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« ...Io sarò ancora giovane,/ con una camicia chiara /e coi dolci capelli che piovono/ sull'amara polvere./ Sarò ancora caldo/ e un fanciullo correndo per l'asfalto/ tiepido del viale, /mi poserà una mano/ sul grembo di cristallo. »       Paolo Pasolini, Il giorno della mia morte, La meglio gioventù.

Cambierà, sì, cambierà

LA MEGLIO GIOVENTU' DEL MINISTRO GIORGIA MELON

 

 

 

          

Non a tutti capita di ritrovarsi con un’ex-allunna diventata ministro. Io ho provato questo orgoglio: ho assistito all’ascesa politica di una mia allieva, molto brava in francese e non solo, diventata Ministro della Gioventù del governo di Silvio Berlusconi. Le qualità per diventare una leader Giorgia Meloni le aveva già tutte a scuola: volontà, intelligenza, passione, oratoria, capacità critiche. Non per nulla ha scelto una frase di Gandhi come motto della sua politica: “I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo”. Equivale ad affermare che si può oggi fare politica con passione, competenza e intelligenza. Martedì 9 marzo Giorgia Meloni è stata ospite dell’Istituto San Leone Magno di Roma su invito dell’Associazione degli ex-alunni. Alla presenza di rappresentanze di varie Associazioni, dell’Onorevole Francesco Lollobrigida, consigliere regionale candidato alla Regione Lazio per il PDL, la Presidente della Federazione di Associazioni impegnata nel sociale, per la disabilità psichica, la multiculturalità ecc., Giovanna Sorbelli, ha manifestato il desiderio che Lollobrigida possa diventare Assessore poiché molto attivo nella valle dell’Aniene dove è molto radicato, stimato e sostenuto dai sindaci e dagli abitanti. Auspica che si possa costruire una piattaforma giovanile dove le coppie possano radicarsi, trovare il lavoro, l’asilo nido, le attrezzature sportive, il pub, la pizzeria, la discoteca ecc. senza abbandonare queste terre della Valle dell’Aniene che sono inerti. Il ministro Meloni, che sta facendo tante cose per i giovani, per le donne e le giovani coppie, aveva in precedenza già incontrato nel corso di un appassionato confronto i ragazzi dello stesso Istituto. Afferma di essere rimasta colpita dal fatto che lo spazio del San Leone Magno ha la capacità di essere area d’aggregazione e di laboratorio culturale anche oltre gli anni nei quali lo si frequenta e costituisce pertanto anche un modello: le scuole possono fare di più di quello che di solito fanno. Qualcosa nella scuola non ha funzionato se il 97% va in stipendi e contemporaneamente gli insegnanti italiani sono i peggio pagati dell’Unione Europea. Laddove c’è il desiderio di fare di più e di misurarsi, i risultati arrivano poiché la capacità che ha il San Leone Magno di continuare nel tempo i rapporti con gli allievi dipende da una serie di servizi. “Non è facile essere oggi Ministro della Gioventù: ci confrontiamo - sostiene il Ministro - con la prima generazione nella storia della Repubblica che vive in una realtà peggiore di quella in cui vivevano i propri padri. Da una parte consegniamo ai giovani un’Italia molto difficile con la quale confrontarsi, dall’altra guardiamo a questa generazione unicamente attraverso gli stereotipi dei bamboccioni, dei bulli, lenti distorte che non fanno rendere conto che in realtà il materiale umano del quale disponiamo è migliore di quello che a noi pare. Forse siamo noi che non riusciamo a dialogare adeguatamente con questi ragazzi e che finiamo per far percepire come noi li vediamo (effetto specchio). Quello che cambia oggi è la capacità di divulgare e amplificare: il singolo episodio che rimaneva circoscritto ora diventa di dominio pubblico. E’ importante capire che si possono usare gli stessi strumenti, cioè i mezzi di comunicazione, per raccontare il bene – ci limitiamo a denunciare il male e non promuoviamo mai il bene, che è pur vero che fa meno notizia e non è interessante. C’è un filone del nostro operato che abbiamo chiamato “La meglio gioventù”, proviamo a promuovere il bene, a raccontare le migliaia e migliaia di storie di ragazzi e ragazze che ogni giorno si battono per crearsi uno spazio dignitoso all’interno della società, per fare del volontariato, dell’associazionismo o dell’impegno politico. Nell’era della precarietà assoluta, che spingerebbe all’individualismo, vi sono giovani che dedicano una parte del proprio tempo agli altri, facendo una scelta molto più coraggiosa che ai tempi del boom economico quando bene o male si aveva qualche certezza. Rispetto al tema della crisi economica si può lavorare sulle nuove generazioni perché hanno creatività, estro, rabbia, voglia di misurarsi. Si possono usare i giovani come volano di ripresa della crisi: bisogna aiutare i ragazzi, per esempio, a creare un’impresa. Abbiamo pubblicato un libro che contiene 190 storie di ragazzi e ragazze italiane che nel 2008 che hanno avuto un riconoscimento internazionale solo nel campo della creatività: questo significa sia che il made in italy continua a vivere sia che c’è dell’humus su cui vale la pena d’investire. E’ più ribelle gettare in cuore oltre l’ostacolo, mettere al mondo un figlio, per esempio, con una casa in affitto e un lavoro precario che non drogarsi o fumare uno spinello o bere alcool: è una scelta controcorrente. Una delle nostre prossime priorità, quando ci sarà la copertura economica, è il sostegno alla maternità, un incentivo alla natalità,  poiché la nostra Nazione tende a scomparire nel lungo termine. Il tasso di fertilità è di 1,3 figli per donna quando dovrebbe essere il doppio. Questo governo ha investito 34 miliardi di euro sugli ammortizzatori sociali per affrontare la crisi. Il problema del rapporto tra il precariato, la flessibilità e i giovani non dipende dal fatto che i giovani non vogliono mettersi in discussione, ma dalla consapevolezza che se il contratto di lavoro è a tempo determinato la società tratta il giovane come figlio di un Dio minore e per esempio nessuno gli concede un mutuo per comprare una casa: noi abbiamo investito 24 milioni di euro in un fondo di tutela per la concessione del mutuo per la prima casa, lo stato mette le garanzie che mancano. 100.000 nuovi alloggi sono destinati a realtà in difficoltà. Abbiamo chiesto al direttore di RAI UNO di raccontare a “Domenica In” ogni volta un episodio di “Meglio Gioventù”. La Meloni parla infine dell’introduzione del “quoziente famigliare” che può risolvere il problema delle giovani coppie, poiché sono previsti asili condominiali, congedi parentali, migliore distribuzione delle responsabilità ecc. ecc. ma costa 18 miliardi euro e per ora abbiamo dovuto dare la precedenza a chi ha perso il lavoro.

                                                                                               Fausta Genziana Le Piane