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NEWS DALLA COLDIRETTI IL GIORNALE DEL LAZIO 2010 HOME |
BORSA TURISMO:GARGANO (COLDIRETTI), “BENE MA TAVOLO VA ALLARGATO A OFFERTA AGRITURISTICA”

– “La borsa del turismo di Roma è una opportunità per l’economia della Capitale e dell’intero Paese ma non può essere sgabello a tre gambe”. Lo afferma Massimo Gargano, presidente della Coldiretti Lazio, che chiede al Sindaco Gianni Alemanno ed al suo vice Mauro Cutrufo di allargare al settore dell’agriturismo il tavolo della concertazione; “altrimenti – afferma Gargano si rischia di lasciare fuori dalla cabina di regia l’offerta turistica della campagna romana”.
Nel Lazio sono circa 1600 le aziende iscritte agli albi provinciali e circa 500 quelle autorizzate ad operare in regime agrituristico. Più del 50% sono aziende giovani, gestite da quarantenni e tra questi più del 40% sono donne. L’80% circa degli agriturismi laziali offre servizi di alloggio e il 50% abbina l’offerta di pernottamenti alla somministrazione di pasti e bevande. Il 75% degli agriturismi offre in aggiunta attività sportive e ricreativo-culturali ben inserite in un territorio di circuiti storico artistico paesaggistici con la presenza di parchi ed aree protette.
Per quanto riguarda la ristorazione, primo motivo che spinge i turisti a scegliere Roma e l’Italia come meta dei loro viaggi, quella degli agriturismi romani si basa al 70% su prodotti tipici locali cui si aggiunge il 30% di prodotti dell’artigianato e dell’industria locale.
“Sono questi i numeri che devono far riflettere la Politica”. Ha riferito Aldo Mattia direttore della Coldiretti Lazio che aggiunge, “pensare di promuovere una borsa del turismo lasciando fuori l’offerta agrituristica, significherebbe offrire ai grandi tour operator mondiali, del turismo congressuale, degli imminenti appuntamenti come la Formula Uno, le Olimpiadi e gli Europei di calcio, un ventaglio di proposte molto limitato”. “Un lusso - ha poi concluso Gargano che la Politica non può permettersi se ha veramente intenzione di puntare alla pole position del mercato dei viaggi e dell’ospitalità agroalimentare del made in Italy”.
MADE IN ITALY: COLDIRETTI, “ROSECCO” ALIMENTA MERCATO FALSI DA 52 MLD

Il Rosecco, il vino brut rosè, che stava per essere messo in vendita dalla prestigiosa catena distributiva inglese Mark & Spenser come imitazione del Prosecco, è solo l’ultimo esempio dei tanti prodotti fantasiosi presenti sul mercato internazionale delle imitazioni del Made in Italy alimentare che sviluppa un fatturato di 52 miliardi di euro. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento al sequestro da parte dell'Icqrf di Conegliano di oltre 14.000 bottiglie del “Rosecco” poste in vendita dalla catena distributiva inglese al prezzo di 8,99 sterline. Non è un caso che proprio in Inghilterra sono addirittura in vendita “wine kit” fai da te per ottenere in soli in 28 giorni a casa la produzione di vini come il Chianti, il Barolo, il Valpolicella, l'Amarone, il Frascati e il Verdicchio per le quali sono fornite addirittura le etichette da applicare sulle bottiglie.Secondo uno studio della Coldiretti le esportazioni di prodotti agroalimentari Made in Italy potrebbero quadruplicare se venisse uno stop alla contraffazione alimentare internazionale che è causa di danni economici, ma anche di immagine. La pirateria agroalimentare internazionale - denuncia la Coldiretti - utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all'Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale: dai formaggi ai salumi, dal caffè ai biscotti, dall'olio di oliva ai condimenti, dalla pasta ai vini. Il rischio reale - conclude la Coldiretti - è che si radichi nelle tavole internazionali un falso Made in Italy che toglie spazio di mercato a quello autentico e banalizza le specialità nostrane frutto di tecniche, tradizioni e territori unici e inimitabili
CONSUMI: COLDIRETTI, BIOLOGICO A TAVOLA PER 1 ITALIANO SU 2 (+ 4%)

Piu’ di un italiano su due (56 per cento) ha messo nel carrello della spesa prodotti biologici almeno qualche volta nel corso del 2009 con un aumento in numero del 4 per cento rispetto all’anno precedente nonostante la crisi. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti /Swg in riferimento al varo del nuovo logo europeo per gli alimenti biologici che a partire dal primo luglio saranno riconoscibili da una Eurofoglia con dodici stelle bianche su fondo verde brillante con al centro una cometa.Il nuovo logo per riconoscere le produzioni biologiche comunitarie è - sottolinea la Coldiretti - particolarmente importante per i consumatori in Italia dove il biologico sviluppa un giro di affari stimato in 3 miliardi di euro con l’agricoltura nazionale che detiene il primato nel numero di imprese agricole biologiche (circa 45mila) su un territorio di oltre un milione di ettari. L’aumento del 32 per cento delle aziende dove acquistare direttamente (2176 nel 2009), quella del 22 per cento degli agriturismi ed il boom dei mercati degli agricoltori evidenziati da Biobank, confermano - sostiene la Coldiretti - la forte crescita di un segmento della popolazione che non si accontenta di acquistare biologico ma che vuole conoscerne anche la provenienza.Di fronte a questa esigenza occorre anche intervenire - conclude la Coldiretti - con misure di trasparenza introducendo al piu' presto il marchio del biologico italiano, come previsto dal regolamento comunitario, per consentire ai consumatori di fare scelte di acquisto consapevoli sulla reale origine del prodotto acquistato.
TERREMOTO: COLDIRETTI, DAL MADE IN ABRUZZO DIPENDONO 60MILA IMPRESE

Con la consegna delle case riparte anche l’attività economica e torna in tavola il Made in Abruzzo. La gustosa polenta di farro, gli arrosticini di pecora, il formaggio cotto, le pizze fritte e tanti assaggi per far conoscere l’intero paniere di prodotti agroalimentari abruzzesi sono stati offerti dai pastori e dagli agricoltori dell’Abruzzo alle migliaia di visitatori che hanno visitato le aziende agricole abruzzesi ospitate dalle colleghe laziali al mercato al coperto di Campagna Amica della Coldiretti al Circo Massimo a Roma fino a domenica.
Una iniziativa che ha suscitato l’interesse e la curiosità dei consumatori abituali che, insieme alle tipiche produzioni romane, nel mercato degli agricoltori hanno avuto la possibilità di portare a tavola le specialità abruzzesi. Sono andati letteralmente a ruba i formaggi come il pecorino d'Abruzzo, il caciofiore aquilano e l’incanestrato di Castel del Monte, i prodotti orticoli di elevata qualità come le lenticchie di Santo Stefano, l’aglio rosso di Sulmona e la carota dell'Altopiano del Fucino Igp fino agli oli di oliva a denominazione di origine (Dop Aprutino Pescarese, Colline Teatine o Pretuziano delle Colline Teramane) e i vini doc (Montepulciano d'Abruzzo e Trebbiano d'Abruzzo) offerti dalle sedici imprese che hanno venduto i prodotti e le specialità agroalimentari di una terra profondamente colpita dal sisma del 6 aprile, ma pronta a risollevarsi partendo proprio dalla simbolica conquista della capitale.
“Una giornata che ha il senso di una rinascita, non solo simbolica per le 60mila imprese agricole abruzzesi” - ha sottolineato il direttore della Coldiretti Abruzzo Michele Errico - “l’economia abruzzese, fortemente provata dal terremoto, si sente pronta a ripartire con entusiasmo e volontà e l’agricoltura si candida ad essere il volano di questa nuova fase. Sarà difficile, ma da parte delle aziende c’è un forte desiderio di riscatto. L’iniziativa di oggi lo dimostra e conferma la bontà del progetto della Coldiretti per una filiera tutta agricola e tutta italiana”.
Comprare abruzzese - sostiene la Coldiretti - è un modo importante per esprimere solidarietà concreta alle popolazioni colpite dal sisma e contribuire al rilancio dell'economia locale, ma il mercato è stato anche una opportunità per far conoscere ed apprezzare le tradizioni abruzzesi anche con la degustazione di ricette tradizionali preparate in loco recuperando l’umile menu degli antichi pastori dell’Appennino che si cibavano con delicati formaggi di capra, polenta e minestre di legumi. E per l’occasione, anche un omaggio alla solidarietà: l’azienda agricola Sergio Del Casale di Vasto ha presentato una edizione limitata di Montepulciano d’Abruzzo, dedicata a tutti coloro che contribuiscono alla rinascita dell’Abruzzo in seguito al terremoto del 6 aprile.
Nel corso della giornata è stato anche fatto il punto sulla situazione delle aziende agricole e sulla apertura dei mercati degli agricoltori di Campagna Amica in Abruzzo, attualmente presenti nei Comuni di Chieti, Vasto, Giulianova, Pratola Peligna, Scurcola Marsicana e Casoli.
MALTEMPO: COLDIRETTI, DISTRUTTO IL 65 % DEL RADICCHIO DI CHIOGGIA

E’ compromessa la produzione del 65 per cento del radicchio di Chioggia per effetto del ghiaccio e della pioggia battente su oltre mille ettari di terreno coltivato. E’ questo uno degli effetti dell’ondata di maltempo che ha interessato la penisola che emerge da un monitoraggio della Coldiretti dal quale si evidenza peraltro che migliaia di ettari di campagna italiana sono finiti sott'acqua con casolari allagati, frane e smottamenti nelle aree rurali. Ai danni da gelo al nord si aggiungono quelli da allagamento nel Lazio e nell'Umbria che hanno aggravato il pesante bilancio in Toscana con interi vivai distrutti e danni alle coltivazioni di ortaggi e cereali. Con i prezzi della frutta e verdura che in media triplicano nel passaggio dal campo alla tavola occorre vigilare affinchè l'ondata di maltempo con l'arrivo del gelo non diventi la miccia per far esplodere il fenomeno della speculazione in un momento di difficoltà economica per le imprese agricole ed i consumatori. Alcuni prodotti sono infatti già raccolti da tempo come mele, pere e kiwi che - sottolinea la Coldiretti - sono peraltro un ottimo alleato per affrontare il grande freddo. Come gli agrumi per i quali invece è in corso la raccolta con le arance che sono sottopagate in media appena 27 centesimi al chilo nelle campagne, in calo rispetto allo scorso anno e al di sotto dei costi di produzione, anche se il prezzo moltiplica fino a 1,55 euro al chilo sul banco dei consumatori, con ricarichi del 474 per cento dal campo alla tavola. Gli eventuali leggeri rialzi alla produzione dovuti all'aumento dei costi di riscaldamento delle serre o alla ridotta disponibilità di alcuni prodotti orticoli danneggiati dalle gelate possono essere - sottolinea la Coldiretti - di qualche centesimo che non deve trasformarsi in euro nel passaggio dal campo alla tavola. Di fronte alle trappole del mercato in agguato, per fare acquisti di qualità al giusto prezzo la Coldiretti ha elaborato un vademecum per la frutta e verdura che consiglia di verificare l'origine nazionale per essere sicuri della stagionalità, di preferire le produzioni locali che non essendo soggette a lunghi tempi di trasporto garantiscono maggiore freschezza, privilegiare gli acquisti diretti dagli agricoltori, nei mercati di campagna amica e nei punti vendita specializzati anche della grande distribuzione dove è più facile individuare l'origine e la genuinità dei prodotti. Ma secondo la Coldiretti occorre intensificare anche l'attività di vigilanza perchè - denuncia la Coldiretti - sono praticamente scomparsi dai banchi di vendita della frutta e verdura i cartellini che devono riportare obbligatoriamente oltre al prezzo la provenienza, la varietà ed il livello di qualità per consentire ai consumatori di fare i necessari confronti. La mancanza delle etichette con l'indicazione dell'origine impedisce - conclude la Coldiretti - di fare scelte consapevoli e di capire quali prodotti sono di stagione nel nostro Paese e quale è quindi il momento migliore per acquistare le arance o i kiwi, che evidentemente non sono presenti in Italia dodici mesi all'anno.
VA A GONFIE VELE IL NOVELLO DEL LAZIO
A UN MESE DAL DEBLOCAGE UN BILANCIO ASSOLUTAMENTE POSITIVO

Un mese positivo quello appena vissuto dalle aziende aderenti all’Istituto del Novello Latino. In poco più di 30 giorni (il deblocage infatti è stato festeggiato il 5 novembre all’Enoteca Regionale Palatium) sono state vendute ben 20mila bottiglie.
“I dati in realtà sono ancora migliori – commenta Enzo Nesta, Presidente dell’Istituto del Vino Novello del Lazio – in quanto questo numero tiene conto soltanto delle etichette vendute dai ristoranti e dai punti GDO coinvolti nell’operazione. A queste vanno aggiunte, ovviamente, quelle che hanno seguito altri canali. Un ottimo risultato che conferma la validità di un progetto che, oltre a noi, ha viste coinvolte istituzioni come l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Lazio e l’Arsial”.
Un segnale importante, specie se si considera il non facile momento economico, che testimonia la bontà di azioni come questa che vedono la cooperazione dei vari elementi che compongono la filiera. Dai produttori ai distributori, dalla ristorazione alla Grande Distribuzione Organizzata con la fondamentale regia istituzionale di Arsial, l’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio.
“Il lavoro dell’Agenzia per favorire l’ingresso dei prodotti del Lazio nel sistema della Grande Distribuzione Organizzata – dichiara il Commissario Straordinario di Arsial, Massimo Pallottini – è iniziato nel novembre del 2005 proprio con i vini dell’Istituto del Novello Latino. Dopo quell’esperienza, che possiamo definire pilota, in 4 anni abbiamo portato sugli scaffali della GDO tutte le tipologie di prodotti e coinvolto centinaia di aziende del territorio. Grazie a questo progetto, i consumatori iniziano a cercare sempre più i prodotti dei qualità del Lazio anche nei supermercati e per le aziende si è aperto un nuovo, importante, canale di vendita”.