<strong> eleganza, professionalità </strong>e <strong>spirito autenticamente capitolino</strong>.</p>



<p>L’ingresso nel circuito degli <strong>Alberghi Storici </strong>assume un significato particolarmente importante perché valorizza non soltanto la longevità della struttura, ma soprattutto il contributo culturale, sociale e turistico che gli hotel storici offrono alla città di Roma.</p>



<p>L’iniziativa degli <strong>Alberghi Storici di Roma</strong>, promossa da <strong>Federalberghi Roma</strong> attraverso il <strong>Comitato Alberghi Storici nato nel 2018</strong>, rappresenta il primo progetto italiano dedicato esclusivamente alla valorizzazione delle strutture alberghiere che hanno contribuito a <strong>scrivere la storia dell’ospitalità della Capitale</strong>. Il Comitato riunisce hotel con una consolidata tradizione storica, attivi da decenni e profondamente legati all’identità culturale e turistica della città, con l’obiettivo di <strong>tutelare e promuovere un patrimonio fatto non solo di accoglienza, ma anche di memoria, cultura e tradizione</strong>.</p>



<p>L’iniziativa nasce per preservare e tramandare il valore storico dell’ospitalità romana, riconoscendo agli alberghi storici un ruolo centrale nella costruzione dell’immagine internazionale di Roma. Tra gli obiettivi del progetto vi sono la valorizzazione del patrimonio alberghiero storico, la promozione culturale della città attraverso percorsi ed esperienze legate alla sua storia e la creazione di sinergie con istituzioni, musei e realtà culturali del territorio. Gli alberghi storici vengono così riconosciuti non solo come luoghi di soggiorno, ma come <strong>autentici ambasciatori della tradizione e dell’eccellenza dell’ospitalità romana nel mondo</strong>.</p>



<p>Essere inseriti tra gli Alberghi Storici <strong>significa entrare a far parte di una narrazione collettiva fatta di accoglienza, cultura e continuità nel tempo</strong>: un riconoscimento che l&#8217;FH55 Grand Hotel Palatino accoglie come stimolo a proseguire nel proprio percorso di valorizzazione dell’esperienza alberghiera, coniugando la propria eredità storica con un costante rinnovamento dei servizi e dell’esperienza offerta agli ospiti.</p>



<p>“<em>Questo riconoscimento rappresenta per noi motivo di grande orgoglio</em>,” dichiara <strong>Claudio Catani</strong> Vice President Operations del gruppo <strong>FH55 Hotels</strong>. “<em>Far parte degli Alberghi Storici di Roma significa vedere riconosciuto il lavoro svolto in quasi sessant’anni di attività e il nostro impegno quotidiano nell’offrire un’ospitalità capace di trasmettere il fascino autentico della città. È anche una responsabilità: custodire e valorizzare una tradizione che appartiene non solo al nostro hotel, ma alla storia stessa dell’accoglienza romana</em>.”</p>



<p>Negli anni, l&#8217;FH55 Grand Hotel Palatino ha saputo evolversi mantenendo intatta la propria identità, diventando un luogo simbolo per il turismo leisure e business nella Capitale, grazie alla sua posizione strategica, ai servizi di alta qualità e a una costante attenzione all’esperienza degli ospiti. <strong>Oggi l’hotel è inoltre quasi al termine di un’importante opera di ristrutturazione e riqualificazione, realizzata attraverso un significativo investimento economico</strong>, finalizzato a valorizzare ulteriormente la struttura, elevare gli standard dell’accoglienza e coniugare il prestigio della tradizione con il comfort e il design contemporaneo.</p>



<p>L’inserimento tra gli <strong>Alberghi Storici di Roma</strong> conferma oggi il valore di un percorso costruito nel tempo e rafforza il ruolo del l&#8217;FH55 Grand Hotel Palatino come ambasciatore dell’ospitalità romana nel mondo.</p>
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		<title>Firenze capitale di stile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Giardino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2026 10:52:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE IN RISALTO]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalle origini dell’alta moda alle icone italiane il patrimonio museale fiorentino celebra l’eleganza senza tempo Firenze non è solo una delle capitali mondiali dell’arte e della cultura, ma rappresenta anche uno dei luoghi simbolo della moda italiana. Attraverso i suoi musei dedicati al costume e allo stile, la città racconta una storia fatta di creatività, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><br><strong>Dalle origini dell’alta moda alle icone italiane il patrimonio museale fiorentino celebra l’eleganza senza tempo</strong></p>



<p><strong>Firenze non è solo una delle capitali mondiali dell’arte e della cultura, ma rappresenta anche uno dei luoghi simbolo della moda italiana. Attraverso i suoi musei dedicati al costume e allo stile, la città racconta una storia fatta di creatività, artigianato ed eccellenza: un percorso che affonda le sue radici nel dopoguerra e che ancora oggi continua ad influenzare il panorama internazionale. Per vivere appieno questa esperienza, è ideale soggiornare presso l’</strong><a href="https://www.fhhotelgroup.it/it/hotel-calzaiuoli-firenze/index" target="_blank" rel="noopener"><strong>FH55 Hotel Calzaiuoli</strong></a><strong>, situato nel cuore del centro storico, una posizione perfetta per scoprire da vicino il legame tra Firenze e il mondo della moda. L&#8217;hotel è tra i candidati ai Reader’s Choice Awards 2026 di Condé Nast Traveller nella categoria “Best Hotel”, un prestigioso riconoscimento che celebra le eccellenze dell’ospitalità internazionale.</strong></p>



<p><strong>Firenze </strong>si conferma come uno dei punti di riferimento imprescindibili per comprendere la nascita e l’evoluzione della moda italiana. Il legame tra la città e il mondo dello stile prende forma in maniera concreta a partire dagli anni Cinquanta, quando dimore storiche come <strong>Palazzo Pitti</strong> organizzavano le prime sfilate attirando l’attenzione della stampa e dei buyer internazionali. Da quel momento, la città diventa uno dei centri nevralgici del sistema moda, grazie alla qualità delle sue manifatture e alla visione innovativa dei suoi protagonisti. Oggi, questo straordinario viaggio è raccontato attraverso una rete di musei che rendono <strong>Firenze</strong> una meta imprescindibile per gli appassionati di stile. Tra i più importanti spicca il <strong>Museo della Moda e del Costume</strong>, situato all’interno del prestigioso <strong>Palazzo Pitti</strong>, qui è possibile ammirare una delle collezioni più rilevanti d’<strong>Italia</strong>, con abiti che spaziano dal XVI secolo fino alle creazioni contemporanee.</p>



<p>Tra i pezzi più significativi si trovano abiti di corte, costumi teatrali e capi firmati dai grandi stilisti italiani ed internazionali, che testimoniano l’evoluzione del gusto e delle tecniche sartoriali. Accanto a questa istituzione, il <strong>Museo Salvatore Ferragamo</strong>, ospitato dall’edificio medievale <strong>Palazzo Spini Ferroni</strong>, rappresenta un altro punto di riferimento fondamentale: dedicato al celebre stilista che ha rivoluzionato il mondo delle calzature, il museo espone oltre 10 mila modelli di scarpe iconiche indossate da star di <strong>Hollywood</strong>, prototipi innovativi e materiali d’archivio che raccontano il genio creativo di <strong>Ferragamo</strong>. Le mostre, spesso tematiche, offrono uno sguardo approfondito sul rapporto tra moda, design e cultura contemporanea. Un’altra tappa significativa di questo viaggio nella moda, è il <strong>Gucci Garden</strong>, inaugurato nel 2011 in occasione dei 90 anni dalla nascita della maison, è uno spazio espositivo che celebra la storia e l’identità di uno dei marchi più influenti al mondo. Situato nel cuore della<strong> Città del Giglio</strong>, in <strong>Piazza della Signoria</strong>, il museo propone un percorso immerso tra abiti, accessori, campagne pubblicitarie ed installazioni artistiche, offrendo una visione dinamica ed innovativa del brand. Qui il passato dialoga costantemente con il presente, evidenziando l’evoluzione del linguaggio estetico della maison. Non meno importante è il <strong>Museo Tessuto di Prato,</strong> a pochi chilometri da <strong>Firenze</strong>, che arricchisce l’offerta culturale del territorio con un approfondimento specifico sui materiali e sulle tecniche produttive. Attraverso campionari, macchinari storici ed installazioni interattive, il museo racconta la tradizione tessile toscana, elemento fondamentale nello sviluppo della moda italiana.</p>



<p>Questi luoghi sono veri e propri archivi viventi che custodiscono la memoria di un settore in continua trasformazione ed evoluzione. Le collezioni permanenti e le mostre temporanee permettono di comprendere come la moda sia strettamente legata ai cambiamenti sociali, economici e culturali. <strong>Dall’opulenza dei tessuti rinascimentali alla sperimentazione contemporanea,</strong> ogni museo contribuisce a costruire una narrazione ricca ed articolata.</p>



<p><strong>Firenze</strong> continua cosi ad essere un punto di riferimento per la moda, non solo per la sua storia, ma anche per la sua capacità di innovarsi. I musei rappresentano un ponte tra passato e futuro, offrendo ai visitatori un’esperienza che va oltre l’estetica e che invita a riflettere sul valore e sull’importanza culturale dello stile.</p>



<p>In un contesto globale in cui la moda evolve rapidamente, il <strong>Capoluogo toscano</strong> si distingue per la sua capacità di preservare le proprie radici, valorizzando al tempo stesso la creatività contemporanea. Visitare i musei della moda a <strong>Firenze</strong>, significa immergersi in un racconto unico, dove tradizione e innovazione si intrecciano per dare vita ad un patrimonio senza tempo. Per continuare ad assaporare la bellezza e l’eleganza di <strong>Firenze</strong>, soggiornare presso l’FH55 Hotel Calzaiuoli, rappresenta la scelta ideale: situato in una posizione strategica nel cuore del centro storico, tra il <strong>Duomo</strong> e <strong>Piazza della Signoria</strong>, l’hotel promette soggiorni da sogno caratterizzati da comfort, raffinatezza e atmosfera unica.</p>
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		<title>Roma. “Hamra Service”, Beirut raccontata oltre gli stereotipi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dino Tropea]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2026 07:52:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA E ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[MUSICA]]></category>
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		<category><![CDATA[ROMA,FROSINONE,LATINA,VITERBO]]></category>
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					<description><![CDATA[Alla Libreria L’Altracittà Roma il racconto di una Beirut vissuta dal basso: nel romanzo “Hamra Service” di Tiziana Cauli taxi, relazioni umane e fragilità diventano memoria narrativa. «Il dramma di queste persone era essere invisibili». È probabilmente questa la frase che più di ogni altra ha segnato la presentazione romana di “Hamra Service”, il romanzo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><br><strong>Alla Libreria L’Altracittà Roma il racconto di una Beirut vissuta dal basso: nel romanzo “Hamra Service” di Tiziana Cauli taxi, relazioni umane e fragilità diventano memoria narrativa.</strong></h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><br>«Il dramma di queste persone era essere invisibili». </p>
</blockquote>



<p>È probabilmente questa la frase che più di ogni altra ha segnato la presentazione romana di <strong>“Hamra Service”</strong>, il romanzo d’esordio della giornalista <strong>Tiziana Cauli</strong>, ospitata dalla <strong>Libreria L’Altracittà Roma</strong> insieme all&#8217;associazione culturale <strong>Frequenze Culturali</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="1536" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/05/687013525_122131004385109775_5099585234694342283_n.jpg" alt="687013525 122131004385109775 5099585234694342283 n" class="wp-image-68901" title="Roma. “Hamra Service”, Beirut raccontata oltre gli stereotipi 1" srcset="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/05/687013525_122131004385109775_5099585234694342283_n.jpg 1024w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/05/687013525_122131004385109775_5099585234694342283_n-150x225.jpg 150w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Non una semplice presentazione letteraria, ma una conversazione intensa sul Libano, sulla memoria, sulle relazioni umane e sul modo in cui il giornalismo possa trasformarsi in narrativa senza perdere il contatto con la realtà.</p>



<p>Pubblicato da <strong>Scatole Parlanti</strong>, “Hamra Service” è ambientato nella Beirut del 2014, negli anni più duri dell’emergenza siriana e dell’arrivo massiccio di rifugiati nel Paese dei Cedri. La protagonista Nina arriva in Libano dopo una violenza sessuale subita a Londra e prova a ricostruire la propria identità dentro una città che l’autrice definisce “scomoda”: accogliente e feroce, viva e contraddittoria, fragile ma capace di resistere.</p>



<p>La serata è stata introdotta da <strong>Lucilla Lucchese</strong>, che ha ricostruito il percorso internazionale dell’autrice, ricordando gli anni trascorsi tra Sudafrica, Londra, Parigi, Barcellona e soprattutto Beirut, dove <strong>Tiziana Cauli</strong> ha lavorato dal 2013 al 2015 nella comunicazione per organizzazioni umanitarie impegnate nell’assistenza ai rifugiati siriani.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="2048" height="1536" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/05/image-7.png" alt="image 7" class="wp-image-68903" title="Roma. “Hamra Service”, Beirut raccontata oltre gli stereotipi 2" srcset="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/05/image-7.png 2048w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/05/image-7-80x60.png 80w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/05/image-7-150x113.png 150w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/05/image-7-265x198.png 265w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /><figcaption class="wp-element-caption"><strong>Lucilla Lucchese,  Beatrice Nencha e Tiziana Cauli</strong></figcaption></figure>



<p>A moderare l’incontro è stata la giornalista <strong>Beatrice Nencha</strong>, mentre le note del musicista <strong>Salvo McGraffio</strong> hanno accompagnato l’ingresso del pubblico nell’atmosfera del romanzo, con sonorità ispirate al Medio Oriente che hanno fatto da cornice a letture e dialoghi.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="2048" height="1536" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/05/image-8.png" alt="image 8" class="wp-image-68904" title="Roma. “Hamra Service”, Beirut raccontata oltre gli stereotipi 3" srcset="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/05/image-8.png 2048w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/05/image-8-80x60.png 80w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/05/image-8-150x113.png 150w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/05/image-8-265x198.png 265w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /><figcaption class="wp-element-caption"><strong>Salvo McGraffio</strong></figcaption></figure>



<p>Nel corso della presentazione è emerso con chiarezza come “Hamra Service” non nasca soltanto dall’immaginazione narrativa. Molti dei dialoghi presenti nel libro, soprattutto quelli con i tassisti di Beirut, derivano infatti da conversazioni realmente vissute e annotate dall’autrice durante gli anni trascorsi in Libano.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>«Attraverso questi dialoghi coi tassisti ho imparato a conoscere il Libano molto meglio di quanto l’avrei conosciuto altrimenti», ha raccontato <strong>Tiziana Cauli</strong> durante l’incontro.</p>
</blockquote>



<p>Ed è proprio dai taxi condivisi di Beirut che prende il nome il romanzo. “Service” è infatti la tariffa collettiva dei taxi libanesi: il passeggero sale a bordo accettando di dividere la corsa con altre persone. Nina, entrando nei taxi della città, ripete continuamente “Hamra service”, indicando sia il quartiere dove vive sia il tipo di corsa che vuole pagare.</p>



<p>Da quei tragitti quotidiani nascono dialoghi ironici, assurdi, a volte profondamente politici. Conversazioni che attraversano temi come le differenze sociali, il ruolo delle donne, il lavoro domestico, il trauma della guerra e la condizione dei rifugiati.</p>



<p>Uno dei momenti più intensi della serata è arrivato proprio durante la lettura di un brano dedicato a una donna siriana rifugiata in Libano. Nel dialogo, la madre racconta di non poter mandare i figli a scuola e arriva persino a chiedere alla protagonista di portare via con sé la figlia più piccola pur di garantirle un futuro diverso.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="2048" height="1536" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/05/image-6.png" alt="image 6" class="wp-image-68902" title="Roma. “Hamra Service”, Beirut raccontata oltre gli stereotipi 4" srcset="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/05/image-6.png 2048w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/05/image-6-80x60.png 80w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/05/image-6-150x113.png 150w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/05/image-6-265x198.png 265w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></figure>



<p>Un passaggio che restituisce il tono del libro: umano, duro, mai retorico.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>«Si parlava dei rifugiati come peso politico e sociale, mai come persone nella loro individualità», ha spiegato <strong>Tiziana Cauli</strong>, ricordando il lavoro svolto nei campi profughi.</p>
</blockquote>



<p>Ed è proprio questo uno degli aspetti più forti emersi durante la presentazione: il rifiuto di trasformare il dolore in spettacolo. L’autrice non si presenta come “salvatrice”, ma come testimone di storie ascoltate sul campo, spesso segnate da una sofferenza troppo grande per essere ridotta a slogan o statistiche.</p>



<p>Nel corso del dialogo, <strong>Beatrice Nencha</strong> ha richiamato una frase presente nel romanzo: </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>«La rabbia ti tiene dalla parte sana della barricata». </p>
</blockquote>



<p>Una riflessione che nel libro diventa anche critica all’indifferenza e all’assuefazione al dolore degli altri.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>«L’indifferenza purtroppo è una realtà della nostra società», ha risposto <strong>Tiziana Cauli</strong>. «La rabbia da sola non basta, ma deve portare a un’azione».</p>
</blockquote>



<h3 class="wp-block-heading">Per chi negli anni ha seguito da vicino le dinamiche geopolitiche del Medio Oriente e del Nord Africa, tra Israele, Egitto e Mediterraneo orientale, la serata romana dedicata a “Hamra Service” ha offerto anche un altro livello di lettura.</h3>



<p>Le parole dell’autrice e i brani letti durante l’incontro hanno infatti restituito una Beirut diversa da quella spesso raccontata nei resoconti geopolitici o nelle cronache internazionali. Non soltanto il teatro delle tensioni regionali, delle crisi e delle guerre per procura, ma una città fatta di relazioni quotidiane, ironia, fragilità, sopravvivenza emotiva e contraddizioni continue.</p>



<p>È probabilmente questo il merito più interessante del romanzo di <strong>Tiziana Cauli</strong>: riuscire a mostrare il Medio Oriente fuori dagli stereotipi, senza romanticizzare Beirut ma senza neppure ridurla esclusivamente a conflitto permanente.</p>



<p>Nel libro convivono infatti momenti drammatici e passaggi quasi comici, storie d’amore e diffidenza, amicizia femminile e solitudine, tensioni sociali e desiderio di normalità.</p>



<p>Durante l’incontro è emersa anche la dimensione autobiografica della storia. Nina, come l’autrice, è una ex giornalista trasferitasi in Libano dopo aver vissuto a Londra. E molti personaggi prendono spunto da esperienze realmente vissute.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>«Per me questo libro è stato un modo per raccontare il Libano come l’ho vissuto io e chiudere un capitolo importante della mia vita», ha spiegato <strong>Tiziana Cauli</strong>.</p>
</blockquote>



<p>A rendere ancora più credibile il racconto è proprio l’equilibrio con cui l’autrice evita facili semplificazioni. Beirut non appare mai come una cartolina esotica né come un simbolo astratto della guerra. È piuttosto un organismo vivo, pieno di tensioni ma capace continuamente di reinventarsi e resistere.</p>



<p>Ed è forse questa la sensazione più forte lasciata dalla serata romana alla <strong>Libreria L’Altracittà Roma</strong>: la possibilità di guardare il Libano non solo attraverso le categorie della geopolitica o dell’emergenza, ma attraverso le persone, le relazioni e quelle conversazioni quotidiane che spesso spiegano un Paese meglio di qualsiasi analisi internazionale.</p>
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		<title>Follonica conferma la Bandiera Blu 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Giardino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 08:17:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE IN RISALTO]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Golfo toscano si distingue tra le eccellenze italiane del mare sostenibile, premiato per la qualità delle acque, la tutela ambientale, i servizi e l’impegno nella salvaguardia del territorio costiero. Follonica conquista la prestigiosa Bandiera Blu 2026, l’ambito riconoscimento internazionale assegnato dalla Foundation for Environmental Education (FEE) alle località balneari che si distinguono per l’eccellenza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><br><strong>Il Golfo toscano si distingue tra le eccellenze italiane del mare sostenibile, premiato per la qualità delle acque, la tutela ambientale, i servizi e l’impegno nella salvaguardia del territorio costiero.</strong></p>



<p>Follonica conquista la prestigiosa Bandiera Blu 2026, l’ambito riconoscimento internazionale assegnato dalla Foundation for Environmental Education (FEE) alle località balneari che si distinguono per l’eccellenza delle acque, la sostenibilità ambientale, la qualità dei servizi e l’attenzione al territorio. Un traguardo che conferma ancora una volta il Golfo di Follonica tra le destinazioni marine più amate e virtuose d’Italia. A celebrare questo importante risultato è anche il <a href="http://www.thesenseresort.it/" target="_blank" rel="noopener">The Sense Experience Resort 5*L</a>, raffinato indirizzo immerso nella natura della Maremma Toscana, che fa della sostenibilità, dell’ospitalità d’eccellenza e della valorizzazione del paesaggio i pilastri della propria filosofia. Un riconoscimento che premia non solo la bellezza del territorio, ma anche l’impegno concreto verso un turismo sempre più responsabile e consapevole.</p>



<p>Un risultato che conferma ancora una volta<strong> il valore del Golfo di Follonica come una delle destinazioni marine più apprezzate della Toscana e d’Italia</strong>, premiando l’impegno condiviso di istituzioni, operatori turistici e realtà ricettive attente alla salvaguardia dell’ambiente.</p>



<p>Nel 2026 sono<strong> 257 i Comuni italiani insigniti della Bandiera Blu</strong>, per un totale di <strong>525 spiagge premiate</strong>, pari all’11,6% delle spiagge riconosciute a livello mondiale.<strong> La Toscana sale a 20 località premiate</strong>, consolidando il proprio ruolo tra le regioni italiane simbolo del turismo sostenibile.</p>



<p>Tra le realtà che incarnano concretamente questa filosofia si distingue il <strong>The Sense Experience Resort 5*L</strong>, elegante resort immerso nel cuore della Maremma Toscana, affacciato direttamente sul mare e circondato da un parco naturale secolare. Qui sostenibilità e ospitalità convivono armoniosamente: <strong>dalla riqualificazione delle dune costiere al recupero della flora autoctona</strong>, dall’utilizzo di impianti alimentati da energia fotovoltaica fino alla valorizzazione di prodotti locali e materiali compostabili, ogni scelta è orientata alla riduzione dell’impatto ambientale e alla tutela dell’ecosistema.</p>



<p>“<em>Essere parte di un territorio che continua a ottenere la Bandiera Blu rappresenta per noi motivo di grande orgoglio</em>,” dichiara <strong>Federico Ficcanterri</strong>, proprietario insieme al cugino Riccardo del resort. “<em>Questo riconoscimento conferma quanto sia importante investire in una visione di ospitalità responsabile, capace di valorizzare il paesaggio e offrire agli ospiti un’esperienza autentica, sostenibile e profondamente legata alla natura.</em>”</p>



<p><strong>La Bandiera Blu viene assegnata sulla base di 33 rigorosi criteri internazionali</strong> che valutano, oltre alla qualità delle acque di balneazione, anche la gestione dei rifiuti, l’efficienza della depurazione, l’accessibilità, la sicurezza, la mobilità sostenibile e la tutela della biodiversità. Per il triennio 2025-2027, particolare attenzione viene inoltre dedicata ai Piani di Azione per la Sostenibilità richiesti ai Comuni partecipanti.</p>



<p>Immerso in un parco naturale di cinque ettari tra pineta mediterranea e dune sabbiose, il The Sense Experience Resort propone un’esperienza esclusiva all’insegna del benessere e del contatto con la natura. Le sue camere e suite si integrano perfettamente con il paesaggio circostante grazie a un’architettura contemporanea dai colori naturali e ampie vetrate aperte sul mare.</p>



<p>Con la Bandiera Blu 2026,<strong> il Golfo di Follonica rinnova così la propria vocazione di destinazione d’eccellenza</strong>, dove bellezza naturale, qualità della vita e sostenibilità si incontrano in perfetto equilibrio.</p>
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		<title>Roma Summer Fest: la colonna sonora dell&#8217;estate nella Capitale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Giardino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 08:18:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE IN RISALTO]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra musica e grandi artisti internazionali, Roma si prepara a vivere una nuova stagione di concerti nella suggestiva Cavea dell&#8216;Auditorium Parco della Musica C’è un momento in cui Roma cambia ritmo, succede quando le giornate iniziano ad allungarsi, quando il sole tramonta più lentamente sui tetti della città e le serate diventano un invito a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><br><strong>Tra musica e grandi artisti internazionali, Roma si prepara a vivere una nuova stagione di concerti nella suggestiva Cavea dell</strong>&#8216;<strong>Auditorium Parco della Musica</strong></p>



<p>C’è un momento in cui Roma cambia ritmo, succede quando le giornate iniziano ad allungarsi, quando il sole tramonta più lentamente sui tetti della città e le serate diventano un invito a restare fuori un pò di più. In questo scenario torna il Roma Summer Festival 2026, appuntamento ormai simbolo della stagione estiva, pronto ad accendere la Cavea dell’Auditorium Parco della Musica con concerti e spettacoli che accompagneranno il pubblico per tutta l’estate. Per immergersi nell’affascinante atmosfera romana, è ideale soggiornare all’<a href="https://www.fhhotelgroup.it/it/grand-hotel-palatino-roma/index" target="_blank" rel="noopener">FH55 Grand Hotel Palatino</a>, una struttura elegante ed accogliente situata nel cuore della città, attualmente candidata tra i “Best Hotel” ai Reader’s Choice Awards 2026 di Condé Nast Traveller, riconoscimento che celebra le eccellenze dell’ospitalità internazionale.</p>



<p>Quando arriva l’estate, <strong>Roma</strong> riesce sempre a mostrare la sua anima più affascinante, la città eterna rallenta durante il giorno, ma si accende la sera, quando le strade si riempiono di persone in cerca di leggerezza, cultura e momenti da vivere all’aperto. E’ il periodo in cui la musica diventa protagonista delle notti romane ed eventi come il <strong>Roma Summer Festival </strong>assumono un significato speciale, trasformandosi in veri punti di riferimento per chi ama i concerti dal vivo e l’atmosfera unica delle serate estive. Negli anni il <strong>Roma Summer Fest </strong>è diventato molto di più di una semplice rassegna musicale, oggi è un appuntamento che accompagna l’estate della <strong>Capitale</strong>, creando un legame tra la città, il pubblico e gli artisti che salgono sul palco. La <strong>Cavea dell’Auditorium Parco della Musica</strong>, con il suo scenario suggestivo e l’energia che riesce a trasmettere durante i live, si conferma ancora una volta il cuore pulsante del festival. L’edizione 2026 promette una programmazione ampia e trasversale, pensata per coinvolgere pubblici diversi e attraversare generi musicali differenti. Dal cantautorato al pop, dal jazz al rock fino alle contaminazioni elettroniche, il festival offrirà una lunga serie di appuntamenti che accompagneranno <strong>Roma</strong> per tutta la stagione estiva.</p>



<p>Tra gli eventi più attesi ci sono sicuramente le date di <strong>Ludovico Einaudi</strong>, artista capace di creare atmosfere intense ed emozionanti attraverso la sua musica. Grande curiosità anche per il concerto di <strong>John Legend</strong>, che porterà nella <strong>Capitale</strong> il suo stile elegante e le sonorità soul e R&amp;B che lo hanno reso uno degli artisti più apprezzati a livello internazionale. Attesissimo anche il ritorno di <strong>Ben Harper</strong> insieme agli <strong>Innocent Criminals</strong>, pronti a regalare una serata carica di energia e sonorità senza tempo. Il festival ospiterà inoltre artisti internazionali molto amati dal pubblico come <strong>Diana Krall, Anastacia, Gregory Porter</strong> e <strong>Pat Metheny,</strong> confermando la volontà di offrire una proposta musicale di respiro internazionale. Allo stesso tempo, ampio spazio sarà dedicato anche alla scena italiana, con concerti che vedranno protagonisti nomi capaci di parlare a generazioni differenti e pubblici diversi. Tra gli artisti italiani presenti figurano <strong>Serena Brancale, Levante, Niccolò Fabi, Fiorella Mannoia, Subsonica, Capo Plaza</strong> e <strong>Il Tre</strong>.</p>



<p>Un calendario eterogeneo che dimostra quanto il <strong>Roma Summer Festival</strong> voglia essere un luogo di incontro tra stili, sensibilità e modi diversi di vivere la musica. Uno degli elementi che rendono speciale questa manifestazione è proprio la sua capacità di trasformare ogni concerto in un’esperienza condivisa. Non si tratta soltanto di assistere ad uno spettacolo, ma di vivere un momento collettivo, immersi nell’atmosfera delle serate romane. La musica dal vivo, soprattutto in estate, riesce infatti a creare connessioni autentiche tra le persone, rendendo ogni serata diversa dalla precedente. In una città come <strong>Roma</strong>, dove arte e cultura convivono in ogni angolo, eventi di questo tipo assumono anche un importante valore culturale e sociale. Il festival contribuisce infatti a rendere la <strong>Capitale</strong> ancora più viva e dinamica durante i mesi estivi, attirando pubblico da tutta <strong>Italia</strong> e offrendo occasioni di incontro e condivisione attraverso la musica. Le serate del <strong>Roma Summer Fest </strong>diventano così parte integrante dell’estate romana, c’è chi arriva per vedere il proprio artista preferito, chi per vivere l’atmosfera della Cavea, chi semplicemente per trascorrere una notte diversa sotto il cielo di <strong>Roma. </strong>Ed è proprio questa varietà di emozioni a rendere il festival così riconoscibile e amato. Anche quest’anno il <strong>Roma Summer Fest</strong> si prepara dunque a essere una delle colonne sonore dell’estate 2026. Un evento che celebra la musica in tutte le sue forme e che continua a trasformare le notti romane in esperienze da vivere fino all’ultima nota.</p>



<p>Per vivere al meglio le emozioni del <strong>Roma Summer Festival</strong> e lasciarsi conquistare dalla magia delle notti estive della Capitale, soggiornare all’FH55 Grand Hotel Palatino rappresenta la scelta perfetta. Situato nel centro di Roma, a pochi passi dal<strong> Colosseo</strong> e dai luoghi più iconici della città, l’hotel permette di alternare facilmente concerti, cultura e momenti di relax. Dopo una serata sotto le stelle tra musica ed emozioni, rientrare in un ambiente elegante e accogliente diventa il modo perfetto per continuare a vivere l’atmosfera unica dell’estate romana.</p>
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		<title>Ostia Antica. Mostra “IN HOC SIGNO”, viaggio nel Cristianesimo tra Ostia e Porto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dino Tropea]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 07:58:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA E ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIA DEL GIORNO]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE IN RISALTO]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA,SCUOLA,SINDACATO,ECONOMIA]]></category>
		<category><![CDATA[ROMA,FROSINONE,LATINA,VITERBO]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro D’Alessio]]></category>
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		<category><![CDATA[Porto]]></category>
		<category><![CDATA[Portus]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal 21 maggio al 21 novembre 2026 al Castello di Giulio II la mostra “IN HOC SIGNO” racconta la diffusione del Cristianesimo tra Ostia e Portus. All’inaugurazione anche la vice sindaco di Fiumicino Giovanna Onorati. Un percorso attraverso le origini e la diffusione del Cristianesimo tra Ostia e Porto, tra reperti archeologici, testimonianze artistiche e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dal 21 maggio al 21 novembre 2026 al Castello di Giulio II la mostra “IN HOC SIGNO”</strong> <strong>racconta la diffusione del Cristianesimo tra Ostia e Portus. All’inaugurazione anche la vice sindaco di Fiumicino Giovanna Onorati.</strong></h2>



<p>Un percorso attraverso le origini e la diffusione del Cristianesimo tra Ostia e Porto, tra reperti archeologici, testimonianze artistiche e nuove indagini antropologiche. È questo il cuore della mostra <strong>“IN HOC SIGNO. Testimonianze cristiane tra Ostia e Porto”</strong>, che sarà inaugurata mercoledì 20 maggio alle ore 17 al Castello di Giulio II di Ostia Antica, a Roma.</p>



<p>L’esposizione sarà aperta al pubblico dal <strong>21 maggio al 21 novembre 2026</strong> e rappresenta uno degli appuntamenti culturali più rilevanti dell’area costiera romana per il prossimo anno. L’ingresso sarà gratuito per i visitatori già in possesso del biglietto del monumento.</p>



<p>Alla cerimonia inaugurale parteciperà anche la vice sindaco di Fiumicino, <strong>Giovanna Onorati</strong>, in rappresentanza dell’amministrazione comunale.<strong> La presenza istituzionale sottolinea il legame storico e culturale tra il territorio di Fiumicino, l’antico porto di Roma e l’area archeologica di Ostia Antica.</strong></p>



<p>La mostra, curata da <strong>Alessandro D’Alessio, Dario Daffara e Cristina Genovese</strong>, approfondisce il processo di affermazione della nuova fede cristiana tra il III e il V secolo d.C., in un territorio che per secoli fu uno dei principali crocevia commerciali e culturali del Mediterraneo.</p>



<p>Il percorso espositivo mette in evidenza la fase iniziale di convivenza tra differenti culti religiosi e il successivo consolidamento del Cristianesimo nel territorio ostiense e portuense. Attraverso materiali archeologici, elementi monumentali e testimonianze storico-artistiche, il visitatore potrà osservare come Ostia e Portus siano diventati poli strategici nella diffusione della religione cristiana.</p>



<p>Tra gli aspetti più significativi dell’esposizione c’è anche il focus sulle più recenti indagini antropologiche effettuate nei distretti di Ostia e Porto. Studi che stanno contribuendo a ricostruire caratteristiche, abitudini e condizioni di vita delle popolazioni che abitavano quest’area nei primi secoli dell’epoca cristiana.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Secondo gli organizzatori, le testimonianze esposte “restituiscono l’entità e la complessità delle manifestazioni monumentali e storico-artistiche dei primi secoli del Cristianesimo”, facendo emergere l’immagine di un territorio articolato, nel quale Ostia e Portus ebbero un ruolo centrale nella diffusione della nuova fede.</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">La mostra evidenzia anche la continuità storica del ruolo di Ostia e Portus nel corso dei secoli. I due centri, infatti, mantennero una funzione rilevante anche durante il Medioevo e in età moderna, con alcune testimonianze che arrivano fino ai giorni nostri.</h2>



<p>Dal punto di vista culturale e turistico, l’iniziativa rappresenta un’occasione importante anche per il territorio di Fiumicino e del litorale romano. L’area archeologica di Ostia Antica continua infatti a essere uno dei principali attrattori culturali del Lazio, capace di collegare storia, archeologia e valorizzazione del patrimonio locale.</p>



<p>La mostra sarà ospitata negli spazi del <strong>Castello di Giulio II di Ostia Antica</strong>, con il coinvolgimento del <strong>Ministero della Cultura, della Direzione Generale Musei e del Parco archeologico di Ostia Antica.</strong></p>



<p>Per i cittadini e i visitatori del territorio sarà un’opportunità concreta per approfondire una parte fondamentale della storia religiosa e sociale dell’antica Roma attraverso reperti e documenti raramente esposti al pubblico.</p>



<p><strong><br></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Roma: “Salvatore Fazio e il surrealismo umano di Cadenze Letterarie: arte, musica e simbolismo tra Alice e La Grooveria”</title>
		<link>https://www.ilgiornaledellazio.it/salvatore-fazio-surrealismo-umano/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=salvatore-fazio-surrealismo-umano</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dino Tropea]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 07:20:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA E ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[LA VOCE DEL LETTORE]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIA DEL GIORNO]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE DI PRIMA PAGINA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE IN RISALTO]]></category>
		<category><![CDATA[ROMA,FROSINONE,LATINA,VITERBO]]></category>
		<category><![CDATA[Alice Salvatore Fazio]]></category>
		<category><![CDATA[Area Contesa]]></category>
		<category><![CDATA[arte surrealista contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Cadenze Letterarie]]></category>
		<category><![CDATA[Dino Tropea]]></category>
		<category><![CDATA[Immacolata Savarese]]></category>
		<category><![CDATA[La Grooveria]]></category>
		<category><![CDATA[salvatore fazio artista]]></category>
		<category><![CDATA[surrealismo contemporaneo italiano]]></category>
		<category><![CDATA[surrealismo umano]]></category>
		<category><![CDATA[trilogia artistica]]></category>
		<category><![CDATA[Via Margutta arte]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalla Galleria Area Contesa di Via Margutta al salotto culturale Cadenze Letterarie di Fiumicino, Salvatore Fazio racconta un surrealismo fatto di musica, relazioni umane e fragilità emotive attraverso le opere “Cadenze Letterarie”, “La Grooveria” e la musa “Alice”. Ci sono incontri artistici che restano semplici collaborazioni culturali e altri che finiscono per generare un immaginario [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dalla Galleria Area Contesa di Via Margutta al salotto culturale Cadenze Letterarie di Fiumicino, Salvatore Fazio racconta un surrealismo fatto di musica, relazioni umane e fragilità emotive attraverso le opere “Cadenze Letterarie”, “La Grooveria” e la musa “Alice”.</strong></h2>



<p>Ci sono incontri artistici che restano semplici collaborazioni culturali e altri che finiscono per generare un immaginario condiviso. È ciò che sembra essere accaduto tra <strong><a href="https://www.pitturiamo.com/it/pittore-contemporaneo/salvatore-fazio-29850/quadri-disponibili.html" target="_blank" rel="noopener">il maestro Salvatore Fazio,</a> lo scrittore <a href="https://www.dinotropea.it/" target="_blank" rel="noopener">Dino Tropea, il salotto culturale “Cadenze Letterarie”</a> e l’atmosfera creativa de “La Grooveria”,</strong> diventati nel tempo non soltanto luoghi d’incontro, ma materia viva della produzione artistica del pittore siciliano.</p>



<p><a href="https://www.pitturiamo.com/it/pittore-contemporaneo/salvatore-fazio-29850/biografia.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Nato a Catania nel 1955 e residente a Roma, Salvatore Fazio</strong></a> sviluppa da oltre trent’anni una ricerca pittorica profondamente personale, maturata da autodidatta attraverso lo studio dei grandi maestri custoditi nei musei romani e siciliani e affinata con un linguaggio che mescola surrealismo, simbolismo e introspezione psicologica.</p>



<p>Le sue opere non cercano la semplice rappresentazione estetica del reale. Cercano piuttosto di renderne visibili le stratificazioni invisibili: il pensiero, la memoria, il tempo emotivo e le relazioni umane.</p>



<p>La sua tecnica, costruita attraverso l’uso di digital art, china, carboncino, acrilico, matite acquerellabili e mixed media, diventa strumento per raccontare mondi sospesi tra realtà e inconscio.</p>



<p>Nei suoi quadri gli spazi si deformano, gli orologi si sciolgono, gli oggetti assumono significati psicologici e le figure umane sembrano attraversare continuamente il confine tra sogno e consapevolezza.</p>



<p>È proprio dentro questo universo espressivo che nasce la trilogia dedicata a “Cadenze Letterarie”, “La Grooveria” e “Alice”, tre opere collegate tra loro da un filo narrativo comune:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>“La trasformazione delle relazioni culturali e umane in simboli artistici.”</strong></p>
</blockquote>



<p><strong>Nel quadro “Cadenze Letterarie”</strong> il maestro Fazio non rappresenta semplicemente un salotto letterario. Costruisce invece l’immagine di un cervello collettivo. Al centro della scena domina infatti un grande cervello sospeso, attorno al quale si muovono figure, libri, strumenti musicali e simboli disseminati in uno spazio metafisico e surreale. L’opera racconta il momento in cui arte, scrittura, musica e confronto umano smettono di essere discipline separate e diventano un’unica energia creativa condivisa.</p>


<div class="wp-block-image wp-image-94561 size-large">
<figure class="aligncenter"><img decoding="async" src="https://www.liquidarte.it/wp-content/uploads/Cadenze-Letterarie_AR-730x1024.jpg" alt="Cadenze Letterarie di Salvatore Fazio" class="wp-image-94561" title="Roma: “Salvatore Fazio e il surrealismo umano di Cadenze Letterarie: arte, musica e simbolismo tra Alice e La Grooveria” 5"><figcaption class="wp-element-caption"><strong>Cadenze Letterarie, di Salvatore Fazio, Tela, 21X29,7 (Con cornice 32X42X2), Tecnica Mista Anno 2026</strong></figcaption></figure>
</div>


<p>L’influenza del surrealismo classico è evidente negli orologi liquidi e nelle prospettive impossibili, ma l’intenzione narrativa è profondamente contemporanea. Il quadro parla della necessità, oggi sempre più rara, di creare luoghi in cui il pensiero possa ancora nascere dal dialogo umano reale e non soltanto dalla velocità digitale. Il libro aperto nella parte inferiore dell’opera sembra quasi trasformarsi in un portale simbolico: tutto nasce dalla parola, dalla letteratura, dal bisogno di raccontare.</p>



<p>Lo stesso concetto si espande nell’opera <strong>“La Grooveria”,</strong> dove il locale che ospita eventi culturali e musicali viene trasformato da Fazio in una vera macchina simbolica della creatività. Qui il cervello rosso al centro della scena diventa il cuore pulsante dell’intero quadro.</p>


<div class="wp-block-image wp-image-94562 size-large">
<figure class="aligncenter"><img decoding="async" src="https://www.liquidarte.it/wp-content/uploads/La-Grooveria_AR-739x1024.jpg" alt="La Grooveria di Salvatore Fazio" class="wp-image-94562" title="Roma: “Salvatore Fazio e il surrealismo umano di Cadenze Letterarie: arte, musica e simbolismo tra Alice e La Grooveria” 6"><figcaption class="wp-element-caption"><strong>La Grooveria di Salvatore Fazio , 21X29,7 (Con cornice 32X42X2), Tecnica Mista Anno 2026</strong></figcaption></figure>
</div>


<p>Musicisti, artisti e figure sospese convivono nello stesso paesaggio mentale, mentre musica, pittura e parola si fondono in una sola dimensione emotiva.</p>



<p>Le silhouette dei musicisti sembrano perdere identità individuale per lasciare spazio all’armonia generale, quasi a suggerire che l’arte autentica nasca proprio dalla dissoluzione dell’ego personale dentro una dimensione collettiva. Anche il vino presente nell’opera assume un valore simbolico preciso: non semplice convivialità, ma rito culturale, elemento che permette alle idee di fluire liberamente tra persone differenti.</p>



<p><strong>Ma il cuore emotivo e psicologico dell’intera trilogia è probabilmente rappresentato dall’opera “Alice”,</strong> dedicata alla <a href="https://share.google/iv2tg6tDF6ZDVKNWo" target="_blank" rel="noopener"><strong>dottoressa Immacolata Savarese</strong>, pediatra e neonatologa,</a> l&#8217;amore di Dino Tropea ed una delle figure centrali del volume <a href="https://www.armandoeditore.it/catalogo/lasciato-indietro/" target="_blank" rel="noopener">“Lasciato Indietro” (Armando Editore).</a></p>


<div class="wp-block-image wp-image-94563 size-large">
<figure class="aligncenter"><img decoding="async" src="https://www.liquidarte.it/wp-content/uploads/Alice_AR-736x1024.jpg" alt="Alice di Salvatore Fazio" class="wp-image-94563" title="Roma: “Salvatore Fazio e il surrealismo umano di Cadenze Letterarie: arte, musica e simbolismo tra Alice e La Grooveria” 7"><figcaption class="wp-element-caption"><strong>Alice di Salvatore Fazio, Tela, 21X29,7 (Con cornice 32X42X2), Tecnica Mista Anno 2026</strong></figcaption></figure>
</div>


<p>Qui il maestro Salvatore Fazio prende il <strong>mito letterario di <em>Alice nel Paese delle Meraviglie</em></strong> e lo trasforma in qualcosa di completamente nuovo. Non esiste più la bambina smarrita dell’universo di Lewis Carroll. Esiste una donna adulta, consapevole, seduta al centro di un paesaggio desertico e metafisico dominato da orologi liquidi, simboli sospesi, animali enigmatici e frammenti psicologici.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>“La protagonista non fugge dal caos. Lo attraversa.”</strong></p>
</blockquote>



<p>L’opera acquista una profondità ancora maggiore se collegata alla figura reale di Immacolata Savarese e al suo lavoro quotidiano nei reparti neonatali. Gli orologi deformati smettono così di essere soltanto una citazione daliniana e diventano il simbolo del tempo sospeso della cura, dell’attesa, della fragilità vissuta dalle famiglie che affrontano percorsi di prematurità e sopravvivenza.</p>



<p>Alice appare stabile dentro un mondo che si dissolve. Ed è probabilmente proprio questa la chiave psicologica dell’opera: rappresentare la resilienza umana dentro il disordine emotivo contemporaneo.</p>



<p>Ma il dettaglio più sorprendente emerge dietro la nascita stessa del quadro.</p>



<p>Salvatore Fazio, infatti, non sapeva che il nome <strong>“Alice”,</strong> scelto da Dino Tropea nei suoi componimenti e nella narrazione legata a Immacolata Savarese, fosse volutamente ispirato all’universo simbolico di <em>Alice nel Paese delle Meraviglie</em>. Eppure il maestro, senza conoscere questa informazione, ha costruito spontaneamente un immaginario perfettamente coerente con quel mondo letterario.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>“Una coincidenza creativa che colpisce per naturalezza e profondità.”</strong></p>
</blockquote>



<p>Gli orologi liquidi, la dimensione onirica, il paesaggio sospeso e la trasformazione della protagonista non derivano da un suggerimento ricevuto, ma da una sintonia intuitiva tra pittura e scrittura. È come se i due linguaggi artistici avessero seguito autonomamente la stessa traiettoria simbolica, incontrandosi nello stesso spazio narrativo senza essersi mai spiegati.</p>



<p>Ed è forse proprio qui che si comprende davvero la forza del rapporto artistico nato tra Salvatore Fazio e Dino Tropea. Non una semplice collaborazione culturale, ma una contaminazione umana e creativa che continua oggi anche attraverso nuovi progetti condivisi, compreso il lavoro su un’opera editoriale inedita dello scrittore che vedrà proprio una creazione del maestro Fazio trasformarsi nella copertina ufficiale del libro.</p>



<p><strong>Abbiamo chiesto al maestro di raccontarci il senso più profondo di questo percorso.</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“Con ‘Cadenze Letterarie’ ho cercato di rappresentare il concetto di cervello collettivo. Non volevo dipingere persone, ma il flusso creativo che nasce quando più sensibilità si incontrano. La musica, la scrittura e il confronto umano diventano parti di un’unica mente condivisa.”</p>
</blockquote>



<p>Parlando invece de “La Grooveria”, Fazio spiega:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“Volevo raccontare il processo creativo come qualcosa di collettivo. Le persone diventano parte di un’unica energia culturale un cenacolo culturale.”</p>
</blockquote>



<p>Infine, sull’opera “Alice”, il maestro aggiunge:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“Questa Alice non è la bambina di Carroll. È una donna consapevole che ha attraversato il proprio specchio interiore. Ho sentito il bisogno di rappresentare una figura legata alla cura, al tempo sospeso e alla resilienza umana.”</p>
</blockquote>



<p>Resta ora aperta una domanda che probabilmente rappresenta il centro più autentico di questa storia artistica: come nasce realmente il rapporto umano e creativo con <strong>Dino Tropea</strong> e cosa rappresenta oggi questa collaborazione che unisce pittura, letteratura e vissuto personale?</p>



<p>Il rapporto tra Salvatore Fazio e Dino Tropea nasce quasi per caso durante una mostra collettiva presso la <strong>Galleria Internazionale Area Contesa Art Design di Via Margutta</strong>, a Roma. Tropea rimane profondamente colpito dalle opere del maestro e dal fatto che appartenessero a un artista catanese, proprio come lui. Un dettaglio che crea immediatamente una connessione emotiva e identitaria tra i due.</p>


<div class="wp-block-image wp-image-94572 size-full">
<figure class="aligncenter"><img decoding="async" src="https://www.liquidarte.it/wp-content/uploads/Dino-Tropea-e-Salavatore-Fazio.jpg" alt="Lo scrittore e Curatore Letterario Dino Tropea ed il Maestro Salvatore Fazio" class="wp-image-94572" title="Roma: “Salvatore Fazio e il surrealismo umano di Cadenze Letterarie: arte, musica e simbolismo tra Alice e La Grooveria” 8"><figcaption class="wp-element-caption"><strong>Omaggio dell&#8217;opera Cadenze Letterarie a Fiumicino presso La Grooveria.</strong></figcaption></figure>
</div>


<p>Da quell’incontro nasce l’invito a partecipare a <strong>“Cadenze Letterarie”</strong>, il salotto multidisciplinare organizzato da Tropea a Fiumicino. È lì che Fazio trova quello che lui stesso definirà nell’opera <em>“La Grooveria”</em> un autentico <strong>“cenacolo culturale”</strong>, un luogo dove arte, musica, letteratura e confronto umano convivono in maniera spontanea e profonda.</p>



<p>Le comuni origini siciliane, l’amicizia nata naturalmente, le affinità emotive, la condivisione della stessa data di nascita e dello stesso segno zodiacale — il <strong>Capricorno</strong> — insieme a una forte sintonia umana e creativa, diventano gli elementi da cui prende forma la trilogia composta da <strong>“Cadenze Letterarie”, “La Grooveria” e “Alice”</strong>.</p>



<p>Un percorso artistico e umano che continua oggi anche attraverso nuovi progetti condivisi, tra cui la realizzazione della copertina di un’opera inedita di Dino Tropea firmata proprio da Salvatore Fazio.</p>



<p>Forse è proprio qui che si nasconde il significato più profondo dell’intera trilogia: opere che non si limitano a rappresentare il reale, ma tentano qualcosa di più raro, ovvero rendere visibile il legame invisibile tra persone, arte e fragilità umane capaci ancora di generare bellezza nel caos contemporaneo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fiumicino. CosAccade rilancia il confronto nel territorio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dino Tropea]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 12:02:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA E ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIA DEL GIORNO]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE IN RISALTO]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA,SCUOLA,SINDACATO,ECONOMIA]]></category>
		<category><![CDATA[ROMA,FROSINONE,LATINA,VITERBO]]></category>
		<category><![CDATA[confronto]]></category>
		<category><![CDATA[CosAccade]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Lorenzo Pisoni]]></category>
		<category><![CDATA[Michelangelo Iossa]]></category>
		<category><![CDATA[Orto Stiloso]]></category>
		<category><![CDATA[Valore Sociale Onlus]]></category>
		<category><![CDATA[Velia Maria Lapadula]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 20 maggio 2026 nasce a Fiumicino Cos’Accade: un progetto editoriale che punta su confronto, comunità e informazione territoriale.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Debutta il 20 maggio 2026 a Fiumicino il progetto editoriale “Cos’Accade”: informazione, cultura e partecipazione civica per costruire uno spazio stabile di dialogo nella città.</strong></h2>



<p>A Fiumicino nasce un nuovo spazio che prova a fare una cosa sempre più rara: fermarsi, ascoltare e creare confronto reale dentro una comunità.</p>



<p>Mercoledì 20 maggio 2026, nella Sala Marittima di Piazza Molinari, ex Piazzale Mediterraneo, debutta ufficialmente <strong><a href="https://www.fiumicino-online.it/magazine/parliamo-di/nasce-cosaccade-a-fiumicino-un-nuovo-giornale-dedicato-alle-buone-notizie-e-al-territorio#:~:text=Debutter%C3%A0%20mercoled%C3%AC%2020%20maggio%202026,quotidianamente%20alla%20crescita%20della%20comunit%C3%A0" target="_blank" rel="noopener">Cos’Accade</a></strong>, progetto editoriale e culturale promosso dall’associazione <strong>Valore Sociale Onlus</strong> con il patrocinio del Comune di Fiumicino.</p>



<p>La parola chiave scelta dal progetto è semplice ma ambiziosa: <strong>confronto</strong>.</p>



<p>Non soltanto un giornale. Non soltanto eventi culturali. Ma il tentativo dichiarato di costruire un luogo dove il territorio possa raccontarsi senza urlare, senza inseguire lo scontro permanente e senza trasformare ogni tema in una tifoseria.</p>



<p>“Oltre la notizia, lo spazio del confronto” è il messaggio scelto per il lancio ufficiale. Una frase che racconta bene anche il momento storico in cui nasce l’iniziativa.</p>



<p>Negli ultimi anni il rapporto tra cittadini e informazione locale è cambiato profondamente. La velocità dei social ha accelerato tutto: commenti immediati, polemiche continue, notizie consumate in pochi secondi. Ma insieme alla rapidità spesso si è persa una parte fondamentale del racconto territoriale: il tempo dell’ascolto.</p>



<p>È dentro questo vuoto che prova a inserirsi <strong>Cos’Accade</strong>. Secondo quanto presentato dagli organizzatori, il progetto nasce per raccontare Fiumicino attraverso<strong> “le sue storie migliori”, </strong>dando spazio alle buone notizie, alle eccellenze locali, alle persone e ai progetti che ogni giorno contribuiscono a costruire una comunità viva, accogliente e consapevole.</p>



<p>L’obiettivo dichiarato è quello di proporre una comunicazione<strong> “chiara, inclusiva e rispettosa”</strong>, capace di unire informazione istituzionale, cultura e racconto del territorio, valorizzando memoria storica, ambiente, partecipazione civica e relazioni sociali.</p>



<p>Una sfida non semplice. Perché oggi parlare di comunità significa anche confrontarsi con frammentazione sociale, solitudine urbana e sfiducia crescente verso l’informazione.</p>



<p>A guidare il progetto saranno <strong>Velia Maria Lapadula</strong>, presidente di <strong>Valore Sociale Onlus</strong> e direttrice editoriale di <strong>Cos’Accade</strong>, insieme a <strong>Lorenzo Pisoni</strong>, segretario associativo e direttore responsabile dell’iniziativa.</p>



<p>Durante la conferenza stampa interverranno anche <strong>Anna Maria Piacquadio</strong>, socia fondatrice e chef sommelier referente di <strong>Orto Stiloso</strong>, <strong>Guido Rosolia</strong>, tesoriere del progetto e studente laureando in Scienze Storiche, del Territorio e per la Cooperazione Internazionale all’Università Roma Tre, e <strong>Francesca Ponziani</strong>, socia e attivista filosofa.</p>



<p>A moderare l’incontro sarà il giornalista <strong>Michelangelo Iossa</strong>. Ma il progetto non si fermerà alla sola presentazione istituzionale.</p>



<p>Dalle ore 15 è infatti previsto il laboratorio-tavola rotonda <strong>“Miriguarda”,</strong> curato da <strong>Lorenzo Pisoni</strong>, <strong>Francesca Ponziani</strong> e <strong>Guido Rosolia</strong>. L’iniziativa viene descritta come uno spazio dedicato ai racconti personali per costruire una memoria collettiva della città.</p>



<p>Ed è forse questo uno degli aspetti più interessanti dell’intero progetto: l’idea che le storie individuali possano diventare patrimonio condiviso e strumento di dialogo pubblico.</p>



<p>In territori complessi e in continua trasformazione come Fiumicino, il tema dell’identità collettiva non è secondario. Negli anni la città è cresciuta rapidamente, cambiando volto sociale, economico e urbanistico. In questo percorso molte realtà associative hanno provato a creare spazi di aggregazione e partecipazione per evitare che il territorio diventasse soltanto un insieme di quartieri scollegati tra loro.</p>



<p>Dentro questa cornice si inserisce anche il debutto di <strong>Cos’Accade</strong>. Nel programma della giornata è previsto inoltre un buffet curato da <strong>Orto Stiloso</strong>, una performance dell’attrice <strong>Chiara Pavoni</strong> intitolata “Incanto di correnti invisibili”, ispirata a “Interno 4” di Via della Lungara 44 a Roma, e il concerto conclusivo del coro <strong>Laboratori Riuniti</strong> con il progetto <strong>“NonSoloGosPEL”,</strong> dedicato a brani gospel e pop.</p>



<p>L’ingresso sarà libero e aperto alla cittadinanza.</p>



<p>Resta naturalmente da capire quale sarà l’evoluzione concreta del progetto e se riuscirà nel tempo a mantenere pluralità, continuità e indipendenza editoriale.</p>



<p>Ma il dato politico e sociale che emerge già oggi è chiaro: a Fiumicino c’è chi prova a rimettere al centro il valore del confronto pubblico in una stagione dove spesso prevalgono semplificazione, aggressività e comunicazione istantanea.</p>



<p>E forse, proprio per questo, il debutto di <strong>Cos’Accade</strong> racconta qualcosa che va oltre la nascita di un nuovo progetto editoriale. Racconta il bisogno, sempre più evidente nelle comunità locali, di ritrovare luoghi credibili dove tornare a parlarsi davvero.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Roma. Merysse porta “Oltre il Concerto” nella Basilica di San Crisogono</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dino Tropea]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 11:04:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MUSICA]]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA E ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIA DEL GIORNO]]></category>
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		<category><![CDATA[ROMA,FROSINONE,LATINA,VITERBO]]></category>
		<category><![CDATA[Basilica di San Crisogono]]></category>
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		<category><![CDATA[cultura Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Dino Tropea]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Teresa De Pierro]]></category>
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		<category><![CDATA[musica live]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[Sala degli Arazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Trastevere]]></category>
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					<description><![CDATA[Merysse arriva il 30 maggio alle ore 18:00 nella Basilica di San Crisogono con “Oltre il Concerto”: live tra cultura, voce e chitarra nel cuore di Trastevere. Merysse torna a Roma con un nuovo progetto artistico che unisce musica, cultura e inclusione sociale. Sabato 30 maggio 2026 alle ore 18:00, nella storica Sala degli Arazzi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Merysse arriva il 30 maggio alle ore 18:00 nella Basilica di San Crisogono con “Oltre il Concerto”: live tra cultura, voce e chitarra nel cuore di Trastevere.</strong></h2>



<p><strong>Merysse</strong> torna a Roma con un nuovo progetto artistico che unisce musica, cultura e inclusione sociale. Sabato <strong>30 maggio 2026 alle ore 18:00</strong>, nella storica <strong>Sala degli Arazzi della Basilica di San Crisogono</strong>, in <strong>Piazza Sidney Sonnino 44</strong> a Trastevere, andrà in scena <strong>“Oltre il Concerto”</strong>, evento a ingresso libero costruito tra voce, chitarra e momenti narrativi.</p>



<p>La protagonista della serata sarà <a href="https://www.ilgiornaledellazio.it/roma-concerto-merysse-raw-for-peace-appuntamento-a-palazzo-valentini-cosa-cambia-per-il-pubblico/"><strong>Merysse</strong>, nome d’arte di <strong>Maria Teresa De Pierro</strong>,</a> artista impegnata negli ultimi anni in attività musicali e progettazione culturale tra Italia ed Europa. Sul palco sarà accompagnata dal chitarrista <a href="https://www.facebook.com/michele.bertasi" target="_blank" rel="noopener"><strong>Michele Bertasi</strong>,</a> in un live pensato per superare il format tradizionale del concerto.</p>



<p>L’appuntamento si svolgerà nella suggestiva <strong>Sala degli Arazzi della Basilica di San Crisogono</strong>, uno dei luoghi storici più rappresentativi di Trastevere. La scelta della location non è casuale: nel cuore di uno dei quartieri più simbolici di Roma, lo spazio contribuisce a creare un’atmosfera raccolta e immersiva, perfettamente in linea con lo spirito di “Oltre il Concerto”. </p>



<p>L’obiettivo è trasformare il live musicale in un’esperienza culturale partecipativa, dove musica, narrazione e patrimonio artistico dialogano con il territorio e con il pubblico.</p>



<p>Dietro il progetto artistico di <strong>Merysse</strong> c’è un percorso costruito tra formazione, attività discografica e iniziative culturali. Dopo gli studi presso le <strong>Lizard Accademie Musicali</strong>, l’artista ha proseguito la specializzazione alla <strong>Disney Italia di Roma</strong>, approfondendo tecnica vocale avanzata e doppiaggio cantato.</p>



<p>Negli anni ha collaborato con realtà legate a <strong>Sony Music Publishing</strong>, partecipato a esperienze internazionali come <strong>The Extreme Tour di Manchester</strong> e presentato iniziative culturali anche in sedi istituzionali europee, fino al <strong>Parlamento Europeo di Bruxelles</strong>.</p>



<p>Parallelamente alla musica, <strong>Maria Teresa De Pierro</strong> ha fondato le associazioni <strong><a href="https://www.facebook.com/istinti.artistici" target="_blank" rel="noopener">Istinti Artistici APS</a></strong> e <strong>Fusioni in Movimento ASD APS</strong>, realtà attive nella promozione culturale, nell’inclusione sociale e nei progetti rivolti ai giovani e al territorio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">“Oltre il Concerto” nasce proprio da questa visione: utilizzare la musica come spazio di connessione e partecipazione pubblica. Il progetto punta infatti a trasformare il live in un momento di dialogo tra arte e comunità, mantenendo centrale il coinvolgimento umano e culturale del pubblico.</h2>



<p>Per Roma e per il quartiere Trastevere l’iniziativa rappresenta anche un’occasione di valorizzazione culturale di uno spazio storico spesso scelto per eventi artistici e musicali. In una fase in cui molti appuntamenti puntano esclusivamente sull’intrattenimento rapido, il format di <strong>Merysse</strong> cerca invece una dimensione più raccolta e partecipativa.</p>



<p>Tra le collaborazioni che accompagnano l’iniziativa figura anche <strong><a href="https://www.facebook.com/arteegusto.paolesse" target="_blank" rel="noopener">Loredana Paolesse</a></strong>, presidente dell’associazione culturale <a href="https://www.facebook.com/groups/382890428527174" target="_blank" rel="noopener"><strong>“Il Cibo e l’Arte”</strong>,</a> impegnata da anni nell’organizzazione di eventi dedicati alla valorizzazione artistica e culturale del territorio romano.<br><br>Nel panorama musicale romano e nazionale, <strong>Merysse</strong> sta costruendo un percorso riconoscibile che unisce cantautorato indipendente, progettazione culturale e impegno sociale. Pur restando fuori dai circuiti mainstream, l’artista ha consolidato negli anni una presenza crescente tra eventi culturali, iniziative artistiche e progetti istituzionali tra Roma, Bruxelles e altre realtà europee. “Oltre il Concerto” rappresenta la sintesi di questa visione: </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>una proposta che supera il semplice live musicale per trasformare la musica in spazio di connessione, dialogo e partecipazione culturale.</p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
					
		
		
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