AD HELSINKI NAPOLITANO RIBADISCE FIDUCIA E SPERANZA NELL’EUROPA
Il Presidente Giorgio Napolitano da Helsinki,Finlandia, dove sta partecipando alla riunione informale di Capi di Stato europei del cosiddetto gruppo ‘Arraiolos’, ha, con un suo appassionato intervento,rimarcato la sua fiducia nell’Europa. convinto che il destino di tutti i Paesi europei, non solo l'Italia, sia connesso alla tenuta dell'Unione Europea che deve però essere in grado di coniugare solidarietà e rigore e di parlare con
"una sola voce". E' un discorso ampio, rivolto ai Presidenti degli altri 8 paesi che con l'Italia dal 2003
danno vita alla riunione dei Presidenti proprio per rilanciare con uno sguardo al futuro il senso di unità del vecchio continente.
"Abbiamo bisogno di decisioni e iniziative comuni per la produttività e la competitività. Insieme col rigore occorre che operi il principio di solidarietà. Il mondo è radicalmente cambiato. Il baricentro dello sviluppo si è allontanato dall'Europa. Che ci piaccia o no dobbiamo riconoscerlo. E lo riconosciamo. Ma esitiamo a trarne le conseguenze, ad agire coerentemente verso una maggiore integrazione. Abbiamo dovuto affrontare una fase caratterizzata da preoccupazioni e incertezze, e infine, positivamente, da cambiamenti. Ma occorrono altri cambiamenti.", ha affermato il Presidente.
"L´Europa non è solo l´Euro. E' molto di più. La interconnessione - ha affermato il Capo dello Stato - è così profonda da rendere inimmaginabile una sua dissoluzione. Essenziale è misurarci con tutti i cambiamenti necessari. E´stato un bene che si sia proceduto a una maggiore integrazione fiscale. Ciascun paese deve assumersi le sue responsabilità. L´Italia lo sta facendo con decisioni difficili e duri sacrifici, in particolare per ridurre l´enorme debito pubblico, per non lasciare che gravi sulle giovani generazioni. E sappiamo anche che ci sono nuovi fenomeni di povertà" ."Per tradurre in fatti reali la formula adottata dal Consiglio Europeo, "Consolidamento dei conti favorendo la crescita", dobbiamo andare - ha rilevato il Presidente Napolitano - oltre il mero coordinamento delle politiche economiche nazionali, che ha causato il fallimento della Strategia di Lisbona. Abbiamo bisogno di decisioni e iniziative comuni per la produttività e la competitività.
Siamo stati concentrati sulla difesa dell'Euro mentre abbiamo bisogno di Europa in tutti i campi, e anche in quello della politica estera e di sicurezza comune.
Fuori d'Europa c´è domanda di più Europa, ma di una Europa che abbia una voce sola.
Si sono frapposti ostacoli, durante la crisi dell'Eurozona, al principio di solidarietà. Si e´diffusa la falsa convinzione che alcuni Paesi hanno avuto solo vantaggi dall'Euro mentre altri hanno solo pagato il conto. Ma insieme col rigore, occorre che operi proprio il principio di solidarietà, come è stato in altre fasi per vari Paesi. Nessun Paese da solo, per quanto grande e competitivo, può agire con capacità sufficiente per contare davvero nel nuovo contesto globale. Solo l´Europa unita può essere una risposta al rischio di declino". Concludendo il suo intervento, il Capo dello Stato ha auspicato che"possiamo farcela. Se c´è chi pensa che si può essere al sicuro tornando al passato, si colloca fuori della realtà.
Dobbiamo esprimere più orgoglio e più fiducia. Abbiamo realizzato qualcosa di originale, di unico, non un´alleanza tradizionale. E ai nostri cittadini dobbiamo saper comunicare meglio ciò che siamo e vogliamo sempre più essere".
La riunione dei Capi di Stato "Uniti per l'Europa", che si conclude l’11 febbraio, è stata promossa dal Presidente finlandese, signora Halonen, che, il primo marzo, conclude il suo doppio mandato come Presidente del Paese nordico, per trasferire l’incarico al suo successore, Sauli Niinis


