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	<title>Harry di Prisco &#8211; Il Giornale del Lazio</title>
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	<description>Giornale Telematico di Informazione e Attualità</description>
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		<title>Con What We Want l&#8217;arte atterra nell&#8217;aeroporto di Napoli trasformando il viaggio in una domanda collettiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Harry di Prisco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 16:35:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA E ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[Aeroporto Capodichino]]></category>
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					<description><![CDATA[All’aeroporto Capodichino è stata inaugurata la mostra di Francesco Jodice “What We Want”, un nuovo spazio di riflessione visiva e civile un progetto espositivo promosso dal Museo Madre in collaborazione con l’Associazione Amici del Madre L’iniziativa trasforma uno dei luoghi più dinamici e attraversati della città in un punto di osservazione privilegiato sulle tensioni, i [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="6000" height="4000" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/da-sinistra-Francesco-Jodice-Angela-Tecce-Eva-Fabbris-e-Roberto-Barbieri.jpg" alt="da sinistra Francesco Jodice Angela Tecce Eva Fabbris e Roberto Barbieri" class="wp-image-67682" title="Con What We Want l&#039;arte atterra nell&#039;aeroporto di Napoli trasformando il viaggio in una domanda collettiva 1" srcset="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/da-sinistra-Francesco-Jodice-Angela-Tecce-Eva-Fabbris-e-Roberto-Barbieri.jpg 6000w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/da-sinistra-Francesco-Jodice-Angela-Tecce-Eva-Fabbris-e-Roberto-Barbieri-150x100.jpg 150w" sizes="(max-width: 6000px) 100vw, 6000px" /><figcaption class="wp-element-caption">Sala imbarchi Aeroporto di Napoli. Inaugurata la  mostra &#8220;What we want&#8221; di Francesco Jodice. nella foto, da sinistra,, l&#8217;artista,  Angela Tecce, presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, la direttrice del Museo Madre, Eva Fabbris. e l&#8217;amministratore delegato Gesac Roberto Barbieri.</figcaption></figure>



<p><strong><em>All’aeroporto Capodichino è stata inaugurata la mostra di Francesco Jodice “What We Want”, un nuovo spazio di riflessione visiva e civile un progetto espositivo promosso dal Museo Madre in collaborazione con l’Associazione Amici del Madre</em></strong></p>



<p>L’iniziativa trasforma uno dei luoghi più dinamici e attraversati della città in un punto di osservazione privilegiato sulle tensioni, i desideri e le contraddizioni del presente. Non un semplice allestimento fotografico, ma un intervento che dialoga con il flusso continuo di viaggiatori, intercettando sguardi distratti e invitandoli a una pausa di consapevolezza. “What We Want” si inserisce nel percorso di ricerca che da anni caratterizza il lavoro di Jodice, da sempre attento alle trasformazioni urbane e sociali. L&#8217;installazione indaga il rapporto tra paesaggio urbano e umano raccogliendo 25 anni di ricerche dell&#8217;artista napoletano su oltre 170 metropoli. Le immagini esposte interrogano il concetto di “volontà collettiva”: cosa desiderano oggi le comunità? Quali sono le aspirazioni che guidano i comportamenti individuali e le dinamiche globali? Attraverso una narrazione visiva stratificata, l’artista costruisce un mosaico di situazioni che spaziano dai contesti metropolitani ai territori marginali, restituendo un ritratto complesso e spesso ambiguo della contemporaneità. La scelta dell’aeroporto come sede non è casuale. Spazio di transito per eccellenza, crocevia di culture e storie personali, diventa qui metafora di un’umanità in movimento, sospesa tra partenze e approdi, tra desideri dichiarati e bisogni inespressi. In questo contesto, le opere di Jodice agiscono come dispositivi critici, capaci di interrompere la routine del viaggio e aprire uno spazio di interrogazione. Il progetto, curato dal Madre insieme all’Associazione Amici del Madre, conferma la volontà delle istituzioni coinvolte di portare l’arte contemporanea fuori dai luoghi canonici, rendendola accessibile a un pubblico più ampio e diversificato. Non solo visitatori abituali di musei, ma cittadini e viaggiatori occasionali, chiamati a confrontarsi con immagini che parlano direttamente al loro presente. L’esposizione, nell’area imbarchi C20  dopo i controlli di sicurezza,  rappresenta il secondo ciclo di opere della collezione del museo Madre ospitate in aeroporto, successivo alla prima installazione del 2020 <em>Le massacre du printemps</em> di Mathilde Rosier. Il progetto di portare l’arte contemporanea negli spazi aeroportuali e arricchire l’esperienza di viaggio dei passeggeri nasce dalla collaborazione tra GESAC, il principale museo d’arte contemporanea della regione e l’Associazione Amici del Madre. Il progetto espositivo è affiancato da un laboratorio performativo che ha coinvolto 12 studenti dell’Istituto Comprensivo Oriani-Guarino di San Pietro a Patierno, guidato dalla dirigente scolastica <strong>Tiziana Buono</strong>. </p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img decoding="async" width="3259" height="4000" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/Francesco-Jodice-con-gli-studenti-dellIC-Oriani-Guarino-di-San-Pietro-a-Patierno.jpg" alt="Francesco Jodice con gli studenti dellIC Oriani Guarino di San Pietro a Patierno" class="wp-image-67683" style="aspect-ratio:0.8147537079874813;width:410px;height:auto" title="Con What We Want l&#039;arte atterra nell&#039;aeroporto di Napoli trasformando il viaggio in una domanda collettiva 2" srcset="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/Francesco-Jodice-con-gli-studenti-dellIC-Oriani-Guarino-di-San-Pietro-a-Patierno.jpg 3259w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/Francesco-Jodice-con-gli-studenti-dellIC-Oriani-Guarino-di-San-Pietro-a-Patierno-150x184.jpg 150w" sizes="(max-width: 3259px) 100vw, 3259px" /><figcaption class="wp-element-caption">Sala imbarchi Aeroporto di Napoli. Inaugurata la  mostra &#8220;What we want&#8221; di Francesco Jodice. nella foto l&#8217;artista con gli studenti del I.C. Oriani-Guarino di San pietro a Patierno.</figcaption></figure>



<p>≪<em>È una importante opportunità per il museo Madre presentare all&#8217;Aeroporto, luogo di scambi e relazioni internazionali, alcune immagini fotografiche di Francesco Jodice che ben testimoniano, oltre la loro speciale qualità estetica, anche l’impegno etico di ricercatore dell’artista e che entreranno a far parte, grazie all&#8217;Italian  Council del Ministero della Cultura,  della collezione permanente del nostro museo</em>≫, questo il commento di  <strong>Angela Tecce</strong>, Presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee. <strong>Eva Fabbris</strong>, Direttrice del museo Madre, ha  dichiarato: ≪<em>What We Want di Francesco Jodice è un progetto che costruisce un archivio visivo delle trasformazioni urbane come espressione dei desideri collettivi. Presentarlo in aeroporto vuol dire attivare una risonanza diretta tra le immagini e i flussi che attraversano questo luogo. Al contempo, l’ingresso di queste opere nella collezione del Madre, che con questa presentazione si celebra, rafforza nell&#8217;identità del museo una linea di ricerca attenta alle pratiche artistiche capaci di interrogare criticamente il presente</em>≫. Significativo il commento di <strong>Roberto Barbieri</strong>, Amministratore Delegato di GESAC: ≪<em>Siamo particolarmente orgogliosi di accogliere questa mostra in aeroporto, offrendo ai passeggeri un contatto inatteso con l’arte contemporanea che arricchisce l’esperienza di viaggio e trasforma l’attesa in un momento di valore culturale. Allo stesso tempo siamo lieti di valorizzare un artista campano di fama internazionale come Francesco Jodice e di rafforzare la collaborazione con realtà di eccellenza come il Museo Madre≫.  </em>Il CEO Barbieri così ha concluso:<em>≪Il coinvolgimento delle scuole, che abbiamo fortemente voluto, rappresenta per noi un investimento concreto sul capitale umano delle comunità locali: iniziative come questa rendono gli studenti protagonisti attivi, favoriscono lo sviluppo del pensiero critico e della consapevolezza civica e rafforzano il legame tra aeroporto e territorio, generando ricadute positive in termini di inclusione, partecipazione e coesione sociale</em>≫. Con “What We Want”, Napoli rafforza il suo ruolo di laboratorio culturale aperto e inclusivo, capace di sperimentare nuove forme di relazione tra arte e spazio pubblico. Un invito, rivolto a chiunque attraversi l’aeroporto, a fermarsi un momento e chiedersi: cosa vogliamo davvero?</p>



<p><strong>Harry di Prisco</strong></p>
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		<title>La Biblioteca dei Girolamini di Napoli riapre: un patrimonio che rinasce</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Harry di Prisco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 19:42:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA E ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[Antonella Cucciniello]]></category>
		<category><![CDATA[Complesso monumentale e Biblioteca dei Girolamini]]></category>
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					<description><![CDATA[La Rinascita dei Girolamini la Biblioteca torna a vivere: tesori ritrovati, cultura restituita Napoli è ritornata in possesso della “sua” più importante Biblioteca, quella&#160; di Andrea Matteo III Acquaviva, mirabile esempio di principe-letterato del Rinascimento meridionale, collocata nel complesso monumentale dei Girolamini in via Duomo. Dopo dieci anni di chiusura per il lungo restauro e [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="2560" height="1440" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/Il-chiostro-2-scaled.jpg.avif" alt="Il chiostro 2 scaled.jpg" class="wp-image-67171" title="La Biblioteca dei Girolamini di Napoli riapre: un patrimonio che rinasce 3" srcset="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/Il-chiostro-2-scaled.jpg.avif 2560w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/Il-chiostro-2-150x84.jpg.avif 150w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/Il-chiostro-2-300x169.jpg.avif 300w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></figure>



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<p><strong>La Rinascita dei Girolamini la Biblioteca torna a vivere: tesori ritrovati, cultura restituita</strong></p>



<p>Napoli è ritornata in possesso della “sua” più importante Biblioteca, quella&nbsp; di Andrea Matteo III Acquaviva, mirabile esempio di principe-letterato del Rinascimento meridionale, collocata nel complesso monumentale dei Girolamini in via Duomo. Dopo dieci anni di chiusura per il lungo restauro e due anni dalla riapertura della Chiesa-Museo, apre con la mostra “Rinascimento Meridionale” che si potrà visitare fino al prossimo 19 luglio. La mostra è a cura di <strong>Antonella Cucciniello</strong>, direttrice del Complesso monumentale e Biblioteca dei Girolamini e <strong>Teresa D&#8217;Urso</strong>, docente di Storia dell’arte medievale e Storia della miniatura all’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. I visitatori seguiranno un percorso sperimentale che, partendo dallo storico ingresso via Duomo n. 114, li porterà&nbsp; alle stupende sale storiche della Biblioteca tra cui la famosa Sala Vico, dedicata al filosofo napoletano Giambattista Vico (1688-1744) uno degli ambienti più affascinanti del complesso, decorato con magnifici affreschi.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1440" height="2560" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/la-direttrice-Antonella-Cucciniello-scaled.jpg.avif" alt="la direttrice Antonella Cucciniello scaled.jpg" class="wp-image-67166" style="aspect-ratio:0.5624985353736555;width:257px;height:auto" title="La Biblioteca dei Girolamini di Napoli riapre: un patrimonio che rinasce 4" srcset="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/la-direttrice-Antonella-Cucciniello-scaled.jpg.avif 1440w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/la-direttrice-Antonella-Cucciniello-150x267.jpg.avif 150w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/la-direttrice-Antonella-Cucciniello-300x533.jpg.avif 300w" sizes="auto, (max-width: 1440px) 100vw, 1440px" /></figure>



<p> La direttrice&nbsp; <strong>Antonella Cucciniello </strong>così illustra il progetto: ≪<em>Stiamo restituendo oggi alla città una porzione fondamentale di un complesso monumentale che ha significato e significa tanto per la città di Napoli. A maggior ragione la biblioteca, il posto dove si conserva una delle collezioni di libri più importanti, non esagero quando dico del mondo, e fondamentali proprio per la cultura occidentale, questo è motivo di particolare orgoglio. In questi lunghi anni di chiusura abbiamo potuto toccare&nbsp; con mano quanto questo sentimento&nbsp; di privazione fosse forte nei napoletani. Questo è un momento molto bello che viviamo come restituzione, ma anche motivo di risarcimento nei confronti della città</em>≫. &nbsp;Il Direttore generale Musei <strong>Massimo Osanna</strong> commenta: «<em>La riapertura della Biblioteca dei Girolamini segna un passaggio fondamentale nel percorso di restituzione di un complesso che è insieme monumento e luogo vivo di produzione del sapere. La mostra dedicata ad Andrea Matteo III Acquaviva consente di riportare al centro una stagione di straordinaria vitalità culturale come il Rinascimento meridionale, restituendo, attraverso la ricomposizione della biblioteca, un orizzonte coerente di idee, relazioni e visioni del mondo. In questo quadro, nell’ottica di rete che caratterizza il Sistema Museale Nazionale, biblioteche, archivi e musei si confermano come componenti essenziali di un sistema integrato di luoghi della cultura, in cui conservazione, ricerca e fruizione si intrecciano, rendendo accessibile il patrimonio senza rinunciare alla sua complessità</em>». La mostra Rinascimento meridionale. La biblioteca di Andrea Matteo III Acquaviva è finanziata con DD.GG.RR. nn. 616/2024 e 417/2025 &#8211; Accordo per la coesione della Regione Campania. Grazie a numerosi prestiti affiancati ai codici miniati di Andrea Matteo III Acquaviva,&nbsp; custoditi sin dalla prima metà del &#8216;700 nella Biblioteca dei Girolamini,&nbsp; ricostruisce una selezione della preziosissima raccolta libraria dell&#8217;Acquaviva incastonata in un raffinato allestimento multimediale, progettato e realizzato da Kaos Produzioni.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1440" height="2560" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/codici-5-scaled.jpg.avif" alt="codici 5 scaled.jpg" class="wp-image-67167" style="aspect-ratio:0.5624985353736555;width:322px;height:auto" title="La Biblioteca dei Girolamini di Napoli riapre: un patrimonio che rinasce 5" srcset="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/codici-5-scaled.jpg.avif 1440w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/codici-5-150x267.jpg.avif 150w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/codici-5-300x533.jpg.avif 300w" sizes="auto, (max-width: 1440px) 100vw, 1440px" /></figure>



<p> Per l&#8217;Assessore alla Cultura della Regione Campania <strong>Onofrio Cutaia</strong> ≪<em>La mostra &#8216;Rinascimento meridionale. La biblioteca di Andrea Matteo III Acquaviva rappresenta un tassello significativo nel percorso di valorizzazione del patrimonio culturale regionale. Attraverso un progetto di alto profilo scientifico e divulgativo e restituisce al pubblico e alla comunità degli studiosi una stagione di straordinaria rilevanza per la storia del Mezzogiorno. Il “Sistema di Mostre” della Regione Campania conferma la capacità di mettere in rete istituzioni e competenze, sostenendo iniziative che integrano ricerca, tutela e fruizione. La riapertura progressiva dei Girolamini è un segnale concreto dell’impegno condiviso per rendere sempre più accessibili i luoghi della cultura. Investire in cultura significa non solo preservare la memoria &#8211; anche attraverso strumenti come il catalogo e le attività di studio connesse alla mostra &#8211; ma anche restituire ai complessi monumentali una funzione viva, aperta e condivisa, a beneficio di cittadini, studiosi e visitatori</em>≫. </p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="2560" height="1440" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/ingresso-della-mostra-scaled.jpg.avif" alt="ingresso della mostra scaled.jpg" class="wp-image-67168" style="aspect-ratio:1.777839499314891;width:315px;height:auto" title="La Biblioteca dei Girolamini di Napoli riapre: un patrimonio che rinasce 6" srcset="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/ingresso-della-mostra-scaled.jpg.avif 2560w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/ingresso-della-mostra-150x84.jpg.avif 150w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/ingresso-della-mostra-300x169.jpg.avif 300w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></figure>



<p>La riapertura della Biblioteca costituisce un ulteriore traguardo nel percorso di riapertura progressiva del Complesso monumentale e Biblioteca dei Girolamini di Napoli che ha reso necessario &nbsp;restauri e adeguamenti impiantistici che hanno impegnato Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, ex Segretariato regionale per la Campania del Ministero della Cultura e Comune di Napoli. La riapertura graduale è un passo verso la piena fruizione dell&#8217;intero Complesso Monumentale dei Girolamini, che comprende chiostri e la quadreria. La direttrice Antonella Cucciniello conclude: ≪<em>I Gerolamini sono l&#8217;esempio forse più calzante del modello pluralistico del museum. Parlare solo di museo sarebbe limitativo, parlare solo di biblioteca sarebbe un limite, come anche parlare solo di archivio del nostro archivio musicale. E qui che tutte le muse danzano tutti i giorni e saremo bravi se riusciamo a riservare lo spazio giusto, anche in termini di fruizione, a tutti questi aspetti. Quindi procederemo per itinerari tematici, legati cioè alle varie caratteristiche delle nostre collezioni. Calibreremo insieme ai visitatori, col tempo nel tempo, quali possono essere le proposte che renderanno fruibili &nbsp;i&nbsp; 12.000 metri quadri su sette livelli</em>≫.&nbsp; Dal martedì al venerdì sarà consentito l’accesso alla Biblioteca e alla Mostra dalle ore 10.00 alle 18.30 con ultimo ingresso entro le 17.30; sabato, domenica e festivi dalle ore 8.30 alle 13.30 con ultimo ingresso entro le 12.15. La riapertura della Biblioteca dei Girolamini non è soltanto il recupero di un luogo della memoria, ma il segno concreto che il patrimonio culturale, se custodito con responsabilità, può tornare a vivere e a illuminare il futuro.</p>



<p><strong>Harry di Prisco</strong></p>
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		<title>Scritti e Letti per la città, un’iniziativa della Soprintendenza di Napoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Harry di Prisco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 07:07:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA E ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[Barbara Balbi]]></category>
		<category><![CDATA[Rosalia D'Apice]]></category>
		<category><![CDATA[Soprintendenza di Napoli]]></category>
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					<description><![CDATA[Sabato 18 aprile nelle Salette Pompeiane del Palazzo Reale di Napoli si terrà &#160;un incontro &#160;promosso dalla&#160; Soprintendenza di Napoli per la diffusione di volumi che approfondiscono la conoscenza della tutela e della storia del patrimonio culturale della città di Napoli Ritorna&#160; &#8220;Scritti e Letti per la città&#8221; una manifestazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong><em>Sabato 18 aprile nelle Salette Pompeiane del Palazzo Reale di Napoli si terrà &nbsp;un incontro &nbsp;promosso dalla&nbsp; Soprintendenza di Napoli per la diffusione di volumi che approfondiscono la conoscenza della tutela e della storia del patrimonio culturale della città di Napoli</em></strong></p>



<p>Ritorna&nbsp; &#8220;Scritti e Letti per la città&#8221; una manifestazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli curata dalla Soprintendente arch. <strong>Rosalia D&#8217;Apice</strong> e dalla Funzionaria restauratrice <strong>Barbara Balbi</strong>. L&#8217;iniziatica si concretizza in un ciclo di incontri promosso dalla Soprintendenza&nbsp; per presentare volumi che approfondiscono la tutela, la storia e il restauro del patrimonio culturale cittadino. Si tratta di una rassegna culturale fatta di incontri culturali pubblici gratuiti, letture e presentazioni, con l’obiettivo di avvicinare i cittadini al patrimonio culturale attraverso libri, arte e divulgazione culturale, pensata per portare cultura, libri e ricerca fuori dagli ambienti specialistici.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/locandina-323x500.jpg.avif" alt="locandina" class="wp-image-66598" style="aspect-ratio:0.6466728767567129;width:242px;height:auto" title="Scritti e Letti per la città, un’iniziativa della Soprintendenza di Napoli 7"></figure>



<p>&nbsp;Sabato prossimo 18 aprile, alle ore 10:30, si terrà un incontro nelle Salette Pompeiane del Palazzo Reale di Napoli con lo scopo di promuovere la &#8220;tutela conoscitiva&#8221; attraverso la diffusione di pubblicazioni specialistiche, rendendo accessibili al pubblico le scelte progettuali e i risultati dei restauri. Dopo i saluti della Soprintendente verranno presentati tre volumi: il primo da <strong>Andrea</strong> <strong>Pane</strong>,dell’Università degli Studi di Napoli Federico II: “<em>Malte decorative e stucchi nell’architettura napoletana. Tecniche, protagonisti, maestranze tra XVII e XVIII secolo</em>”, di Damiana Treccozzi; il secondo sarà illustrato da <strong>Giuseppe Di Leva</strong>, dell’Associazione Internazionale Amici di Pompei: “<em>Un amore segreto alla corte vicereale di Napoli, nelle opere di don Giuseppe Storace d&#8217;Afflitto</em>”, di Vincenzo Palmisciano e Sonia Benedetto e il terzo da <strong>Laura Giusti</strong>, già funzionaria del MIC e della Soprintendenza napoletana: &nbsp;“<em>Restauri a Napoli, atti della giornata di studi Incontro al Restauro 2024 a cura di Barbara Balbi e Raffaella&nbsp; Bosso</em>”,&nbsp; che raccoglie i contributi delle giornate di studi, presentando i più significativi interventi di restauro e valorizzazione del patrimonio artistico napoletano. Durante l’evento sarà inoltre esposta la ricostruzione dell’abito di Donn’Anna Carafa, curata da <strong>Sonia Benedetto</strong> e <strong>Nicola Trotta</strong>.</p>



<p><strong>Harry di Prisco</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cresce la presenza di Wizz Air a Napoli Capodichino</title>
		<link>https://www.ilgiornaledellazio.it/cresce-la-presenza-di-wizz-air-a-napoli-capodichino/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=cresce-la-presenza-di-wizz-air-a-napoli-capodichino</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Harry di Prisco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 19:18:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA E ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[Aeroporto Capodichino]]></category>
		<category><![CDATA[GESAC]]></category>
		<category><![CDATA[Wizz Air]]></category>
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					<description><![CDATA[La Wizz Air seconda compagnia aerea in Italia per quota di mercato ha annunciato una nuova fase di espansione con nuove rotte e voli per la sua base di Napoli Capodichino La compagnia aerea&#160; Wizz Air ha annunciato un’importante fase di crescita per la sua base presso l’Aeroporto Internazionale di Napoli Capodichino, confermando il ruolo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong><em>La Wizz Air seconda compagnia aerea in Italia per quota di mercato ha annunciato una nuova fase di espansione con nuove rotte e voli per la sua base di Napoli Capodichino</em></strong></p>



<p>La compagnia aerea&nbsp; Wizz Air ha annunciato un’importante fase di crescita per la sua base presso l’Aeroporto Internazionale di Napoli Capodichino, confermando il ruolo strategico dello scalo campano nella propria rete europea. Secondo quanto comunicato dalla compagnia, il piano di espansione prevede l’introduzione di nuove rotte internazionali e il potenziamento delle frequenze su alcune destinazioni già esistenti. L’obiettivo è quello di migliorare ulteriormente la connettività tra il Sud Italia e numerose città europee, rispondendo a una domanda in costante crescita sia da parte dei viaggiatori leisure che business. Questa scelta consentirà a Wizz Air di aumentare significativamente la capacità operativa, creando al contempo nuove opportunità occupazionali sul territorio, tra personale di bordo e staff di terra.</p>



<p><strong>Gabriele Imperiale</strong>, Corporate Communications Manager di Wizz Air così illustra i prossimi programmi per Napoli.</p>



<p>≪<em>Presentiamo</em> <em>la nostra Summer Season da Napoli, dove operiamo 20 rotte verso 13 paesi. La nostra base napoletana ha aperto nel periodo post pandemico Covid nel 2021. Quest&#8217;anno, oltre nella Summer Season, avremo una crescita di oltre 121% rispetto  alla stagione estiva passata. In totale offriremo 1,5 milioni di posti in tutto l&#8217;anno 2026, con una capacità che è in aumento del 73%. Saranno più di 3.260 le frequenze nella Summer Season 2026 con tre nuove rotte, tra cui due domestiche, verso Milano e  Venezia, che effettueremo tra luglio e agosto. In particolare, quella per Venezia, prevista da dicembre, l&#8217;abbiamo anticipata al primo di luglio, proprio per rispondere alla domanda  dei passeggeri napoletani e veneti che vogliono venire a Napoli per godersi l&#8217;estate napoletana. Inoltre abbiamo un&#8217;altra rotta  verso Palma di Maiorca che è la novità in assoluto più interessante per la stagione estiva 2026. Non colleghiamo soltanto centro ed est Europa con Napoli ma  anche il Nord Africa, viste le accessibilissime rotte egiziane per Sharm el Sheikh, ora cerchiamo di collegare anche  la Spagna</em>≫.  Rafforzerete la base di Napoli con altro personale ?   ≪<em>Grazie alla Summer Season Napoli viene potenziata, presso la nostra base abbiamo più di cento colleghi che vivono e lavorano a Napoli,  la maggior parte sono proprio di Napoli e della Campania e questo è per noi  un grande vanto  perché stiamo creando posti di lavoro</em>≫. Gabriele Imperiale ha così concluso: ≪<em>Una crescita così significativa per l&#8217;estate è un segnale inequivocabile del nostro amore per questa città e della nostra solida partnership con GESAC. Non stiamo solo aggiungendo posti, stiamo democratizzando la mobilità sia nazionale che internazionale: Vogliamo che viaggiare da e per Capodichino sia un&#8217;opportunità accessibile a tutti, mantenendo i più alti standard di efficienza. Let’s WIZZ, Napoli!</em>≫.  La collaborazione di Wizz Air &#8211; la seconda compagnia aerea in Italia per quota di mercato &#8211;  con <strong>GESAC</strong> continua a spingere le operazioni della compagnia nel capoluogo napoletano: nuova stagione estiva con un incremento massiccio delle frequenze e il lancio di nuovi collegamenti chiave, consolidando il ruolo di Napoli come base strategica per la connettività nazionale e internazionale. </p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/04/Margherita-Chiaramonte--281x500.jpg.avif" alt="Margherita Chiaramonte" class="wp-image-66408" style="aspect-ratio:0.5625022018154703;width:341px;height:auto" title="Cresce la presenza di Wizz Air a Napoli Capodichino 8"></figure>



<p>≪<em>Accogliamo con grande soddisfazione l’ulteriore espansione di Wizz Air a Napoli</em> &#8211; ha dichiarato <strong>Margherita Chiaramonte</strong>, Commercial Director Aviation di GESAC &#8211; <em>le nuove rotte e il significativo incremento delle frequenze si inseriscono in un network già solido e strutturato che rafforza il ruolo di Napoli come uno dei principali gateway del Sud Italia verso l’Europa. L’offerta di Wizz Air da Napoli si distingue per una spiccata vocazione internazionale e per una presenza capillare nell’Europa Centro-Orientale, area in cui la compagnia si conferma il vettore con il maggior numero di collegamenti. Un network strategico che genera valore sia sul piano turistico, sia su quello economico e commerciale, favorendo gli scambi e la mobilità tra territori sempre più interconnessi</em>≫. Wizz Air ha annunciato una nuova fase di espansione per la sua base di Napoli Capodichino. Per la stagione estiva 2026  la compagnia mette in campo una crescita della capacità senza precedenti, confermando l&#8217;impegno verso il territorio partenopeo e il Sud Italia. I numeri riflettono un investimento massiccio:  la capacità complessiva passerà infatti da oltre 880mila posti del 2025 a oltre 1.5 milioni nel 2026. In particolare  l’offerta sarà più che raddoppiata durante la stagione estiva, i posti disponibili cresceranno dai 471mila della scorsa Summer 2025 a più di 1 milione. Quest’estate lo scalo di Capodichino offrirà ai viaggiatori campani una flessibilità di viaggio senza precedenti. L&#8217;investimento per la stagione estiva 2026 su Napoli si inserisce in una strategia di crescita nazionale che vede il lancio di ben 39 nuove direttrici da e per l&#8217;Italia. Oltre al massiccio potenziamento su Milano Malpensa, con nuove rotte verso destinazioni come Valencia, Malaga e Corfù, e il consolidamento della propria presenza negli scali di Venezia, Catania e Palermo, Wizz Air espande significativamente i collegamenti da Roma Fiumicino, con l’annuncio dell’arrivo del 17esimo aereo nella base romana e l’introduzione di mete come Chania, Rodi e Tallinn. Questo piano di sviluppo porterà il network complessivo a 291 rotte, collegando capillarmente la penisola a 33 Paesi e confermando Wizz Air come il principale motore di connettività a tariffe convenienti per il mercato italiano. A Napoli, la crescita si concretizza con il lancio di collegamenti strategici, tra cui l&#8217;attesissima rotta domestica verso Milano Malpensa, che opererà con una frequenza di due voli al giorno &#8211; 14 a settimana &#8211; garantendo una connessione capillare tra le due principali aree metropolitane del Paese. Sempre sul fronte domestico Wizz Air rafforza ulteriormente il network anticipando dal primo luglio 2026 l’avvio della rotta Napoli &#8211; Venezia, con una frequenza di 7 voli settimanali fino alla fine di ottobre, che saliranno a 11 voli settimanali a partire da dicembre. L’anticipo del lancio conferma la forte domanda su questa direttrice e l’impegno della compagnia nel potenziare la connettività tra due città chiave del Paese. Sul fronte leisure, Wizz Air risponde alla domanda dei passeggeri napoletani introducendo il volo diretto per Palma di Maiorca, una delle mete più ambite del Mediterraneo: il giovedì, martedì e sabato. Come per tutto il network italiano, anche i voli per le nuove rotte saranno operati con l’Airbus A321neo, dotato della tecnologia più avanzata oggi disponibile per garantire efficienza nei consumi, riduzione delle emissioni di CO2 e un’esperienza di bordo silenziosa e confortevole. L’espansione verso Napoli si inserisce  nella più ampia strategia di crescita di Wizz Air in Italia. Nel 2026, la compagnia offrirà in Italia 29 milioni di posti, operando con una flotta di 38 aeromobili collocati nelle sei basi italiane di : Catania, Napoli, Roma, Palermo, Milano e Venezia, confermando il ruolo della compagnia come uno dei principali motori della connettività internazionale dell’Italia.</p>



<p>Negli ultimi anni, l’aeroporto di Capodichino ha registrato un incremento costante del traffico passeggeri, diventando uno degli hub più dinamici del Mezzogiorno. L’investimento di Wizz Air si inserisce in questo contesto positivo, contribuendo a rafforzare il ruolo della città come porta d’ingresso privilegiata verso il Sud Italia.</p>



<p><strong>Harry di Prisco</strong></p>
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		<title>Il 27 Marzo torna a Napoli &#8220;Il Sognatore&#8221;: Il Premio all’Audacia e alla Fantasia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Harry di Prisco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 19:06:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE IN RISALTO]]></category>
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					<description><![CDATA[Villa Domi I sogni svaniscono all’alba … ma non per tutti Mancano pochi giorni al consueto appuntamento con la creatività e l&#8217;ispirazione. Il 27 marzo i riflettori si accenderanno nuovamente sul premio &#8220;Il Sognatore&#8221;, il prestigioso riconoscimento  che negli anni è diventato un punto di riferimento per il mondo della cultura e dello spettacolo, si [&#8230;]]]></description>
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<p>Villa Domi</p>



<p><strong><em>I sogni svaniscono all’alba … ma non per tutti</em></strong></p>



<p>Mancano pochi giorni al consueto appuntamento con la creatività e l&#8217;ispirazione. Il 27 marzo i riflettori si accenderanno nuovamente sul premio &#8220;Il Sognatore&#8221;, il prestigioso riconoscimento  che negli anni è diventato un punto di riferimento per il mondo della cultura e dello spettacolo, si propone di celebrare non solo il successo professionale, ma quella spinta interiore, quasi fanciullesca, che permette di guardare oltre l&#8217;orizzonte del possibile. Il prossimo 27 marzo alle ore 20, nella suggestiva cornice di <strong>Villa Domi</strong>, capace di esaltare il clima onirico e raffinato della kermesse, si terrà l’VIII edizione del Premio “Il Sognatore”, promosso dal giornale <strong>Lo Strillo</strong> con il patrocinio morale del Comune di Napoli. L’evento, riservato a inviti, renderà omaggio a sei personalità che si sono distinte per aver saputo inseguire e realizzare i propri sogni o per aver ispirato quelli degli altri. Il sognatore non è chi vive tra le nuvole, ma chi ha la forza di trasformare i desideri in realtà tangibile. &#8220;Il sognatore è colui che trova la sua strada alla luce della luna e vede l&#8217;alba prima del resto del mondo&#8221;. La serata di venerdì 27 marzo si preannuncia come un connubio di eleganza e contenuti. Anche quest’anno verranno consegnate le iconiche statuette realizzate dal compianto maestro <strong>Armando Jossa</strong>, destinate a personalità che si sono distinte per la loro capacità di &#8220;sognare&#8221; in grande. </p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/premiati-2026-288x500.jpg.avif" alt="premiati 2026" class="wp-image-65013" style="aspect-ratio:0.575197607348857;width:243px;height:auto" title="Il 27 Marzo torna a Napoli &quot;Il Sognatore&quot;: Il Premio all’Audacia e alla Fantasia 9"></figure>



<p>Questi i premiati: <strong>Ciro Venerato</strong>,  <strong>Eleonora Puglia</strong>,  <strong>Gennaro Esposito</strong>,  <strong>Pietra Montecorvino</strong>,  <strong>Maurizio Marinella</strong>, <strong>Gianluca Guida</strong>. Due le menzioni speciali: al giornalista <strong>Lino Zaccaria</strong> e alla memoria di <strong>Salvatore Canu</strong>.  La serata sarà anche occasione per celebrare i 30 anni del giornale Lo Strillo, attivo sia in versione cartacea che online, e per presentare il nuovo Premio Letterario “Rose d’Amour”, nato in collaborazione con la casa editrice Armando De Nigris. La serata sarà condotta dal direttore responsabile de “Lo Strillo” <strong>Anna Maria</strong> <strong>Ghedina</strong> e dal vicedirettore <strong>Antonio D’Addio</strong>, coadiuvati da <strong>Nicola Coletta</strong> e <strong>Manuela De Rosa</strong>. </p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/ospiti-2026-303x500.jpg.avif" alt="ospiti 2026" class="wp-image-65014" style="aspect-ratio:0.6056517891010241;width:274px;height:auto" title="Il 27 Marzo torna a Napoli &quot;Il Sognatore&quot;: Il Premio all’Audacia e alla Fantasia 10"></figure>



<p>Oltre alla cerimonia di premiazione, l’evento sarà arricchito da momenti di musica dal vivo e performance artistiche, rendendo la serata un vero e proprio salotto culturale. Si esibiranno: il soprano lirico <strong>Martina Bortolotti</strong> <strong>von Haderburg</strong>, l’attore <strong>Sasà Trapanese</strong>, la cantante <strong>Anna Calemme</strong> e il mentalista<strong>Leo Barbato</strong>, al pianoforte <strong>Armando Percuoco</strong>. In un’epoca spesso dominata dal cinismo e dalla concretezza a ogni costo, il premio ideato dalla Ghedina ricorda che il progresso umano nasce sempre da un sogno. Festeggiare il 27 marzo significa dare voce a chi continua a credere nella bellezza e nella forza delle idee.</p>



<p><strong>Harry di Prisco</strong></p>
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		<title>Pasqua solidale: piccoli gesti, grande speranza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Harry di Prisco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 08:06:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE DI PRIMA PAGINA]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;azienda Caporaso dona il loro Mezzo Uovo ad ottanta persone in difficoltà del centro di accoglienza partenopeo della mensa del Carmine  Pasqua ci ricorda che la vera gioia si trova anche nel donare. In un mondo che spesso corre veloce, fermarsi per pensare agli altri è un gesto prezioso. Portare un sorriso, offrire un aiuto, [&#8230;]]]></description>
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<p><strong><em>L&#8217;azienda Caporaso dona il loro Mezzo Uovo ad ottanta persone in difficoltà del centro di accoglienza partenopeo della mensa del Carmine</em></strong></p>



<p> Pasqua ci ricorda che la vera gioia si trova anche nel donare. In un mondo che spesso corre veloce, fermarsi per pensare agli altri è un gesto prezioso. Portare un sorriso, offrire un aiuto, condividere ciò che si ha: questi sono i veri simboli di una Pasqua vissuta con il cuore. La Pasqua è una delle festività più sentite dell’anno, è un momento che richiama valori profondi come la rinascita, la speranza e la condivisione. La solidarietà non è fatta solo di grandi azioni, il gruppo <strong>Caporaso</strong>, con sede a Casamarciano (Na), leader nel settore nocciole, frutta secca e derivati, rinnova l’appuntamento con la solidarietà e ha deciso donare il proprio prodotto di punta, il Mezzo Uovo nocciolato ripieno a circa 80 persone in difficoltà della mensa del Carmine della piazza Mercato di Napoli, amministrata da padre <strong>Francesco Sorrentino</strong>. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="500" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Il-Mezzo-Uovo-500x500.jpg" alt="Il Mezzo Uovo" class="wp-image-64316" title="Pasqua solidale: piccoli gesti, grande speranza 11" srcset="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Il-Mezzo-Uovo-500x500.jpg 500w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Il-Mezzo-Uovo-350x350.jpg 350w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Il-Mezzo-Uovo-768x768.jpg 768w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Il-Mezzo-Uovo-420x420.jpg 420w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Il-Mezzo-Uovo-150x150.jpg 150w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Il-Mezzo-Uovo-300x300.jpg 300w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Il-Mezzo-Uovo-696x696.jpg 696w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Il-Mezzo-Uovo-1068x1068.jpg 1068w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Il-Mezzo-Uovo.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure>



<p>Il Mezzo Uovo è nato 5 anni fa ed è presente ovunque in Italia grazie all&#8217;artigianalità e alla qualità delle materie prime, nonché al packaging particolarmente indicato per un regalo pasquale. L&#8217;azienda Caporaso vuole e sa unire sapori lontani, come il the Matcha giapponese, con sapori tradizionali campani come la nostra tipica nocciola. ≪<em>Vogliamo essere al passo con i tempi seguendo i nuovi trend, senza però dimenticare le nostre valorose origini≫</em>, ha dichiarato <strong>Severino Caporaso</strong>, alla guida dell’azienda insieme con il fratello <strong>Felice</strong> e aggiunge:  ≪<em>Il valore del Mezzo Uovo sta proprio nell’idea base del progetto che tanto lo accomuna agli ideali della Mensa del Carmine, vale a dire la condivisione. Il Mezzo Uovo è stato infatti pensato per essere aperto a tavola in famiglia e gustato tutti insieme, condividendo così lo spirito della convivialità con il gusto e l&#8217;allegria</em>≫. La Pasqua che guarda agli altri è la  rinascita della vera  solidarietà.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="675" height="500" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Villa-Minieri-675x500.jpg" alt="Villa Minieri" class="wp-image-64317" title="Pasqua solidale: piccoli gesti, grande speranza 12" srcset="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Villa-Minieri-675x500.jpg 675w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Villa-Minieri-473x350.jpg 473w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Villa-Minieri-768x569.jpg 768w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Villa-Minieri-567x420.jpg 567w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Villa-Minieri-80x60.jpg 80w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Villa-Minieri-150x111.jpg 150w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Villa-Minieri-300x222.jpg 300w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Villa-Minieri-485x360.jpg 485w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Villa-Minieri-696x515.jpg 696w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Villa-Minieri.jpg 959w" sizes="auto, (max-width: 675px) 100vw, 675px" /></figure>



<p> Gli ottimi risultati aziendali della Caporaso group saranno festeggiati nel corso del tradizionale evento annuale aziendale, la &#8220;Mezzo Uovo night&#8221;, condotto dalla giornalista <strong>Jolanda De Rienzo</strong>. La kermesse  si terrà nel pomeriggio di domenica prossima 22 marzo a Villa Minieri di Nola, parteciperanno  volti noti del mondo della gelateria e della pasticceria e un panel artistico che renderà la serata piacevole e interessante. Sarà questa anche  l&#8217;occasione per festeggiare il riconoscimento di azienda di eccellenza  ricevuto dalla Confesercenti Campania, l’associazione di categoria guidata da Vincenzo Schiavo.</p>



<p><strong>Harry di Prisco</strong></p>
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		<title>Umbria &#038; Bike : la regione che punta sul turismo a due ruote</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Harry di Prisco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 18:56:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AMBIENTE]]></category>
		<category><![CDATA[Borsa Mediterranea del Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Umbria]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Umbria si presenta alla Borsa Mediterranea del Turismo  di Napoli Si è conclusa nei giorni scorsi a Napoli la&#160; Borsa Mediterranea del Turismo&#160; con un grande successo consolidando la leadership di evento fieristico di riferimento per il comparto turistico nel Centro-Sud Italia. Circa 15.000 le presenze degli operatori che hanno visitato la fiera nei tre [&#8230;]]]></description>
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<p><strong>L’Umbria si presenta alla Borsa Mediterranea del Turismo  di Napoli</strong></p>



<p>Si è conclusa nei giorni scorsi a Napoli la&nbsp; Borsa Mediterranea del Turismo&nbsp; con un grande successo consolidando la leadership di evento fieristico di riferimento per il comparto turistico nel Centro-Sud Italia. Circa 15.000 le presenze degli operatori che hanno visitato la fiera nei tre giorni, confermando che la manifestazione è il principale appuntamento per l’incontro tra domanda e offerta professionale. Il Consorzio Regionale <strong>Umbria &amp; Bike</strong>, operatore turistico, è stato presente alla BMT con un proprio stand, suscitando una particolare attenzione fra i visitatori interessati alla regione &#8220;Cuore Verde&#8221; d&#8217;Italia. E&#8217; stata questa l&#8217;occasione per promuovere la cultura umbra, la bellezza autentica e la profonda spiritualità di questa terra, che mira a rafforzare il posizionamento dell’Umbria come meta d’eccellenza per il cicloturismo e il turismo outdoor. L’Umbria è una regione che si scopre un passo e una pedalata alla volta. Strade secondarie, ciclovie, sentieri, paesaggi naturali, tra laghi e colline, diventano parte di un racconto fatto di incontri, lentezza e qualità del tempo. &nbsp;Il Consorzio Umbria &amp; Bike nasce con l’obiettivo di valorizzare l’Umbria attraverso un modello di viaggio lento, sostenibile e profondamente connesso al territorio. Un progetto che unisce itinerari cicloturistici e cammini, laghi e borghi, servizi dedicati e azioni di promozione territoriale, con una visione condivisa: trasformare il viaggio in un’esperienza autentica.</p>



<p><strong><em>L’Umbria delle due ruote: dove ogni salita racconta una storia</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="889" height="500" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Elisa-Tomassoli-1-889x500.jpg" alt="Elisa Tomassoli 1" class="wp-image-64306" title="Umbria &amp; Bike : la regione che punta sul turismo a due ruote 13" srcset="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Elisa-Tomassoli-1-889x500.jpg 889w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Elisa-Tomassoli-1-622x350.jpg 622w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Elisa-Tomassoli-1-768x432.jpg 768w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Elisa-Tomassoli-1-1536x864.jpg 1536w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Elisa-Tomassoli-1-2048x1152.jpg 2048w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Elisa-Tomassoli-1-747x420.jpg 747w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Elisa-Tomassoli-1-150x84.jpg 150w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Elisa-Tomassoli-1-300x169.jpg 300w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Elisa-Tomassoli-1-696x392.jpg 696w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Elisa-Tomassoli-1-1068x601.jpg 1068w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Elisa-Tomassoli-1-1920x1080.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 889px) 100vw, 889px" /></figure>



<p>&nbsp;<strong>&nbsp;Elisa Tomassoli</strong>, è responsabile del consorzio Umbria &amp; Bike. ≪<em>Noi siamo un consorzio a carattere regionale e lavoriamo in stretta sinergia con tutti quelli che sono gli attori del turismo. Non si parla solo di un turismo in bicicletta, ma si parla di tanti tipi di turismo, uno di questi è il turismo in bicicletta, alla BMT abbiamo presentato tutta una serie di percorsi che si sviluppiamo attraverso tutto il territorio, anche con varie tipologie di biciclette, con tanti target diversi, dalla famiglia, al piccolo gruppo, a quelli più esperti. Noi ci poniamo come DMC regionale (Destination Management Company), quindi il nostro obiettivo è quello di avere un unico interlocutore. Lavoriamo a stretto contatto con la regione e con le istituzioni, nonché con gli enti locali e comunali</em>≫.&nbsp; Come cercate di valorizzare gli itinerari cicloturistici della Regione? ≪<em>Umbria &amp; Bike ha al suo interno diversi soci, &nbsp;strutture ricettive qualificate come i bike hotel,&nbsp; adatte ad un turista che arriva in bicicletta; guide, noleggiatori e tutto quello che serve al turista che arriva in Umbria per dare tutta una serie di servizi connessi a quello che è il mondo del cicloturismo</em>≫. &nbsp;Sulla base di questa mission il Consorzio nel corso dell’ultimo anno si è aggiudicato il bando regionale della Camera di Commercio nell’ambito della legge regionale n.23/2024, quali sono le iniziative? ≪ <em>Questo</em><em> ci permette di ampliare il nostro raggio. Non solo cicloturismo, ma anche cammini, quest&#8217;anno è un anno importante per &nbsp;l&#8217;anniversario della morte di Francesco, l&#8217;anno giubilare, faremo tutta una serie di attività di valorizzazione che interesseranno ad esempio i nostri laghi,&nbsp; non solo il Trasimeno. Vi saranno eventi legati al cicloturismo, come la ciclovia dell&#8217;ex ferrovia Spoleto-Norcia e la&nbsp; cicloturistica Francescana nella zona di Foligno&nbsp; che si snodano tra i borghi più belli d&#8217;Italia, nonché tutta una serie di altri eventi legati al territorio, sarà certamente una splendida annata !</em>≫. Umbria &amp; Bike sviluppa e promuove itinerari cicloturistici e outdoor adatti a diversi livelli di esperienza, percorsi che integrano natura, cultura ed enogastronomia, per viaggiatori individuali, coppie, gruppi e famiglie. Ogni esperienza è coerente con i principi del turismo sostenibile con l’obiettivo di offrire un’esperienza completa, accessibile e coerente, in cui l’Umbria non sia solo una meta ma un luogo da vivere pienamente, valorizzando le storie dei luoghi, il paesaggio e le persone che lo abitano. Il turismo slow non è solo una tendenza, ma una scelta di valore. L’Umbria è una regione che offre agli amanti della bicicletta un&#8217;esperienza unica. Tra colline, borghi medievali, vigneti e uliveti, è la destinazione ideale per chi desidera scoprire la sua bellezza naturale e storica in sella ad una bici.</p>



<p><strong><em>L’Umbria una destinazione autentica&nbsp; aperta tutto l’anno</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="889" height="500" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Micaela-Rengo-889x500.jpg" alt="Micaela Rengo" class="wp-image-64305" title="Umbria &amp; Bike : la regione che punta sul turismo a due ruote 14" srcset="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Micaela-Rengo-889x500.jpg 889w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Micaela-Rengo-622x350.jpg 622w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Micaela-Rengo-768x432.jpg 768w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Micaela-Rengo-1536x864.jpg 1536w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Micaela-Rengo-2048x1152.jpg 2048w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Micaela-Rengo-747x420.jpg 747w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Micaela-Rengo-150x84.jpg 150w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Micaela-Rengo-300x169.jpg 300w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Micaela-Rengo-696x392.jpg 696w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Micaela-Rengo-1068x601.jpg 1068w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Micaela-Rengo-1920x1080.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 889px) 100vw, 889px" /></figure>



<p><strong>Micaela Rengo</strong>, direttore tecnico di UmbriaSì, Tour Operator per l&#8217;Umbria, il punto di riferimento per chi desidera vivere il Cuore Verde d&#8217;Italia in tutto il suo splendore.</p>



<p>≪<em>L&#8217;Umbria è una destinazione che può essere veramente vissuta 365 giorni l&#8217;anno e, malgrado siamo una delle regioni italiane che non ha uno sbocco sul mare, sicuramente possiamo offrire a tutti coloro che scelgono questa destinazione tantissime opportunità sia per gli aspetti culturali nelle nostre città d&#8217;arte a quelli del turismo esperienziale nei piccoli borghi medievali. La destinazione viene scelta &nbsp;per un turismo enogastronomico per gustare i piatti della nostra cucina tipica e genuina, abbinati al nostro buon vino e all&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva che è proprio tipico della nostra terra. Si possono visitare i piccoli borghi, come quelli della fascia olivata, tra Assisi e Spoleto per degustare l&#8217;olio facendo una tappa golosa negli agriturismi e nelle trattorie o nelle tante cantine. In Umbria vi sono quattro strade dei vini: la strada dei vini del Cantico, &nbsp;da Todi fino a Perugia e ad Assisi; la strada del Sagrantino, forse la più rinomata, dei comuni tra Bevagna, Montefalco e Giano dell&#8217;Umbria; la strada dei Colli del Trasimeno, la più estesa, con la cucina a base di pesce del lago; la strada Etrusco-Romana&nbsp; tra Orvieto, Narni e Amelia</em>≫. Quali sono i vini del luogo ? ≪ <em>Le peculiarità sono completamente diverse: dai rossi robusti,&nbsp; come il Sagrantino autoctono, ai vini&nbsp; più delicati come l&#8217;Orvieto bianco, a vini del lago Trasimeno. Negli ultimi anni stiamo riscoprendo i vini autoctoni come il Trebbiano Spoletino</em>≫. Invece quali i piatti della cucina di tradizione ? ≪<em>P</em><em>iatti tipici ne abbiamo di particolari, &nbsp;come la Torta al Testo che è una specie di pane che viene cotto sul testo, una pietra focaia che anticamente veniva messa sotto la brace riempito poi con le classiche norcinerie</em>≫. Ci stiamo avvicinando al periodo pasquale, quali i piatti&nbsp; caratteristici ? ≪ <em>Certamente la nostra colazione di Pasqua, che prevede un rituale che parte dal Venerdì Santo, con la benedizione delle uova sode, del pane, del vino e della torta di Pasqua, che è un pane ripieno di formaggio pecorino,&nbsp; grana e menta</em>≫.</p>



<p>Per maggiori informazioni si può visitare il portale regionale <a href="http://www.bikeinumbria.it" target="_blank" rel="noopener">www.bikeinumbria.it</a>.</p>



<p><strong>Harry di Prisco</strong></p>
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		<title>“Una suocera croccante” per ridere insieme al  Teatro Bracco  di Napoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Harry di Prisco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 07:34:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA E ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[Caterina De Santis]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Brescia]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Bracco Napoli]]></category>
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					<description><![CDATA[Caterina De Santis e Fabio Brescia Ridere fa bene al cuore, all&#8217;anima e&#8230;anche alla tasca&#8221;: Caterina De Santis, è  la protagonista della commedia brillante “Una suocera croccante” in scena al Teatro Bracco dal 5 al 15 marzo. ≪E&#8217; una politica che abbiamo sempre adottato, sin dalla riapertura del 1999, prezzi popolari &#8211; ricorda De Santis [&#8230;]]]></description>
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<p><em>Caterina De Santis e  Fabio Brescia</em></p>



<p>Ridere fa bene al cuore, all&#8217;anima e&#8230;anche alla tasca&#8221;: <strong>Caterina De Santis</strong>, è  la protagonista della commedia brillante “Una suocera croccante” in scena al Teatro Bracco dal 5 al 15 marzo. ≪<em>E&#8217; una politica che abbiamo sempre adottato, sin dalla riapertura del 1999, prezzi popolari &#8211; ricorda De Santis &#8211; per consentire a tutti di venire a teatro e trascorrere qualche ora di spensierato relax in compagnia dei propri cari</em>≫. La &#8220;Grande Caterina&#8221; &#8211; come viene affettuosamente chiamata dagli amici del settore teatrale di Napoli &#8211; è preparata a vestire i panni di una suocera pronta a tutto per osteggiare l&#8217;unione del figlio con una ragazza di modeste condizioni familiari. Caterina De Santis, direttrice artistica della storica sala della Pignasecca in via Tarsia, sarà  accanto all’estro comico di <strong>Fabio Brescia</strong>, per la regia di <strong>Guglielmo Marino</strong>. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="357" height="500" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Locandina-Teatro-Bracco-357x500.jpg" alt="Locandina Teatro Bracco" class="wp-image-63550" title="“Una suocera croccante” per ridere insieme al Teatro Bracco di Napoli 15" srcset="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Locandina-Teatro-Bracco-357x500.jpg 357w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Locandina-Teatro-Bracco-250x350.jpg 250w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Locandina-Teatro-Bracco-300x420.jpg 300w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Locandina-Teatro-Bracco-150x210.jpg 150w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/03/Locandina-Teatro-Bracco.jpg 645w" sizes="auto, (max-width: 357px) 100vw, 357px" /></figure>



<p>Lo spettacolo dei giorni feriali sarà alle 21, il sabato alle 19.30 e la domenica alle 18.30, due tranche di repliche: dal 5 all’8 marzo e dal 12 al 15. Un calendario che sembra disegnato per accompagnare lo spettatore in un crescendo di buonumore, quasi fosse un rituale settimanale di disintossicazione dal quotidiano. Una suocera croccante è una pochade moderna sulla base di una trama semplice. Una madre molto possessiva e vedova, non vuole che il figlio, ricchissimo rampollo di famiglia, si sposi con una ragazza, commessa ai grandi magazzini, e tenta con ogni mezzo, anche i più grotteschi e improbabili, di impedire l’unione. Ma i giovani si amano e lei si troverà costretta a conoscere anche la madre della ragazza e suo fratello. Dopo vari tentativi di eliminarla in maniera grottesca e rocambolesca, si arrende all’amore. Incontri forzati, parenti inattesi e piani rocamboleschi, la vicenda si trasforma in una girandola di equivoci e capovolgimenti. Personaggi molto caratterizzati e una comicità che affonda le proprie radici tra Eduardo Scarpetta e Achille Campanile, il maestro dell’umorismo surreale, fanno da tappeto a una girandola di situazioni al limite del paradossale, tutto in chiave contemporanea con battute folgoranti. Accanto ai protagonisti si muove un ensemble vivace con <strong>Rino Grillo</strong> e <strong>Valerio Largo</strong> completato da <strong>Emanuela Giordano</strong>, <strong>Mariarosaria Cafiero</strong> e <strong>Giampietro Ianneo</strong>, con la partecipazione di <strong>Gianfilippo Neri</strong>. L’impianto visivo e sonoro contribuisce alla riuscita del gioco teatrale: luci di <strong>Enzo Piccolo</strong>, scene di <strong>Massimo Malavolta</strong>, costumi di <strong>Anna Giordano</strong> e assistenza alla regia di <strong>Alessia Sanchez</strong>. “Una suocera croccante” promette dunque due ore di riso liberatorio e intelligente, ritmo, caratteri marcati e situazioni paradossali senza mai rinunciare alla misura teatrale. È il trionfo della pochade moderna: una macchina comica che non pretende di spiegare il mondo ma sa, con garbo e mestiere, farcelo dimenticare. L’evento realizzato con il contributo della Regione Campania rappresenta un appuntamento che, per gli amanti del teatro di tradizione e di carattere, si annuncia come un momento da non lasciarsi sfuggire. Assicurate due ore di divertimento e risate per tutta la famiglia.</p>



<p><strong>Harry di Prisco</strong></p>
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		<title>MaRedizione il mare dentro il male fuori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Harry di Prisco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 20:10:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CRONACA E ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Mele]]></category>
		<category><![CDATA[MaRedizione]]></category>
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					<description><![CDATA[A Cardito aperta la Trattoria di Mare MaRedizione per gli innamorati del mare “Non si può dire mare senza lacriMare”, questo il messaggio che accoglie i visitatori all’ingresso della trattoria di mare &#8220;MaRedizione&#8221; appena aperta a Cardito, in Corso Italia, nuovo concept di ristorazione anni ‘80. L’ideatore è Giovanni Mele, classe 1985, noto sui social [&#8230;]]]></description>
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<p><strong><em>A Cardito aperta la Trattoria di Mare MaRedizione per gli innamorati del mare</em></strong></p>



<p>“Non si può dire mare senza lacriMare”, questo il messaggio che accoglie i visitatori all’ingresso della trattoria di mare &#8220;MaRedizione&#8221; appena aperta a Cardito, in Corso Italia, nuovo concept di ristorazione anni ‘80. L’ideatore è <strong>Giovanni Mele</strong>, classe 1985, noto sui social come Jovaebbasta, un food creator e chef partenopeo, strettamente legato alla tradizione culinaria campana. Mele, creatore del blog &#8220;Pizze fantastiche e dove trovarle&#8221;, presenta una cucina tradizionale di mare, spesso rivisitata con un tocco anni &#8217;80. Narrazione digitale, materie prime di qualità, tradizione, eccellenza tecnica in visione moderna, tutto si fonde nel crogiuolo per dare alla trattoria ittica una veste unica, &nbsp;il tutto reso possibile per la passione e l’amore autentico per la cucina.</p>



<p>&nbsp;Chiediamo a Mele come è avvenuto questo cambiamento da Macelleria Di Mare a MaRedizione?</p>



<p>≪ <em>Cucino per passione e divertimento ricette golose, facili e veloci</em>. <em>Io sono un chimico farmaceutico, poi  sono diventato con il tempo un food creator, mi occupo di realizzare ricette sui social, sulle mie pagine social sia Instagram, Facebook e YouTube e ovviamente TikTok. Collaboravo da esterno con Macelleria Di Mare e realizzavo delle serate tematiche, poi da una chiacchiera con il proprietario Leonardo De Luca, con il quale ci siamo trovati bene in questo anno di collaborazione,  è balenata l&#8217;idea di farmi entrare in società.  Questo mi ha consentito  di rendere mio questo posto e  di cambiare  lo stile, cambiare il nome, sentirlo più mio. Non più una macelleria, che non aveva neanche un&#8217;identità ben precisa, ma di farla diventare una vera e propria trattoria di mare  che partisse dagli anni ‘80 e arrivasse poi con le nostre idee e il nostro sapere, la nostra conoscenza  a rielaborare quelli che sono i piatti della tradizione gastronomica, non solo napoletana ma anche italiana, europea e straniera. Nel menù abbiamo dei piatti che guardano anche alle taverne spagnole come le calamarelle fritte</em>≫. I giovani sono tradizionalmente orientati al settore food per gli hamburger, quindi carne, come pensa di attrarre questo mercato dei giovani dove lei è un esperto?  ≪<em>Hamburger e pizza, queste sono le categorie ristorative che attualmente oggi si affacciano ad un target più giovanile. Io ho lavorato nella  cucina con i ragazzi di Punto Nave con i quali sono molto amico, ho avuto quella formazione e cerchiamo di posizionarci e di guardare ad un pubblico non solo adulto ma giovanile avvicinandoci alle persone anche con un menù degustazione con il pescato del giorno  quello che abbiamo quello cuciniamo</em>≫.  Da dove proviene il pesce? ≪<em>Ci riforniamo al mercato di Mugnano ed è tutto italiano, le vongole della Sardegna, io sono un ostricaro di secondo livello e faccio parte dell&#8217;Associazione Italiana Ostricari,  abbiamo una bella selezione di ostriche perché ho scelto di lavorare con ostriche della Sardegna e  La Spezia, soprattutto di Olbia, in carta abbiamo la Insula piccola ma molto  saporita poi ci affacciamo all&#8217;Irlanda alla Spagna e al Portogallo e ovviamente alla Francia</em>≫.  Perché avete scelto il nome MaRedizione  che vuol dire ? ≪ <em>Parte tutto da un mio intercalare in maniera scherzosa per giocare  tra amici io li chiamo maledetti, però non solo per questo il concetto è che il mare è sempre stato importante per me in tutte le tappe  della mia vita ed è stato proprio come un amuleto o un incantesimo perché ogni volta che avevo bisogno di schiarirmi le idee &#8211;  sia al liceo che all&#8217;università o al percorso lavorativo nell&#8217;industria farmaceutica &#8211; andavo al mare per distrarmi e per schiarirmi le idee e venivo incantato dal mare, subisco quindi il fascino ma anche la maledizione del mare</em>≫. Gli fa eco <strong>Salvatore Merolese</strong> collaboratore di MaRedizione:  ≪<em>Maledettamente noi innamorati  del mare siamo anche mareditti, per non dire maledetti, voglio dire che abbiamo portato nell’hinterland di Fratta il pesce,  si inizia con il crudo, poi con il frollato non di carne ma di mare, è una novità, offriamo un servizio quasi excelsior, puntiamo alla qualità e alla quantità, il servizio che noi offriamo è  elegante,  da quando entra il cliente a quando esce, noi cerchiamo di dare non solo un semplice food concept ma, soprattutto, un&#8217;esperienza che rimandata al nome MaRedizione, che rimanda a tante cose simpatiche. Abbiamo nel ristorante  dei  tarocchi che funzionano poi come codice QR  per il menù che non è sulla carta  ma sul codice QR. Abbiamo un format totalmente  completo rispetto agli altri ristoranti di mare perché noi puntiamo innanzitutto all&#8217;eccellenza. Noi napoletani siamo superstiziosi, c&#8217;è un protocollo non scritto per noi del personale, prima di iniziare a lavorare  tocchiamo tutti i corni presenti, quindi lasciamo anche al cliente un corno a tavola affinché possa usufruire di questo amuleto e possa portare  fortuna a lui, ma anche a noi, non è vero ma ci credo</em>≫. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="375" height="500" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/MaRedizione-375x500.jpg" alt="MaRedizione" class="wp-image-62741" title="MaRedizione il mare dentro il male fuori 16" srcset="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/MaRedizione-375x500.jpg 375w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/MaRedizione-263x350.jpg 263w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/MaRedizione-315x420.jpg 315w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/MaRedizione-150x200.jpg 150w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/MaRedizione-300x400.jpg 300w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/MaRedizione-696x928.jpg 696w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/MaRedizione.jpg 720w" sizes="auto, (max-width: 375px) 100vw, 375px" /></figure>



<p>La trattoria di mare MaRedizione nasce dalla collaborazione avviata circa un anno fa tra <strong>Giovanni Mele</strong> e <strong>Leonardo De Luca</strong>, store manager di Macelleria Di Mare, periodo durante il quale i due hanno organizzato insieme numerosi eventi con la volontà di andare oltre il mondo dei social network e ritrovare l&#8217;emozione di vedere le persone assaggiare e godersi un piatto dal vivo. Il concept di MaRedizione si discosta dalle tendenze moderne puramente estetiche o legate al &#8220;food porn&#8221;: la sfida è quella di “far innamorare” le persone di quello che mangiano, attraverso i cinque sensi incluso l’olfatto e dunque tramite il profumo delle portate, proponendo i piatti della tradizione gastronomica italiana e prendendo spunto da ricette anni ’80 riproponendole però in una veste rivisitata. Giovanni Mele è un chimico farmaceutico prestato alla cucina pertanto la sua impostazione di base resta protagonista della sua cucina: ne è testimonianza una delle specialità del locale come la genovese, la cui lunga cottura è progettata in maniera scientifica per preservarne gli aromi. L&#8217;obiettivo finale di MaRedizione è fare di questo ristorante un “fortino del gusto”, un ambiente nel quale i clienti possano sentirsi a tavola, mangiare bene e farsi inebriare dai profumi. Non resta che andare a Cardito per assaporare i piatti della tradizione  “maredetti”. Il direttore del locale, <strong>Giuseppe Iazzetta</strong>, consiglia di assaggiare la  cotoletta “ammaredetta” dello chef <strong>Giove Basta</strong> che viene fatta col tonno e per contorno  delle patate novelle; oppure la salsiccia di tonno alla brace e friarielli e ancora paccheri con sugo di cernia,  risotto alla pescatora e linguine agli scampi.</p>



<p><strong>Harry di Prisco</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>I (quasi) cento anni della pizzeria  da Pasqualino 1931</title>
		<link>https://www.ilgiornaledellazio.it/i-quasi-cento-anni-della-pizzeria-da-pasqualino-1931/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=i-quasi-cento-anni-della-pizzeria-da-pasqualino-1931</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Harry di Prisco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Feb 2026 11:14:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE DI PRIMA PAGINA]]></category>
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					<description><![CDATA[Luciano Pignataro con la famiglia Gallifuoco Presentato il nuovo libro di Luciano Pignataro “ Le pizzerie storiche di Napoli &#8211; Viaggio nell’anima della città” Fra le zone più caratteristiche della Napoli di una volta vi è il borgo Loreto, chiamato un tempo  bùvero, raffigurato in dipinti del XVII secolo, famoso nel Seicento per la ceramica, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Luciano Pignataro con la famiglia Gallifuoco</p>



<p><strong><em>Presentato il nuovo libro di Luciano Pignataro “ Le pizzerie storiche di Napoli &#8211; Viaggio nell’anima della città”</em></strong></p>



<p>Fra le zone più caratteristiche della Napoli di una volta vi è il borgo Loreto, chiamato un tempo  bùvero, raffigurato in dipinti del XVII secolo, famoso nel Seicento per la ceramica, era noto infatti come il borgo dei vasai, e successivamente per l&#8217;ospedale e il conservatorio. Durante la seconda guerra mondiale è stato quasi interamente distrutto a causa dei bombardamenti nel porto, unico riferimento il nome dell&#8217;Ospedale Loreto Nuovo. Era un quartiere in cui abitava  il ceto borghese: militari, cavalieri e nobili. In questo luogo suggestivo sorge una delle pizzerie e trattorie più antiche di Napoli: “Da Pasqualino 1931”, in questa cornice storica nei giorni scorsi è stato presentato dal giornalista  <strong>Renato Rocco</strong>, direttore del magazine La Buona Tavola, il nuovo libro del giornalista enogastronomo e scrittore <strong>Luciano Pignataro</strong>: “ Le pizzerie storiche di Napoli &#8211; Viaggio nell’anima della città” undici firme, ventitré pizzerie. </p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="281" height="500" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/Gennaro-Luciano-281x500.jpg" alt="Gennaro Luciano" class="wp-image-62542" style="aspect-ratio:0.5625022018154703;width:349px;height:auto" title="I (quasi) cento anni della pizzeria  da Pasqualino 1931 17" srcset="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/Gennaro-Luciano-281x500.jpg 281w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/Gennaro-Luciano-197x350.jpg 197w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/Gennaro-Luciano-768x1365.jpg 768w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/Gennaro-Luciano-864x1536.jpg 864w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/Gennaro-Luciano-1152x2048.jpg 1152w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/Gennaro-Luciano-236x420.jpg 236w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/Gennaro-Luciano-150x267.jpg 150w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/Gennaro-Luciano-300x533.jpg 300w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/Gennaro-Luciano-696x1237.jpg 696w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/Gennaro-Luciano-1068x1899.jpg 1068w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/Gennaro-Luciano-1920x3413.jpg 1920w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/Gennaro-Luciano-scaled.jpg 1440w" sizes="auto, (max-width: 281px) 100vw, 281px" /></figure>



<p>Rocco ha introdotto l’intervento di <strong>Gennaro Luciano</strong>  presidente dell’Unione Pizzerie Storiche Napoletane &#8220;Le Centenarie&#8221;  il quale ha ricordato come al Vomero  non c&#8217;è persona che non ha varcato almeno una volta la porta della sua pizzeria Gorizia. Ha raccontato poi dei simpatici aneddoti. ≪ <em>Una volta, vennero dei signori che volevano un particolare tavolo,  al momento occupato. Spiegò che aveva promesso ai suoi nipoti di  portarli a mangiare dove andava lui con il padre. In un’altra occasione venne un signore che volle visitare il locale dopo la ristrutturazione, che ha lasciato le antiche mattonelle, esclamò poi</em> : &#8220;Volevo vedere cosa avete fatto, alla mia pizzeria !&#8221;. <em>Vuol dire che la pizzeria non è della mia famiglia ma è la pizzeria di tutti</em>≫. Questo testimonia cosa vuol dire un locale storico come quello delle sorelle Gallifuoco che  fra circa cinque anni compirà i famosi 100 anni. State già preparando qualche iniziativa per un evento così importante, chiediamo a <strong>Lella Gallifuoco</strong> ? ≪<em>Sì, sicuramente faremo un bel evento. Anche se ogni anno, per noi è una festa, perché abbiamo la fortuna di avere con noi i genitori,  per noi è sempre una festa. Confidiamo in  Dio che ci saranno ancora mio padre e mia madre e faremo così veramente una bella  festa, perché è vero che il mio nonno ha fondato il locale ma i grandi lavoratori sono stati loro, Giovanni Gallifuoco e Anna Maria  Mazzotta </em>≫. E che cosa pensate di fare? ≪<em>Sicuramente faremo una festa, inviteremo tutti i nostri clienti, amici e tutte le persone che ci vogliono bene, che ci hanno stimato, che ci seguono da tanti anni. Come si dice adesso, i follower, perché non bisogna dire più amici e clienti ma follower. La nostra è una pizzeria  tutta al femminile,  mio padre ha avuto quattro figlie femmine. Portiamo avanti l’azienda di famiglia: mia mamma Anna Maria Mazzotta, mia zia Giovanna Mazzotta, noi ragazze: Lella, Linda, Angela, Rosa Gallifuoco. E poi ci sono altre due ragazze, Antonella e Flora, che lavorano con noi già da tempo. Abbiamo poi Rosario, un pizzaiolo storico molto bravo che  viene da tre generazioni. Nel nostro lavoro occorre tanta passione e a</em> <em>noi è stata trasmessa</em>≫. La pizzeria-trattoria “Da Pasqualino 1931” &#8211; a differenza di altre pizzerie &#8211; è rimasta sempre dove è nata, al borgo Loreto. ≪ <em>I nostri clienti vengono da noi anche se il  quartiere ha i suoi problemi, però sono affezionati e vengono. Per noi il quartiere è fondamentale. I clienti ci vogliono bene e tutti vogliamo bene al quartiere. Quindi per noi è una sicurezza, tutti gli abitanti dicono che questa è la loro pizzeria</em>≫. La famiglia Gallifuoco è giunta quasi alla quarta generazione, perché anche la nipote ha preso questa strada. Quali saranno i progetti per il futuro  dato che i giovani sono sempre alla ricerca di novità? ≪<em>Per il momento ci piace mantenere la tradizione &#8211; </em>commenta Lella Gallifuoco<em>&#8211; sarà nostra nipote, che sta studiando all’istituto alberghiero, a decidere cosa proporre per il futuro, poi la vita presenta tante sorprese</em>≫. Bene, allora aspettiamo di spegnere le candeline della torta dei 100 anni ≪<em>nel frattempo ci godiamo i 95 che sono già fantasmagorici</em>≫ aggiunge Lella. Pasquale Gallifuoco e Rosa Cacace aprirono un piccolo locale “Cibi Cotti e Fritture” senza neanche la licenza per vendere alcolici. Nel 1931 arriva la sospirata autorizzazione ed il locale si trasforma in pizzeria-ristorante; grazie alla passione ed alla forte determinazione dei coniugi Pasquale e Rosa, forti del sostegno lavorativo e spirituale dei figli più grandi il ritrovo si sviluppa nel corso del tempo sempre di più, divenendo un vero e proprio punto di riferimento per gli abitanti del quartiere e di tutti quelli che svolgono la propria attività nei dintorni. Già la loro bisnonna aveva una cantina nel lontano 1917. </p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="889" height="500" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/la-famosa-bancarella-esterna-889x500.jpg" alt="la famosa bancarella esterna" class="wp-image-62541" style="aspect-ratio:1.7778643803585348;width:401px;height:auto" title="I (quasi) cento anni della pizzeria  da Pasqualino 1931 18" srcset="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/la-famosa-bancarella-esterna-889x500.jpg 889w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/la-famosa-bancarella-esterna-622x350.jpg 622w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/la-famosa-bancarella-esterna-768x432.jpg 768w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/la-famosa-bancarella-esterna-1536x864.jpg 1536w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/la-famosa-bancarella-esterna-2048x1152.jpg 2048w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/la-famosa-bancarella-esterna-747x420.jpg 747w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/la-famosa-bancarella-esterna-150x84.jpg 150w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/la-famosa-bancarella-esterna-300x169.jpg 300w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/la-famosa-bancarella-esterna-696x392.jpg 696w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/la-famosa-bancarella-esterna-1068x601.jpg 1068w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/la-famosa-bancarella-esterna-1920x1080.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 889px) 100vw, 889px" /></figure>



<p>Il biglietto da visita è rappresentato dalla famosa “bancarella” esterna, per intenderci quella di Sofia Loren nel film di De Sica  “L’Oro di Napoli” del ‘54, dove si alternano le figlie e la madre perché  ≪<em>il“panzarotto” non deve mai mancare quando si presenta la cucina tradizionale</em>≫, ricorda Lella. All’evento ha partecipato anche <strong>Ciro Fiola</strong>, presidente della Camera di Commercio di Napoli il quale ha subito precisato che la sua partecipazione non è nella vesta istituzionale ma come legato per parentela alla famiglia Gallifuoco. ≪<em>Ho accettato con piacere questo invito, io sono nato a Via Padre Ludovico da Casoria, una strada adiacente dove è</em> <em>nato</em> <em>Mario Merola. Tanti i ricordi della  mia infanzia, dove noi bambini mangiavamo ‘o cuzzetiello(</em>la parte croccante del pane cafone napoletano, svuotata e farcita con ragù e polpette<em>). Nel quartiere Loreto ho avuto una macelleria, il sabato mangiavamo la pizza con la carne macinata sopra, perché non c&#8217;era tempo. La pizzeria Da Pasqualino 1931 era nota a tutti come di primo ordine, un vero punto di riferimento. Era un altro mondo</em>≫. A chiusura dell’intervento Fiola ha consegnato un attestato di benemerenza a Lella Gallifuoco con una foto del locale dell’epoca.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="634" height="500" src="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/Luciano-Pignararo-2-634x500.jpg" alt="Luciano Pignararo 2" class="wp-image-62543" style="aspect-ratio:1.267624642743728;width:353px;height:auto" title="I (quasi) cento anni della pizzeria  da Pasqualino 1931 19" srcset="https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/Luciano-Pignararo-2-634x500.jpg 634w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/Luciano-Pignararo-2-444x350.jpg 444w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/Luciano-Pignararo-2-768x606.jpg 768w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/Luciano-Pignararo-2-1536x1212.jpg 1536w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/Luciano-Pignararo-2-2048x1616.jpg 2048w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/Luciano-Pignararo-2-532x420.jpg 532w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/Luciano-Pignararo-2-150x118.jpg 150w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/Luciano-Pignararo-2-300x237.jpg 300w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/Luciano-Pignararo-2-696x549.jpg 696w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/Luciano-Pignararo-2-1068x843.jpg 1068w, https://www.ilgiornaledellazio.it/wp-content/uploads/2026/02/Luciano-Pignararo-2-1920x1515.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 634px) 100vw, 634px" /></figure>



<p> Per <strong>Luciano Pignataro</strong> la pizza  ≪ non è di nessuno e di tutti », ecco perché si tratta di un libro corale, ecco perché la carta. Il libro non cerca l’immagine della pizza più bella da vedere, cerca l’identità. La pizza napoletana, quella vera, ha bisogno solo di storie ben raccontate. Gli fa eco la giornalista e scrittrice <strong>Giulia Cannada Bartoli</strong>,che haunavisione umanistica e che ama il quartiere, dove è presente la pizzeria, autrice di uno dei capitoli del libro: “ Le pizzerie storiche di Napoli &#8211; Viaggio nell’anima della città”  dove  illustra la storica antica pizzeria, il cui incipit è “un luogo della memoria”. Si dilunga poi sull’usanza ancora attuale di preparare la “marenna” come nella tradizione dei “Mangiafoglie”, napoletani di settecentesca memoria. Luciano Pignataro ricorda che i libri non sono di chi li scrive. Il volume nasce da un&#8217;idea di fare un omaggio a Napoli per i 2500 anni di storia. ≪<em>Era giusto chiedere ai colleghi che si occupano  di gastronomia di esprimersi liberamente, fino in fondo, senza la costrizione dei grafici che dettano le regole. La pizza è un cibo antico, ma contemporaneo. È un settore quello delle pizzerie che sta togliendo dalla strada tanti ragazzi. In questa pizzeria una serata come questa è una serata fra amici, che quasi tutti conosco da anni, in un ambiente che è un punto di riferimento per tutto il quartiere.  Le mode passano, ma la pizza non passerà mai</em>≫. La Cannada ha sinteticamente riportato l’allegria che si respira appena varcata la soglia della pizzeria dove la comanda passa a voce, sembra di essere in famiglia, senti proprio l&#8217;affetto come a casa: ≪<em>Impossibile restare indifferenti alla spontaneità, ci si ritrova a scambiare chiacchiere con sconosciuti, ammaliati dall’amore e dalla gentilezza presenti in ogni angolo. Vai via e vorresti tornare</em>≫. In attesa di brindare ai cento anni, la serata si è chiusa con un brindisi per il compleanno congiunto di Renato Rocco e Lella Gallifuoco, anni diversi ma accomunati dalla stessa passione per la pizza d’eccellenza e la buona cucina.                                                                                      <strong>Harry di Prisco</strong></p>
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