“Tornerà in quelle strade appena lo dirò. Se potessero farli fuori tutti lo farebbero”
ROMA – “Israele tornerà in quelle strade non appena lo dirò. Se Israele potesse entrare e farli fuori, lo farebbe”. E così Donald Trump ha dichiarato in una breve telefonata alla CNN che le forze israeliane potrebbero riprendere i combattimenti a Gaza se Hamas non rispettasse la sua parte dell’accordo di cessate il fuoco.
CONSEGNATI I CORPI DI ALTRI DUE OSTAGGI
Intanto la Croce Rossa ha ricevuto due bare con ostaggi deceduti e le bare sono state poi consegnate alle forze di difesa israeliane e dell’ISA a Gaza e identificate. Come ha confermato l’Idf questa mattina, giovedì 16 ottobre, i corpi degli ostaggi restituiti sono quelli di Inbar Hayman e del sergente maggiore Muhammad Al-Atresh. Le rispettive famiglie sono state informate che potranno dare loro sepoltura.
Secondo le informazioni e l’intelligence a disposizione dell’esercito israeliano Inbar Hayman, 27 anni, è stata assassinata da Hamas durante il massacro del 7 ottobre e il suo corpo è stato portato a Gaza. Inbar è stata rapita al festival musicale Nova e la sua morte è stata dichiarata il 15 dicembre 2023. Lascia i genitori e il fratello.
Il Sergente Maggiore Muhammad Al-Atresh, 39 anni, di Sa’wa, prestava servizio come localizzatore nelle Idf ed è caduto durante il massacro del 7 ottobre. Il suo corpo è stato poi portato da Hamas a Gaza e la sua morte dichiarata il 24 giugno 2024, lascia i genitori, i fratelli, due mogli e 13 figli.SLITTA L’APERTURA DEL VALICO DI RAFAH SLITTA L’APERTURA DEL VALICO DI RAFAH
L’unità Cogat del Ministero della Difesa fa sapere che “sono in corso i preparativi con l’Egitto per l’apertura del valico di Rafah” al confine con Gaza al passaggio delle persone e dei beni di prima necessità, ma “in una data che sarà annunciata in seguito”.I RITARDI NELLA CONSEGNA DELLE SALME DEGLI OSTAGGI E LE PRESSIONI DI ISRAELE
Dall’inizio della settimana, l’organizzazione terroristica ha consegnato dei 28 corpi ancora a Gaza, 9 salme, oltre a quello di una persona identificata successivamente come un cittadino palestinese non ostaggio, vestito con un’uniforme israeliana. Un errore che, secondo fonti ufficiali, potrebbe essere stato non intenzionale, ma che costituisce comunque una violazione dell’accordo negoziato con gli Stati Uniti nell’ambito del piano per Gaza.
Il piano americano prevedeva la restituzione di tutti gli ostaggi, vivi e morti, entro lunedì scorso. Ma alla scadenza del termine, 24 corpi erano ancora nelle mani di Hamas. In risposta, Israele ha ridotto il flusso di aiuti umanitari e chiuso il valico di Rafah come misura di pressione.
“GLI AIUTI UMANITARI NON PASSERANNO PER IL VALICO DI RAFAH”
Nella giornata di oggi, 16 ottobre, il Cogat- che sovrintende ai flussi di aiuti nella Striscia di Gaza- oltre a prendere tempo sull’apertura del Valico di Rafah, atteso soprattutto dalle organizzazioni umanitarie, per poter far entrare nella Striscia cibo, medicinali e beni di prima necessità, assicura comunque che “gli aiuti umanitari stanno entrando nel territorio attraverso il valico di Kerem Shalom, con Israele e altri valichi”. “Va sottolineato- aggiungono i funzionari del Cogat in una dichiarazione inviata a Reuters- che gli aiuti umanitari non passeranno attraverso il valico di Rafah. Questo non è mai stato concordato in nessuna fase”. Appena 24 ore fa due fonti avevano riferito a Reuters che il valico di Rafah avrebbe dovuto essere aperto al passaggio delle persone giovedì. Il valico è l’unico punto di accesso tra la Striscia e l’Egitto.
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