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	<title>SALUTE &#8211; Il Giornale del Lazio</title>
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	<description>Giornale Telematico di Informazione e Attualità</description>
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		<title>Fiumicino. Ordinanza zanzare: obblighi per cittadini e attività fino al 31 dicembre 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dino Tropea]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 10:01:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Comune attiva misure preventive contro zanzara tigre e comune: cosa devono fare subito residenti e imprese per evitare sanzioni e rischi sanitari. Il Comune di Fiumicino ha emanato un’ordinanza per la prevenzione delle zanzare, con obblighi precisi per cittadini, attività e gestori di aree all’aperto. Il provvedimento, valido fino al 31 dicembre 2026, punta [&#8230;]]]></description>
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<h1 class="wp-block-heading"><strong>Il Comune attiva misure preventive contro zanzara tigre e comune: cosa devono fare subito residenti e imprese per evitare sanzioni e rischi sanitari.</strong></h1>



<p> Il Comune di Fiumicino ha emanato un’ordinanza per la prevenzione delle zanzare, con obblighi precisi per cittadini, attività e gestori di aree all’aperto. Il provvedimento, valido fino al 31 dicembre 2026, punta a ridurre il rischio sanitario legato agli insetti vettori, in particolare zanzara tigre e zanzara comune.</p>



<p><strong>Il punto centrale è l’eliminazione dei ristagni d’acqua, </strong>principale ambiente di sviluppo delle larve. Per questo l’amministrazione impone comportamenti immediati e continuativi a chiunque disponga di spazi esterni, pubblici o privati.</p>



<p><strong>I cittadini devono evitare l’abbandono di contenitori che possano raccogliere acqua e provvedere a svuotare o coprire bidoni, secchi e vasche. È obbligatorio trattare tombini e pozzetti con prodotti larvicidi autorizzati e mantenere pulite aree verdi e cortili. Devono inoltre essere svuotate piscine e fontane inutilizzate, evitando accumuli d’acqua in cantieri, pneumatici o altri materiali. Particolare attenzione è richiesta anche alla gestione dell’acqua prodotta dagli impianti di climatizzazione e alle attività specifiche come vivai, esercizi commerciali e cimiteri.</strong></p>



<p>L’ordinanza chiarisce che la lotta alle zanzare adulte è una misura straordinaria e non ordinaria. La prevenzione resta lo strumento più efficace e si basa su comportamenti quotidiani diffusi.</p>



<p><strong>Durante i trattamenti devono essere rispettate alcune precauzioni fondamentali:</strong> <strong>eseguire gli interventi nelle ore serali o al mattino presto</strong>, <strong>evitare il contatto con persone e animali</strong>, <strong>chiudere porte e finestre durante le operazioni</strong>, <strong>non trattare piante in fioritura</strong>, <strong>proteggere api, orti e arredi</strong> e <strong>attendere almeno due giorni prima di frequentare le aree trattate</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’ordinanza introduce una responsabilità diretta per chi gestisce spazi esterni. La prevenzione diventa parte della tutela della salute pubblica e richiede comportamenti costanti. Il mancato rispetto delle misure può favorire la proliferazione delle zanzare e aumentare il rischio di diffusione di malattie.</h2>



<p><strong><br></strong></p>
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		<title>Lazio. Nutrizione e diete, cosa cambia per i cittadini tra app, mode social e prevenzione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dino Tropea]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 09:36:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Settimana 13–19 aprile: più tecnologia, più diete virali, più prevenzione. I segnali da capire ora. App che guidano cosa mangiare, diete estreme che spopolano sui social, incontri pubblici su salute e alimentazione. Nella settimana dal 13 al 19 aprile la nutrizione torna al centro, ma non con una sola notizia. È un insieme di fatti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading"><strong>Settimana 13–19 aprile: più tecnologia, più diete virali, più prevenzione. I segnali da capire ora.</strong></h1>



<p>App che guidano cosa mangiare, diete estreme che spopolano sui social, incontri pubblici su salute e alimentazione. Nella settimana dal 13 al 19 aprile la nutrizione torna al centro, ma non con una sola notizia. È un insieme di fatti che indicano una direzione precisa: <strong>l’alimentazione è sempre più un tema quotidiano di sanità pubblica</strong>.</p>



<p>Il primo segnale riguarda la <strong>digitalizzazione della nutrizione</strong>. All’Università di Parma è stato presentato “Uniplate”, un progetto che utilizza una app per aiutare le persone a costruire abitudini alimentari più sane. Non è solo innovazione tecnologica: è un cambio di approccio. La dieta non è più solo prescrizione medica, ma percorso accompagnato giorno per giorno, anche attraverso strumenti digitali. <strong>Per approfondire: cercare <em>Uniplate Università di Parma nutrizione app</em>.</strong></p>



<p>Il secondo elemento è più critico e riguarda la <strong>diffusione delle diete virali</strong>.Programmi televisivi e contenuti online tornano a segnalare regimi alimentari estremi, spesso presentati come soluzioni rapide. Il problema non è la popolarità, ma la mancanza di basi scientifiche in molti casi. Promesse di risultati immediati possono tradursi in rischi reali per la salute. <strong>Per approfondire: cercare <em>diete virali pericolose RaiPlay 2026</em>.</strong></p>



<p>Terzo punto: cresce la <strong>spinta sulla prevenzione nei territori</strong>. In diverse realtà sanitarie si moltiplicano incontri pubblici su nutrizione, gravidanza, diabete e corretti stili di vita. Non sono eventi isolati, ma parte di una strategia più ampia: intervenire prima che emergano le malattie. <strong>Per approfondire: cercare <em>Mi nutro ti nutro nutrizione gravidanza Aulss2</em> e <em>stili di vita nutrizione AUSL incontri</em>.</strong></p>



<p>Un altro fronte riguarda il legame tra <strong>alimentazione e patologie croniche</strong>. Dati e analisi recenti richiamano l’attenzione su fegato, alcol e sindrome metabolica, confermando che gli stili di vita incidono in modo diretto sull’aumento di alcune malattie. <strong>Per approfondire: cercare <em>fegato cirrosi alcol stili di vita Italia</em>.</strong></p>



<p>Sul piano scientifico emerge anche un chiarimento importante: <strong>non basta scegliere una dieta, conta la qualità</strong>. È il caso delle diete vegetali, spesso considerate automaticamente salutari, ma che – secondo analisi recenti – possono avere effetti diversi a seconda della qualità degli alimenti scelti. <strong>Per approfondire: cercare <em>dieta vegetale demenza qualità alimentazione studio</em>.</strong> </p>



<p>Infine, cresce l’attenzione su <strong>educazione alimentare e scuola</strong>. Progetti che coinvolgono studenti e famiglie puntano a costruire consapevolezza già in età precoce, collegando alimentazione, ambiente e salute. Per approfondire: cercare <em>educazione alimentare scuola progetto alunni Italia</em>.</p>



<p>Cosa significa per il Lazio. Questi segnali, anche se distribuiti su scala nazionale, riguardano direttamente il Lazio. Qui il tema nutrizione incrocia sanità, scuola e prevenzione. Il nodo centrale resta l’orientamento: più informazioni circolano, più diventa difficile distinguere tra contenuti affidabili e mode.</p>



<p>In sintesi, nella settimana dal 13 al 19 aprile si registra un aumento concreto di strumenti digitali, contenuti e iniziative legate alla nutrizione. Non si tratta di episodi isolati, ma di segnali che indicano come il tema stia entrando sempre più nella vita quotidiana delle persone, tra tecnologia, informazione e prevenzione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Questo però apre anche un problema: insieme alle opportunità cresce l’esposizione a informazioni poco affidabili, soprattutto online. Per i cittadini diventa quindi sempre più importante orientarsi, distinguere tra fonti attendibili e mode del momento, e affidarsi a percorsi sanitari corretti.</h2>



<p>Non emerge una notizia dominante, ma una direzione chiara: la nutrizione pesa sempre di più nelle scelte quotidiane, ma proprio per questo aumenta il bisogno di punti di riferimento credibili.</p>
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		<title>Sanità, Giuliano (UGL): “Intelligenza artificiale sia supporto mai sostituzione dell&#8217;uomo”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Perondi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 10:03:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il progresso tecnologico che sta investendo la sanità europea deve essere governato con la consapevolezza che nessuna macchina potrà mai replicare l’umanità e l’intuito di chi dedica la propria vita alla cura del prossimo. La UGL Salute prende atto delle risultanze del rapporto OMS che vede l’Italia in prima linea nell&#8217;adozione dell&#8217;intelligenza artificiale ma pone [&#8230;]]]></description>
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<p>Il progresso tecnologico che sta investendo la sanità europea deve essere governato con la consapevolezza che nessuna macchina potrà mai replicare l’umanità e l’intuito di chi dedica la propria vita alla cura del prossimo. La UGL Salute prende atto delle risultanze del rapporto OMS che vede l’Italia in prima linea nell&#8217;adozione dell&#8217;intelligenza artificiale ma pone un argine invalicabile a derive tecnocratiche che rischiano di deumanizzare il rapporto medico-paziente. Il segretario nazionale Gianluca Giuliano ha voluto chiarire con fermezza la posizione dell’organizzazione sindacale dichiarando che &#8220;l&#8217;intelligenza artificiale deve essere considerata esclusivamente un valore aggiunto e un supporto fondamentale alla diagnostica e alla ricerca, ma non permetteremo mai che si trasformi in uno strumento di sostituzione dei professionisti che operano quotidianamente sul campo&#8221;. Secondo Giuliano ci troviamo dinanzi a una sfida epocale in cui l’innovazione può aiutare a snellire le liste d’attesa e a supportare il personale spesso stremato dai turni massacranti, tuttavia, il segretario ribadisce che &#8220;non possiamo accettare che l&#8217;algoritmo diventi il nuovo decisore unico delle politiche sanitarie o un alibi per non investire nelle assunzioni di cui il Servizio Sanitario Nazionale ha disperato bisogno&#8221;. Il leader della UGL Salute ha inoltre evidenziato come i dati sulla mancanza di formazione specifica per i lavoratori siano preoccupanti, affermando che &#8220;è impensabile pretendere che il personale gestisca strumenti così complessi senza un investimento reale e strutturato sulle competenze e sulla sicurezza&#8221;. Per la UGL Salute l’obiettivo resta quello di integrare le nuove tecnologie per migliorare l’efficienza globale garantendo però che il fulcro del sistema rimangano i lavoratori, poiché come sottolineato da Giuliano &#8220;la dignità professionale di medici, infermieri e operatori non è negoziabile né rimpiazzabile da un codice informatico, perché la cura passa per l&#8217;empatia e il contatto umano che nessuna tecnologia potrà mai simulare&#8221;. Il segretario conclude ricordando che la vera maturità di sistema si raggiungerà solo quando l’IA sarà usata per liberare i lavoratori dai pesanti carichi burocratici, permettendo loro di tornare a dedicarsi pienamente alla relazione con l&#8217;assistito.</p>
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		<title>Salute mentale, non è più un problema individuale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dino Tropea]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 09:14:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tra giovani, scuola e professioni di cura, la salute mentale esce dall’emergenza e diventa una questione strutturale Non è solo una questione italiana. Nella settimana tra il 13 e il 19 aprile, dalla stampa internazionale emerge un’attenzione crescente verso la salute mentale, tra ricerca, formazione e strumenti di supporto sempre più diffusi. Dalle università ai [&#8230;]]]></description>
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<h1 class="wp-block-heading"><br><strong>Tra giovani, scuola e professioni di cura, la salute mentale esce dall’emergenza e diventa una questione strutturale</strong></h1>



<p><br>Non è solo una questione italiana. <strong>Nella settimana tra il 13 e il 19 aprile</strong>, dalla stampa internazionale emerge un’attenzione crescente verso la salute mentale, tra ricerca, formazione e strumenti di supporto sempre più diffusi. Dalle università ai servizi per i giovani, fino al dibattito pubblico su ansia e benessere psicologico, il tema si consolida come una priorità globale.</p>



<p>Non è più solo una questione personale. Un passaggio che si collega a quanto emerso anche <strong><a href="https://www.ilgiornaledellazio.it/italia-salute-mentale-ansia-e-tecnologia-anticipano-il-disagio-e-cambiano-la-lettura-dei-sintomi/" target="_blank" rel="noopener" title="">nell’analisi precedente</a>,</strong> dove ansia e tecnologia venivano individuate come fattori capaci di anticipare e trasformare il modo in cui il disagio si manifesta. Se lì il focus era sul cambiamento dei sintomi e sulla loro lettura, oggi il quadro si allarga: non cambia solo il modo in cui stiamo male, ma anche il contesto in cui quel disagio nasce, cresce e – sempre più spesso – resta senza una risposta strutturata.</p>



<p>La settimana dal 13 al 19 aprile restituisce un’immagine sempre più chiara: la salute mentale sta cambiando posizione nel dibattito pubblico, passando da problema individuale a tema collettivo.</p>



<p>I segnali arrivano da più direzioni. Cresce la richiesta di supporto psicologico tra i giovani, come evidenziato da diverse analisi recenti <strong>(Fortune Italia),</strong> mentre si moltiplicano progetti territoriali dedicati al benessere emotivo, come il bando promosso dalla Fondazione Compagnia di San Paolo. Non si tratta più di interventi isolati, ma di tentativi – ancora parziali – di costruire un sistema.</p>



<p>Il dato più evidente riguarda le nuove generazioni. Ansia, stress e difficoltà emotive non sono più episodi circoscritti, ma condizioni sempre più diffuse. A confermarlo sono anche iniziative e confronti tra sanità, scuola e ricerca (AUSL Bologna, Università di Bologna), che indicano una necessità crescente di interventi precoci e integrati. La risposta si sta spostando verso un approccio che coinvolge più livelli: scuola, territorio e servizi sanitari.</p>



<p>In questo contesto, le prime linee guida sulla psicologia scolastica segnano un passaggio importante <strong>(Università di Bologna): </strong>portare il supporto psicologico dentro i luoghi della vita quotidiana significa riconoscere che il benessere mentale non può essere affrontato solo quando il disagio diventa emergenza.</p>



<p>Ma il cambiamento non riguarda solo chi chiede aiuto. Riguarda anche chi lo offre. Tra le professioni della salute mentale emerge con sempre più forza il tema dello stress legato alla cura, spesso descritto come un carico emotivo crescente e invisibile <strong>(Centro San Nicola).</strong> Psicologi, operatori sanitari e professionisti dell’aiuto si trovano a gestire una pressione costante che mette in discussione l’equilibrio tra lavoro e benessere personale.</p>



<p>Accanto a questi segnali, il dibattito istituzionale prova a muoversi, con proposte e iniziative dedicate al rafforzamento dei servizi di salute mentale <strong>(Consiglio regionale delle Marche).</strong> </p>



<h2 class="wp-block-heading">Tuttavia, la distanza tra intenzioni e realtà resta evidente: le risorse sono limitate, l’accesso ai servizi non è uniforme e il supporto psicologico continua a essere percepito, in molti casi, come una risposta tardiva più che preventiva.</h2>



<p>Il quadro che emerge è quello di una transizione. La salute mentale non è più un tema marginale, ma non è ancora pienamente integrata nelle politiche pubbliche. Si riconosce il problema, ma si fatica a costruire una risposta stabile e diffusa.</p>



<p>La settimana non racconta una svolta, ma un passaggio. Il benessere psicologico sta entrando al centro della scena, ma senza un sistema capace di sostenerlo rischia di restare una consapevolezza senza strumenti.</p>



<p>E finché la salute mentale continuerà a essere trattata come una risposta all’emergenza, più che come una componente essenziale della vita quotidiana, il rischio è che il disagio resti diffuso, silenzioso e sempre più difficile da intercettare.</p>
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		<title>Antibiotici nei bambini, uso in crescita: “Non sempre servono”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dino Tropea]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 08:13:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Rapporto Aifa 2024: meno prescrizioni ma uso ancora inappropriato. Nei bambini crescono i consumi e aumenta il rischio di resistenze Meno prescrizioni complessive, ma un uso ancora poco appropriato, con un aumento che riguarda soprattutto i più piccoli. Il Rapporto Aifa 2024 sull’uso degli antibiotici in Italia – rilanciato anche da IlFarmacistaOnline – descrive un [&#8230;]]]></description>
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<h1 class="wp-block-heading"><strong>Rapporto Aifa 2024: meno prescrizioni ma uso ancora inappropriato. Nei bambini crescono i consumi e aumenta il rischio di resistenze</strong></h1>



<p>Meno prescrizioni complessive, ma un uso ancora poco appropriato, con un aumento che riguarda soprattutto i più piccoli. Il Rapporto Aifa 2024 sull’uso degli antibiotici in Italia – rilanciato anche da <strong><a href="https://www.ilfarmacistaonline.it/studi-e-rapporti/articolo.php?articolo_id=134216" target="_blank" rel="noopener" title="">IlFarmacistaOnline</a> </strong>– descrive un sistema che fatica a invertire la rotta, tra resistenze batteriche in crescita e terapie sempre più spesso non mirate.</p>



<p>Se a livello generale i consumi mostrano lievi segnali di calo, è nella popolazione pediatrica che emergono i dati più delicati: oltre il 42% dei bambini riceve almeno una prescrizione all’anno, con un incremento rispetto al 2023. Numeri che aprono una domanda semplice ma cruciale: stiamo usando gli antibiotici nel modo giusto?</p>



<p>Ne parliamo con la dottoressa<a href="https://share.google/UVUS6W1Eao6oNPzls" target="_blank" rel="noopener" title=""> <strong>Immacolata Savarese</strong></a>, pediatra con esperienza in Terapia Intensiva Neonatale al <strong>Bambino Gesù di Roma</strong>, attiva sia in regime intramoenia sia con visite domiciliari, con particolare attenzione alla continuità assistenziale dei più piccoli.</p>



<p><strong>Dottoressa, cosa ci dicono davvero questi dati sull’uso degli antibiotici nei bambini?</strong><br>«Ci dicono che c’è ancora un ricorso troppo frequente agli antibiotici e, soprattutto, che non sempre vengono utilizzati in modo appropriato. Non è una questione di errore sistematico, ma di abitudine: spesso si interviene prima del necessario».</p>



<p><strong>Perché succede?</strong><br>«Le cause sono diverse. Da una parte c’è la preoccupazione dei genitori, che cercano una soluzione immediata. Dall’altra c’è la difficoltà, soprattutto nei bambini piccoli, di distinguere rapidamente tra infezioni virali e batteriche. Ma è importante ricordare che la maggior parte delle infezioni respiratorie in età pediatrica è virale».</p>



<p><strong>Quindi in molti casi l’antibiotico non serve?</strong><br>«Esattamente. L’antibiotico non ha alcun effetto sui virus. Utilizzarlo quando non è necessario non accelera la guarigione e può esporre a effetti indesiderati».</p>



<p><strong>Il Rapporto Aifa segnala anche un aumento dell’uso di antibiotici più “forti”. È un dato preoccupante?</strong><br>«Sì, perché indica una tendenza a usare molecole ad ampio spettro anche quando non sono indispensabili. In pediatria dovremmo sempre privilegiare terapie mirate, scegliendo il farmaco più adeguato e meno invasivo possibile».</p>



<p><strong>Qual è il rischio principale di un uso scorretto?</strong><br>«Il rischio più importante è lo sviluppo di resistenze batteriche. Significa che gli antibiotici, quando serviranno davvero, potrebbero non funzionare. È un problema che riguarda il singolo bambino ma anche la collettività».</p>



<p><strong>Cosa possono fare concretamente i genitori?</strong><br>«Il primo passo è fidarsi del pediatra e non chiedere automaticamente un antibiotico. Poi è fondamentale seguire correttamente la terapia prescritta: dosi, tempi e modalità. E soprattutto evitare il fai-da-te».</p>



<p><strong>Serve più informazione?</strong><br>«Serve più consapevolezza. L’antibiotico è uno strumento prezioso, ma non è una scorciatoia. Usarlo bene significa proteggere la salute dei bambini oggi e preservarne l’efficacia per il futuro».</p>



<p><br>Il tema, ancora una volta, non è solo medico ma culturale. In un contesto in cui la richiesta di cure rapide è sempre più forte, la sfida è recuperare equilibrio: meno automatismi, più attenzione, più fiducia nella relazione tra medico e famiglia.<br>Perché curare non significa fare di più, ma fare meglio.</p>
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		<title>Esofagite eosinofila, dieci anni per una diagnosi: quando i sintomi ingannano e la malattia avanza in silenzio </title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 10:57:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE]]></category>
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					<description><![CDATA[Confusa spesso con reflusso o dispepsia, colpisce&#160;sempre più persone e non può essere più considerata una malattia rara. Oggi&#160;arrivano le prime terapie mirate, ma la sfida resta riconoscerla in tempo Roma, 18 aprile 2026 – Le&#160;malattie gastrointestinali eosinofile (EGID) sono disturbi infiammatori cronici&#160;caratterizzati da un eccessivo infiltrato o accumulo anomalo di eosinofili&#160;(globuli bianchi) in differenti [&#8230;]]]></description>
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<p><em>Confusa spesso con reflusso o dispepsia, colpisce&nbsp;sempre più persone e non può essere più considerata una malattia rara. Oggi&nbsp;arrivano le prime terapie mirate, ma la sfida resta riconoscerla in tempo</em></p>



<p><strong>Roma, 18 aprile 2026 – Le&nbsp;malattie gastrointestinali eosinofile (EGID) sono disturbi infiammatori cronici&nbsp;caratterizzati da un eccessivo infiltrato o accumulo anomalo di eosinofili&nbsp;(globuli bianchi) in differenti aree del tratto digerente, causato spesso da&nbsp;risposte immunitarie ad allergeni alimentari o ambientali.</strong>&nbsp;Queste malattie sono di solito&nbsp;rare quando coinvolgono stomaco (gastrite) e intestino (gastroenterite) ma&nbsp;l’ormai nota esofagite Eosinofila che colpisce l’esofago non è più&nbsp;considerabile una malattia rara.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="195" height="259" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/Nicola_deBortoli.jpg.avif" alt="Nicola deBortoli.jpg" class="wp-image-66831" style="width:239px;height:auto" title="Esofagite eosinofila, dieci anni per una diagnosi: quando i sintomi ingannano e la malattia avanza in silenzio  1" srcset="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/Nicola_deBortoli.jpg.avif 195w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/Nicola_deBortoli-150x199.jpg.avif 150w" sizes="(max-width: 195px) 100vw, 195px" /></figure>
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<p>Dal punto di&nbsp;vista della Società Italiana di Gastroenterologia (SIGE), presente con una&nbsp;sessione all’interno del&nbsp;<strong>XXXII Congresso nazionale delle Malattie Digestive</strong>,&nbsp;promosso dalla Federazione Italiana delle Società delle Malattie dell&#8217;Apparato&nbsp;Digerente (FISMAD), a Roma dal 16 al 18 aprile 2026,l&#8217;evoluzione delle&nbsp;EGID rappresenta una sfida prioritaria.&nbsp;<strong></strong></p>



<p>“Ci troviamo ad affrontare una&nbsp;serie di malattie caratterizzate da un’infiammazione cronica che se non&nbsp;adeguatamente trattata porta inevitabilmente a un rimodellamento fibrotico dei&nbsp;tessuti, trasformando una malattia infiammatoria in una condizione ostruttivairreversibile – avverte il gastroenterologo professor&nbsp;<strong>Nicola de Bortoli</strong>,&nbsp;oggi Direttore della Scuola di Specializzazione in Malattie dell’Apparato&nbsp;Digerente dell’Università di Pisa -.&nbsp;<strong>È compito della SIGE lavorare al fine&nbsp;di aumentare la conoscenza di queste malattie e di conseguenza la capacità di&nbsp;diagnosticarle in tempo</strong>.</p>



<p><strong>DIAGNOSI ED EPIDEMIOLOGIA</strong>. “Negli ultimi 30 anni, si è&nbsp;assistito a un aumento continuo dei tassi di incidenza e prevalenza, in&nbsp;particolare per l&#8217;Esofagite Eosinofila (EoE), che ha raggiunto&nbsp;<strong>una&nbsp;prevalenza stimata di 142,5 casi su 100.000 persone nel 2022</strong>&nbsp;– precisa il&nbsp;professor&nbsp;<strong>de Bortoli</strong>&nbsp;-. Nonostante i progressi sanitari fondati sulla&nbsp;disponibilità di endoscopie con biopsia,&nbsp;<strong>il principale bisogno non&nbsp;soddisfatto rimane il&nbsp;ritardo diagnostico, che spesso oscilla tra i 3 e i&nbsp;10 anni</strong>. Questo ritardo è dovuto alla natura aspecifica dei sintomi (che&nbsp;possono essere confusi con il reflusso o la dispepsia) e alla scarsaconsapevolezza clinica. Un&nbsp;<strong>altro ostacolo critico è la mancanza di&nbsp;biomarcatori non invasivi</strong>: attualmente, la diagnosi e il monitoraggio&nbsp;richiedono appunto biopsie multiple tramite endoscopia”.</p>



<p><strong>COME SI MANIFESTA IN ADULTI E&nbsp;BAMBINI.</strong>&nbsp;“Le&nbsp;manifestazioni variano in base al segmento coinvolto:&nbsp;<strong>negli adulti con EoE&nbsp;prevalgono&nbsp;disfagia&nbsp;e impatto del bolo alimentare, mentre nei bambini&nbsp;si osservano rifiuti alimentari e scarsa crescita</strong>&nbsp;– prosegue&nbsp;<strong>de Bortoli</strong>&nbsp;-. Va notato che spesso i pazienti con EoE possono mettere in atto dei&nbsp;comportamenti adattativi (bere molto durante i pasti, evitare situazioni&nbsp;sociali o cibi, triturare molto il cibo) per evitare di percepire il sintomo&nbsp;disfagia e di conseguenza adattarsi alla condizione di malessere. A loro volta,&nbsp;le forme non-EoE EGIDS presentano sintomi eterogenei come dolore addominale,&nbsp;vomito, diarrea e, nei casi più gravi, ascite o ostruzione intestinale”.</p>



<p><strong>TERAPIE EFFICACI.&nbsp;</strong>“Oggi,&nbsp;<strong>l&#8217;approccio terapeutico&nbsp;si basa su tre pilastri</strong>. Quello&nbsp;<strong>farmacologico</strong>&nbsp;con i corticosteroidi&nbsp;topici deglutiti e l’anticorpo monoclonale&nbsp;dupilumab, recentemente&nbsp;approvato per l&#8217;EoE. Nella EoE è possibile utilizzare gli inibitori di pompa&nbsp;protonica (PPI) (anche se off-lable) in caso di presenza concomitante di&nbsp;sintomi acido-correlati. Per esempio, una recente “<em>case series</em>”&nbsp;sviluppata proprio dal gruppo di ricerca all’Università di Pisa ha dimostrato&nbsp;che in pazienti con EoE ma con presenza di una seconda localizzazione a livello&nbsp;gastrico, enterico o colico il trattamento con Dupilumab per la EoE ha favorito&nbsp;la remissione anche negli altri segmenti.&nbsp;<strong>Oppure le diete di eliminazione&nbsp;</strong>–&nbsp;continua il professore – dove si chiede di identificare e rimuovere icosiddetti trigger alimentari – alimenti che innescano risposte fisiche o&nbsp;psicologiche indesiderate &#8211; sebbene richiedano un monitoraggio endoscopico&nbsp;frequente.&nbsp;<strong>Infine, la dilatazione endoscopica</strong>, ma riservata alle&nbsp;complicanze fibrostenotiche dovute ad individuali restringimenti dell&#8217;esofago.</p>



<p><strong>DOVE VA LA RICERCA.</strong>&nbsp;“A sua volta, la ricerca più&nbsp;promettente si sta muovendo verso la&nbsp;personalizzazione dellaterapia&nbsp;attraverso lo studio degli endotipi o sottotipi di malattie&nbsp;definiti dai loro meccanismi molecolari o fisiopatologici sottostanti e lo&nbsp;sviluppo di metodi di monitoraggio potenzialmente meno invasivi, come&nbsp;<strong>lo&nbsp;&#8220;string test&#8221; o la spugna esofagea, che potrebbero eliminare la&nbsp;necessità di endoscopie ripetute</strong>&nbsp;anche se al momento non sono ancora&nbsp;raccomandabili nella pratica clinica. Negli ultimi anni la ricerca scientifica&nbsp;e farmacologica ci sta fornendo armi sempre più appropriate ed in un prossimofuturo si spera anche strumenti diagnostici meno pesanti per il paziente.&nbsp;Questo non è solo un auspicio clinico, ma una necessità per migliorare la qualità&nbsp;della vita di chi convive con queste patologie croniche e recidivanti”.<strong></strong></p>
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		<title>Chirurgia estetica e salute: a Roma il punto sulle tendenze pre-estive</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimiliano Piccinno]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 07:11:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA E ATTUALITA']]></category>
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		<category><![CDATA[NOTIZIE IN RISALTO]]></category>
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					<description><![CDATA[Nell’incontro con il Prof. Valeriani, preziosi consigli di salute e bellezza  Si è tenuta a Roma la seconda edizione dell&#8217;incontro dedicato alla medicina e chirurgia estetica, un appuntamento volto ad approfondire il rapporto tra salute e bellezza, le ultime tendenze in tema di chirurgia plastica ed estetica, in attesa della, ormai prossima, bella stagione. L’evento, [&#8230;]]]></description>
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<h2 class="wp-block-heading"> <strong>Nell’incontro con il Prof. Valeriani, preziosi consigli di salute e bellezza </strong></h2>



<p>Si è tenuta a Roma la seconda edizione dell&#8217;incontro dedicato alla medicina e chirurgia estetica, un appuntamento volto ad approfondire il rapporto tra salute e bellezza, le ultime tendenze in tema di chirurgia plastica ed estetica, in attesa della, ormai prossima, bella stagione. L’evento, svoltosi presso il&nbsp;<strong>Leon’s Place Hotel</strong>, ha visto la partecipazione del&nbsp;<strong>Prof.&nbsp;Roberto Valeriani</strong>, docente di Chirurgia Plastica all’Università Internazionale UniCamillus e noto professionista della Capitale.&nbsp;&nbsp;Al centro del dibattito, moderato dai press agent&nbsp;<strong>Emilio Sturla Furnò e Stefano Farinetti</strong>, è emersa la necessità di promuovere un approccio consapevole alla chirurgia.&nbsp;</p>



<p>Il Prof. Valeriani ha posto l&#8217;accento sull&#8217;importanza di&nbsp;interventi che rispettino l’identità del volto, mettendo in guardia i pazienti dalle &#8220;derive innaturali&#8221;.</p>



<p>“<em>È fondamentale scoraggiare richieste di iper-volumizzazione</em>&nbsp;(come labbra o zigomi eccessivamente marcati)&nbsp;<em>per contrastare i segni del tempo senza alterare i tratti somatici</em>”.</p>



<p>Durante l’incontro sono stati trattati i rischi legati a una chirurgia non professionale, l&#8217;importanza dell’uso di tecniche innovative e sono stati forniti chiarimenti circa l&#8217;opportunità e la gestione degli interventi chirurgici in prossimità dei mesi caldi.</p>



<p>L’incontro ha visto inoltre la partecipazione del&nbsp;<strong>Prof.&nbsp;Maurizio Valeriani</strong>, pioniere della disciplina, a testimonianza di una continuità professionale nel campo della chirurgia plastica ed estetica.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" data-id="66674" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/CLAUDIA-RAZZI-E-MARCO-GASPARINI-1-1-333x500.jpeg.avif" alt="CLAUDIA RAZZI E MARCO GASPARINI 1 1" class="wp-image-66674" title="Chirurgia estetica e salute: a Roma il punto sulle tendenze pre-estive 2"></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" data-id="66673" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/DANIELA-TAGLIAFICO-E-ROBERTO-VALERIANI-1-1-333x500.jpeg.avif" alt="DANIELA TAGLIAFICO E ROBERTO VALERIANI 1 1" class="wp-image-66673" title="Chirurgia estetica e salute: a Roma il punto sulle tendenze pre-estive 3"></figure>
</figure>



<p>L’evento ha registrato la nutrita partecipazione di rappresentanti della stampa, che, dai sofà colorati dell’art-hotel, hanno animato il confronto tecnico con quesiti sulle nuove mode del settore. Tra loro le giornaliste Rai <strong>Daniela Tagliafico</strong> e <strong>Sabrina Turco</strong> del Tg1, <strong>Adriana Pannitteri</strong> del Tg2 Storie – dove Emilio Sturla Furnò e Stefano Farinetti sono ciclicamente ospiti nello spazio dedicato alle social news &#8211; <strong>Marzia Roncacci</strong> del Tg2 Italia Europa,  <strong>Roberta Ammendola</strong> di Casa Italia su RaiPlay, <strong>Nadia Alese</strong> di Porta a Porta, l’ex vicedirettore del Tg2 <strong>Stefano Marroni</strong> con la moglie Alessandra Paolini, penna di Repubblica, <strong>Olimpia Mignosi</strong> del Tg2, <strong>Tindara Caccetta</strong> vicedirettore di Rai News 24, <strong>Micol Palmieri</strong> di Uno Mattina, <strong>Mariella Anziano</strong> del Tgr Lazio e Buongiorno Regione.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" data-id="66675" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/DONATELLA-PANDIMIGLIO-1-1-333x500.jpeg.avif" alt="DONATELLA PANDIMIGLIO 1 1" class="wp-image-66675" title="Chirurgia estetica e salute: a Roma il punto sulle tendenze pre-estive 4"></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" data-id="66676" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/ELEONORA-IVONE-1-1-333x500.jpeg.avif" alt="ELEONORA IVONE 1 1" class="wp-image-66676" title="Chirurgia estetica e salute: a Roma il punto sulle tendenze pre-estive 5"></figure>
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<p>Tra i numerosi ospiti, tanti professionisti del settore legale, della comunicazione e volti noti del mondo dello spettacolo accolti dai due brillanti press agent.</p>



<p>Ecco arrivare nel grande salone dal design sofisticato del&nbsp;<strong><em>Leon’s Place Hotel</em></strong>, la viceambasciatrice britannica&nbsp;<strong>Rosanna Lambertucci</strong>&nbsp;con la figlia&nbsp;<strong>Angelica Amodei</strong>,&nbsp;<strong>Veronica Ursida</strong>,&nbsp;<strong>Donatella Pandimiglio</strong>,&nbsp;<strong>Eleonora Ivone</strong>,&nbsp;<strong>Barbara Politi</strong>,&nbsp;<strong>Francesca Ceci</strong>, la regista tv&nbsp;<strong>Irene Patti</strong>.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="333" height="500" data-id="66672" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/VERONICA-URSIDA-E-FRANCESCA-CECI-333x500.jpeg" alt="VERONICA URSIDA E FRANCESCA CECI" class="wp-image-66672" title="Chirurgia estetica e salute: a Roma il punto sulle tendenze pre-estive 6" srcset="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/VERONICA-URSIDA-E-FRANCESCA-CECI-333x500.jpeg.avif 333w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/VERONICA-URSIDA-E-FRANCESCA-CECI-233x350.jpeg 233w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/VERONICA-URSIDA-E-FRANCESCA-CECI-768x1152.jpeg 768w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/VERONICA-URSIDA-E-FRANCESCA-CECI-280x420.jpeg.avif 280w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/VERONICA-URSIDA-E-FRANCESCA-CECI-150x225.jpeg.avif 150w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/VERONICA-URSIDA-E-FRANCESCA-CECI-300x450.jpeg.avif 300w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/VERONICA-URSIDA-E-FRANCESCA-CECI-696x1044.jpeg 696w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/VERONICA-URSIDA-E-FRANCESCA-CECI-scaled.jpeg.avif 1706w" sizes="(max-width: 333px) 100vw, 333px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" data-id="66671" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/ROBERTA-BETA--333x500.jpeg.avif" alt="ROBERTA BETA" class="wp-image-66671" title="Chirurgia estetica e salute: a Roma il punto sulle tendenze pre-estive 7"></figure>
</figure>



<p>La doppiatrice&nbsp;<strong>Carla Razzi</strong>&nbsp;– accompagnata dalla figlia&nbsp;<strong>Guendalina Ward</strong>&nbsp;&#8211; legge i versi della giovane scrittrice&nbsp;<strong>Martina Marinelli</strong>&nbsp;dedicati alla bellezza.&nbsp;</p>



<p>A brindare assieme al Prof.&nbsp;<strong>Maurizio Valeriani</strong>&nbsp;– padre di Roberto, pionieri della Chiurugia Plastica ed Estetica &#8211; la psicoterapeuta<strong>&nbsp;Irene Bozzi</strong>,&nbsp;<strong>Roberta Beta</strong>, gli attori&nbsp;<strong>Paolo Gasparini</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Pietro Romano</strong>, l’esperta di bon ton&nbsp;<strong>Laura Pranzetti Lombardini</strong>,&nbsp;<strong>Ilaria Grillini</strong>, gli avvocati&nbsp;<strong>Dilva Satariano</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Daniele Bocciolini</strong>,&nbsp;<strong>Roselyne Mirialachi</strong>,&nbsp;<strong>Silvana Augero</strong>,&nbsp;<strong>Carla Montani</strong>,&nbsp;<strong>Maria Teresa</strong>&nbsp;<strong>Stabile</strong>, la manager della comunicazione&nbsp;<strong>Grazia Saporiti</strong>,&nbsp;<strong>Teresa Bolognese,&nbsp;</strong>e l’ufficio stampa del Teatro dell’Opera&nbsp;<strong>Cosimo Manicone</strong>.</p>



<p>Al termine dell’evento, nel delizioso giardino interno della struttura alberghiera &#8211; dove sulla pavimentazione è stato ricreato un cielo azzurro con le nuvole e rigogliose piante di limone sospese sul soffitto – sono stati sorteggiati preziosi premi per essere più belle.&nbsp;</p>



<p>Infine, agli ospiti è stato riservato un divertente pensiero ricordo creato dalla designer&nbsp;<strong>Norma Tomasso</strong>: una romantica confezione di biscotti artigianali a forma di labbra rosse e rosa. Ed una selezione di pregiati prodotti di beauté.&nbsp;</p>
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		<title>Roma. Pertosse bambini Lazio, prevenzione e vaccini: “Serve più consapevolezza tra i genitori”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dino Tropea]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 09:59:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA E ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIA DEL GIORNO]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE DI PRIMA MANO]]></category>
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					<description><![CDATA[È la Settimana della pertosse a riaccendere l’attenzione. La pediatra Savarese: “Neonati i più esposti, prevenzione decisiva per le famiglie nel Lazio” È la Settimana della pertosse, promossa a livello istituzionale, a riportare al centro un tema spesso sottovalutato: la protezione dei bambini più piccoli. Anche nel Lazio, la pertosse resta una minaccia concreta, soprattutto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading"><strong>È la Settimana della pertosse a riaccendere l’attenzione. La pediatra Savarese: “Neonati i più esposti, prevenzione decisiva per le famiglie nel Lazio”</strong></h1>



<p><br>È la Settimana della pertosse, promossa a livello istituzionale, a riportare al centro un tema spesso sottovalutato: la protezione dei bambini più piccoli. Anche nel Lazio, la pertosse resta una minaccia concreta, soprattutto nei primi mesi di vita.</p>



<p>Si tratta di un’infezione respiratoria altamente contagiosa che può essere pericolosa per i neonati, quando il ciclo vaccinale non è ancora completo. Il punto, oggi, non è solo medico ma anche informativo: cosa devono fare davvero i genitori?</p>



<p>Ne parliamo con la <a href="https://share.google/LWfGNRrpilfzqxbvq" target="_blank" rel="noopener" title=""><strong>dottoressa Immacolata Savarese</strong>, <strong>pediatra</strong> <strong>(clicca qui)</strong>,</a> con esperienza anche in ambito <strong>neonatologico </strong>presso la <strong><a href="https://immasavarese.blogspot.com/" target="_blank" rel="noopener" title="">Terapia Intensiva Neonatale del Bambino Gesù di Roma,</a></strong> che svolge attività clinica sia in regime <strong>intramoenia</strong> tramite Cup dell’ospedale, sia con <strong>visite domiciliari</strong> nell’area di Fiumicino e zone limitrofe, per garantire continuità assistenziale e una presa in carico diretta dei bambini anche nei contesti familiari più delicati.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/Dottoressa-Imma-Savarese-1-423x500.jpg.avif" alt="Dottoressa Imma Savarese 1" class="wp-image-66445" title="Roma. Pertosse bambini Lazio, prevenzione e vaccini: “Serve più consapevolezza tra i genitori” 8"></figure>



<p><strong>Dottoressa Savarese, perché questa Settimana della pertosse è importante per le famiglie?</strong><br>«Perché ci ricorda che la pertosse non è una malattia del passato. È ancora presente e può colpire soprattutto i più fragili. Parlare oggi di prevenzione significa proteggere i bambini domani».</p>



<p><strong>Molti genitori pensano che sia una malattia rara: è davvero così?</strong><br>«No. È meno visibile rispetto ad altre infezioni, ma continua a circolare. Il problema è che spesso viene riconosciuta tardi, soprattutto negli adulti, che possono trasmetterla senza sapere di averla».</p>



<p><strong>Qual è il rischio concreto per un neonato?</strong><br>«Nei primi mesi di vita il sistema immunitario è immaturo. Nei casi più seri, che noi vediamo anche nei contesti ospedalieri, la pertosse può causare difficoltà respiratorie importanti. È questo che dobbiamo evitare».</p>



<p><strong>Cosa devono fare, in pratica, le mamme in gravidanza?</strong><br>«Parlare con il proprio ginecologo e valutare la vaccinazione in gravidanza. È un gesto semplice ma fondamentale: permette di trasferire anticorpi al bambino e proteggerlo nei primi mesi».</p>



<p><strong>E dopo la nascita? Qual è l’errore più comune dei genitori?</strong><br>«Rimandare. Spesso si pensa<strong> “lo faremo più avanti”,</strong> ma con la pertosse il tempo conta. Seguire il calendario vaccinale senza ritardi è essenziale».</p>



<p><strong>Anche gli adulti devono preoccuparsi?</strong><br>«Sì, ed è un punto chiave. Genitori, nonni, familiari stretti: sono loro spesso a trasmettere l’infezione. Proteggere un neonato significa proteggere tutto l’ambiente intorno a lui».</p>



<p><strong>Dal suo lavoro sul territorio, cosa percepisce tra le famiglie?</strong><br>«C’è attenzione, ma anche confusione. Per questo è importante avere un riferimento pediatrico di fiducia. Il dialogo diretto aiuta a chiarire dubbi e a fare scelte consapevoli».</p>



<p><strong>Un consiglio finale per i genitori del Lazio?</strong><br>«Non aspettate di avere un problema. Informarsi, prevenire e affidarsi al pediatra è la strada più sicura per proteggere i propri figli».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il messaggio è chiaro: la pertosse non è superata e la prevenzione resta l’unica vera difesa. Nel Lazio, tra grandi centri urbani e territori ad alta mobilità, la consapevolezza delle famiglie diventa un elemento decisivo.</h2>



<p>Per i genitori cambia poco nelle regole, ma molto nelle scelte quotidiane: proteggere i bambini significa agire prima, con informazioni corrette e un riferimento medico costante.</p>
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		<title>Non solo tecnologia: dove oggi si riconosce davvero il disagio mentale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dino Tropea]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 13:31:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Salute mentale, dalla tecnologia ai contesti: il disagio si intercetta sempre più nella vita quotidiana Nelle settimane precedenti abbiamo raccontato come tecnologia, dati e strumenti digitali stiano anticipando i segnali del disagio mentale, cambiando il modo in cui leggiamo ansia, stress e depressione. Ma osservando cosa è emerso tra il 6 e il 12 aprile, [&#8230;]]]></description>
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<h1 class="wp-block-heading"><strong>Salute mentale, dalla tecnologia ai contesti: il disagio si intercetta sempre più nella vita quotidiana</strong></h1>



<p><a href="https://www.ilgiornaledellazio.it/italia-salute-mentale-ansia-e-tecnologia-anticipano-il-disagio-e-cambiano-la-lettura-dei-sintomi/" target="_blank" rel="noopener" title=""><strong>Nelle settimane precedenti </strong></a>abbiamo raccontato come tecnologia, dati e strumenti digitali stiano anticipando i segnali del disagio mentale, cambiando il modo in cui leggiamo ansia, stress e depressione. Ma <strong>osservando cosa è emerso tra il 6 e il 12 aprile</strong>, il quadro si allarga e si fa più concreto: non è più soltanto la tecnologia a intercettare prima il malessere. È la società stessa che sta imparando a riconoscerlo nei contesti in cui nasce.</p>



<p>Le notizie della settimana mostrano un passaggio netto. Il disagio mentale non viene più osservato solo attraverso i sintomi, ma attraverso ciò che li genera e li accompagna: le relazioni familiari, le fasi della vita, la scuola, i territori, persino il clima sociale globale. Non è un cambiamento teorico, è già visibile nei fatti.</p>



<p><strong>Un primo segnale arriva dalla genitorialità.</strong> <strong>Come riportato da <em>Focus</em></strong>, la salute mentale dei padri può peggiorare fino a un anno dopo la nascita di un figlio, aprendo uno spazio di riflessione su un disagio spesso poco riconosciuto (“Come cambia la salute mentale dei papà durante il primo anno di vita del figlio?”). Qui il punto non è solo clinico. È sociale: il malessere si manifesta dentro una trasformazione del ruolo, dentro una fase delicata della vita, non necessariamente dentro una diagnosi.</p>



<p>Nella stessa direzione si muovono le iniziative territoriali. <strong>L’Università di Siena segnala il ritorno del Festival della salute mentale</strong> e, soprattutto, una crescente attenzione verso gli adolescenti, con percorsi e spazi dedicati alla presa in carico precoce del disagio (“Torna il Festival della salute mentale”, Unisi). Questo significa che il sistema sta provando a intercettare il problema prima che diventi emergenza, dentro la quotidianità delle persone.</p>



<p>Un altro asse riguarda l’ingresso della cultura e dell’educazione nei modelli di benessere psicologico. <strong>Una review pubblicata su <em>Nature Reviews Psychology</em>,</strong> ripresa anche da fonti universitarie italiane, evidenzia come le arti possano contribuire alla salute mentale attraverso dinamiche che coinvolgono relazioni, partecipazione e processi cognitivi <strong>(“Le arti migliorano la salute mentale”, Unich).</strong> Parallelamente, progetti europei come <strong>SMILES </strong>portano il tema del benessere emotivo direttamente nelle scuole, considerandolo parte integrante dell’apprendimento (“SMILES, il progetto Erasmus+…”, Orizzonte Scuola). </p>



<p>Non si tratta di trasformare tutto in slogan, ma di riconoscere che la prevenzione passa sempre più da ambienti ed esperienze, non solo da interventi successivi. È una linea che richiede rigore anche nell’informazione: raccontare la salute mentale significa evitare semplificazioni e verificare sempre le fonti .</p>



<p>C’è poi un elemento trasversale che attraversa più notizie della settimana: l’impatto del contesto globale. <strong>Dalle analisi riportate dal <em>Corriere della Sera</em></strong> sull’aumento di ansia e depressione negli ultimi anni, fino ai progetti che trasformano l’eco-ansia in attivismo giovanile, emerge una lettura diversa del disagio. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Non è più solo individuale. È sempre più legato a un ambiente percepito come instabile. Guerre, crisi economiche e cambiamenti climatici non fanno da sfondo, ma diventano fattori attivi nella costruzione del benessere o del malessere psicologico.</h2>



<p>Accanto a questo cambiamento resta però un nodo aperto. Se da un lato aumentano gli strumenti per intercettare il disagio – dalla tecnologia alla scuola, dalla cultura ai servizi territoriali – dall’altro non sempre cresce allo stesso ritmo la capacità di risposta. </p>



<p>Lo dimostrano anche le discussioni sul superamento della contenzione meccanica nei luoghi di cura psichiatrica, riportate da fonti istituzionali regionali, che riportano al centro il tema della qualità e della dignità dell’assistenza. Riconoscere prima il disagio non significa automaticamente saperlo gestire meglio.</p>



<p>Il cambiamento, però, è ormai evidente. La salute mentale non è più confinata negli spazi clinici o nelle fasi più acute del problema. Si manifesta e viene intercettata nei luoghi della vita quotidiana: nelle famiglie, nelle scuole, nei territori, nelle esperienze culturali e nel modo in cui viviamo il presente. <strong>La tecnologia ha aperto la strada, ma oggi è la società intera che sta diventando un sistema di allerta.</strong></p>



<p>Ed è proprio qui che il racconto torna personale. Seguire settimana dopo settimana l’evoluzione della salute mentale non è solo un lavoro di osservazione, ma anche un modo per dare continuità a un percorso iniziato molto prima, quando questi temi non erano ancora al centro del dibattito ma già attraversavano le storie, le fragilità, le domande più profonde. </p>



<p>Da lì nasce anche il nostro racconto, <strong><a href="https://amzn.to/4cnIX5m" target="_blank" rel="noopener" title="">Lasciato  Indietro, Armando Editore</a>:</strong> un romanzo psicologico che prova a leggere la vita attraverso le sue crepe, senza semplificarle e senza trasformarle in risposte facili. Oggi, mentre la realtà conferma quanto il disagio sia diffuso e spesso invisibile, quel lavoro torna ad avere un senso diverso. Non come soluzione, ma come strumento di lettura. </p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><a href="https://amzn.to/4tOMEbj" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/image-7-364x500.png.avif" alt="image 7" class="wp-image-66388" style="aspect-ratio:0.7286653944969778;width:229px;height:auto" title="Non solo tecnologia: dove oggi si riconosce davvero il disagio mentale 9"></a></figure>



<p>Perché capire la salute mentale non significa solo informarsi. Significa imparare a guardare meglio. Anche dentro le storie. Anche dentro le proprie.<strong><br></strong></p>
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		<title>Sanità, Giuliano (UGL): “Sistema in crisi tra carenza d’organici e diseguaglianze sociali”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Perondi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 11:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA E ATTUALITA']]></category>
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					<description><![CDATA[“Mentre si affacciano le trattative per il triennio 2025-2027 nel settore pubblico, assistiamo all’ennesimo, inaccettabile schiaffo ai danni di oltre 200.000 lavoratori della sanità privata, ostaggio delle resistenze datoriali e trattati come figli di un dio minore in un comparto che resta pericolosamente al palo”, dichiara Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale della UGL Salute. “La verità [&#8230;]]]></description>
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<p><br>“Mentre si affacciano le trattative per il triennio 2025-2027 nel settore pubblico, assistiamo all’ennesimo, inaccettabile schiaffo ai danni di oltre 200.000 lavoratori della sanità privata, ostaggio delle resistenze datoriali e trattati come figli di un dio minore in un comparto che resta pericolosamente al palo”, dichiara Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale della UGL Salute.</p>



<p>“La verità – prosegue il Segretario – è che l’intero sistema poggia su fondamenta che scricchiolano ampliando le diseguaglianze sociali: le carenze organiche sono diventate una variabile indipendente che svuota di significato ogni ipotesi di innovazione organizzativa, rendendo illusorio parlare di settimana corta o conciliazione vita-lavoro se mancano braccia e menti nei reparti. Per questo la UGL Salute ribadisce con forza la necessità di giungere a un contratto unico della sanità, una riforma essenziale per eliminare definitivamente le odiose discriminazioni tra lavoratori del pubblico e del privato, garantendo pari dignità e trattamenti omogenei a chiunque presti servizio per la salute dei cittadini”.</p>



<p>“Il malessere del personale – incalza Giuliano – è ormai generalizzato e si è trasformato in un profondo disamore per la professione che spinge medici e infermieri, pilastri del Ssn, a fuggire da un servizio pubblico che non sa più valorizzarli né trattenerli. Siamo di fronte a un paradosso insostenibile: lo Stato spende circa 30.000 euro per formare ogni singolo infermiere e poi resta a guardare mentre cacciatori di teste da altre nazioni e altri continenti mettono in atto un vero ‘furto di talenti’ prima ancora della laurea”.</p>



<p>“Non può quindi bastare un solo rinnovo contrattuale, pur doveroso e imprescindibile sul piano retributivo, a salvare la sanità: occorre una riforma strutturale immediata che parta da investimenti massicci. Senza condizioni serie per affrontare l’emergenza organici, la sanità italiana è destinata al declino irreversibile e noi non possiamo restare a guardare mentre il diritto alla salute sembra essere sempre più un miraggio per i cittadini italiani”, conclude il sindacalista.</p>
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