TitoloDopo gli appuntamenti ospitati a Palazzo Valentini e in Campidoglio, il progetto Anima prosegue il suo percorso culturale e solidale. Il 19 giugno farà tappa al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli con i violini speciali dedicati ai bambini più fragili.
Dopo le tappe ospitate a Palazzo Valentini e in Campidoglio, il progetto “Anima” continua il suo viaggio attraverso l’Italia e approda in uno dei luoghi più prestigiosi della musica nazionale. Venerdì 19 giugno alle ore 18 la nuova tappa sarà infatti il Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli, dove arte, musica e solidarietà si incontreranno in una serata dal forte valore simbolico.
Anima non nasce come una semplice rassegna musicale, ma come un percorso culturale itinerante che ha già coinvolto luoghi istituzionali e culturali della Capitale, portando avanti un messaggio dedicato ai bambini e alle persone più fragili.
L’appuntamento napoletano si inserisce all’interno della manifestazione “Aspettando la Festa della Musica” e coincide con il concerto finale dell’anno accademico 2025/2026 dell’Orchestra giovanile del Conservatorio San Pietro a Majella. L’ingresso sarà libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
Secondo gli organizzatori, il viaggio di Anima è stato costruito tappa dopo tappa attraversando alcuni dei luoghi più rappresentativi del patrimonio culturale italiano. Dopo Roma, il progetto ha raggiunto Firenze, l’Osservatorio Astronomico di Agerola a San Lazzaro e l’Istituto Alberghiero “de’ Medici” di Ottaviano, fino ad arrivare oggi a Napoli.
Il progetto è sviluppato insieme al musicista Francesco Malapena e con il contributo dell’associazione culturale Il Cibo & L’Arte, guidata da Loredana Paolesse e attiva nella promozione di iniziative che mettono in relazione cultura, territorio e inclusione sociale.

Ma il vero significato di Anima va oltre le sedi che lo ospitano. L’idea nasce infatti dalla volontà di dare voce a chi spesso non riesce a farsi ascoltare. Al centro del percorso ci sono i bambini, considerati dagli ideatori del progetto le vittime più vulnerabili delle conseguenze delle guerre, delle violenze e delle ingiustizie che attraversano il mondo contemporaneo.
Per raccontare questo messaggio sono stati scelti due simboli. Il primo è la scultura del “bambino velato”, opera che rappresenta l’innocenza ferita ma non sconfitta. Il velo che avvolge il bambino richiama le sofferenze, le paure e le fragilità che troppo spesso colpiscono l’infanzia, ma allo stesso tempo lascia intravedere la speranza, la dignità e il futuro che ogni bambino dovrebbe poter conservare.
Nel progetto Anima questa figura diventa un invito alla riflessione sul dovere collettivo di proteggere i più piccoli e di non restare indifferenti davanti alle conseguenze delle guerre, delle violenze e delle ingiustizie che segnano il nostro tempo.
Il secondo simbolo è rappresentato dai quattro violini speciali chiamati Anima. Non sono soltanto strumenti musicali, ma il cuore sonoro del progetto. Attraverso le loro note, il messaggio di solidarietà prende forma e raggiunge il pubblico con un linguaggio universale che supera parole e confini. Ogni esecuzione diventa così un momento di condivisione e consapevolezza, capace di trasformare l’emozione in riflessione e l’arte in un gesto concreto di vicinanza verso i bambini più fragili.
A Napoli questi strumenti prenderanno vita grazie ai musicisti del Conservatorio San Pietro a Majella, storica istituzione che nel 2026 celebrerà i suoi duecento anni di attività e che continua a rappresentare una delle eccellenze della formazione musicale italiana.
La serata vedrà protagonista l’Orchestra giovanile del Conservatorio con Alberto Marano al violino e Maria Mennillo all’arpa. Sul podio salirà il maestro Leonardo Quadrini, mentre la conduzione dell’evento sarà affidata a Eloisa Intini.
Il programma musicale comprende opere di Georges Bizet, Aleksandr Borodin, Pietro Mascagni, Charles Gounod, Nikolaj Rimskij-Korsakov, Emmanuel Chabrier, Francesco Cilea, Gioachino Rossini, Antonín Dvořák e Pëtr Il’ič Čajkovskij.
La scelta del Conservatorio San Pietro a Majella rappresenta una nuova tappa di crescita per un progetto che ha già lasciato il segno anche a Roma. Proprio il passaggio attraverso Palazzo Valentini e il Campidoglio ha contribuito a consolidare il percorso di Anima, che oggi continua a costruire ponti tra territori diversi utilizzando il linguaggio della cultura.
Per il Lazio questa non è soltanto una notizia che arriva da Napoli. È il proseguimento di un cammino che ha avuto una delle sue tappe più significative nella Capitale e che continua a diffondere un messaggio di solidarietà attraverso l’arte.
In un periodo in cui le iniziative culturali spesso si esauriscono nell’arco di una singola giornata, Anima prova invece a costruire una rete di luoghi, persone e istituzioni unite da una stessa idea: trasformare la bellezza in occasione di riflessione e attenzione verso chi ha più bisogno.





