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   ANCHE QUESTE ELEZIONI REGIONALI SONO LA SOLITA VECCHIA POLITICA

di Franco Leggeri

 

Le campagne elettorali, generalmente, servono per fare il punto sui problemi del territorio e per provare a disegnare scenari ed interventi mirati alla loro soluzione, nell’ottica di uno sviluppo economico, ma anche sociale e culturale. Questa volta, a mio avviso, niente di tutto ciò. Tutti i contendenti sono d’accordo sulla necessità di voltare pagina rispetto ad un periodo precedente bollato come fallimentare, senza alcuna analisi approfondita di un fallimento che ha la faccia della voragine di debiti della sanità, ma che si porta dietro una crisi delle imprese con fortissime ricadute in termini di disoccupazione, le cui ragioni andrebbero analizzate e non semplicemente addebitate ad uso improprio, maldestro, quando non segnato da forti elementi di corruzione a livello politico e burocratico. Ho l’impressione che si continui a fare la vecchia politica dove tutti affermano di voler cambiare tutto, ma in realtà si vuole che nulla cambi, se non coloro che detengono il bastone del comando. Purtroppo siamo in una situazione in cui questo gioco nessuno può permetterselo. Siamo una delle regioni con il più alto tasso di povertà e indebitamento delle famiglie, con un’alta  mortalità delle imprese, con servizi sociali carenti e deficitari. C’è bisogno di far ripartire l’economia per poter affrontare i problemi sociali che già mostrano di avvitarsi su se stessi, come testimoniano le cronache quotidiane del disagio e della disperazione. Occorrerebbero ricette semplici e praticabili, come quelle dei lavori pubblici e il rilancio dell’iniziativa privata, come si faceva negli anni della ripresa economica. E poi il turismo se lo si vuole veramente rilanciare come non pensare a valorizzare il patrimonio archeologico e monumentale che giace abbandonato, incolto, fatiscente. Basterebbe il recupero dei centri storici dei Comuni, anche di quelli interni per consentire uno sviluppo senza precedenti al turismo della nostra Regione. Si parta dalla valorizzazione della ricchezza che la storia ha consegnato alla nostra Regione, anche per migliorare la qualità della vita dei suoi abitanti insieme a quella del paesaggio e del territorio massacrato dall’incuria quando non dalla devastazione. Un progetto, un grande progetto, di riqualificazione e valorizzazione, ma articolato su migliaia di piccoli interventi concreti, fattibili, realizzabili in tempi rapidi e capaci di risollevare l’economia di tutte le realtà del territorio regionale, creando occupazione ed imprese, valorizzando le risorse umane e professionali anche dei nostri giovani, immettendo fiducia in un tessuto sociale per troppi anni condannato alla sfiducia e alla ricerca di scorciatoie pur di trovare soluzione a problemi di vita assillanti e angosciosi.

                                                                                               Franco Leggeri