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	<title>SALUTE - Il Giornale del Lazio</title>
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	<description>Giornale Telematico di Informazione e Attualità</description>
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		<title>Italia. Inclusione, la promessa che tutti continuano a fare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dino Tropea]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 14:45:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla sanità pubblica al lavoro, dalla disabilità ai servizi sociali: nella settimana dal 15 al 21 giugno cresce il numero di istituzioni, associazioni e organizzazioni che promettono inclusione e di non lasciare indietro nessuno. Dopo tre settimane di monitoraggio, la rubrica Lasciato Indietro osserva un fenomeno che attraversa l&#8217;intero Paese. Un ringraziamento ai lettori che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dalla sanità pubblica al lavoro, dalla disabilità ai servizi sociali: nella settimana dal 15 al 21 giugno cresce il numero di istituzioni, associazioni e organizzazioni che promettono inclusione e di non lasciare indietro nessuno. Dopo tre settimane di monitoraggio, la rubrica Lasciato Indietro osserva un fenomeno che attraversa l&#8217;intero Paese.</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.ilgiornaledellazio.it/italia-lasciato-indietro-da-paura-individuale-a-fenomeno-collettivo/" target="_blank" rel="noopener" title=""><strong>Un ringraziamento ai lettori che seguono questa rubrica. Nelle ultime settimane centinaia di persone hanno letto e condiviso gli articoli pubblicati su Il Giornale del Lazio. </strong></a>Un interesse che, sommato alle interazioni sui social, supera il migliaio di contatti. Per chi scrive è un segnale importante: significa che i temi dell&#8217;inclusione, delle fragilità e delle persone che rischiano di restare ai margini meritano attenzione, ascolto e approfondimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si tratta più soltanto di una formula ricorrente. E non sembra nemmeno una semplice coincidenza linguistica. Dopo le osservazioni delle settimane precedenti, emerge un elemento nuovo: la frase non viene utilizzata soltanto per descrivere una difficoltà o una fragilità, <strong>ma sempre più spesso come una promessa pubblica.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">È un passaggio importante. Nei primi articoli di questa rubrica avevamo osservato come il concetto di essere <strong><a href="https://amzn.to/4vbQrzP" target="_blank" rel="noopener" title="">&#8220;lasciati indietro&#8221; </a></strong>stesse diventando una preoccupazione diffusa. Successivamente abbiamo verificato che quella percezione attraversava ambiti molto diversi, dalla sanità alla scuola, dal lavoro alle trasformazioni tecnologiche. Oggi il fenomeno sembra compiere un ulteriore passo avanti. Non sono più soltanto i cittadini a temere l&#8217;esclusione. Sono le istituzioni stesse a sentire il bisogno di rassicurare che nessuno verrà escluso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La settimana appena trascorsa offre diversi esempi.</strong> Nel dibattito sulla sanità pubblica,<strong> Anaao Assomed</strong> ha sostenuto che il Servizio sanitario nazionale sia stato &#8220;lasciato indietro&#8221; da regole, modelli organizzativi e innovazioni, chiedendo una profonda riflessione sul futuro del sistema sanitario. Al centro non c&#8217;è soltanto il tema delle risorse, ma anche quello dell&#8217;accessibilità alle cure e della capacità di garantire tutele universali in un Paese che invecchia rapidamente e che vede crescere le difficoltà di accesso ai servizi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nello stesso periodo, la crisi della <strong>cooperativa Realco in Emilia Romagna</strong> ha riportato al centro il tema del lavoro. Sindacati e rappresentanti dei lavoratori hanno utilizzato la stessa espressione per chiedere che nessun dipendente venga lasciato indietro durante la ricerca di soluzioni industriali e occupazionali. Ancora una volta, la formula compare come risposta a una situazione percepita come fragile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche il mondo della disabilità continua a utilizzare parole simili. <strong>L&#8217;Associazione Italiana Sclerosi Multipla</strong> ha richiamato la necessità di costruire una società capace di includere e valorizzare ogni persona, sottolineando che nessuno dovrebbe sentirsi escluso dalla partecipazione sociale. In questo caso il tema non riguarda soltanto i servizi, ma il riconoscimento pieno dei diritti e delle opportunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso linguaggio emerge nei servizi sociali e nelle politiche territoriali. Dalla gestione dei dispositivi per i pazienti diabetici in Puglia fino ai progetti di inclusione promossi da enti locali e associazioni, il richiamo alla necessità di non lasciare indietro nessuno continua a ripresentarsi con una frequenza che merita attenzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche il mondo della scuola e della formazione offre segnali significativi. Iniziative dedicate ai giovani, all&#8217;accesso allo sport, ai percorsi educativi e alle opportunità internazionali vengono spesso presentate come strumenti per ridurre disuguaglianze e garantire pari opportunità. Cambiano i contesti, ma il messaggio rimane sorprendentemente simile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questo punto la domanda iniziale della rubrica si trasforma ancora una volta. Nelle prime settimane ci siamo chiesti perché tante persone avessero paura di essere lasciate indietro. Successivamente abbiamo osservato come quella paura stesse emergendo nel linguaggio pubblico. Oggi la questione sembra diventare un&#8217;altra: perché così tante organizzazioni sentono il bisogno di promettere continuamente che nessuno verrà lasciato indietro?</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La risposta non è semplice e non può essere ridotta a un&#8217;unica causa. Tuttavia esistono alcuni elementi che meritano attenzione. </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Italia del 2026 continua a vivere trasformazioni profonde. La popolazione invecchia, il lavoro cambia rapidamente, la digitalizzazione accelera, la sanità affronta nuove sfide organizzative e molte comunità locali cercano di adattarsi a equilibri economici e sociali differenti rispetto al passato. In un contesto simile, la possibilità di rimanere esclusi da servizi, opportunità o diritti viene percepita come una minaccia concreta da fasce sempre più ampie della popolazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quando questa percezione cresce, cresce anche il bisogno di rassicurazione. Per questo motivo la promessa dell&#8217;inclusione sembra diventare uno dei linguaggi più utilizzati del dibattito pubblico contemporaneo. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Non riguarda una sola categoria sociale. Riguarda il paziente che teme di non trovare risposte nel sistema sanitario. Il lavoratore che osserva con preoccupazione una crisi aziendale. La persona con disabilità che chiede pari opportunità. Lo studente che affronta percorsi formativi sempre più complessi. Chi vive nelle periferie. Chi vive nei piccoli comuni. Chi teme di non riuscire a stare al passo con i cambiamenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Naturalmente sarebbe prematuro trasformare queste osservazioni in una conclusione definitiva. Tre settimane di monitoraggio non costituiscono una prova statistica. Rappresentano però un indicatore interessante. La stessa espressione continua a emergere in territori, settori e contesti differenti, spesso senza alcun collegamento tra loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È questo il senso di<a href="https://amzn.to/4vnUlGr" target="_blank" rel="noopener" title=""> </a><strong><a href="https://amzn.to/4vnUlGr" target="_blank" rel="noopener" title=""><em>Lasciato Indietro</em>:</a> </strong>osservare il fenomeno oltre le parole e capire se ciò che emerge dalla cronaca racconti cambiamenti reali della società italiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché quando la stessa promessa riaffiora in ambiti diversi e lontani tra loro, il tema non è più la frase. Il tema sono le persone che quella frase prova a rappresentare. E il bisogno, sempre più diffuso, di non essere lasciati indietro.</p><p>The post <a href="https://www.ilgiornaledellazio.it/italia-inclusione-la-promessa-che-tutti-continuano-a-fare/">Italia. Inclusione, la promessa che tutti continuano a fare</a> first appeared on <a href="https://www.ilgiornaledellazio.it">Il Giornale del Lazio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Fiumicino. WOW Run, partecipanti raddoppiati e aiuti al Bambino Gesù</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dino Tropea]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 08:54:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La WOW Run cresce a Parco Leonardo e conferma il suo successo. Centinaia di persone hanno preso parte agli 8 chilometri di solidarietà, tra sport, inclusione, donazione del sangue e sostegno concreto all&#8217;Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Partecipanti raddoppiati rispetto alla prima edizione, una grande presenza di famiglie, associazioni e atleti e un obiettivo benefico che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="wp-block-heading"><strong>La <strong>WOW Run</strong> cresce a <strong>Parco Leonardo</strong> e conferma il suo successo. Centinaia di persone hanno preso parte agli <strong>8 chilometri di solidarietà</strong>, tra sport, inclusione, donazione del sangue e sostegno concreto all&#8217;<strong>Ospedale Pediatrico Bambino Gesù</strong>.</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Partecipanti raddoppiati rispetto alla prima edizione, una grande presenza di famiglie, associazioni e atleti e un obiettivo benefico che ha unito l&#8217;intera comunità. La seconda edizione della <strong>WOW Run</strong>, andata in scena il 21 giugno a <strong>Parco Leonardo</strong>, si è chiusa con un bilancio positivo, confermando la crescita di una manifestazione che punta a coniugare sport, inclusione e sostegno concreto al territorio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1150" height="359" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/06/image-6-1150x359.png" alt="" class="wp-image-71632" srcset="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/06/image-6-1150x359.png 1150w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/06/image-6-804x251.png 804w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/06/image-6-768x240.png 768w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/06/image-6.png 1920w" sizes="(max-width: 1150px) 100vw, 1150px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Promossa da <strong>The Wow Side</strong> con il supporto di <strong>Generali Real Estate</strong>, <strong>Non Solo Sport</strong> e <strong>OPES Comitato Provinciale Roma</strong>, con il patrocinio del <strong>Comune di Fiumicino</strong> e del <strong>CONI Lazio</strong>, la manifestazione ha trasformato per un&#8217;intera giornata il quartiere in un punto di incontro per cittadini, famiglie e realtà associative. Secondo gli organizzatori, il numero degli iscritti è risultato doppio rispetto all&#8217;edizione inaugurale, segnale di una partecipazione sempre più ampia e diffusa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il momento centrale della giornata è stato rappresentato dalla gara podistica di 8 chilometri disputata lungo le strade di <strong>Parco Leonardo</strong>. Nella categoria maschile ha conquistato il primo posto <strong>Francesco Amadori</strong> dell&#8217;<strong>ASD Vegan Power Team</strong>, che ha chiuso la prova in 27 minuti e 3 secondi. Sul podio anche <strong>Antonino Liuzzo</strong> della <strong>Running Emotion ASD</strong> e <strong>Damiano Cima</strong> della <strong>SS Lazio Atletica Leggera</strong>. Tra le donne si è imposta <strong>Claudia Bartoli</strong> dell&#8217;<strong>ASD Fit&amp;Lab</strong>, prima al traguardo in 32 minuti e 53 secondi, davanti ad <strong>Amparo del Rosario Salazar Velasco</strong> e a <strong>Irene Buggini</strong> dell&#8217;<strong>ASCD Isola Sacra</strong>.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="890" height="500" data-id="71636" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-22-at-08.02.08-1-1-890x500.jpeg" alt="" class="wp-image-71636" srcset="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-22-at-08.02.08-1-1-890x500.jpeg 890w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-22-at-08.02.08-1-1-623x350.jpeg 623w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-22-at-08.02.08-1-1-768x432.jpeg 768w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-22-at-08.02.08-1-1.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 890px) 100vw, 890px" /><figcaption class="wp-element-caption"><strong>Podio maschile della WOW Run con Francesco Amadori vincitore della gara di 8 chilometri</strong></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="890" height="500" data-id="71635" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-22-at-08.02.08-890x500.jpeg" alt="" class="wp-image-71635" srcset="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-22-at-08.02.08-890x500.jpeg 890w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-22-at-08.02.08-623x350.jpeg 623w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-22-at-08.02.08-768x432.jpeg 768w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-22-at-08.02.08.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 890px) 100vw, 890px" /><figcaption class="wp-element-caption"><strong>Premiazione femminile della WOW Run a Parco Leonardo durante l&#8217;evento di solidarietà</strong></figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>WOW Run</strong> è stata però molto più di una competizione sportiva. Fin dalle prime ore del mattino il <strong>Villaggio dello Sport e dell&#8217;Inclusione</strong> ha animato l&#8217;area con attività gratuite dedicate a bambini, famiglie e cittadini di ogni età, promuovendo movimento, benessere e condivisione. Tra le iniziative che hanno attirato maggiore curiosità c&#8217;è stato il simulatore delle <strong>Frecce Tricolori</strong> dell&#8217;<strong>Aeronautica Militare</strong>, che ha consentito a grandi e piccoli di vivere un&#8217;esperienza immersiva particolarmente apprezzata dal pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grande interesse anche per la presenza di <strong>DoctorBike Italia</strong>, che ha proposto attività dedicate alla mobilità inclusiva. Numerosi bambini hanno potuto sperimentare l&#8217;utilizzo della bicicletta attraverso percorsi studiati per favorire autonomia e accessibilità, contribuendo a diffondere una cultura dello sport aperta a tutti e capace di superare le barriere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A rendere ancora più partecipata la manifestazione è stato il coinvolgimento di numerose associazioni del territorio. Hanno contribuito alla riuscita dell&#8217;evento le attività promosse da <strong>Fiamme Oro Rugby</strong>, dall&#8217;<strong>ASD Roma Sud Tennistavolo</strong>, da <strong>Insieme per PL</strong>, da <strong>Jungle Gym</strong> con una lezione di <strong>STRONG Nation</strong> e da <strong>Eidos in Rete</strong>, insieme alle iniziative dedicate all&#8217;arrampicata sportiva, al surf meccanico e ad altre attività ricreative rivolte a persone di tutte le età.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="890" height="500" data-id="71637" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-22-at-08.02.06-890x500.jpeg" alt="" class="wp-image-71637" srcset="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-22-at-08.02.06-890x500.jpeg 890w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-22-at-08.02.06-623x350.jpeg 623w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-22-at-08.02.06-768x432.jpeg 768w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-22-at-08.02.06.jpeg 1600w" sizes="auto, (max-width: 890px) 100vw, 890px" /><figcaption class="wp-element-caption"><strong>Premiazione e partecipanti della WOW Run 2025 a Parco Leonardo durante la manifestazione solidale a sostegno del Bambino Gesù</strong></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="890" height="500" data-id="71638" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-22-at-08.02.09-1-890x500.jpeg" alt="" class="wp-image-71638" srcset="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-22-at-08.02.09-1-890x500.jpeg 890w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-22-at-08.02.09-1-623x350.jpeg 623w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-22-at-08.02.09-1-768x432.jpeg 768w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-22-at-08.02.09-1.jpeg 1600w" sizes="auto, (max-width: 890px) 100vw, 890px" /><figcaption class="wp-element-caption"><strong>Attività sportive e inclusione al Villaggio della WOW Run con lezione di fitness aperta ai cittadini</strong></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="890" height="500" data-id="71639" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-22-at-08.02.09-2-890x500.jpeg" alt="" class="wp-image-71639" srcset="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-22-at-08.02.09-2-890x500.jpeg 890w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-22-at-08.02.09-2-623x350.jpeg 623w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-22-at-08.02.09-2-768x432.jpeg 768w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-22-at-08.02.09-2.jpeg 1600w" sizes="auto, (max-width: 890px) 100vw, 890px" /><figcaption class="wp-element-caption"><strong>Partecipanti e organizzatori della WOW Run davanti al The Wow Side di Parco Leonardo</strong></figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il cuore della giornata è rimasto comunque il progetto solidale legato all&#8217;<strong>Associazione Bambino Gesù</strong>. L&#8217;intero ricavato delle iscrizioni sarà infatti devoluto a sostegno dell&#8217;<strong>Ospedale Pediatrico Bambino Gesù</strong>, trasformando la partecipazione alla corsa in un aiuto concreto destinato a una delle più importanti strutture pediatriche italiane. Alla raccolta fondi si è aggiunta la presenza dell&#8217;autoemoteca dell&#8217;ospedale, che ha permesso a numerosi cittadini di effettuare una donazione di sangue. All&#8217;iniziativa hanno collaborato anche i <strong>Donatori Sangue ODV Gruppo CVI Fiumicino</strong>, contribuendo a rafforzare il messaggio di solidarietà che ha caratterizzato l&#8217;intera manifestazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Determinante per la riuscita dell&#8217;evento è stato anche il lavoro svolto dal <strong>Comitato di Quartiere Parco Leonardo</strong>, insieme ai volontari, alle associazioni, alle istituzioni e agli sponsor coinvolti nell&#8217;organizzazione. Una collaborazione che ha consentito di trasformare una semplice corsa in un appuntamento capace di coinvolgere l&#8217;intero quartiere e di creare occasioni di incontro tra cittadini, sportivi e famiglie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda edizione della <strong>WOW Run</strong> si chiude così con numeri in crescita e con una partecipazione che conferma il valore dell&#8217;iniziativa per il territorio. Per <strong>Fiumicino</strong> e <strong>Parco Leonardo</strong> il risultato va oltre l&#8217;aspetto sportivo: la manifestazione dimostra come lo sport possa diventare uno strumento efficace di inclusione, solidarietà e partecipazione civica, contribuendo a rafforzare il senso di comunità e il legame tra le realtà che ogni giorno operano sul territorio.</p><p>The post <a href="https://www.ilgiornaledellazio.it/fiumicino-wow-run-partecipanti-raddoppiati-e-aiuti-al-bambino-gesu/">Fiumicino. WOW Run, partecipanti raddoppiati e aiuti al Bambino Gesù</a> first appeared on <a href="https://www.ilgiornaledellazio.it">Il Giornale del Lazio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Sanità, Giuliano (UGL): “Specializzandi sanitari di area non medica, un esercito di invisibili bloccato da burocrazia e mancanza di fondi”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Perondi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 11:27:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE DI PRIMA PAGINA]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA,SCUOLA,SINDACATO,ECONOMIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Quando in Italia si pronuncia la parola ‘specializzandi’, l&#8217;opinione pubblica e la politica pensano, per un automatico quanto errato riflesso condizionato, esclusivamente alla categoria dei medici. Esiste invece un mastodontico cono d&#8217;ombra che avvolge migliaia di altri professionisti della sanità: parliamo di veterinari, biologi, chimici, farmacisti, fisici medici e psicologi. Un esercito di invisibili strutturalmente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">“Quando in Italia si pronuncia la parola ‘specializzandi’, l&#8217;opinione pubblica e la politica pensano, per un automatico quanto errato riflesso condizionato, esclusivamente alla categoria dei medici. Esiste invece un mastodontico cono d&#8217;ombra che avvolge migliaia di altri professionisti della sanità: parliamo di veterinari, biologi, chimici, farmacisti, fisici medici e psicologi. Un esercito di invisibili strutturalmente indispensabile per la tenuta del Servizio Sanitario Nazionale, oggi ridotto allo stremo da una crisi delle borse di studio e delle iscrizioni che ne sta desertificando le fila”. È quanto dichiara in una nota Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale della UGL Salute.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Questi professionisti – spiega il Segretario – affrontano percorsi di specializzazione quadriennali, obbligatori per legge anche solo per poter partecipare ai concorsi pubblici nelle ASL, negli Istituti Zooprofilattici o nei laboratori ospedalieri. Eppure, lo fanno in condizioni di inaccettabile svantaggio rispetto ai colleghi medici: contratti precari, tutele assistenziali ridotte al lumicino e borse di studio spesso misere o del tutto assenti. Siamo di fronte al paradosso per cui migliaia di giovani laureati sono pronti a iniziare la propria formazione per mettersi al servizio della salute pubblica, ma restano bloccati al nastro di partenza perché impossibilitati a immatricolarsi per mancanza di coperture economiche”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Se da un lato accogliamo con favore la recente assegnazione dei fondi per i contratti dell&#8217;anno accademico 2024-2025, dall&#8217;altro non possiamo non denunciare con forza che all&#8217;orizzonte regna il buio più totale per lo stanziamento delle borse relative all&#8217;anno 2025-2026. Questa totale assenza di programmazione finanziaria rischia di dare il colpo di grazia a intere categorie professionali e, di riflesso, all&#8217;efficienza delle nostre strutture sanitarie”, incalza Giuliano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“La UGL Salute chiede un cambio di passo immediato e l&#8217;apertura di un tavolo di confronto ministeriale. È tempo di dare voce, dignità e parità di trattamento a tutte le professioni sanitarie non mediche. Senza veterinari salta la sicurezza della filiera alimentare e la prevenzione dalle epidemie; senza biologi e chimici si fermano la diagnostica e la ricerca; senza farmacisti e fisici medici si bloccano le terapie complesse; senza psicologi crolla il supporto mentale sul territorio e senza. Chiediamo al Governo un impegno strutturale e risorse certe: non possiamo permetterci di perdere questi professionisti, pena il definitivo collasso del nostro sistema di prevenzione e cura”, conclude il sindacalista.</p><p>The post <a href="https://www.ilgiornaledellazio.it/sanita-giuliano-ugl-specializzandi-sanitari-di-area-non-medica-un-esercito-di-invisibili-bloccato-da-burocrazia-e-mancanza-di-fondi/">Sanità, Giuliano (UGL): “Specializzandi sanitari di area non medica, un esercito di invisibili bloccato da burocrazia e mancanza di fondi”</a> first appeared on <a href="https://www.ilgiornaledellazio.it">Il Giornale del Lazio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Italia. Salute mentale, giovani e intelligenza artificiale: la settimana che cambia le regole</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dino Tropea]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 09:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA E ATTUALITA']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dall&#8217;aumento del disagio psicologico tra giovani e adolescenti al dibattito sull&#8217;intelligenza artificiale. Le notizie dell&#8217;8-14 giugno mostrano perché salute mentale, educazione digitale e accesso alle cure stanno diventando una priorità sociale. La salute mentale continua a essere uno dei temi più rilevanti del nostro tempo. Le notizie emerse tra l&#8217;8 e il 14 giugno raccontano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dall&#8217;aumento del disagio psicologico tra giovani e adolescenti al dibattito sull&#8217;intelligenza artificiale. Le notizie dell&#8217;8-14 giugno mostrano perché salute mentale, educazione digitale e accesso alle cure stanno diventando una priorità sociale.</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La salute mentale continua a essere uno dei temi più rilevanti del nostro tempo. <strong>Le notizie emerse tra l&#8217;8 e il 14 giugno raccontano una realtà sempre più complessa, nella quale ansia, stress, tecnologia, accesso alle cure e trasformazioni sociali si intrecciano in modo profondo.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.ilgiornaledellazio.it/la-salute-mentale-e-uscita-dagli-studi-degli-specialisti-ed-e-entrata-nella-vita-quotidiana/" target="_blank" rel="noopener" title=""><strong>Chi osserva con continuità questo fenomeno nota un cambiamento ormai evidente.</strong></a> Fino a pochi anni fa la salute mentale veniva considerata soprattutto una questione individuale. Oggi la prospettiva è diversa. <strong>Le ricerche, i dati sanitari e le politiche pubbliche mostrano che il benessere psicologico dipende sempre più da fattori collettivi che coinvolgono famiglia, scuola, lavoro, ambiente digitale e comunità.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La settimana appena conclusa ha confermato innanzitutto la crescita dell&#8217;attenzione verso giovani e adolescenti. Numerosi studi internazionali hanno analizzato l&#8217;impatto dei social media sul benessere psicologico delle nuove generazioni. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le conclusioni non sono sempre identiche, ma emerge un dato condiviso: la qualità delle relazioni digitali conta quanto il tempo trascorso online.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente cresce la richiesta di supporto psicologico. Università e servizi territoriali segnalano un aumento delle domande legate ad ansia, stress, difficoltà relazionali e incertezza sul futuro. Una situazione che si riflette anche in Italia, dove il costo delle terapie continua a rappresentare un ostacolo per molte persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le analisi pubblicate in questi giorni sul tema dell&#8217;accesso alle cure mostrano infatti una contraddizione sempre più evidente. Da una parte aumenta la consapevolezza dell&#8217;importanza della salute mentale. Dall&#8217;altra, molte famiglie incontrano ancora difficoltà economiche o organizzative nel trovare risposte tempestive.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Per questo motivo il dibattito sul nuovo Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale 2025-2030 assume particolare rilevanza. </strong>L&#8217;obiettivo è rafforzare prevenzione, assistenza territoriale e interventi precoci, evitando che il disagio si trasformi in una condizione cronica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ma la vera novità degli ultimi giorni riguarda il rapporto tra salute mentale e intelligenza artificiale.</strong> Negli Stati Uniti una ricerca ha evidenziato che gli studenti universitari con maggiori livelli di sofferenza psicologica utilizzano sempre più spesso strumenti di IA per cercare informazioni, conforto o una prima forma di supporto emotivo. Parallelamente, altri studi stanno valutando l&#8217;efficacia di assistenti conversazionali basati su tecniche psicologiche come la terapia cognitivo-comportamentale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di un fenomeno che apre opportunità ma anche interrogativi. Proprio nelle ultime ore il tema è entrato con forza anche nel dibattito televisivo nazionale. Cresce infatti la richiesta di regole più chiare sull&#8217;utilizzo dell&#8217;intelligenza artificiale da parte dei minori e di percorsi strutturati di educazione digitale nelle scuole. Al centro della discussione non c&#8217;è il rifiuto della tecnologia, ma la necessità di accompagnarne lo sviluppo con strumenti educativi adeguati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se l&#8217;intelligenza artificiale e gli ambienti digitali stanno diventando parte della crescita delle nuove generazioni, non basta insegnare ai ragazzi come utilizzarli. Occorre preparare anche gli adulti che li accompagnano. Senza una collaborazione reale tra scuola e famiglia, qualsiasi strategia di prevenzione rischia di essere insufficiente. Per questo sempre più osservatori parlano di educazione digitale diffusa, di formazione per i genitori e perfino dell&#8217;ipotesi di una <strong>&#8220;patente digitale&#8221; </strong>basata sulla conoscenza dei rischi e delle responsabilità connesse all&#8217;uso delle nuove tecnologie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La questione assume particolare importanza se osservata insieme ai dati sulla salute mentale giovanile. Sempre più ragazzi trascorrono una parte significativa della propria giornata all&#8217;interno di ambienti digitali. Social network, piattaforme video, chatbot e sistemi basati sull&#8217;intelligenza artificiale stanno diventando interlocutori abituali. Una trasformazione che modifica il modo di informarsi, comunicare e perfino affrontare il disagio emotivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli studiosi invitano però alla prudenza. L&#8217;intelligenza artificiale può rappresentare uno strumento di supporto, ma non può sostituire il rapporto umano, la relazione educativa, il confronto familiare o il percorso terapeutico professionale. La settimana ha riportato l&#8217;attenzione anche su un altro aspetto spesso trascurato: la prevenzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una ricerca internazionale ha evidenziato come il gioco all&#8217;aperto durante l&#8217;infanzia possa contribuire positivamente allo sviluppo del benessere psicologico negli anni successivi. Un risultato che richiama l&#8217;importanza di esperienze semplici ma fondamentali come il movimento, il contatto con la natura e la socializzazione diretta.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Anche il ruolo della famiglia continua a emergere come elemento centrale. Diversi studi pubblicati negli ultimi giorni hanno approfondito il legame tra stili educativi, gestione dello stress e capacità di affrontare le difficoltà emotive nell&#8217;età adulta. In particolare, cresce l&#8217;interesse verso il concetto di genitorialità digitale, cioè la capacità degli adulti di accompagnare i figli nell&#8217;utilizzo consapevole delle tecnologie.</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Non meno importante è il tema della salute mentale nei luoghi di lavoro. Diverse iniziative europee stanno promuovendo campagne dedicate alla prevenzione dello stress professionale, dell&#8217;ansia e del burnout, confermando che il benessere psicologico è ormai considerato una componente essenziale della qualità della vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Osservando insieme tutte le notizie dell&#8217;8-14 giugno emerge una conclusione chiara. La salute mentale non riguarda più soltanto la sanità. Riguarda il modo in cui crescono i ragazzi, il rapporto con la tecnologia, l&#8217;organizzazione dei servizi, le relazioni familiari e perfino il futuro del lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi desidera approfondire i temi emersi questa settimana, alcune parole chiave utili sono: salute mentale adolescenti, intelligenza artificiale e salute mentale, educazione digitale, accesso alle cure psicologiche, ansia negli studenti universitari, social media e benessere psicologico, psicologia dello sviluppo, genitorialità digitale e stress lavoro-correlato.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Le notizie degli ultimi giorni non raccontano semplicemente ciò che accade oggi. Anticipano alcune delle sfide che accompagneranno la società nei prossimi anni. E tra queste, il rapporto tra salute mentale e intelligenza artificiale sembra destinato a diventare uno dei temi più importanti da osservare.</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://www.ilgiornaledellazio.it/italia-salute-mentale-giovani-e-intelligenza-artificiale-la-settimana-che-cambia-le-regole/">Italia. Salute mentale, giovani e intelligenza artificiale: la settimana che cambia le regole</a> first appeared on <a href="https://www.ilgiornaledellazio.it">Il Giornale del Lazio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>VITA ON 2026: ROMA CAPITALE DEL BENESSERE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Fortunato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jun 2026 11:12:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[raulbova]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
		<category><![CDATA[stadiodeimarmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>VITA ON 2026: ROMA CAPITALE DEL BENESSEREALLO STADIO DEI MARMI SPORT E PREVENZIONE PER TUTTI Screening gratuiti, yoga, attività sportive all’aperto con  atleti olimpici e paralimpici.Un evento realizzato insieme alla Croce Rossa Italiana, a Sport e Salute; al CONI Lazio; al Comitato Italiano Paralimpico; all’Università degli Studi di Roma Foro Italico; all’Arma dei Carabinieri; all’Ambasciata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><br><strong>VITA ON 2026: ROMA CAPITALE DEL BENESSERE<br>ALLO STADIO DEI MARMI SPORT E PREVENZIONE PER TUTTI</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Screening gratuiti, yoga, attività sportive all’aperto con  atleti olimpici e paralimpici.<br>Un evento realizzato insieme alla Croce Rossa Italiana, a Sport e Salute; al CONI Lazio; al Comitato Italiano Paralimpico; all’Università degli Studi di Roma Foro Italico; all’Arma dei Carabinieri; all’Ambasciata dell&#8217;India in Italia; alla FISPES.<br><br>Ingresso gratuito per tutta la giornata per Vita ON</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>ROMA, 11 giugno 2026 – Screening gratuiti, attività sportive all’aperto, atleti olimpici e paralimpici e una giornata dedicata a prevenzione e benessere. <strong>Sabato 13 giugno lo Stadio dei Marmi &#8220;Pietro Mennea&#8221;</strong> ospiterà, a partire <strong>dalle ore 12,30, VITA ON 2026</strong>, la manifestazione gratuita, ideata e organizzata da <strong>Luca Amitrano</strong>, che trasformerà uno dei luoghi simbolo dello sport italiano in un grande evento aperto alla cittadinanza.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ingresso libero per tutta la giornata.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Nel corso della giornata saranno disponibili screening sanitari gratuiti, attività sportive e incontri con atleti olimpici e paralimpici.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br><strong>Un&#8217;ampia rete istituzionale a sostegno del progetto</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>A conferma della rilevanza dell&#8217;iniziativa, VITA ON 2026 ha ottenuto il patrocinio di importanti istituzioni nazionali e internazionali: <strong>il Ministero per lo Sport e i Giovani; </strong>;<strong>il Ministero della Salute</strong>; <strong>la Regione Lazio</strong>; <strong>Roma Capitale</strong>; <strong>la Presidenza dell’Assemblea Capitolina</strong>; <strong>l’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale</strong>; <strong>Sport e Salute</strong>; <strong>il CONI Lazio</strong>; <strong>il Comitato Italiano Paralimpico</strong>; <strong>la Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali (FISPES); l’Università degli Studi di Roma &#8220;Foro Italico&#8221;</strong>; <strong>l’Arma dei Carabinieri</strong>; <strong>l’Ambasciata dell’India in Italia</strong>; <strong>Rai Sport</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Un sostegno che rafforza la centralità dello sport come strumento di salute pubblica, inclusione sociale e promozione di corretti stili di vita.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br><strong>Alle 12.30 sport e prevenzione: screening gratuiti e salute del ginocchio con Croce Rossa Italiana</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>La giornata prenderà il via alle <strong>ore 12.30</strong> con l&#8217;<strong>apertura</strong> dell&#8217;<strong>Area Salute e Prevenzione</strong>. Qui i partecipanti potranno accedere gratuitamente a screening, visite ortopediche, analisi della camminata e valutazioni posturali.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le attività saranno realizzate grazie alla presenza della <strong>Croce Rossa Italiana, Charity Partner dell&#8217;evento</strong>, che presenterà anche il <strong>progetto Ginocchio in Forma</strong>, una campagna di sensibilizzazione dedicata alla salute del ginocchio e alla prevenzione attraverso il movimento corretto.<br>Parallelamente, <strong>l&#8217;Università degli Studi di Roma Foro Italico</strong>, attraverso il proprio Laboratorio di Fisiologia dell&#8217;Esercizio, metterà a disposizione, test scientifici gratuiti finalizzati alla valutazione dei diversi parametri dell&#8217;efficienza fisica e motoria.<br>Un&#8217;iniziativa che rafforza il legame tra sport, ricerca scientifica e prevenzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br><strong>Dalle 15.00 lo Stadio dei Marmi diventa il Villaggio del Movimento</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Dalle ore 15.00 il pubblico potrà accedere agli spazi sportivi e all&#8217;area hospitality dell&#8217;evento.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>A partire dalle 16.30</strong> prenderanno il via <strong>attività outdoor,</strong> allenamenti collettivi ed experience dedicate al benessere psicofisico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Protagonisti saranno anche il <strong>Comitato Italiano Paralimpico</strong> e la <strong>Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali &#8211; FISPES,</strong> che promuoveranno <strong>attività sportive inclusive </strong>con la partecipazione di atleti paralimpici.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Presente inoltre il <strong>Centro Sportivo dell&#8217;Arma dei Carabinieri</strong>, a testimonianza dell&#8217;impegno delle istituzioni nella diffusione della cultura sportiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><br>16:30 – 17:30 | “Dentro la guida”: esperienza in pista con FISPES</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>L’attività <strong>“Dentro la guida”,</strong> proposta <strong>dalla FISPES,</strong> è una esperienza aperta a volontari, studenti, allenatori e operatori dello sport inclusivo che permette ai partecipanti di entrare direttamente in pista per vivere il ruolo della guida sportiva di un atleta non vedente. Durante la sessione si svolgeranno esercizi di corsa in coppia, sincronizzazione, ascolto, orientamento e fiducia reciproca, oltre a simulazioni guidate di affiancamento e conduzione in pista. L’attività è pensata per far sperimentare concretamente la relazione tra atleta e guida e promuovere una cultura dello sport realmente accessibile, fondata su empatia, collaborazione e inclusione. Un’occasione formativa e immersiva per avvicinarsi al mondo paralimpico e comprendere il valore dello sport condiviso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br><strong>17:00 &#8211; 19:00 RUGBY IN CARROZZINA</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Le associazioni sportive della <strong>Federazione del CIP</strong>, la ASD Ares e la&nbsp;Asd&nbsp;Romanes&nbsp;Wheelchair&nbsp;rugby presentano la disciplina del&nbsp;<strong>RUGBY IN CARROZZINA&nbsp;.</strong>&nbsp;Una disciplina sportiva di squadra per ragazzi con grave&nbsp;disabilità fisica, quale la tetraplegia e similari. Attraverso lo sport i ragazzi riescono ad esprimere le loro abilità residue ed a migliorare la prestazione sportiva, elevando il livello tecnico. In questa occasione sarà possibile interfacciarsi con gli atleti del rugby per comprendere le regole del gioco, il significato della scelta di questa disciplina e sarà possibile provare le carrozzine da gioco.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br><br><strong>Alle 18.00 lo Yoga Common Protocol</strong></p><p>The post <a href="https://www.ilgiornaledellazio.it/vita-on-2026-roma-capitale-del-benessere/">VITA ON 2026: ROMA CAPITALE DEL BENESSERE</a> first appeared on <a href="https://www.ilgiornaledellazio.it">Il Giornale del Lazio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Lasciato Indietro: perché nel 2026 tutti hanno paura dell&#8217;esclusione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dino Tropea]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 07:25:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AMBIENTE]]></category>
		<category><![CDATA[CRONACA E ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIA DEL GIORNO]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE DI PRIMA MANO]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE DI PRIMA PAGINA]]></category>
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		<category><![CDATA[POLITICA,SCUOLA,SINDACATO,ECONOMIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla sanità alla scuola, dalla tecnologia alle malattie rare, la stessa espressione compare ovunque. Non è una coincidenza: è il segnale di una fragilità collettiva che l&#8217;Italia sta iniziando a riconoscere. &#8220;Lasciato indietro&#8221; non è solo una formula ricorrente del dibattito pubblico. È una domanda concreta: chi resta escluso mentre una comunità cerca di andare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1 class="wp-block-heading"><strong>Dalla sanità alla scuola, dalla tecnologia alle malattie rare, la stessa espressione compare ovunque. Non è una coincidenza: è il segnale di una fragilità collettiva che l&#8217;Italia sta iniziando a riconoscere.</strong></h1>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>&#8220;Lasciato indietro&#8221;</strong> non è solo una formula ricorrente del dibattito pubblico. È una domanda concreta: chi resta escluso mentre una comunità cerca di andare avanti?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La rassegna dal 3 al 9 giugno 2026 mostra un filo comune tra temi diversi —<strong> sanità, scuola, economia, cultura e territori. </strong>Al centro c&#8217;è l&#8217;attenzione verso chi rischia di restare ai margini, attraverso servizi di prossimità, iniziative sociali e interventi che puntano a prevenire fragilità e disuguaglianze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Più che una coincidenza, è il segnale di una priorità che attraversa settori diversi. E forse il compito del giornalismo è proprio questo: osservare come le parole sull&#8217;inclusione si traducano, o meno, in realtà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La notizia che più di tutte colpisce arriva dalla Sardegna. <strong>SardiniaPost</strong>, con l&#8217;articolo <strong><em>“Cagliari, a Sant&#8217;Elia apre l&#8217;ambulatorio di prossimità: cure gratuite nel cuore del quartiere”</em>,</strong> racconta l&#8217;apertura di un presidio sanitario destinato alle persone più fragili. A prima vista sembra una vicenda locale. In realtà è una fotografia dell&#8217;Italia contemporanea. Per anni abbiamo discusso di ospedali, tecnologie e nuove terapie. Oggi emerge una domanda diversa: chi riesce davvero ad accedere alle cure?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono persone che rinunciano a curarsi perché non sanno come orientarsi tra i servizi, perché vivono condizioni di marginalità o perché la distanza tra un diritto e la possibilità concreta di esercitarlo è diventata troppo grande. L&#8217;ambulatorio di Sant&#8217;Elia nasce proprio per colmare quella distanza. È una notizia che merita attenzione perché racconta una forma di povertà di cui si parla ancora troppo poco: la povertà sanitaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La stessa sensazione emerge leggendo il servizio pubblicato da <strong>Mondosanità</strong>, <strong><em>“Talassemia, una scommessa per la vita: il peso della malattia e le novità in medicina”</em>.</strong> L&#8217;articolo racconta le prospettive aperte dalle nuove terapie e dall&#8217;arrivo di farmaci innovativi. È una buona notizia. Ma dietro l&#8217;entusiasmo della ricerca si nasconde una domanda inevitabile: chi riuscirà a beneficiare di questi progressi? La medicina continua a correre, e fortunatamente lo fa a una velocità impressionante. Tuttavia ogni passo avanti porta con sé una responsabilità sociale. Una cura esiste davvero soltanto quando diventa accessibile alle persone che ne hanno bisogno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalla salute il viaggio della settimana conduce alla scuola. Nel comunicato pubblicato dal <strong>Comune di Firenze</strong> in occasione del 2 giugno si annuncia il conferimento del Fiorino d&#8217;Oro alla memoria di <strong>Bianca Bianchi</strong>, insegnante, partigiana e figura centrale della vita pubblica italiana. È una notizia che merita di essere cercata e letta perché ricorda una donna che ha dedicato la propria esistenza all&#8217;idea di una scuola pubblica capace di formare cittadini liberi. In tempi in cui l&#8217;istruzione viene spesso raccontata soltanto attraverso emergenze e statistiche, la figura di Bianca Bianchi riporta al centro una verità semplice: l&#8217;esclusione si combatte molto prima che nei tribunali o negli uffici pubblici. Si combatte nelle aule scolastiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scuola, la salute e i servizi sono soltanto una parte del quadro. A completarlo arriva il <strong>Rapporto economico-sociale 2026 di AUR Umbria</strong>, ripreso da <strong>La Voce del Territorio Umbro</strong> con il titolo <em>“L&#8217;Umbria tiene e accelera su equità e inclusione”</em>. Dietro i numeri dell&#8217;economia emerge una riflessione che riguarda tutto il Paese. Crescere non basta. Una comunità può aumentare il proprio benessere complessivo e, allo stesso tempo, lasciare indietro intere fasce di popolazione. Per questo il rapporto insiste sui concetti di equità, inclusione e coesione sociale. Parole che troppo spesso vengono archiviate come retorica e che invece rappresentano il vero indicatore della qualità dello sviluppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso filo attraversa anche l&#8217;articolo pubblicato da <strong>La barca e il mare</strong> a commento della relazione del Governatore della Banca d&#8217;Italia. Il titolo è già una sintesi efficace:<strong> <em>“Nessuno si salva da solo”</em>.</strong> Nell&#8217;analisi si parla di giovani costretti a partire, anziani esclusi dal digitale e territori che rischiano di non tenere il passo con la trasformazione tecnologica. È una riflessione che va oltre i numeri dell&#8217;economia. Racconta una società che sta cambiando rapidamente e che deve decidere se considerare il progresso come una corsa individuale o come un percorso collettivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche il mondo della cultura, questa settimana, entra nel dibattito. <strong>Corriere Nazionale</strong>, nell&#8217;articolo <strong><em>“</em></strong><a href="https://amzn.to/4okQSFT" target="_blank" rel="noopener" title=""><strong><em>Lasciato Indietro di Dino Tropea al Mercato Italia”</em>,</strong> </a>racconta la presentazione del romanzo pubblicato da Armando Editore. Il libro viene descritto come un viaggio umano tra resilienza, fragilità e rinascita. Non è un dettaglio marginale. Mentre la cronaca parla di povertà sanitarie, disuguaglianze educative e nuove forme di esclusione, la letteratura continua a svolgere una funzione preziosa: dare un volto alle statistiche. I numeri spiegano i fenomeni. Le storie spiegano le persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È forse questa la lezione più interessante lasciata dalla rassegna della settimana. Non esiste una singola emergenza. Non esiste un unico problema. Esiste invece una domanda che attraversa settori diversi della vita pubblica italiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come si costruisce una società che continui a innovare senza abbandonare chi fa più fatica? La frase <strong>“nessuno deve essere lasciato indietro” </strong>compare ormai ovunque. La usano amministratori pubblici, operatori sanitari, economisti, educatori, associazioni e realtà del terzo settore. Ma il rischio è che diventi una formula automatica, buona per ogni occasione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le notizie di questa settimana ricordano invece che dietro quelle parole esistono persone reali. C&#8217;è chi aspetta una visita medica. Chi cerca un&#8217;opportunità di studio. Chi vive in territori che si spopolano. Chi combatte una malattia rara. Chi prova a ricostruire la propria vita dopo una caduta. Forse il valore di una comunità non si misura dalla velocità con cui corre.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Forse si misura dalla capacità di accorgersi di chi è rimasto indietro e decidere, ogni volta, di tornare a prenderlo.</strong></h2>



<h2 class="wp-block-heading"></h2><p>The post <a href="https://www.ilgiornaledellazio.it/lasciato-indietro-perche-nel-2026-tutti-hanno-paura-dellesclusione/">Lasciato Indietro: perché nel 2026 tutti hanno paura dell’esclusione</a> first appeared on <a href="https://www.ilgiornaledellazio.it">Il Giornale del Lazio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La salute mentale è uscita dagli studi degli specialisti ed è entrata nella vita quotidiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dino Tropea]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 12:50:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA E ATTUALITA']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla scuola al lavoro, dalla genitorialità alle nuove tecnologie, la salute mentale non è più una questione privata. Le notizie delle ultime settimane raccontano un cambiamento culturale che riguarda tutti. Per molto tempo la salute mentale è stata considerata una questione da affrontare lontano dagli occhi degli altri. Un tema da delegare agli specialisti, confinato [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilgiornaledellazio.it/la-salute-mentale-e-uscita-dagli-studi-degli-specialisti-ed-e-entrata-nella-vita-quotidiana/">La salute mentale è uscita dagli studi degli specialisti ed è entrata nella vita quotidiana</a> first appeared on <a href="https://www.ilgiornaledellazio.it">Il Giornale del Lazio</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1 class="wp-block-heading"><strong>Dalla scuola al lavoro, dalla genitorialità alle nuove tecnologie, la salute mentale non è più una questione privata. Le notizie delle ultime settimane raccontano un cambiamento culturale che riguarda tutti.</strong></h1>



<p class="wp-block-paragraph">Per molto tempo la salute mentale è stata considerata una questione da affrontare lontano dagli occhi degli altri. Un tema da delegare agli specialisti, confinato negli ambulatori, spesso accompagnato da stigma, silenzi e incomprensioni. Oggi il quadro appare profondamente diverso. Non perché ansia, depressione e disagio psicologico siano scomparsi, ma perché sono usciti dai luoghi della cura per entrare stabilmente nella vita quotidiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le notizie recentissime che coninuano ad arrivare dall&#8217;Italia e dall&#8217;estero raccontano una trasformazione che va oltre i dati sanitari. Raccontano una società che sta iniziando a riconoscere che il benessere mentale non riguarda soltanto chi riceve una diagnosi, ma investe le relazioni familiari, la scuola, il lavoro, la tecnologia e persino il modo in cui costruiamo le nostre comunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi mesi il tema è emerso con forza nel dibattito pubblico. <strong>Papa Leone XIV</strong>, intervenendo durante il convegno internazionale dedicato a <strong>&#8220;Salute mentale, tecnologie digitali ed educazione&#8221;</strong>, ripreso da <strong>Sky TG24</strong>, ha definito la salute mentale dei giovani una delle sfide più urgenti del nostro tempo, parlando apertamente di ansia, paura di non essere all&#8217;altezza e disorientamento. Parole che riflettono un disagio sempre più visibile, ma che allo stesso tempo indicano una consapevolezza nuova: il problema non può essere affrontato soltanto sul piano clinico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso concetto emerge nell&#8217;approfondimento pubblicato da <strong>Orizzonte Scuola</strong>, dedicato alla <strong>salute mentale giovanile tra precariato, eco-ansia e sfide digitali</strong>. Il disagio non viene descritto come una fragilità individuale, ma come il risultato di pressioni economiche, sociali e culturali che accompagnano una generazione cresciuta nell&#8217;incertezza. Una lettura confermata anche dall&#8217;analisi di <strong>Terre des Hommes</strong>, rilanciata da <strong>Minori.it</strong>, che ricorda come ansia, depressione e sofferenza psicologica abbiano effetti diretti sull&#8217;apprendimento, sulle relazioni e sulla costruzione dell&#8217;identità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma limitarsi ai giovani sarebbe un errore. Le stesse rassegne mostrano come il tema attraversi tutte le età della vita. La salute mentale materna nel periodo successivo al parto, affrontata da <strong>Nurse24</strong>, continua a rappresentare una sfida spesso sottovalutata. Le iniziative dedicate alla <strong>genitorialità digitale</strong>, come quelle promosse dal <strong>Comune di Riccione</strong>, evidenziano le difficoltà di educare figli cresciuti in un ambiente dominato da schermi, algoritmi e connessioni permanenti. Perfino il mondo del lavoro entra sempre più spesso nel dibattito, come dimostrano gli studi internazionali sul rapporto tra isolamento, smart working e benessere psicologico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È un cambiamento che emerge anche dai numeri. L&#8217;analisi pubblicata da <strong>Lavoce.info</strong> in occasione del mese dedicato alla sensibilizzazione sulla salute mentale evidenzia una crescita dei disturbi d&#8217;ansia e un incremento nel consumo di antidepressivi. Sul piano internazionale, uno studio pubblicato su <strong>The Lancet</strong> e rilanciato da <strong>El País</strong> stima che circa 1,2 miliardi di persone convivano con un disturbo mentale. Parallelamente, la <strong>BBC</strong> ha raccontato il numero record di richieste respinte dai servizi di salute mentale per bambini e adolescenti in Scozia, mentre in Canada aumenta il ricorso ai medici di famiglia per problematiche psicologiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il messaggio che emerge è chiaro: la domanda di aiuto cresce più rapidamente della capacità dei sistemi di rispondere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio per questo stanno prendendo forma percorsi alternativi che affiancano la cura tradizionale. <strong>Repubblica Firenze</strong> ha raccontato l&#8217;esperienza della cosiddetta <strong>prescrizione sociale</strong>, un approccio che propone attività culturali, teatro, concerti e partecipazione comunitaria come strumenti per contrastare solitudine, ansia e isolamento. Non si tratta di sostituire la psicoterapia o le cure mediche, ma di riconoscere che il benessere mentale dipende anche dalla qualità delle relazioni e dalla possibilità di sentirsi parte di una comunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una visione che trova riscontro anche sul territorio. L&#8217;8 giugno la <strong>Consulta Salute Mentale della ASL Roma 3</strong> e il <strong>Comune di Fiumicino</strong> hanno promosso un incontro aperto alle realtà associative, istituzionali e sociali impegnate a vario titolo nel sostegno alle persone con fragilità psicologiche. L&#8217;obiettivo dichiarato era favorire conoscenza reciproca, integrazione e collaborazione tra i diversi soggetti coinvolti nella prevenzione e nella cura. Un&#8217;iniziativa che mostra come il tema della salute mentale stia progressivamente uscendo dai confini dei servizi specialistici per diventare una responsabilità condivisa tra sanità, amministrazioni locali e comunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una visione che trova riscontro anche sul territorio. L&#8217;8 giugno la <a href="https://www.ilgiornaledellazio.it/fiumicino-salute-mentale-incontro-aperto-ai-cittadini-per-rafforzare-la-rete-territoriale/" target="_blank" rel="noopener" title=""><strong>Consulta Salute Mentale della ASL Roma 3</strong> e il <strong>Comune di Fiumicino</strong> </a>hanno promosso un incontro aperto alle realtà associative, istituzionali e sociali impegnate a vario titolo nel sostegno alle persone con fragilità psicologiche. L&#8217;obiettivo dichiarato quello di favorire conoscenza reciproca, integrazione e collaborazione tra i diversi soggetti coinvolti nella prevenzione e nella cura. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La salute mentale è un diritto che si tutela costruendo ogni giorno reti di ascolto, prevenzione e collaborazione tra istituzioni, sanità e associazioni del territorio.&#8221; ha dichiarato <em><strong>Roberto Severini,</strong> Presidente del Consiglio Comunale di Fiumicino</em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.comune.fiumicino.rm.it/it/news/consulta-asl-roma-3-e-comune-di-fiumicino-incontrano-il-territorio" target="_blank" rel="noopener" title=""><strong>Un&#8217;iniziativa che mostra come il tema della salute mentale stia progressivamente uscendo dai confini dei servizi specialistici per diventare una responsabilità condivisa tra sanità, amministrazioni locali e comunità.</strong></a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche la tecnologia sta modificando il panorama. Le inchieste pubblicate da <strong>CNN</strong>, <strong>Science News</strong> e <strong>CNBC</strong> mostrano come un numero crescente di persone, soprattutto giovani, si rivolga ai chatbot basati sull&#8217;intelligenza artificiale per cercare ascolto e conforto. Il dato non racconta soltanto l&#8217;avanzata dell&#8217;IA. Racconta soprattutto il bisogno umano di essere ascoltati. Quando una persona sceglie di confidarsi con un algoritmo, la domanda da porsi non riguarda soltanto la tecnologia, ma la disponibilità delle reti sociali, educative e sanitarie che la circondano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse è proprio questo il cambiamento più importante. Per anni la battaglia è stata convincere l&#8217;opinione pubblica che la salute mentale meritasse attenzione. Oggi quella battaglia sembra in parte vinta. Ansia, depressione, stress e disagio psicologico non sono più parole nascoste. Sono entrate nelle scuole, nelle famiglie, nei luoghi di lavoro, nei media e nel dibattito pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vera sfida, adesso, è un&#8217;altra. Non basta riconoscere il disagio. Non basta invitare le persone a chiedere aiuto. Una società che considera la salute mentale una priorità deve essere capace di costruire risposte concrete, accessibili e diffuse. Perché il benessere psicologico non riguarda soltanto chi soffre. Riguarda la qualità delle relazioni che costruiamo, la forza delle comunità che abitiamo e il modo in cui scegliamo di prenderci cura gli uni degli altri.</p><p>The post <a href="https://www.ilgiornaledellazio.it/la-salute-mentale-e-uscita-dagli-studi-degli-specialisti-ed-e-entrata-nella-vita-quotidiana/">La salute mentale è uscita dagli studi degli specialisti ed è entrata nella vita quotidiana</a> first appeared on <a href="https://www.ilgiornaledellazio.it">Il Giornale del Lazio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Passoscuro. Palliative pediatriche, area comunale al Bambino Gesù: più supporto a bambini e famiglie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dino Tropea]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 06:31:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AMBIENTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Giunta di Fiumicino destina un&#8217;area comunale a supporto del Centro di Cure Palliative Pediatriche del Bambino Gesù. Una scelta che punta a migliorare accoglienza e assistenza per bambini e famiglie provenienti da tutto il Lazio. Palliative e sostegno alle famiglie. È questa la scelta compiuta dalla Giunta di Fiumicino che ha indicato come prioritaria [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1 class="wp-block-heading"><strong>La Giunta di Fiumicino destina un&#8217;area comunale a supporto del Centro di Cure Palliative Pediatriche del Bambino Gesù. Una scelta che punta a migliorare accoglienza e assistenza per bambini e famiglie provenienti da tutto il Lazio.</strong></h1>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Palliative</strong> e sostegno alle famiglie. È questa la scelta compiuta dalla Giunta di Fiumicino che ha indicato come prioritaria la destinazione di un terreno comunale di via Orosei, a Passoscuro, ai servizi di supporto del Centro di Cure Palliative Pediatriche dell&#8217;<a href="https://www.ospedalebambinogesu.it/" target="_blank" rel="noopener" title=""><strong>Ospedale Bambino Gesù.</strong></a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Una scelta che riguarda una struttura sanitaria di rilevanza non solo locale. Il Centro di Passoscuro rappresenta infatti uno dei punti di riferimento più importanti in Italia per l&#8217;assistenza ai bambini affetti da malattie rare, inguaribili e ad alta complessità assistenziale. È stato inaugurato nel 2022 ed è il primo centro di cure palliative pediatriche del Lazio, oltre a essere considerato il più grande del Paese nel suo settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto comunicato dal Comune, la vicinanza dell&#8217;area alla struttura sanitaria e la necessità di garantire adeguati spazi di sosta per mezzi e spostamenti protetti hanno portato l&#8217;Amministrazione a riconoscere carattere prioritario alla richiesta avanzata dall&#8217;ospedale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lo spazio comunale era stato concesso nel 2022 alla Pro Loco di Passoscuro per la realizzazione e la gestione di un&#8217;area cani.</strong> Alla scadenza della concessione, oltre alla richiesta di rinnovo della Pro Loco, è arrivata anche la manifestazione di interesse del Bambino Gesù. Dopo la procedura pubblica avviata dal Comune, la Giunta ha scelto di privilegiare le esigenze collegate al<strong> Centro di Cure Palliative Pediatriche.</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">«Questa decisione nasce da una valutazione attenta e responsabile degli interessi pubblici coinvolti – dichiara il sindaco <strong>Mario Baccini</strong> – Ci siamo trovati di fronte a due richieste entrambe meritevoli e animate da finalità di interesse collettivo. Tuttavia, quando in gioco ci sono la salute dei bambini e il sostegno alle loro famiglie, è dovere delle istituzioni garantire le migliori condizioni possibili affinché un servizio così delicato possa svolgersi nel modo più efficace».</p>
</blockquote>



<h3 class="wp-block-heading">La decisione assume un peso particolare anche alla luce dell&#8217;attività svolta dal Centro di Passoscuro. I dati diffusi dall&#8217;<a href="https://www.ilgiornaledellazio.it/cuore-trapiantato-a-bimbo-di-due-anni-sequestrato-il-contenitore-del-trasporto-la-famiglia-chiediamo-parere-al-bambin-gesu/" target="_blank" rel="noopener" title="">Ospedale Bambino Gesù</a> mostrano che, tra marzo 2022 e luglio 2023, la struttura ha accolto 220 bambini e ragazzi. Il 40% dei pazienti proveniva da fuori regione, confermando il ruolo sovraterritoriale del presidio sanitario.</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nello stesso periodo sarebbero stati effettuati 273 ricoveri ordinari e 101 accessi in Day Hospice. I pazienti arrivano principalmente dal Lazio, ma anche da Campania, Abruzzo, Puglia e da numerosi Paesi esteri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un aspetto spesso poco conosciuto riguarda la natura stessa delle cure palliative pediatriche. Non si tratta esclusivamente dell&#8217;assistenza nelle fasi finali della malattia. Il Centro di Passoscuro svolge anche una funzione di sollievo, accompagnamento e supporto alle famiglie, con l&#8217;obiettivo di consentire, quando possibile, il ritorno a casa dei bambini in condizioni di sicurezza grazie alla collaborazione con Asl, pediatri di famiglia e servizi territoriali. Circa il 90% dei piccoli pazienti assistiti è tornato successivamente nella propria abitazione con i familiari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo la disponibilità di ulteriori spazi di supporto viene probabilmente considerata dall&#8217;Amministrazione come un investimento a favore di un servizio che coinvolge un territorio molto più ampio dei confini comunali.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">«L&#8217;area sgambamento cani ha rappresentato e continua a rappresentare un servizio importante per i cittadini e desidero ringraziare la Pro Loco di Passoscuro per l&#8217;impegno e la cura con cui in questi anni ha garantito la gestione dello spazio. Proprio per questo motivo abbiamo dato mandato agli uffici competenti di individuare una o più aree alternative idonee all&#8217;interno del territorio di Passoscuro, affinché il servizio possa continuare senza interruzioni», <strong>conclude il sindaco.</strong></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Il Centro di Cure Palliative Pediatriche del Bambino Gesù di Passoscuro non rappresenta soltanto un luogo di assistenza sanitaria per bambini affetti da patologie ad alta complessità. La struttura accompagna quotidianamente anche le famiglie lungo percorsi particolarmente delicati, offrendo accoglienza, supporto e continuità assistenziale. In questo contesto, ogni intervento capace di migliorare l&#8217;accessibilità, l&#8217;organizzazione dei servizi e il sostegno ai familiari assume un valore che va oltre l&#8217;aspetto logistico e contribuisce alla qualità complessiva della presa in carico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al momento il Comune non ha ancora reso noti i dettagli operativi sull&#8217;utilizzo futuro dell&#8217;area di via Orosei. Tuttavia l&#8217;indirizzo espresso dalla Giunta evidenzia la volontà di sostenere una struttura che negli anni è diventata un punto di riferimento per centinaia di famiglie provenienti da tutto il Lazio e da altre regioni italiane. In questa prospettiva, qualsiasi miglioramento dei servizi di supporto può avere ricadute positive non solo per Passoscuro e Fiumicino, ma per l&#8217;intera rete assistenziale che ruota attorno al Centro del Bambino Gesù.</p><p>The post <a href="https://www.ilgiornaledellazio.it/passoscuro-palliative-pediatriche-area-comunale-al-bambino-gesu-piu-supporto-a-bambini-e-famiglie/">Passoscuro. Palliative pediatriche, area comunale al Bambino Gesù: più supporto a bambini e famiglie</a> first appeared on <a href="https://www.ilgiornaledellazio.it">Il Giornale del Lazio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Fiumicino. Salute mentale, incontro aperto ai cittadini per rafforzare la rete territoriale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dino Tropea]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 12:11:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA E ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE DI PRIMA PAGINA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE IN RISALTO]]></category>
		<category><![CDATA[ROMA,FROSINONE,LATINA,VITERBO]]></category>
		<category><![CDATA[SALUTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;8 giugno 2026 la Consulta Salute Mentale della ASL Roma 3 e il Comune di Fiumicino riuniranno associazioni, servizi e cittadini per favorire collaborazione e inclusione sul territorio. Fiumicino ospiterà l&#8217;8 giugno 2026 un incontro pubblico dedicato alla salute mentale, aperto a cittadini, associazioni, operatori e realtà del territorio. L&#8217;appuntamento è fissato alle ore 15.00 [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.ilgiornaledellazio.it/fiumicino-salute-mentale-incontro-aperto-ai-cittadini-per-rafforzare-la-rete-territoriale/">Fiumicino. Salute mentale, incontro aperto ai cittadini per rafforzare la rete territoriale</a> first appeared on <a href="https://www.ilgiornaledellazio.it">Il Giornale del Lazio</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;8 giugno 2026 la Consulta Salute Mentale della ASL Roma 3 e il Comune di Fiumicino riuniranno associazioni, servizi e cittadini per favorire collaborazione e inclusione sul territorio.</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fiumicino ospiterà l&#8217;8 giugno 2026 un incontro pubblico dedicato alla salute mentale</strong>, aperto a cittadini, associazioni, operatori e realtà del territorio. L&#8217;appuntamento è fissato alle <strong>ore 15.00 nell&#8217;Aula Consiliare del Comune di Fiumicino</strong>, in Piazza Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa 78.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa è promossa dalla <strong>Consulta Salute Mentale ASL Roma 3</strong> e dal <strong>Comune di Fiumicino</strong> con l&#8217;obiettivo di favorire il confronto tra tutti i soggetti che, a vario titolo, si occupano di salute mentale o si confrontano quotidianamente con situazioni di disagio psicologico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">l tema è seguito costantemente anche dal Giornale del Lazio attraverso la <a href="https://www.ilgiornaledellazio.it/salute-mentale-giovani-lazio/" target="_blank" rel="noopener" title=""><strong>Rubrica Salute Mentale</strong>,</a> uno spazio che monitora la stampa nazionale e internazionale per offrire ai lettori analisi, approfondimenti e aggiornamenti sui temi del disagio psicologico, della prevenzione e dell&#8217;inclusione.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il tema scelto dagli organizzatori è racchiuso nelle parole <strong>&#8220;Salute Mentale e Inclusione&#8221;</strong>, un messaggio che richiama la necessità di costruire una comunità capace di accogliere, ascoltare e sostenere le persone più fragili. L&#8217;incontro punta infatti a creare occasioni di conoscenza reciproca e collaborazione tra istituzioni, servizi sanitari, associazioni del terzo settore, famiglie e cittadini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo dichiarato è quello di rafforzare una rete territoriale che possa contribuire a <strong>prevenire, curare e garantire dignità e rispetto</strong> alle persone che convivono con problematiche legate alla salute mentale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La salute mentale rappresenta oggi una delle principali sfide sociali e sanitarie. Sempre più famiglie si trovano ad affrontare situazioni di disagio che richiedono risposte coordinate tra servizi pubblici, professionisti, associazioni e comunità locale. Per questo motivo il confronto tra le diverse realtà presenti sul territorio viene considerato un passaggio fondamentale per migliorare la qualità degli interventi e favorire percorsi di inclusione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;incontro di Fiumicino nasce proprio con questa finalità: mettere in connessione esperienze, competenze e sensibilità diverse per costruire una rete più forte e vicina ai bisogni delle persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto comunicato dagli organizzatori, il confronto sarà orientato alla valorizzazione di alcuni principi chiave: <strong>conoscere, integrare, prevenire, curare e rispettare</strong>. Cinque parole che sintetizzano il percorso necessario per affrontare in maniera efficace le problematiche legate alla salute mentale e contrastare isolamento, pregiudizi e discriminazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolare attenzione sarà dedicata anche al tema dell&#8217;inclusione sociale, elemento essenziale per garantire qualità della vita e partecipazione attiva alle persone che affrontano percorsi di cura o situazioni di fragilità psicologica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;evento rappresenta inoltre un&#8217;occasione concreta per i cittadini di conoscere più da vicino i servizi, le associazioni e le iniziative presenti sul territorio della ASL Roma 3 e del Comune di Fiumicino. La partecipazione è libera e aperta a tutti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un momento storico in cui il benessere psicologico assume un ruolo sempre più centrale nel dibattito pubblico, iniziative come questa possono contribuire a sviluppare una maggiore consapevolezza collettiva e a rafforzare il senso di comunità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per Fiumicino l&#8217;appuntamento dell&#8217;8 giugno vuole essere un passo ulteriore verso una rete territoriale più inclusiva, capace di mettere al centro la persona e il rispetto della sua dignità.</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Una comunità che si prende cura è una comunità che cresce.</strong>.<strong><br></strong></p><p>The post <a href="https://www.ilgiornaledellazio.it/fiumicino-salute-mentale-incontro-aperto-ai-cittadini-per-rafforzare-la-rete-territoriale/">Fiumicino. Salute mentale, incontro aperto ai cittadini per rafforzare la rete territoriale</a> first appeared on <a href="https://www.ilgiornaledellazio.it">Il Giornale del Lazio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Lazio. Salute mentale nei giovani: perché il problema riguarda tutti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dino Tropea]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 08:34:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dagli studi internazionali ai dati italiani cresce un quadro sempre più chiaro sulla salute mentale: ansia, isolamento e fragilità psicologica non sono più casi individuali. E mentre il caso del professore aggredito a Parma riaccende il confronto sul rapporto tra scuola, educazione e fragilità relazionali, nel Lazio il tema entra ormai nella vita quotidiana di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dagli studi internazionali ai dati italiani cresce un quadro sempre più chiaro sulla salute mentale: ansia, isolamento e fragilità psicologica non sono più casi individuali. E mentre il caso del professore aggredito a Parma riaccende il confronto sul rapporto tra scuola, educazione e fragilità relazionali, nel Lazio il tema entra ormai nella vita quotidiana di famiglie e territori.</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La salute mentale tra adolescenti e giovani adulti non è più un tema che riguarda soltanto specialisti, ospedali o servizi sanitari. Sta entrando nelle scuole, nelle famiglie, nelle relazioni quotidiane e perfino nel modo in cui ragazzi e adulti affrontano conflitti, stress e fragilità emotive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche nel Lazio il tema emerge sempre più spesso attraverso richieste di supporto psicologico, difficoltà scolastiche, isolamento sociale e senso di disorientamento che coinvolge una parte crescente delle nuove generazioni. Non si parla soltanto di diagnosi cliniche, ma di un malessere diffuso che attraversa la vita quotidiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://www.ilgiornaledellazio.it/?s=salute+mentale">Nelle ultime settimane Il Giornale del Lazio ha già affrontato il tema del disagio adolescenziale, dell’ansia sociale e della difficoltà di accesso alle cure psicologiche.</a> </strong>Gli studi e le analisi pubblicate tra il 18 e il 24 maggio sembrano oggi confermare che il problema non riguarda episodi isolati ma un cambiamento più profondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei dati più discussi arriva dalla <strong>University College London.</strong> L’università britannica ha pubblicato uno studio secondo cui le<strong> difficoltà legate alla salute mentale tra i giovani adulti sarebbero raddoppiate nell’ultimo decennio.</strong> La ricerca si concentra soprattutto sulla fascia di passaggio tra<strong> adolescenza ed età adulta, </strong>una fase in cui aumentano pressione sociale, incertezza e senso di solitudine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche in Italia il quadro appare sempre più complesso. <strong>Il Sole 24 Ore, Repubblica e Sanità Informazione hanno rilanciato nelle ultime settimane dati internazionali secondo cui i disturbi mentali coinvolgerebbero oggi circa 1,2 miliardi di persone nel mondo</strong>. Ansia e depressione risultano tra le condizioni più diffuse, con un’accelerazione evidente soprattutto dopo la pandemia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma il dato più importante riguarda forse il modo in cui il disagio viene ormai interpretato. <strong>Quotidiano Sanità,</strong> parlando del nuovo Piano sanitario nazionale, ha definito <strong>la salute mentale una questione con “radici sociali”.</strong> È un passaggio importante perché sposta l’attenzione non soltanto sulle cure, ma anche sui contesti in cui le persone vivono: <strong>scuola, lavoro, relazioni, famiglia, precarietà economica, pressione sociale e sovraesposizione digitale.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo non significa trasformare ogni difficoltà quotidiana in un problema clinico. Significa però riconoscere che molte fragilità nascono dentro ambienti sempre più complessi, veloci e spesso poco capaci di offrire ascolto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nel Lazio il tema riguarda direttamente anche il mondo scolastico.</strong> Sempre più istituti segnalano richieste di ascolto psicologico e bisogno di supporto relazionale. Molti insegnanti raccontano una crescente difficoltà nella gestione dell’ansia, dell’insicurezza e della pressione emotiva che attraversa una parte degli studenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>È in questo clima che episodi come quello avvenuto a Parma riaprono un confronto pubblico sul rapporto tra scuola, educazione e fragilità relazionali.</strong> </h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il professore aggredito da uno studente ha scelto di non presentare denuncia, definendo la propria decisione un <strong>“intervento educativo”. </strong>Una frase che ha diviso l’opinione pubblica ma che mostra quanto il dibattito oggi non riguardi soltanto la disciplina scolastica, bensì il ruolo degli adulti nella gestione dei conflitti e delle fragilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto non è usare la cronaca come prova automatica di un disagio generazionale. Sarebbe una semplificazione pericolosa. Ma ignorare il clima emotivo che molte scuole raccontano sarebbe altrettanto superficiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni psicologi, educatori e ricercatori osservano un aumento delle difficoltà legate alla gestione dello stress, della frustrazione e delle relazioni sociali. <strong>L’AGI </strong>ha rilanciato in questi giorni uno studio che descrive un <strong>“circolo vizioso”</strong> tra ansia, insonnia e depressione nei giovani adulti. Stress continuo, isolamento e difficoltà emotive tendono spesso ad alimentarsi reciprocamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche il rapporto con la tecnologia entra sempre più nel dibattito. <strong>Una meta-analisi pubblicata su Nature Digital Medicine ha studiato il collegamento tra comportamenti digitali e salute mentale adolescenziale.</strong> La ricerca non sostiene che lo smartphone sia automaticamente la causa del disagio, ma evidenzia come <strong>alterazioni del sonno, iperconnessione e isolamento online</strong> possano diventare segnali utili da osservare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo nel Lazio cresce anche il confronto sull’accesso alle cure psicologiche. <strong>RomaToday </strong>ha riportato nelle ultime settimane <strong>l’appello sullo psicologo di base nella Regione Lazio,</strong> definendo la salute mentale una delle emergenze sociali più sottovalutate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ed è probabilmente questo uno dei punti più delicati. Molte famiglie si trovano sole davanti ai primi segnali di fragilità: insonnia persistente, chiusura sociale, ansia, difficoltà scolastiche o dipendenza digitale. Spesso il supporto arriva tardi oppure resta difficile da raggiungere economicamente e territorialmente.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo sempre più studi insistono sul valore della prevenzione e dell’ascolto precoce. <strong>The Conversation</strong>, in un approfondimento dedicato alla<strong> salute mentale infantile, sottolinea ad esempio quanto il sostegno emotivo ai genitori possa incidere positivamente anche sul benessere psicologico dei figli.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il punto centrale che emerge dalle ricerche italiane e internazionali delle ultime settimane è chiaro: <strong>la salute mental</strong>e non può più essere trattata come un tema separato dalla vita sociale.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Servono reti territoriali più forti. Servono scuole capaci di ascoltare. Servono famiglie meno isolate e servizi più accessibili prima che il disagio diventi emergenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché oggi il benessere psicologico dei giovani non riguarda soltanto la sanità. Riguarda la qualità delle relazioni, delle comunità e della capacità di un territorio di non lasciare sole le persone più fragili.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://www.ilgiornaledellazio.it/salute-mentale-giovani-lazio/">Lazio. Salute mentale nei giovani: perché il problema riguarda tutti</a> first appeared on <a href="https://www.ilgiornaledellazio.it">Il Giornale del Lazio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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